WARP #75 - Settembre 2019

WARP is in italian at the moment, but if your sense of humour is turned on, you can try an auto-translated version here, thanks to Google. :-)


AM Instruments cerca personale!

Abbiamo bisogno dell'entusiasmo, delle capacità e del talento di
una CUCITRICE/CONFEZIONATRICE.
Non esitare, invia la tua candidatura!


TOP NEWS

AM Instruments@CPhI Worldwide - leggi

PASSWORD

La parola d'accesso di questo numero è "Curiosità" - leggi

CLEAN MUSIC

Musica per orecchie pure: "Fabrizio Sciacca Quartet" - leggi

AMORE E ALTRI INCANTESIMI

Jorge Luis Borges - leggi

WARP ATTACK

Into the wild…ancora sul cambiamento- leggi

CI PIACE! (+1)

Tra le invenzioni più innovative del 2019 c’è…- leggi

NO COMMENT

L'immagine del mese - vedi


TOP NEWS

AM Instruments@CPHI Worldwide 2019

5-7 NOVEMBRE 2019 - FRANCOFORTE - STAND 110B60 PMEC

Se cerchi innovazione e qualità vieni a trovarci. Potrai incontrare i nostri esperti e ricevere la consulenza di personale competente in grado di fornirti tutte le informazioni sui nostri nuovi prodotti  e servizi.

  • L’ultima frontiera della biodecontaminazione con il nuovissimo sistema frutto della ricerca e sviluppo AM Instruments

  • Nuovi prodotti della linea Pharmaclean® per la protezione, il confezionamento e la sterilizzazione in cleanroom

  • Nuove soluzioni AM Tech per il trasferimento dei materiali in ambienti classificati

Questo e molto altro a Francoforte, dal 5 al 7 novembre.

Da 30 anni, CPhI Worldwide, rappresenta la più grande fiera farmaceutica del mondo.

Sei zone ospitano le principali fasi della catena di approvvigionamento farmaceutica: dalle API, ai macchinari e imballaggi, all’outsourcing e ai biofarmaci. Con oltre 45.000 partecipanti in visita e 2.500 espositori internazionali, in tre giorni, CPhI Worldwide è il luogo in cui mettere in rete e reperire soluzioni farmaceutiche da tutto il mondo.

Schermata 2019-09-18 alle 19.23.50.png

PASSWORD

"Curiosità….e poi conoscenza…e poi libertà…e infine cambiamento"

La curiosità mi ha insegnato a non avere limiti, e comunque a provare a superarli quando ci sono.

Claudio Abbado

 

È così: “uno spirito curioso si attrezza a vedere il mondo con lenti diverse”, a non fermarsi di fronte a qualsiasi barriera, a scoprire angoli e sfumature nascoste,  a non barricarsi in inutili convinzioni, a immaginare magari qualcosa che nessuno ha immaginato prima. 

 

E’ vero, se ci pensate è la curiosità il motore della conoscenza e la conoscenza è la via per la libertà. Libertà dai propri limiti, ma anche da quelli imposti dal comune pensare.

E’ fin troppo banale affermare che le menti più innovative sono anche le più curiose. Quello invece su cui vogliamo soffermarci è la curiosità in un contesto aziendale: la curiosità come motore del cambiamento.

 

La curiosità è una scintilla che in azienda offre l’avvio a sviluppi diversi e inaspettati ma che mette in discussione anche ruoli e gerarchie. E’ la curiosità che genera il vero cambiamento.

Esiste una recente definizione, una figura dal nome particolare e che mi ha incuriosito, l’e-leader, che rappresenta la spinta propulsiva del cambiamento all’interno di una organizzazione.

Ma chi è l’e-leader?

“L’e-leader è una figura professionale propulsiva che spinge le organizzazioni verso l’innovazione e il cambiamento. Un e-leader può avere responsabilità organizzative di vertice (può essere un manager in una grande organizzazione, un dirigente in una pubblica amministrazione, un imprenditore o una figura vicina all’imprenditore in una impresa) ma può anche essere un livello professionale non di vertice purché in possesso di adeguati poteri decisionali e comunque in grado di migliorare la sfera d’azione del proprio lavoro, apportando un beneficio a tutta l’organizzazione. La forte attitudine dell’e-leader a “vedere” il cambiamento si traduce nella capacità di pensare e realizzare progetti volti a superare i vecchi schemi mentali e ad innovare i processi organizzativi.”

 

Diremmo un ruolo non facile... Se c’è qualcosa infatti che spaventa i più e al quale spesso ci si oppone è proprio il cambiamento. Quindi, come fa un e-leader a farsi leva del cambiamento organizzativo, senza chiaramente prescindere dal coinvolgimento immediato e duraturo della struttura nel quale è inserito?

 

Se lo chiedono in molti: perché aziende, imprese, gruppi di lavoro più o meno grande, passano necessariamente attraverso quella fase in cui il cambiamento si fa concreto, perché desiderato, o per il normale ciclo di vita della storia di un’azienda, di un’impresa, di un gruppo.

 

Il nemico numero uno del cambiamento è anche il contrario, se vogliamo, della curiosità, e si traduce in quella frase che tutti abbiamo sentito e a volte pronunciato, almeno una volta nella nostra carriera lavorativa (e non solo): abbiamo sempre fatto così. Questa frase è forse la più anti-innovativa che si possa pronunciare.

 

Ma credo ci sia un altro nemico della curiosità e del cambiamento: ed è l’illusione, forte più che mai oggi, di avere in mano già tutte le competenze necessarie a svolgere il proprio lavoro. La possibilità di accedere facilmente all’informazione ci offre l’ebbrezza di una presunta conoscenza, che altro non è che uno sguardo estremamente superficiale della realtà. Manca oggi la vera spinta all’approfondimento, al dubbio, alla domanda. Possediamo una sorta di bagaglio di informazioni come l’indice di un libro che non abbiamo mai letto. Ricordo un conoscente che, turista nel mondo, visitava solo i luoghi “in neretto” sulle guide. Ecco, metaforicamente le nostre conoscenze sono perlopiù elementi in neretto che sintetizzano un mondo che non abbiamo più la curiosità di esplorare e mettere in dubbio.

 

In conclusione, curiosità, conoscenza, libertà e cambiamento sono vettori consecutivi, l’uno non esiste senza il precedente. E tornando indietro, fino al via, al primo posto c’è curiosità. Non è un caso che al termine del celebre discorso a Stanford, Steve Jobs, pronunciasse quella fatidica frase: “Siate curiosi, siate folli”.

 

Quando ero un ragazzo, c'era un giornale incredibile che si chiamava 'The Whole Earth Catalog', praticamente una delle bibbie della mia generazione. è stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci aveva messo dentro tutto il suo tocco poetico. è stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fatto con macchine per scrivere, forbici e foto Polaroid. è stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni. 


Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di 'The Whole Earth Catalog' e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono l'ultimo numero. Era più o meno la metà degli anni Settanta. Nell'ultima pagina di quel numero finale c'era la fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l'autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c'erano le parole: 'Stay Hungry. Stay Foolish', siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish: io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso lo auguro a voi. Stay Hungry. Stay Foolish.

 

Steve Jobs



CLEAN MUSIC

Fabrizio Sciacca Quartet – Gettin’ It There

Gli esordi della musica jazz nell’immaginario di ognuno di noi sono, senza ombra di dubbio, collocati in fumosi locali della Louisiana e suonata quasi certamente da musicisti di colore. 

Pochi sanno che, invece, uno dei più grandi pionieri della musica Jazz arrivava dalla Sicilia e il suo nome era Nick La Rocca. Sua è l’incisione del primo disco jazz, Livery Stable Blues,  insieme all’Original Dixieland Jass Band, che nel 1917 vendette la bellezza di un milione e mezzo di copie. Sempre dalla Sicilia arrivava Tony Scott, virtuoso clarinettista scomparso nel 2007 e che ha accompagnato i più grandi musicisti jazz di sempre, da Charlie Parker a Keith Jarrett. 

Questa è la grande eredità che si porta sulle spalle un giovane ma talentuoso musicista jazz originario di Catania. Il suo nome è Fabrizio Sciacca. 

Fabrizio inizia a suonare il basso elettrico, regalatogli dal padre, a soli 13 anni. Nel 2011 vince una borsa di studio che lo porta a frequentare il Berklee College of Music di Boston. Durante i suoi quattro anni alla Berklee, studia con importantissimi musicisti come John Patitucci e Victor Bailey. Fuori dalla scuola si esibisce con una varietà di ensemble in molti locali di Boston, gli stessi locali visitati in passato da artisti di calibro, uno su tutti Charlie Parker. 

Frequentare i locali dove suonare il più possibile gli permette di incontrare persone di culture differenti che gli consentono di acquisire tecnica e ampie visioni musicali. 

Dopo la laurea nel 2015, Fabrizio si trasferisce a New York, studiando con Ron Carter, uno dei più grandi contrabbassisti al mondo, un signore di 82 anni dal quale si reca settimanalmente a prendere lezioni che lo forma sia come musicista che come uomo, fino a conseguire un Master in Performance e Composizione presso la Manhattan School nel 2018. 

 

A New York si stabilisce nel quartiere di Harlem, un quartiere che ha avuto un ruolo molto importante nello sviluppo della musica jazz. New York è una città difficile per la quale Fabrizio Sciacca nutre sentimenti contrastanti in un rapporto di amore-odio, ma la forte competizione che la città lo obbliga ad affrontare, spinge Fabrizio a migliorarsi sempre di più. 

 

Nel 2019 Fabrizio Sciacca fa il debutto ufficiale con il suo primo disco intitolato Gettin’ It There. 

Per il suo debutto Sciacca si presenta in quartetto con tre straordinari artisti jazz: il pianista venezuelano Donald Vega, il batterista Billy Drummond e, in tre canzoni, il sassofonista tenore Jed Levy. 

Il disco si apre con un omaggio a Sam Jones, contrabbassista scomparso nel 1981, con il brano One For Amos. Il brano viene interpretato in chiave blues.  Il disco è anche un tributo al suo maestro Ron Carter, cui dedica For Sir Ron

Nell’album Gettin’ It There, Fabrizio Sciacca fa espressione di cosa significhi il basso per lui, usando lo strumento sia come elemento solistico che di accompagnamento. 

Fabrizio Sciacca è entrato senza ombra di dubbio nella scena jazz americana e internazionale. Gettin’ It There è un disco che si ascolta con piacere, trascinati dal virtuosismo che i musicisti sono stati in grado di trasmettere. 

Con l'uscita di questo disco, la carriera del giovane Fabrizio Sciacca è sicuramente iniziata in modo straordinario. 


AMORE E ALTRI INCANTESIMI

Il tempo

Il tempo è un fiume che mi trascina,

ma sono io quel fiume;

è un tigre che mi divora,

ma sono io quella tigre;

è un fuoco che mi consuma,

ma sono io quel fuoco.

Il mondo, disgraziatamente, è reale;

io, disgraziatamente, sono Borges.

JORGE LUIS BORGES



WARP ATTACK

Into the wild…..ancora sul cambiamento

C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso… Non dobbiamo che trovare il coraggio di rivoltarci contro lo stile di vita abituale e buttarci in un’esistenza non convenzionale.

(Dal film Into the Wild)



CI PIACE! (+1)

CES 2019 - LAS VEGAS

Una delle invenzioni più innovative del 2019, premiata al CES 2019 di Las Vegas, la più grande fiera della tecnologia del consumo, riguarda i dispositivi medici.

Freestyke Libre è una soluzione innovativa pensata per i malati di diabete. Dotato di un sensore per nulla invasivo che si applica al braccio, il dispositivo rileva il livello di glucosio nel sangue fino a 13 volte contro la media di 1,6 al giorno. Il medico può controllare il valore del glucosio nel sangue del proprio paziente anche da remoto.



NO COMMENT

L'immagine del mese

“think pink” - foto di Emma Papi


WARP continua sul prossimo numero. Se non sei già nella nostra lista:

Grazie per aver letto questo numero di WARP, la pubblicazione online di AM Instruments. Ci piacerebbe conoscere il tuo parere o avere dei suggerimenti su temi di tuo interesse per le prossime pubblicazioni, puoi farlo da questo form.

Immagini tratte da Google foto, da contributi spontanei o regolarmente acquistate da servizi di foto stock.

AM Instruments srl - P.I. 02196040964

aminstruments.com