WARP #53 - Ottobre 2017

WARP is in italian at the moment, but if your sense of humour is turned on, you can try an auto-translated version here, thanks to Google. :-)


AM Instruments cerca personale!

Abbiamo bisogno dell'entusiasmo, delle capacità e del talento di un TECNICO SPECIALIZZATO BIODECONTAMINAZIONI, di un TECNICO VALIDAZIONI, di una CUCITRICE/CONFEZIONATRICE, di un PROGRAMMATORE PLC/SCADA
e di un OPERATORE ADDETTO AL CONTROLLO QUALITA’
Non esitare, invia la tua candidatura!



TOP NEWS

Nuovi eccezionali strumenti da Lighthouse - leggi

PASSWORD

La parola d'accesso di questo numero è "Parole" - leggi

UNA PAGINA A CASO

Pessoa - leggi

AMORE E ALTRI INCANTESIMI

Chandra Livia Candiani - leggi

WARP ATTACK

AL - leggi

MI PIACE! (+1)

Daphne Carliana Galizia - leggi

NO COMMENT

L'immagine del mese - vedi

AM KIDS

AM Kids che crescono: Galeffi - leggi

ORTENSIA MALINCUORE

Ortensia e il calendario 2018 - leggi


TOP NEWS

Nuovi eccezionali strumenti da Lighthouse

AM Instruments presenta i nuovissimi strumenti Lighthouse:
L’ultima generazione di strumenti per il monitoraggio ambientale

APEX Z50 - contatore di particelle ad alto flusso
integrità dei dati
portabilità
rapidità
semplicità

ACTIVE COUNT 100H - campionatore microbiologico ad impatto
in conformità con ISO 14698-1
portabilità
filtro HEPA su aria in espulsione
programmabilità

APEX Z50 è un contatore di particelle innovativo, piccolo, leggero, portatile, dotato di una elevata tecnologia che consente non solo un completo controllo dei parametri analitici con conseguente riduzione dei rischi e dei tempi di lavoro, ma anche un utilizzo semplice e user friendly.

Il software strumentale è stato sviluppato con un’attenzione particolare alle esigenze degli operatori di settore con l’obiettivo di rendere l’operatività la più semplice possibile pur rispettando le specifiche esigenze normative.

Alcuni esempi?

  • La programmazione di metodi operativi con la possibilità di impostare aree, ricette e locazioni può avvenire direttamente dal menu principale senza necessariamente selezionare navigare nei vari sottomenu.
  • Led di stato posti sulla maniglia di trasporto permettono il controllo a distanza dell’insorgere di situazioni anomale permettendo un rapido riconoscimento
  • Il peso complessivo è il più contenuto nella categoria 100 litri/min.: solo 3,8 kg con una batteria. Le dimensioni sono tali da consentirne l’uso direttamente sotto cappa e in aree di dimensioni molto limitate.
  • La funzione di accesso “multiple users” e l’audit trail consentono il rispetto dei requisiti di data integrity mentre la possibilità di programmare il contatore importando file di configurazione precedentemente salvati amplia notevolmente la duttilità operativa.

AUTODIAGNOSTICA
Ogni record di dati contiene informazioni diagnostiche sul sensore, contribuendo a garantire la conformità tra le calibrazioni.

  • Test diagnostico multiplo
  • Contaminazione della cella ottica
  • Problemi al laser
  • Problemi al fotodetector
  • Errori di flusso

CONFIGURAZIONE
La configurazione dello strumento può essere facilmente esportata su una chiave USB e quindi importata in un altro contatore di particelle o salvata come backup.

  • Trasferimento di configurazioni complete su più strumenti senza dover eseguire singole programmazioni
  • Back-up delle configurazoni
  • File di configurazione facilmente trasferibili - via e-mail o via APP

PORTABILITA’
Componenti e contenitore sono stati accuratamente selezionati per consentire la massima riduzione di pesi e ingombri.

  • Peso ridotto: 3,8 Kg con una batteria
  • Ingombro minimo per l’uso sotto cappa
  • Trasporto facilitato grazie al design ergonomico

PERSONALIZZAZIONE DEI CONTENUTI
E’ possibile selezionare le informazioni visualizzate sulla videata principale selezionandone il contenuto secondo le proprie esigenze.

  • Visualizza i dati nei formati RAWDATA e normalizzati a m3 o ft3
  • Visualizza i valori di alert e di allarme per un rapido confronto con i conteggi rilevati
  • Visualizza la griglia delle locazioni incluse nella ricetta selezionata

PROGRAMMAZIONE SEMPLIFICATA
I metodi operativi possono essere richiamati e impostati con comandi posti direttamente sulla videata principale.

  • Riduce gli errori di programmazione
  • Semplifica l’esecuzione di campagne di convalida di cleanroom
  • Facilita il training di nuovi operatori

DATA INTEGRITY
Sono stati inserite funzioni che permettono di garantire l’integrità dei dati al massimo livello possibile

  • Controllo continuo della funzionalità dei componenti critici
  • Accesso multilivello con user ID e password
  • Audit trail dell’operatività

APP CONTROL
Controllo remoto da smartphone/tablet

  • Attivazione a distanza dei campionamenti
  • Programmazione di configurazioni su smartphone/tablet
  • Trasferimento delle configurazione via connessione WiFi

SANITIZZAZIONE
Il contenitore ed il display sono realizzati con materiali resistenti ai principali e più diffusi disinfettanti ad uso farmaceutico

  • Sanitizzabile con panni impregnati con sanitizzanti già validati
  • Ingresso del campione e giunture del contenitore sigillate
  • Contenitore in policarbonato dissipativo resistente agli agenti chimici

Il campionatore microbiologico ACTIVE COUNT 100H è stato progettato da Lighthouse con lo scopo di fornire uno strumento completamente in linea con quanto richiesto dalle normative ISO 14698-1: equipaggiato infatti con un filtro HEPA sull'aria in espulsione, evita la contaminazione dell'ambiente circostante. L’aria filtrata in espulsione non viene in alcun modo aspirata nuovamente dal campionatore evitando in questo modo artefatti nella valutazione microbiologica. Il design della testa di prelievo, dotata di 300 fori, garantisce un diametro di taglio D50 pari ad 1 micron, rispettando quanto indicato dalle norme ISO, e un'efficienza di campionamento microbiologica ai più alti livelli della categoria e certificata dall’ente di riferimento nel settore, Il Public Health England (PHE).

VANTAGGI

  • Compliance con le norme ISO 14698-1
  • Filtro HEPA sull’aria espulsa per evitare la contaminazione ambientale
  • Campionatore certificato dal laboratorio inglese PHE
  • Design fluidodinamico in grado di impedire l’influenza dell’aria espulsa sul prelievo
  • Bassa velocità di impatto dei microorganismi (19 m/sec.)
  • Testa di campionamento e contenitore in acciaio AISI 316
  • Campionamenti su gas compressi facilitati
  • Controllo del flusso e portata costante
  • Configurazione protetta da password
  • Autonomia di 8 ore di uso continuo

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

  • tecnologia di campionamento: ad impatto con aspirazione del campione attraverso testa microforata in acciaio
  • inox AISI 316L
  • portata di aspirazione: 100 l/min.
  • conformità ai requisiti previsti dalle norme ISO 14698
  • efficienza fisica: d50 pari a 1,05μm  (ISO 14698-1 Annex A cap. A.3.4.2)
  • efficienza microbiologica: certificata dall’ente PHE con report 16-002 (ISO 14698-1 Annex B)
  • velocità di impatto: 19 m/s
  • controllo della portata: portata costante con sistema di controllo elettronico
  • filtrazione dell’aria espulsa: tramite filtro HEPA incorporato (ISO 14698-1 Annex A cap. A.3.2)
  • sistema di espulsione dell’aria studiato per evitare interferenze nel campionamento (ISO 14698-1 Annex A cap. A.3.2)
  • supporto microbiologico: piastra Petri da 90 mm di diametro (85 mm-92 mm) con sistema di fissaggio regolabile
  • display: tipo touch-screen a colori da 3.5”
  • testa di campionamento: in acciaio inox AISI 316L a fissaggio magnetico, regolabile e autoclavabile
  • contenitore: in acciaio sanitizzabile con panni impregnati e con possibilità di fissaggio a cavalletto
  • alimentazione: 24 VDC con alimentatore o da batterie ricaricabili con autonomia di 8-10 ore di uso continuo
  • dimensioni:20 x 12 x 12 cm (A x L x P)
  •  peso: 2,6 Kg


PROGRAMMABILITA'

  • 8 volumi di aria preimpostati programmabili
  • impostazioni di metodi di campionamento singoli o sequenziali con possibile protezione con password
  • 400 locazioni programmabili
  • possibilità di programmare fino a 50 nomi utente

E’ inoltre disponibile il DISPOSITIVO PER IL CAMPIONAMENTO MICROBIOLOGICO IN GAS COMPRESSI con il quale è possibile effettuare controllo della contaminazione microbiologica in gas inerti in pressione.
Di semplice utilizzo, una volta installato, consente di regolare il corretto flusso di attraversamento tramite un apposito regolatore e una procedura guidata dal software residente nel campionatore ad esso collegato. In questo modo è possibile eseguire il campionamento in condizioni di massima rappresentatività. Il dispositivo è interamente costruito in acciaio inox AISI 316L e può essere autoclavato. Il range di pressione di esercizio è 1,4-10 bar.

Per qualsiasi ulteriore informazione sugli strumenti Lighthouse contatta Enrico Salicco (esalicco[at]aminstruments.com)


PASSWORD

"Parole"

Seduta alla scrivania, cerco la password di Ottobre. La cerco tra le mie sinapsi, nella memoria passata e in quella futura, presuntuosamente convinta delle mie facoltà di predizione di ciò che potrà avere senso tra 1, 10 o mille anni. 
Poi l’occhio cade sullo smartphone, e d’un tratto mi viene in mente che forse non dovrei cercare una password, ma una parola vera, che abbia un senso. Perché queste ultime generazioni, tristemente definite “generazioni venti parole” dal numero di vocaboli che comunemente usano per comunicare, non sono le uniche a non trovare parole (e a non cercarle).

Avverto un forte senso di responsabilità. Ciascuno di noi dovrebbe sentirlo. Perché come diceva Moretti in Palombella Rossa, le parole sono importanti: e citando il gesuita napoletano Giacomo Lubrano, il più grande prosatore del Seicento, “chi parla male, pensa male”.

Un esempio: negli ultimi anni è capitato spesso che il politico di turno (che ancora considero idealmente qualcuno che almeno sulla carta dovrebbe essere migliore di me, dal momento che gli affido la mia esistenza come animale sociale e non solo) parlasse e successivamente, deriso, criticato o maltrattato, ritrattasse dicendo: sono stato frainteso, o peggio, mi sono espresso male. Ogni volta mi sono ritrovata a pensare: come è possibile che sia diventato così facile parlare male? Come è possibile che sia diventato così facile fraintendere? Ogni parola è un inizio. Ma è anche una fine. Perché il suo significato, per quanto plasmabile, estensibile, camuffabile, è, esiste. 
Così arrivo ad una prima conclusione: come ogni mezzo anche la parola può essere usata malamente. Ma la colpa non è della parola, bensì di chi la utilizza. 


Patriza Valduga, poetessa, nel 1966 scriveva: «Italiani, imparate l’italiano!» E continuava impietosa contro chi aveva in programma “soltanto di ammazzare l’italiano, / di dire in ogni frase una scemenza / con lo iènchi filmesco sottomano”; scriveva a Scalfaro “Signor Presidente della Repubblica, / io non l’ho avuta la legge Bacchelli, / né mai una recensione su Repubblica, / mentre altri che non valgono niente, / amici loro, simili e fratelli / oho! citati quotidianamente”; lamentava “Oddio, mi sta salendo la pressione… / E’ che per me è una tale sofferenza / questo linguaggio da televisione”. 

Di qui un’altra riflessione: in un’epoca di politically correct ci ritroviamo ad avere quasi paura di usare alcune parole. Mia madre è cieca. No!!!! Giammai, si dice non vedente.  Il modo in cui gli italiani modellano l’espressione dei pensieri e quindi i pensieri stessi, è cambiato. “Una volta”, scrive la Valduga, “la lingua era crudele con le infermità umane: c’erano orbi e loschi, sordi e sordastri, mutoli, monchi, cionchi, zoppi e arrancati e sciancati. Ma una volta era l’anima a contare; e con il corpo che Dio, o il destino, o la natura ci aveva dato, si giocava senza barare. Oggi che è  il  corpo a contare, e le infermità terrorizzano, ci sono solo espressioni rispettose, litotiche o neutre”. Nel nostro smorto italiano ipocrita nessuno più è sciancato ma siamo tutti depressi, perché in quest’ultimo concetto sono precipitate uniformandosi le varie sfumature di “dispiacere, dolore, demoralizzazione, sconforto, insoddisfazione, scoraggiamento, sfiducia, avvilimento, svogliatezza, cupezza, tristezza, mestizia” e così via con altre tre righe di sinonimi irrimediabilmente perduti dal nostro animo.
 
E’ un inaridimento cui corrisponde una limitazione della conoscenza del mondo: che ci stupiamo a fare dei famosi fatti di Colonia, ad esempio, se abbiamo dimenticato che “verso la fine del ’500 saracinare valeva sodomizzare”, che “turco” vale “barbaro, fiero, cattivo” secondo Tommaseo, che per Carducci “ottentotto” è “persona ignorante, rozza”, che per Landolfi “marocchinare” significa “stuprare” e che nel “Vocabolario nomenclatore” di Palmiro Premoli (Milano, 1909), “croato” era sinonimo di “ignorante”? Il lessico scassato e scempio che è rimasto nei nostri vocabolari quotidiani testimonia, deduce la Valduga, che “ogni impoverimento linguistico è anche impoverimento psichico”. Ma anche umano, culturale, e politico.



UNA PAGINA A CASO

Pessoa

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AMORE E ALTRI INCANTESIMI

Chandra Livia Candiani

Io è tanti
e c’è chi crolla
e chi veglia
chi innaffia i fiori
e chi beve troppo
chi dà sepoltura
e chi ruggisce.
C’è un bambino estirpato
e una danzatrice infaticabile
c’è massacro
e ci sono ossa
che tornano luce.
Qualcuno spezzetta immagini
in un mortaio,
una sarta cuce
un petto nuovo
ampio
che accolga la notte,
il piombo.
Ci sono parole ossute
e una via del senso
e una deriva,
c’è un postino sotto gli alberi,
riposa
e c’è la ragione che conta
i respiri
e non bastano
a fare tempio.
C’è il macellaio
e c’è un bambino disossato
c’è il coglitore
di belle nuvole
e lo scolaro
che nomina e non tocca,
c’è il dormiente
e l’insonne che lo sveglia
a scossoni
con furore
di belva giovane
affamata di sembianze.
Ci sono tutti i tu
amati e quelli spintonati via
ci sono i noi cuciti
di lacrime e di labbra
riconoscenti. Ci sono
inchini a braccia spalancate
e maledizioni bestemmiate
in faccia al mondo.
Ci sono tutti, tutti quanti,
non in fila, e nemmeno
in cerchio,
ma mescolati come farina e acqua
nel gesto caldo
che fa il pane:
io è un abbraccio.

 

Chandra Livia Candiani


WARP ATTACK

AL

Il 21 settembre 2017 è stata la Giornata Mondiale dell’Alzheimer.
Non è un caso che sia stato scelto lo slogan che segue: “Ricordati di me”.
Loro, i malati, si scordano di noi, non volendo. Ma noi? Che scusante abbiamo?

Si pensa spesso che certe malattie non investiranno mai i nostri cari: poi succede qualcosa, un piccolo episodio che passa inosservato, una dimenticanza, le chiavi nel frigo, o il nome di una nipote che rimane sulla punta della lingua. Non so dire se sia una fortuna che quel precipitare nell’oblio sia lento. Perché la lentezza offre il tempo di prendere coscienza di quello che ci sta accadendo. Giorno dopo giorno perdi tasselli di una memoria che fino al giorno prima ti aveva dato una identità, e perdi quella camminata unica che chi ti ama riconoscerebbe tra mille, e poi anche le tue sembianze cambiano, lo sguardo si fa vuoto, come vuoto diventa un cervello che pare tabula rasa. Mi dico spesso che mio padre in fondo è tornato bambino. Ma i bambini possono imparare. Mentre lui sta facendo un cammino a ritroso fino al nulla.

Si pensa anche a volte che certe cose capitino solo a noi, e invece basta una parola e scopri che il tuo collega ogni sabato entra in un istituto e cerca la mano di suo padre che guardando oltre lo chiama con il nome di un altro, che forse non è mai esistito.

E’ cominciata così questa avventura, è cominciata con lo scriverci dei nostri padri e di AL, il mostro. 

Il nostro modo di raccontarvi AL è farlo, in questa occasione speciale, attraverso le parole di Tommaso, meglio conosciuto come DJ Tommy, il nostro responsabile IT. 
 

Papà ha sempre amato scherzare e non l’ho mai visto piangere. Anzi no, lo vidi piangere solo una volta, quando morì suo padre. In realtà non era un vero e proprio pianto ma una triste constatazione che il corpo di un uomo senza vita fosse freddo. Eravamo all’obitorio, mio padre toccò la fronte di nonno e guardandomi negli occhi mi disse <<è freddo…>>. Papà aveva la bocca rivolta verso il basso come fanno i bambini quando gli scappa da piangere, quando ci devi mettere tutta la forza possibile per trattenere quello che i muscoli facciali vorrebbero fare: lasciarsi andare ad un pianto liberatorio.
Papà è sempre stato un bambinone ed io, introverso e schivo, non ho mai sopportato la sua costante ilarità. A tutto il resto del mondo papà piaceva, perché oltre ad essere sempre disponibile e gran lavoratore, faceva ridere. Io non ci ho mai trovato nulla di divertente.

AL si insinuò nella mente di papà all’improvviso, poco dopo essere andato in pensione. AL non ci mise molto a riconoscere il carattere di papà,  giocoso e infantile. Sicuramente fu proprio per questo che decisero di cominciare quel viaggio insieme facendo quello che sta nelle fantasie di molti bambini: rubare caramelle.
Le rubavano ovunque, al bar, al mercato e nei centri commerciali. Si svegliavano presto il martedì, giorno di mercato sotto casa. Una veloce colazione e via a passo spedito verso la bancarella che vendeva dolci e caramelle. A volte le pagavano, ma era uno stratagemma per fregare il commerciante. Ne chiedevano un tipo e mentre gli veniva riempito il sacchetto, le mani si muovevano veloci nei contenitori delle caramelle più colorate per essere infilate nelle tasche con maestria truffaldina.
Non sempre gli andava liscia ma anche se colti sul fatto negavano. Negavano sempre, negavano anche con la bocca piena di caramelle, così piena che spesso stavano male fino a vomitarle.
Mia madre si trovò ad assistere ad una di quelle scene dove AL e papà furono colti a rubare. Il commerciante urlava e strattonava quei due malandrini chiedendogli il maltolto, ma loro ridevano e questo mandava ancora più in bestia il commerciante tanto li colpì con un pugno proprio sulla testa, su quella testa dove AL aveva trovato casa.
Mamma si vergognò di quella scena tanto da desiderare di scappare. Non le era ancora chiaro il motivo per cui papà si comportasse in quel modo così strano ma chiese scusa al commerciante e pagò per quella e per tutte le altre volte che AL e papà si presentavano furtivamente alla bancarella.

Papà non ha mai amato AL. Era arrivato senza presentarsi e aveva preso la sua casa senza chiedere il permesso. Era come nei ricordi di bambino, quando, durante la guerra, i tedeschi gli confiscarono l’appartamento e lo obbligarono a ricoverarsi, con la sua famiglia, nella casa di una zia. AL aveva aperto i cassetti dell’armadio e stava portando via, uno alla volta, i ricordi felici. Stava portando via l’amore verso la famiglia e le passioni sostituendoli con confusione ed egoismo. Era un sopruso, una cosa ingiusta ma questa volta non poteva sperare nell’arrivo di nessun alleato o di un gruppo di partigiani che lo potesse liberare.

AL cercava di convincere papà che andava tutto bene e che le nostre richieste di cercare di trovare un alleato, che potesse indicare una possibile strada, fossero solo una scusa per portargli via i soldi della pensione. Fu un’impresa portare papà al centro di valutazione Alzheimer e ci riuscimmo solo con la scusa di potergli concedere di guidare nuovamente l’automobile a patto che avesse superato le visite mediche.
Gli incontri furono molteplici e durarono diversi anni. AL, particolarmente nei primi tempi, non è facile da individuare e si nasconde dietro ciò che può apparire depressione.
Per me il sostantivo depressione non era applicabile a mio padre, eppure qualcosa stava accadendo. Il quel periodo la frase più frequente pronunciata da papà era: << non capisco più nulla >>.
E’ stato difficile per me rendermi conto che ciò che amavo era quello che mi mancava e che quello che mi mancava era quello che non riuscivo a sopportare.
Papà non rideva più e non faceva più ridere nessuno. 


Tommy o forse Alberto...o chiunque suo padre veda in lui…. (tcassano[at]aminstruments.com)


MI PIACE! (+1)

Daphne Carliana Galizia

Daphne Carliana Galizia, giornalista maltese, 53 anni, è rimasta uccisa nell'esplosione dell'auto su cui viaggiava. Non è chiaro che cosa abbia causato la deflagrazione, ma si sa che la cronista aveva ricevuto minacce di morte, tanto da presentare denuncia quindici giorni prima. La reporter aveva indagato sugli scandali finanziari "Panama papers" e "Malta files".  Dopo aver lavorato per anni nel mondo della carta stampata (Sunday Times of Malta, Malta Indipendent, Taste&Fair) Galizia aveva destato scalpore con gli articoli postati sul suo blog personale, Running Commentary. Il sito, uno dei più letti a Malta, ospita inchieste giornalistiche e riflessioni personali. Un giornalismo "senza censure", non privo di attacchi personali, che le ha causato anche guai giudiziari.

Giancarlo Siani è stato un giornalista italiano, assassinato dalla camorra nel 1985. Per catturare i suoi assassini ci son voluti ben 12 anni e tre pentiti e il motivo del suo omicidio, al di là della sua attività d'inchiesta giornalistica sul fronte della commistione tra criminalità organizzata e politica locale, era lo specifico interesse sugli appalti pubblici per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto dell'Irpinia del 1980 nei dintorni del Vesuvio.


NO COMMENT

L'immagine del mese

Fly. Immagine di Ico Di Francesco (fdifrancesco[at]aminstruments.com).


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AM KIDS

AM Kids che crescono: Galeffi


Macchinette moka, orologi analogici con le lancette, tazzine di  tè. Questo l’universo che Marco Galeffi sembra aver rubato ad una fiaba (un classico Disney  o le storie della buonanotte) per arredare le sue canzoni altrettanto incantate e deliziosamente surreali.
Le atmosfere in cui ci proietta cantando esplorano la vita nella sua semplicità quotidiana, rivelando i suoi dettagli di magia al posto dei quali tutti gli altri troverebbero, invece, solo normalità. Verrebbe voglia di chiedergli di prenderci per mano e mostrarci la realtà nascosta e meravigliosa che lui vede sotto il velo di banalità che, come polvere, opacizza i nostri occhi tanto miopi.
Anche la melodia è altrettanto dolce e malinconica, e culla con le sue soffici note le strofe delicate delle canzoni di cui è lui stesso l’autore.
Sono ritmi di un pop che è un po’ indie ed un po’ acustico, ma soprattutto è molto sexy, cantato con questa voce roca dai toni struggenti e vagamente rètro.
E, in effetti, rètro, in una accezione deliziosamente vintage, è proprio il termine che gli calza a pennello, con le sue magliettine a righe da marinaretto, gli occhiali tondi stile John Lennon e questo modo di fare sapientemente impacciato e provocatamente languido.
Come avrete capito sto parlando di un cantante, e cantautore, che si è appena affacciato sulla scena musicale indipendente romana.
Marco Galeffi è molto giovane, ventisei anni che sprizzano entusiasmo e voglia di mettersi in gioco da questi occhi bruni e profondi che ti guardano con un’espressione un po’ da Bambi indifeso.
Nelle sue canzoni parla di libri, di film, di vinili, di tutta quella cultura non ufficiale di cui si nutre la nostra generazione, affamata e famelica in una rottura postmoderna di paradigmi già confezionati; eppure il suo linguaggio rimane semplice, discreto, immediato; è la modestia di chi mangia cultura per fame e non per sbandierarla in inni pomposi ed autocelebrativi.
Si ispira ai Beatles, da cui riprende quel ritmo di rock gentile e molto British, agli Oasis, per le sensuali atmosfere malinconiche; tuttavia accoglie anche gli spunti della musica italiana, e ne è un chiaro segno il tatuaggio con la ranocchia dei Lunapop sulla coscia che forse avrebbe voluto tenere privato (ops).
Camilla è il suo primo singolo, uscito in primavera, e qualche giorno fa Marco ha diffuso anche  il secondo, Occhiaie, che non si può far altro che canticchiare con l’entusiasmo che non si provava da tempo per una nuova canzone.

Il 30 novembre al Monk suonerà per la prima volta tutto il suo primo album, che uscirà ufficialmente appena qualche giorni prima. Il titolo è Scudetto, e l’esibizione al circolo Arci sarà per il cantante il vero e proprio calcio d’inizio. Non serve in questo caso evidenziare il fatto che Galeffi sia un grande tifoso di calcio (ovviamente, da vero romano, della Roma, con una autentica venerazione per il Capitano, di cui parla anche in alcuni dei suoi testi).
La data del trenta novembre  è un evento da segnare con tanto di allarme di avviso sul calendario del telefono e da aspettare  con sentimento di attesa nervosa ed impaziente.
Speriamo che il fischio di inizio arrivi presto, e tanti in bocca al lupo a Marco Galeffi!


Giulia Quinzi


ORTENSIA MALINCUORE

Ortensia e il Calendario 2018


WARP continua sul prossimo numero. Se non sei già nella nostra lista:

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