WARP #55 - Dicembre 2017

WARP is in italian at the moment, but if your sense of humour is turned on, you can try an auto-translated version here, thanks to Google. :-)


AM Instruments cerca personale!

Abbiamo bisogno dell'entusiasmo, delle capacità e del talento di un TECNICO SPECIALIZZATO BIODECONTAMINAZIONI, di un TECNICO VALIDAZIONI, di un PROGRAMMATORE PLC/SCADA
e di un QA/QC SPECIALIST
Non esitare, invia la tua candidatura!



INTRO WARP

Prendersi cura di - leggi

TOP NEWS

Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta - intervista a Maria Adele Imro QA Auditor Certificato AM Instruments - leggi

PASSWORD

La parola d'accesso di questo numero è "Cura" - leggi

CLEAN MUSIC

Musica per orecchie pure: "George Michael" - leggi o ascolta

UNA PAGINA A CASO

L’albero di Shel Silverstein - leggi

AMORE E ALTRI INCANTESIMI

La Cura - leggi

WARP ATTACK

La Cura - leggi

MI PIACE! (+1)

Calendario Insiemepercaso 2018 - leggi

NO COMMENT

L'immagine del mese - vedi

AM KIDS

La Cura - leggi

ORTENSIA MALINCUORE

Ortensia e la renna - leggi


INTRO WARP

Prendersi cura di

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Questo numero di warp gira intorno a un’immagine semplice quanto potente: prendersi cura di. Nel lavoro come nella vita. E’ con questo spirito che vogliamo chiudere il 2017 ed entrare nel nuovo anno.

Il prendersi cura è un atto che va in direzione “ostinata e contraria”. Costa fatica, dedizione, concentrazione. E’ un gesto rivoluzionario, specialmente di questi tempi.

C’è un libro di Palahniuk, Survivor, in cui si legge forse la cosa più ironica e dissacrante sul prendersi cura:

Questo è il mio pesciolino numero 641 in una vita costellata di pesciolini rossi.

I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore.

Seicentoquaranta pesci dopo, l’unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà.

Ora, senza dover far morire 640 pesci prima di imparare a prendersi cura del n. 641, abbiamo chiesto a tutti coloro che lavorano in AM Instruments di collaborare a questo numero chiedendo di chi o di cosa hanno intenzione di prendersi cura nel 2018. Ecco alcune delle loro risposte!


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Prendersi cura è responsabilità. Prendersi cura è un atto d’amore. 
Continuerò a prendermi cura delle relazioni
perché in questo mondo capovolto voglio rimanere umano, 
continuerò a prendermi cura della natura
perché la nostra sorte dipende da essa, 
continuerò a prendermi cura delle mie donne
perché ho bisogno di imparare la loro fragilità 
e insegnare a dire di no quando serve. 
Infine comincerò ad avere cura di me
perché come diceva Gandhi:
<<la pace va trovata prima di tutto dentro la nostra mente>> 
e allora solo migliorando me stesso
potrò contribuire al cambiamento di tutto ciò che mi circonda.


In un mondo esagitato come il nostro
una persona che mette la famiglia gli amici il lavoro e i suoi animali
al centro della sua vita
non ha nemmeno molto tempo da dedicare a se stessa.
Mi lascio sempre per ultima come quasi tutte le donne fanno
e forse è giunto il momento di aggiungere più cura per me stessa...
Sembra banale ma è un impegno importante. 
Riflettere e stare soli a pensare fa molto bene
e scavando dentro affiorano nuove passioni sepolte.
Un po’ di sano egoismo per stimarsi di più.

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Mi prenderò cura di tutte le persone a cui voglio bene,
con un semplice pensiero, o con interventi concreti, 
come ho sempre fatto! 
Che siano parenti, amici o colleghi, 
…e sono più di 641, non ha importanza.


La cosa che impari alla mia età è che devi prenderti cura di te stesso
magari avendo ben compreso cosa ci sia da curare dentro a quel te stesso.
I tuoi cari
Il tuo cane
La tua stanza ed il tuo armadio
Il tuo lavoro e la tua azienda
Il tuo futuro di medio periodo
Le tue ginocchia
Il tuo amore
E se uno di questo dentro ritieni di non doverlo curare
o senti di doverlo inserire in una classifica delle priorità 
o è il momento di cambiare o non hai ancora capito nulla.

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Il Buddismo dice, inizia da te stesso, 
e il mondo automaticamente migliorerà. 
Ecco, se ognuno in questo pianeta cercasse di occuparsi di se stesso
non nel senso egoistico dell’accumulo di denaro o potere
ma nel senso profondo di cercare di essere un essere umano migliore
(nel concetto buddista cercasse l’illuminazione), 
il mondo sarebbe un posto in crescita… 


Vorrei prendermi cura della bellezza
perché la bellezza è una cosa buona
e si moltiplica come un virus se ben curata.
Vorrei prendermi cura dell’etica
perché la vedo sgretolare sotto ai miei occhi.
Vorrei prendermi cura dell’amore
perché ce n’è carenza.
In sostanza vorrei prendermi cura del tempo, 
perché senza la sua cura tutte queste cose
non le farò mai.

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TOP NEWS

Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta - intervista a Maria Adele Imro QA Auditor Certificato AM Instruments

 

Per iniziare la nostra intervista, non posso non chiederti una tua definizione di Qualità:

Dare una definizione di “qualità” non è affatto facile. Molti guru della qualità ci hanno provato. Tra le definizioni più celebri citate durante i corsi ed i forum vorrei ricordare:

  • “è un’etica” (Armand Feigenbaum)
  • “fare le cose giuste la prima volta” (Price)
  • “garantire la soddisfazione delle esigenze esplicite ed implicite dei clienti, al costo minimo e confrontandosi di continuo con la concorrenza”
  • “la qualità deve essere raggiunta in cinque aree fondamentali: persone, mezzi, metodi, materiali e ambiente per assicurare la soddisfazione dei bisogni del cliente" (Newell & Dale)
  • “Il fondamento su cui costruire il proprio business”
  • “A win-win formula” ( “una formula io vinco-tu vinci”) (Bill Clinton)
  • “la Qualità è una vera e propria trasformazione del modo in cui facciamo le cose, del modo in cui pensiamo, del modo in cui lavoriamo insieme e, dei nostri valori” (Peter Senge)

La mia preferita è la definizione di assicurazione qualità ovvero “L’applicazione dell’Assicurazione della Qualità mira ad aumentare la fiducia del cliente, assicurandogli che i suoi requisiti verranno rispettati (insieme ai requisiti cogenti e ai requisiti volontari adottati dall’organizzazione).

Come diceva Tito Conti “La qualità è una strategia di management per il miglioramento a tutto campo”

Applicando l’Assicurazione della Qualità, si passa da una qualità vista come mero raggiungimento dei requisiti prefissati e statici, ad una qualità dinamica. La conformità, infatti, rappresenta solo il primo passo per migliorarsi continuamente.
Non ci si limita più, quindi, alla mera correzione dell’errore una volta individuato, come avviene con l’applicazione del Controllo Qualità, ma si cerca di impedire che l’errore si verifichi, pianificando, applicando procedure documentate, estendendo le attività di controllo, ecc.
L’Assicurazione Qualità interpreta un’importante esigenza, quella di potersi fidare. La fiducia diventa strategia per competere.

Quali sono le principali differenze tra la un QA Manager nel mondo Pharma e in AM Instruments?

La QA Manager nel mondo pharma ha l’obbligo di garantire che i prodotti medicinali destinati all’uomo siano fabbricati in modo riproducibile e controllati in funzione di standard di qualità appropriati al loro impiego. La QA Manager in AM Instruments deve garantire che i prodotti e servizi forniti siano adeguati agli standard qualitativi dei propri clienti e nel contempo supportarli nella valutazione del possibile impatto diretto o indiretto che i prodotti/servizi forniti da AM possono avere sulla qualità dei prodotti medicinali. Non vanno persi di vista gli obiettivi della ISO 9001:2015 ovvero: efficienza e criticità dei processi intesa anche come analisi del rischio degli stessi, la valutazione degli stakeholders (parti interessate esterne e interne).

Con il tuo arrivo in azienda ha avuto inizio un programma che ci porterà nel 2020 ad essere la prima azienda totalmente orientata alle GMP. In che cosa consiste questo programma e quali sono i vantaggi concreti per i nostri clienti.

Abbiamo rivisitato il nostro SGQ armonizzandolo con le cGMP: questa è stata la prima sfida aziendale che ci siamo proposti.  Alcuni colleghi hanno provato ad aiutarmi nella scelta strategica da seguire basata su un’analisi del rischio relativa ai principali processi aziendali. Questa prima tappa ci ha permesso di rianalizzare i principali processi aziendali ed il loro potenziale impatto sulla qualità del prodotto finito dei nostri clienti. Fondamentale è stata la valutazione e qualifica dei fornitori di materiali e servizi di cui si avvale AM Instruments interpretata in chiave GMP: on-site Audit, Audit by checklist e QAG. Adesso è importantissimo attuare l’armonizzazione tra ISO 9001:2015 e Eudralex Vol.4 per valutare non solo la soddisfazione del cliente ma anche l’efficienza dei nostri principali processi aziendali per garantire l’allineamento con i requisiti cogenti e gli stakeholder; in particolare il processo valutativo avrà origine già nella fase di R&D e nella definizione degli schemi di flusso dei nuovi processi.

La qualità ha un suo linguaggio specifico. E sappiamo come il linguaggio specifico possa essere da una parte un ostacolo ma dall’altra formi e modelli le modalità operative dei singoli. Si può dire che in AM si parli una lingua differente rispetto alle altre aziende del settore?

La qualità in AM è il punto medio tra la ISO 9001:2015 e le cGMP; il tendere costante di AM alle buone norme di fabbricazione crea un delicato equilibrio tra gli elevati standard qualitativi del Pharma e i requisiti cogenti delle ISO con un risultato unico e vincente che permette una sensibilità nella valutazione dei prodotti da introdurre negli ambienti a contaminazione controllata dovuta alla conoscenza delle linee guida EudraLex - Volume 4 -.

Un esempio importante di un approccio GMP è My&Clean+, il sistema automatico per la disinfezione delle mani guantate, frutto del nostro R&D, che rappresenta una risposta concreta alle esigenze di tracciabilità e integrità del dato.

AM Instruments ha progettato un dispositivo partendo proprio dalla considerazione della criticità del processo di disinfezione delle mani guantate, e di tutti gli elementi ad esso collegati: la registrazione delle operazioni, l’integrità dei dati relativi, il rischio di contaminazione. Il sistema, conforme ai requisiti della CFR21 parte 11, rappresenta la soluzione ideale che soddisfa al tempo stesso l’esigenza di registrazione e integrità del dato, e la necessità di eliminare il rischio di eventuali contaminazioni.

Un bilancio di questi primi due anni in AM Instruments?

Una sfida dinamica e continua in un’unicità made in Italy.


PASSWORD

"Cura"

cura s. f. [lat. cūra]. – 1. a. Interessamento solerte e premuroso per un oggetto, che impegna sia il nostro animo sia la nostra attività: dedicare ogni c. alla famiglia, all’educazione dei figli, ai proprî interessi; avere c., prendersi c. di qualcuno o di qualche cosa, occuparsene attivamente, provvedere alle sue necessità, alla sua conservazione: avere c. della propria persona, dei proprî oggetti; avere c. del bestiame, dei fiori, dell’orto; non darsi c. di nulla, disinteressarsi di tutto, essere indolente. Riguardo, attenzione: conservare, custodire con c.; aversi c., avere riguardi per sé stesso, e soprattutto per la propria salute. Al plur., premure, vigile assistenza: c. pazienti, assidue, affettuose, materne, filiali; raddoppiare le c.; affidare i figli alle c. di un buon maestro. c. Impegno, zelo, diligenza: porre c. in qualche cosa; lavoro fatto con molta c.; indagare con la massima cura. d. L’attività in cui si è direttamente impegnati: la c. della casa; le c. dello stato; le gravi c. del suo ufficio; locuz. a cura di (meno com. per cura di), per opera di: nuova edizione a c. di ...; la somma è stata raccolta a c. del Comitato. e. Oggetto costante (costituito da persone o cose) dei proprî pensieri, delle proprie attenzioni, del proprio attaccamento: l’unica sua c. è la famiglia; non ha altra c. che lo sport, il gioco, lo studio, ecc.



CLEAN MUSIC

George Michael

Clean Music è una rubrica tutta da ascoltare, puoi farlo con un clic sul pulsante play qui sotto, oppure scaricando il file audio da ascoltare sul tuo mp3 player da questo link. Se non hai la possibilità di ascoltare l'audio puoi comunque leggere il testo qui sotto.

Se agli inizi degli anni 80 qualcuno mi avesse chiesto di scrivere un articolo su George Michael, probabilmente gli avrei tolto il saluto. Per me la musica era quanto di più lontano venisse rappresentato da un cantante con le méches, fisicato e abbronzato.
Ci fu però un evento, avvenuto il 20 aprile del 1992, che mi sbalordì e mi emozionò. Freddie Mercury era morto di aids qualche mese prima e alla arena Wembley di Londra si tenne un concerto in suo tributo. A George Michael venne dato il compito di interpretare il brano “Somebody to Love”. In quell’occasione George Michael non si limitò a cantare quel brano ma riportò in vita il grande Mercury con una potenza vocale strabiliante.
L’esibizione non passò inosservata e il giorno dopo tutti parlarono di quell’incredibile prova vocale e di come fosse stato l'unico a reggere il confronto con Mercury. Cominciarono a girare voci indicandolo, invano, come unica possibilità per i Queen di proseguire con un nuovo cantante.
Da quel momento, pur non avendo acquisito un particolare interesse nella sua musica, cominciai a seguire con occhi diversi le uscite discografiche e la vita di George Michael. Così, per l’ennesima volta, mi venne confermato il pensiero che il pregiudizio non ha alcun valore e che ogni cosa va studiata e capita per non cadere nell’errore di fare considerazioni troppo affrettate. Così, scoprii che George Michael scelse di battersi e di abbandonare la sua casa discografica Sony con una nobilissima motivazione, ovvero la possibilità di esprimere liberamente la propria creatività; una scelta coraggiosa quella di combattere contro uno dei più grandi colossi della musica.
Nel 1995 Michael registra il brano “Jesus to a Child” che è una dedica non esplicita ad Anselmo Feleppa, uno stilista brasiliano morto di aids. Feleppa era il compagno segreto di Michael, tenuto nascosto come era tenuta nascosta, con non poca sofferenza, l’omosessualità di George Michael a protezione della sua carriera e di sua madre. Il coming out e la liberazione da questa particolare forma di schiavitù psicologica avvenne nel 1998 quando fu arrestato per oltraggio al pudore in un bagno di Los Angeles dopo essere stato adescato da un poliziotto in borghese. E’ uno scandalo e tutti i media puntano i riflettori su George Michael preoccupati più della sua omosessualità che della figuraccia che ironicamente venne raccontata dallo stesso Michael in un’intervista quando dichiarò l’affermazione fatta al poliziotto mentre lo arrestava: «Non mandano Colombo, mandano dei tipi veramente carini».
George capì che l’unica via di fuga era parlarne e si lasciò andare in una lunga intervista alla CNN raccontando in particolar modo la sua vita sentimentale e le difficoltà vissute fino a quel momento per l’omosessualità nascosta. Nella stessa intervista George Michael parla apertamente anche dell’uso di droghe alle quali spesso ricorre e, mentre il suo ufficio stampa si dispera sicuro della disfatta, George Michael ne esce a testa alta finalmente libero da qualsiasi preconcetto.
I lavori pubblicati successivamente sfruttano mediaticamente il recente coming out e la realizzazione del brano “Outside” è la parola definitiva di George Michael che finalmente esprime il proprio bisogno di venire "allo scoperto" senza più nascondersi.
Il brano “Outside” è contenuto nella la sua prima raccolta di successi intitolata “Ladies & Gentlemen”, ennesimo e ironico rimando ai bagni pubblici. Nel disco sono contenuti le due bellissime "Desafinado" di Jobim, in duetto con Astrud Gilberto, e "As" di Stevie Wonder cantata con Mary J Blige, mostrando ancora una volta una grande capacità interpretativa.
Partendo da questa vena raffinata, nel 1999 viene pubblicato l’album “Songs From The Last Century” che raccoglie una serie di riletture musicali di brani del passato e che spaziano da Nina Simone a Johnny Mathis.
Chiusi questi due particolari eventi musicali, negli anni successivi non accade nulla di rilevante se non la pubblicazione di diverse raccolte e anche la nuova interpretazione di “Heal The Pain”, cantata insieme a Paul McCartney, non sembra entusiasmare il suo pubblico. L’aspetto di George Michael appare sempre più bolso e la dipendenza da droghe è ormai incontrollabile. Viene più volte arrestato per possesso illegale di marijuana e per guida sotto l'effetto di stupefacenti.
Nel 2011 pubblica il singolo intitolato “True Faith” interamente cantato con l’effetto dell’auto-tune, un software audio utilizzato per manipolare e correggere l'intonazione o mascherare piccoli errori o imperfezioni della voce. In molti pensano ad uno scherzo o semplicemente restano inorriditi.
George Michael, negli ultimi anni della sua carriera, considerando il pop "una cultura giovanile e non un test di resistenza”, avrebbe pensato più volte di ritirarsi dallo spettacolo per poi rimandare questa decisione forse anche a causa del bisogno di non spegnersi definitivamente.
George Michael aveva un discreto impegno sociale. In passato aveva messo per contratto che nulla dei soldi che guadagnava doveva essere investito in società che facevano affari con il Sudafrica razzista, si schierò contro Tony Blair sull’intervento in Iraq e partecipò al Live Aid e al Mandela Day. La generosità di George Michael, praticata con estrema discrezione, con milioni di sterline donati per beneficenza nel corso degli anni, è emersa soltanto dopo la sua morte avvenuta il 25 dicembre 2016, il giorno del suo definitivo “Last Christmas”.


UNA PAGINA A CASO

L’albero di Shel Silverstein

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Pubblicato per la prima volta nel 1964 da Harper & Row, The Giving Tree di Shel Silverstein è stato tradotto in venticinque paesi e ha venduto oltre cinque milioni di copie nel mondo. In Italia è arrivato nel 2000, un anno dopo la morte del suo autore, grazie a Salani Editore che lo ha pubblicato con il titolo “L’albero“.

 

Si tratta di un’opera incredibile, potente, controversa, che emoziona, turba e rimane impressa a partire dalla prima lettura. Un libro universale, scritto in modo semplice e diretto, leggibile da chiunque e soggetto a tante interpretazioni diverse. Non a caso, Silverstein stesso ha affermato:

Penso che i libri, anche quelli per bambini piccoli, possano contenere più di un’idea. Una sola storia può contenerne molte, almeno cinquanta.

C’era una volta un albero che amava un bambino.

Ogni giorno il bambino arrivava

e raccoglieva le sue foglie

che intrecciava in corone per giocare al re della foresta.

E’ commovente vedere come l’albero accoglie e abbraccia con le sue chiome il bambino e gli regala le sue foglie per giocare.

Il bambino amava l’albero…

moltissimo.

E l’albero era felice.

Il bambino si diverte insieme all’albero: si arrampica, si dondola sui rami, mangia le sue mele, gioca a nascondino, si riposa sotto la sua ombra.
 

A un certo punto, le cose cambiano.

Ce lo aspettiamo. E’ la svolta narrativa che fa accadere qualcosa di imprevisto e sconvolge l’ordine della storia.

Ma il tempo passò.

Il “ma” preannuncia che qualcosa non va. Il tempo passa, e questo è un dato di fatto, non ha un’accezione negativa. Il “ma”, invece, ci fa capire che il tempo di prima, quello della felicità, probabilmente è perduto.

Il bambino cresce, diventa un ragazzo, e ora ha altre cose a cui pensare, altri interessi. Va dall’albero solo quando gli serve qualcosa.

Sono troppo grande per arrampicarmi e giocare

Ora gli occorrono soldi per divertirsi e comprare cose. L’albero, immutabile e affezionato, vuole che sia felice, e lo invita a raccogliere le sue mele e a venderle in città.

Il ragazzo prende tantissime mele e se ne va.

Torna solo dopo molto tempo, da uomo. Ora chiede una casa tutta per lui e l’albero, che lo vuole vedere ancora felice, gli suggerisce di tagliare i suoi rami e di costruirne una.

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Passano altri anni, l’uomo è ormai un triste vecchio, deluso dalla vita, quando ritorna dall’albero.

Voglio una barca che mi porti lontano da qui

E ormai lo sappiamo quello che succederà… Il vecchio taglia il tronco senza farsi problemi e con il legno si va a costruire una barca.
A questo punto l’albero, ridotto a un ceppo, non è più così felice.

Le ultime pagine descrivono l’incontro finale. Siamo preparati al peggio.

E invece ci sbagliamo. I due riescono a ritrovarsi e scoprono di avere ancora bisogno l’uno dell’altro. Un bisogno vero, non materiale, e reciproco.


AMORE E ALTRI INCANTESIMI

La Cura

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.

Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore
dalle ossessioni delle tue manie.

Supererò le correnti gravitazionali
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.

E guarirai da tutte le malattie
perché sei un essere speciale
ed io, avrò cura di te.

Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.

Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te ...
Io sì, che avrò cura di te.

Franco Battiato, Manlio Sgalambro


WARP ATTACK

La cura

“E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante” (Antoine de Saint-Exupery)
 
Abbiamo parlato spesso in questa rubrica del prendersi cura. E non è un caso, perchè il prendersi cura è un atto che va in direzione “ostinata e contraria”. E’ un gesto rivoluzionario.
Domenica 3 Dicembre, su Rai Tre, un bellissimo documentario di Domenico Iannacone ha ritratto due situazioni apparentemente distanti tra loro, un uomo affetto da sindrome di Down che si prende cura di sua madre malata di Alzheimer e un mecenate siciliano in lotta contro tutto e tutti pur di offrire bellezza alla sua terra.


MI PIACE! (+1)

Calendario Insiemepercaso 2018

E' uscito il calendario 2018 di "insiemepercaso" ONLUS!
Tante nuove immagini per trascorrere un nuovo anno insieme a noi ed allo stesso tempo aiutarci a portare avanti i nostri progetti...

“insiemepercaso” è una ONLUS impegnata nella cooperazione internazionale in Zambia, nell’Africa centro-meridionale. I progetti realizzati finora, mirati all'assistenza dei bambini, delle loro famiglie e dei loro villaggi hanno permesso ad “insiemepercaso” di essere riconosciuta come ONG internazionale dal governo zambiano. Ma è attraverso l'educazione che le forze di “insiemepercaso”, unite al coraggio e alla determinazione della popolazione zambiana, sono oggi impegnate a dare il loro migliore contributo per uno sviluppo sostenibile, equo e condiviso. Dopo anni di impegno il grande villaggio per la formazione gratuita per ragazzi svantaggiati delle province zambiane è una realtà riconosciuta dal governo zambiano e ogni giorno accoglie centinaia di bambini e ragazzi e che percorrono chilometri e chilometri spesso a piedi nudi per accedere a quella che comprendono essere l'unica risorsa per poter cambiare in meglio la loro vita e quella dei loro cari.

Per sostenere le iniziative di Insiemepercaso puoi richiedere il calendario al nostro DJ Tommy Cassano (tcassano[at]aminstruments.com)


NO COMMENT

L'immagine del mese

La Cura. Immagine e bimbe di DJ Tommy Cassano (fdifrancesco[at]aminstruments.com).



AM KIDS

La Cura

Riportiamo l’intervendo di Daniela Lucangeli, Professore Ordinario di Psicologia dello Sviluppo presso l'Università degli Studi di Padova dal 2005, al TedX di Milano. 
Perché la cura non esiste senza che avvenga un cortocircuito emozionale...


ORTENSIA MALINCUORE

Ortensia e la renna


WARP continua sul prossimo numero. Se non sei già nella nostra lista:

Grazie per aver letto questo numero di WARP, la pubblicazione online di AM Instruments. Ci piacerebbe conoscere il tuo parere o avere dei suggerimenti su temi di tuo interesse per le prossime pubblicazioni, puoi farlo da questo form.

Immagini tratte da Google foto, da contributi spontanei o regolarmente acquistate da servizi di foto stock.

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