WARP #68 - Gennaio 2019

WARP is in italian at the moment, but if your sense of humour is turned on, you can try an auto-translated version here, thanks to Google. :-)


AM Instruments cerca personale!

Abbiamo bisogno dell'entusiasmo, delle capacità e del talento di
un ADDETTO RICERCA E SVILUPPO, di un ADDETTO/A UFFICIO ACQUISTI, di un ASSISTENTE EXPORT MANAGER di uno SVILUPPATORE/PROGRAMMATORE SCADA e di una CUCITRICE/CONFEZIONATRICE.
Non esitare, invia la tua candidatura!


TOP NEWS

Milano Marathon 2019 - leggi

PASSWORD

La parola d'accesso di questo numero è "Domanda" - leggi

CLEAN MUSIC

Musica per orecchie pure: "The Beatles- When I'm Sixty-Four" - leggi

UNA PAGINA A CASO

“Il Piccolo Principe” - leggi

AMORE E ALTRI INCANTESIMI

“Mi ami?” - leggi

WARP ATTACK

Domande in rete - leggi

CI PIACE! (+1)

Domande sui muri - leggi

NO COMMENT

L'immagine del mese - vedi

AM KIDS

Le domande dei bambini - leggi

ORTENSIA MALINCUORE

Ortensia e le domande - leggi


TOP NEWS

Milano Marathon 2019

Anche quest’anno un team di impavidi parteciperà alla staffetta solidale della Milano Marathon del 7 aprile 2019.

https://www.generalimilanomarathon.it/staffetta/

Il nostro Simone Raiomondi ci ha appena chiamati alle armi!

Ciao a tutti,

anche quest’anno è arrivato il tanto atteso momento, quello in cui vi chiedo di infilare un paio di scarpe e mettervi a correre alla Milano Marathon 2019.

Sapete però che ve lo chiedo sempre per una buona causa, la staffetta della Milano Marathon 2019 è legata ai progetti delle varie associazioni non profit che desiderano partecipare.

Quest’anno correremo per una onlus che ho conosciuto e frequentato quest’anno, l’associazione Vivi Down, che si occupa di sostegno alle persone con Sindrome di Down e alle loro famiglie. I fondi che verranno raccolti andranno a finanziare un progetto intitolato “Imparare a Lavorare”: un’occasione per un gruppo di ragazzi con sD, nella fascia di età compresa tra i 16 e i 25 anni, il cui focus è lo sviluppo di competenze pre-lavorative che possano in futuro favorirli nell’avvicinamento e ingresso nel mondo lavorativo.

image1.png

Tutto bello ok, ma che dovete fare voi? Per chi non lo sapesse, per correre la Milano Marathon servono squadre di 4 persone che si dividono la distanza di maratona 42.195m (una decina di km a testa). Negli anni passati come AM Instruments siamo sempre riusciti a correre con due squadre, quest’anno l’obbiettivo è superarci!

Per partecipare non dovrete far altro che darmi la vostra disponibilità e al resto penserò a tutto io. Se avrete bisogno di qualche allenamento o consigli per poter portare a termine la vostra piccola impresa, sarò a vostra disposizione.

Aspetto le vostre numerosi adesioni!

Ciao, Simone.

E voi? Lettori di Warp, siamo certi che troverete compagni di avventura per sostenere questa causa! Vi aspettiamo!


PASSWORD

"Domanda"

Partendo da un assunto che non esistono risposte corrette a domande sbagliate, mi interrogo sul senso stesso di una domanda. Il vocabolario Treccani mi aiuta, come sempre, a individuare nelle parole un senso ulteriore.

domanda (ant. o tosc. dimanda) s. f. [der. di domandare]. – 1. Il domandare; le parole con cui si esprime il desiderio di sapere qualcosa. 2. Espressione orale o scritta di un desiderio….

Al termine domanda si associa ineluttabilmente la parola desiderio.

E’ il desiderio il motore principale della domanda, e potremmo dire, del sapere che è fine ultimo della stessa.

E al desiderio si lega la curiosità, che anima chiunque sia assetato di risposte.

Nel nostro immaginario comune voglio pensare che a molti di noi venga in mente la Divina Commedia. Ricordo il canto di Ulisse, la sua sete di conoscenza punita. E pure quei due versi così definitivi che Virgilio ripete per ben tre volte, indicando la piena volontà divina che non può essere messa in discussione da alcun essere umano:

"Vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole, e più non dimandare"

Domandare è desiderio, desiderio è curiosità, curiosità è la porta che apre alla conoscenza. O meglio, alla posibilità di conoscere. Perché, come dice Einstein, prima o poi ci capiterà di imbatterci nelle risposte corrette. Ma fino ad allora, tutto è ricerca, tutto è domanda.


CLEAN MUSIC

The Beatles- When I'm Sixty-Four

E’ trascorso un po’ di tempo dal mio ultimo racconto sui Beatles e, voglio essere sincero, mi mancava. Lo spunto me l’ha dato la visita di una bellissima mostra allestita al castello di Abbiategrasso, in provincia di Milano, dal titolo “68 il mondo è qui. Ieri, oggi, domani”.

In una delle sale veniva proiettato in continuo il film d’animazione “Yellow Submarine” prodotto proprio nel 1968 da George Dunning e come protagonisti i Fab Four.

Il film, di impronta psichedelica, che mischia surrealismo e pop art, contiene molti brani inclusi in uno dei primi concept album della storia della musica: Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band.

Sgt.Pepper’s arriva dopo Revolver, l’album che avvia un nuovo percorso per i Beatles che, dopo anni di esibizioni frustranti a causa dell’invadenza del pubblico, decidono di riprendere in mano le loro capacità creative tuffandosi nello sperimentalismo, nel misticismo e nell’esplorazione di nuovi metodi artistici decidendo di non esibirsi più dal vivo per lavorare esclusivamente in studio.

I brani inclusi in Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band sono, quindi, esclusivamente il frutto di nuove sperimentazioni anche se alcuni brani sono nati moltissimi anni prima e lasciati lì in attesa di essere elaborati.

E’ il caso di When I’m Sixty-Four, brano che Paul McCartney scrisse ancora prima di cominciare l’avventura con i Beatles, intorno ai suoi 15 anni. Nella fantasia di Paul adolescente, c’era l’idea di scrivere una canzone per Frank Sinatra. Nel 1966, in occasione del sessantaquattresimo compleanno del padre, Jim McCartney, Paul rispolvera questa vecchia canzone come regalo di compleanno per suo padre.

La canzone racconta la storia di un ragazzino che promette alla sua innamorata un futuro fatto di casette in campagna e nipotini sulle ginocchia, argomentazioni piuttosto inusuali se pensiamo alla giovane età di Paul quando scrisse il brano. Infatti i restanti componenti dei Fab Four non lavorano volentieri alla incisione della canzone, tanto che John Lennon la giudica come “una cazzata da nonni”.

Durante la fase di mixaggio Paul, che lavora praticamente da solo, chiede di accelerare la registrazione per poter dare alla voce un tono più giovanile e chiede di inserire quattro clarinetti per cercare di ricordare il teatro “Vaudeville”, ovvero il genere teatrale nato in Francia intorno la fine del 700 in cui alla prosa vengono alternate strofe cantate.

When I'm Sixty-Four viene candidata per essere il lato B del singolo "Strawberry Fields Forever", ma per puri scopi commerciali, la casa discografica decide che il disco avrebbe venduto molto di più mettendo come lato B "Penny Lane". Per questo motivo l’idea viene scartata e la canzone rimarrà soltanto nel disco Sgt. Pepper's.

Alcuni critici musicali hanno dichiarato che When I'm Sixty-Four abbia liberato la “musica dei nonni” dalla crudeltà del tempo lineare pensando che McCartney sia stato in grado di indicare una nuova possibilità: quella di un tempo mutante.

Nel 1990, quando George Martin, il quinto Beatles, ha compiuto 64 anni, McCartney gli ha fatto un saluto di compleanno: una bottiglia di vino accompagnato dalla musica di When I'm Sixty-Four.


UNA PAGINA A CASO

“Il Piccolo Principe”

Unapagina.jpg

Che cosa fa del Piccolo Principe un’icona planetaria?

Forse il fatto di non rispondere mai alle domande.

Questa chiave, che suggerisce Nico Orengo in una delle più belle prefazioni all’edizione italiana, disorienta ma intriga.

Perché è vero che si tratta di un tratto davvero distintivo per il diafano biondo seienne.

Uno che non sa sempre tutto, come accade a troppi iper-esperti, super-documentati, rompiscatole seienni del momento.

A domanda il Piccolo Principe non risponde. Arrossisce, questo sì, sfumatura porpora sulle guance infantili. E non perché sia maleducato, distratto, problematico, persino “diagnosticabile” secondo la prassi “a batteria” che vede i pargoli moderni inseriti in un protocollo robotico.

No, no.

Semmai perché questo solitario che dialoga in silenzio con il pianeta sembra avere compreso, d’istinto, che alle domande si deve lasciare il giusto potere stregato che hanno – quello di fluttuare nell’aria con una forza d’impulso e invece poi scivolare simili a pioggia o nebbia.

Così impregnando il mondo di punti interrogativi, da cui nasceranno dubbi, e altre domande. Insomma il futuro del pianeta e non soltanto il suo passato.

Allora forse l’incantesimo ancora inscalfibile del breve, rapsodico racconto, che inventa il genere d’un micro romanzo, e intreccia fiaba a orrore e durezza, perché dentro – va detto – c’è crudeltà, anche, o non ne uscirebbe poesia, sta in quella specie di pragmatismo metafisico che ci incendia tutti all’età dell’ ir-ragione, in quei 6 anni incantevoli e feroci, dove la curiosità di scoprire il mondo non è semplice mappatura di se stessi.

Gli specchi delle brame, modello Biancaneve, sono lontani ben più dell’asteroide B612, e una rosa è una rosa, nessun simbolo di nulla, così una pecora, allo stesso modo di una volpe e della semplice, in apparenza, grammatica d’un tramonto che forse scende nell’anima, ma prima arriva agli occhi, e da quelli traccia malinconia o spavento.

Concretezza, certo, ma d’una grana speciale, che non si astrae dalle cose per afferrarne l’idea platonica, né s’intestardisce nel procedere per induzione dal particolare al generale.

Quella concretezza che è affondare le mani dentro la realtà e afferrarne il senso ulteriore. Quella sorta di rivelazione, o stupore, che può immobilizzarci in un mattino qualsiasi di fronte alla grandezza del campanile del duomo immerso nelle nuvole, della facciata arabescata d’una città ancora addormentata, o d’un irrilevante, infinitesimale riverbero di luce che ci riaccende addosso qualcosa, ma sì, già, che cosa?

A quel punto, come il Piccolo Principe, anche noi dobbiamo evitare di rispondere, semmai arrossiamo, fissando in alto, o dinanzi, a rammentare che «È tutto un grande mistero!». E il segreto tautologico quanto invincibile sta tutto lì: nell’alzare gli occhi e non smettere mai di domandare.

( cit. Silvia Andreoli/Molly Brown, gli inaffondabili)


AMORE E ALTRI INCANTESIMI

Mi ami?

LEI mi ami?

LUI sì ti amo

LEI più di tutto?

LUI sì più di tutto

LEI più di tutto al mondo?

LUI sì più di tutto al mondo

LEI ti piaccio?

LUI sì mi piaci

LEI ti piace stare vicino a me?

LUI sì mi piace stare vicino a te

LEI ti piace guardarmi?

LUI sì mi piace guardarti

LEI pensi che io sia stupida?

LUI no non penso che tu sia stupida

LEI pensi che io sia carina?

LUI sì penso che tu sia carina

LEI ti annoio?

LUI no non mi annoi

LEI ti piacciono le mie sopracciglia?

LUI si mi piacciono le tue sopracciglia

LEI molto?

LUI molto

LEI quale ti piace di più?

LUI se dico quale l’altra sarà gelosa

LEI lo devi dire

LUI sono tutt’e due squisite

LEI davvero?

LUI davvero

LEI ho delle belle ciglia?

LUI sì delle ciglia bellissime

LEI ti piace annusarmi?

LUI sì mi piace annusarti

LEI ti piace il mio profumo?

LUI sì mi piace il tuo profumo

LEI pensi che io abbia buon gusto?

LUI sì penso che tu abbia buon gusto

LEI pensi che abbia del talento?

LUI sì penso che tu abbia del talento

LEI non pensi che io sia pigra?

LUI no non penso che tu sia pigra

LEI ti piace toccarmi?

LUI sì mi piace toccarti

LEI pensi che io sia buffa?

LUI solo in un modo simpatico

LEI stai ridendo di me?

LUI no non sto ridendo di te

LEI mi ami davvero?

LUI sì ti amo davvero

LEI dì <<ti amo>>

LUI ti amo

LEI hai voglia di abbracciarmi?

LUI sì ho voglia di abbracciarti, e stringerti, e coccolarti, e amoreggiare con te

LEI va tutto bene?

LUI sì va tutto bene

LEI giura che non mi lascerai mai?

LUI giuro che non ti lascerò mai, mi faccio una croce sul cuore e che possa morire se non dico la verità

(pausa)

LEI mi ami davvero?

Ronald D. Laing

P.S.

La chiave di questo divertente dialogo è nella pausa e nella battuta finale. Dopo un estenuante tentativo di estorcere una verità amorosa che le parole di lui non bastano a rassicurare, la breve pausa di pensiero non basta per uscire da questo loop e lei insiste con quel “davvero?” patetico, che implora un’ulteriore, definitiva, assoluta conferma che le parole, ovviamente, non bastano a colmare.


WARP ATTACK

Domande in rete

Questa è una confessione: mi capita a volte di porre domande a Google. Fin qui nulla di strano. Ciò che è strano è il tema della richiesta. E il lessico confidenziale con il quale viene posta. Dite la verità, capita anche a voi!

Non può che essere così viste le statistiche delle domande poste a Google. Volete sapere quali sono le più assurde?

Ecco una classifica!

  1. Sono incinta? (Ebbene si, in molte pongono proprio questa domanda!!!!!)

  2. Come torno a casa?

  3. I pinguini hanno le ginocchia?

  4. Quando morirò?

  5. La fatina dei denti esiste?

  6. I maiali sudano?

  7. La terra è piatta?

  8. Cosa devo fare della mia vita?

  9. Cosa ho fatto di sbagliato?

  10. Come dormono gli squali?

  11. Come posso nascondere un cadavere?

E infine…

Perché il mio capo mi detesta?

:)


CI PIACE! (+1)

Domande sui muri

In giro qualcuno si pone delle domande…


NO COMMENT

L'immagine del mese

Seggiole. Immagine di Ico Di Francesco (fdifrancesco[at]aminstruments.com).


AM KIDS

Le domande dei bambini

Qualche anno fa il Festival della Letteratura per ragazzi di Cagliari indisse un concorso:

Le domande portate dai bambini.

Al termine ne furono selezionate 50.

Le ho lette e rilette, e ad alcune non so ancora dare una risposta. Provateci!

image1.png

ORTENSIA MALINCUORE

Ortensia e le domande

orty corretta.jpg

WARP continua sul prossimo numero. Se non sei già nella nostra lista:

Grazie per aver letto questo numero di WARP, la pubblicazione online di AM Instruments. Ci piacerebbe conoscere il tuo parere o avere dei suggerimenti su temi di tuo interesse per le prossime pubblicazioni, puoi farlo da questo form.

Immagini tratte da Google foto, da contributi spontanei o regolarmente acquistate da servizi di foto stock.

AM Instruments srl - P.I. 02196040964

aminstruments.com