Scopri la bellezza...

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Della bellezza....

bellézza s. f. [der. di bello]. – 

1. L’essere bello, qualità di ciò che è bello o che tale appare ai sensi e allo spirito: la b. è una specie di armonia visibile che penetra soavemente nei cuori umani (Foscolo).  

Tanti anni or sono ero alle prese con uno strano esame universitario, Estetica. Quando le persone mi chiedevano cosa stessi studiando e la nominavo, eccetto alcuni casi di persone convinte che mi dedicassi alla cura della pelle, i più mi chiedevano: e che è? Non certo per ignoranza, ognuno aveva un’idea piuttosto vaga, ma in fondo tutti pensavano genericamente si trattasse di una materia che avesse a che fare con l’arte.

Siamo propensi a credere che bello e arte aderiscano perfettamente. Ma in quelle lezioni, tenute da un professore canuto e geniale, l’arte aveva poco spazio. Si parlava invece dell’uomo e della sua possibilità intrinseca di fare esperienza. Già, perchè la bellezza, secondo lui, era nell’espeienza del bello, e non nell’oggetto in sè. Pensai e ripensai, prima dell’esame: avevo paura, impossibile ricordarmi tutte le critiche kantiane, o i precetti di un certo Baumgarten che non sapevo neanche pronunciare. Ma poi all’esame, la domanda fu: mi parli della bellezza. Io dimenticai pagine e parole in fila, e mi lasciai ispirare solo da quelle sillabe, bel-lez-za....

E allora venne fuori un flusso di pensieri, e quel flusso stesso era ciò di cui ci aveva parlato per mesi, e che pensavo di non aver colto, ma essendo intrinsecamente mio, come di tutti noi umani, avevo sentito, percepito. Ed era esattamente la mia esperienza del bello, la mia possibilità di esperirlo. E mi ricordai di una frase di Goffredo Parise, “la bellezza si sente, ma non si può dire”. Eppure la stavamo dicendo, proprio lì, in quell’aula. Perchè forse la vera bellezza è un intero, qualcosa di cui non percepiamo separazioni, un flusso, è armonia. E se la troviamo in una statua di Fidia, o nell’espressione di un volto, questo non è qualcosa su cui possiamo sorvolare. Il marmo e la pelle hanno consistenza diversa, la fissità dell’uno e la dinamicità dell’altra, non sono la stessa cosa. Eppure possiamo percepire bellezza nelle cose più diverse. Nel tempo mi sono chiesta se ci fosse un nucleo, un nocciolo da cui tutto partisse e che tutto unificasse. L’ho trovato un giorno, che guardando un gesto compiuto pensai di chi lo stava compiendo, è bello. Era un gesto “normale”, una mano sollevata verso la guancia a dire tenerezza e amore. Non era un gesto buono, non gentile. Era un movimento  “bello”. Allora mi si rivelò il segreto della bellezza, almeno il mio segreto della bellezza, e capii anche cosa m’era tanto piaciuto nello studiare Kant. La bellezza per me risiedeva nel unità di valori universali e positivi. C’è a mio avviso una profonda legge morale anche in una statua. C’è la storia dell’uomo e del suo progredire, c’è la fatica dello scavo nel marmo, e lo studio di una proporzione, c’è il bene. Questo andavo cercando. Il nocciolo è che non c’è bellezza senza etica. La legge morale dentro di sè, il cielo stellato sopra di noi, come aveva detto il filosofo tedesco. Non è forse questa la bellezza vera, quella che tutti andiamo cercando?