Pianta un sogno nel tuo giardino

Il miglior modo per realizzare i propri sogni è svegliarsi.
— Roberto Benigni
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Alla ricerca del principio che spinge all’azione, ho trovato i sogni. Alcuni avevano la forma di desideri, altri erano ideali, altri ancora progetti. Credevo ci fosse una gran differenza. I sogni, pensavo, sono solo sogni, sono proiezioni irreali.
Ma in fondo,  non è della stessa materia intangibile anche il desiderio, o il progetto? Nulla esiste se non nella nostra mente, svegli o assopiti che siamo.
Poi, dal nulla, prendono forma immagini, e sono persone, sono astronavi, sono successi, sono luoghi lontani. E allora è come essere a un blocco di partenza.
Il bang fa la differenza. Possiamo sederci e continuare a sognare. Oppure iniziare a correre verso la meta.
Ciascuno di noi è attore in scenari diversi eppure inscindibili.
Il primo scenario, quello della realtà con la “erre” minuscola, ci invita all’esperienza personale nel suo sviluppo storico, materiale, dimensionato nel campo di ciò che è possibile incontrare nella nostra ordinaria quotidianità in termini di stimoli, risorse,  ostacoli e occasioni; quindi anche di ciò che possiamo realizzare, fra limiti e potenzialità, attraverso l’azione.
Ma sappiamo pure – e a volte perfino lo “sentiamo” – che la volontà umana, almeno quella autentica,  origina da una dimensione spirituale, costantemente creativa e dinamica che nella sua origine appartiene al secondo scenario, quello della Realtà con la “erre” maiuscola. Questa realtà è quella più vicina ai nostri desideri, ai nostri sogni, al nostro progettare e proiettarci in futuri possibili.
Il sogno è un modo di essere al mondo, dice il filosofo Umberto Galimberti. Essere al mondo diventa coniugare i sogni all’indicativo, è passare dal se fosse, all’é.
Per questo dobbiamo essere bravi giardinieri.
E cercare i nostri sogni. E trasformarli in semi, e prenderci cura del nostro piccolo pezzo di terra.
Senza la scintilla del sogno, del desiderio, la volontà non si accende, l’azione non ha luogo. Il bang del blocco di partenza rimane solo un rumore assordante che ci confonde e fa cadere nuovamente a terra.
Quando qualcuno chiede “Come stai?”, penso sempre che la risposta non dipenda da un raffreddore o un benessere fisico. Mi viene da pensare a che punto sono i miei sogni. Ecco, potremmo dire che lo stato di salute di un essere umano dipende dal ritmo alterno di sogno e realtà. Senza l’uno o l’altro la nostra vita ha una sola nota.


Ma musica è altro, e a noi piace la musica.