AM-MIRATEVI

E se la deformità fosse solo un verso sciolto della poetica della bellezza?

Ci voleva questo pugno nello stomaco a ricordare che ammirarsi è diritto e dovere di ognuno di noi. Ci voleva per ribadire che a scegliere cosa è bello da troppo tempo non sono io, ne voi. Ci voleva per gridare forte al mondo che c’è bellezza ovunque e in chiunque, basta spostare quel velo dagli occhi, quel velo che qualcuno che non siamo noi, ci tiene bene attaccato alla fronte. Che cosa è la bellezza, cosa la perfezione? Per avere delle risposte guardate….

Questa è Jes Sachse. Questa potrei essere io. E anche voi.

Non devi comportarti ‘come si deve’
non devi strisciare sulle ginocchia
per cento miglia nel deserto
in penitenza
devi solo lasciar che l’animaletto soffice
del tuo corpo ami ciò che ama
(mary oliver)

 

Linguaggio del corpo


di Jes Sachse


“Dal giorno in cui subii la fusione spinale da bambina, la mia colonna vertebrale fa resistenza sotto la pelle. Ho deciso di posare nuda su questa gru. Ero, e sono, proprio come voi. Sento. Rido. Amo. Cresco.
Quando mi dite che sono coraggiosa, non crediate che non abbia paura.
Avevo paura anche quel giorno. Il giorno che mi sono strappata i vestiti di dosso e ho iniziato a fare le foto. Se vi importa di capire, dovete sapere che non l’avevo mai fatto: permettervi di vedermi nuda. Non mi sono neanche mai permessa di vedermi nuda, ma avevo bisogno di capire che cosa avevano da fissare tutti gli altri. Così quel giorno ho guardato. Con estrema attenzione, a lungo, fotogramma dopo fotogramma.
Sola, piena di cicatrici, bella.
Avete paura? Io ho paura ogni volta che cerco di amarmi completamente.
Se volete capire, dovete sapere che non c’è altro. Voglio che siate impauriti. Voglio che guardiate queste foto e vediate voi stessi, e voglio che immaginiate di amare tutto. Ogni neo, ogni cicatrice.
P.S. Sul tatuaggio è scritto “deforme”.

E se la deformità fosse solo un verso sciolto della poetica della bellezza?