WARP, Dicembre 2015

WARP is in italian at the moment, but if your sense of humour is turned on, you can try an auto-translated version here, thanks to Google. :-)


Non hai ancora ricevuto il nostro calendario 2016 "un anno in difesa della terra" stampato su carta rispettosa dell'ambiente??


UN ANNO IN DIFESA DELLA TERRA

Così abbiamo intitolato il calendario 2016. Un titolo che è un invito ed un auspicio e che coinvolge ognuno di noi, abitanti di questa terra.

Viviamo in quella parte del mondo che ha tenuto acceso il motore del progresso, inglobando nel tempo paesi che fino a pochi decenni prima non avevano posto in alcun tavolo decisionale. Contemporaneamente portavamo la terra al limite della sua vulnerabilità. Impossibile affidare colpe macroscopiche, utile invece assumerci personalmente e individualmente la responsabilità quotidiana come esseri umani abitanti di questo pianeta, di correre ai ripari, ciascuno con i propri mezzi.
Recentemente si è svolta a Parigi la conferenza sul clima, Cop21, che in passato aveva più volte fallito nei suoi scopi. Questa volta una speranza c’è.Il testo approvato alla Conferenza parte da un presupposto fondamentale: “Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per le società umane e per il pianeta”. Richiede pertanto “la massima cooperazione di tutti i paesi” con l’obiettivo di “accelerare la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra”. Alle 19.26 del 12 dicembre, il presidente della Conferenza e ministro degli esteri francese Laurent Fabius ha annunciato all’assemblea plenaria riunita da ore: “L’accordo di Parigi sul clima è stato adottato”. Per entrare in vigore nel 2020, l’accordo deve ora essere ratificato, accettato o approvato da almeno 55 paesi che rappresentano complessivamente il 55 per cento delle emissioni mondiali di gas serra.

Cosa prevede Cop21:

  • Aumento della temperatura entro i 2°. Alla conferenza sul clima che si è tenuta a Copenaghen nel 2009, i circa 200 paesi partecipanti si diedero l’obiettivo di limitare l’aumento della temperatura globale rispetto ai valori dell’era preindustriale. L’accordo di Parigi stabilisce che questo rialzo va contenuto “ben al di sotto dei 2 gradi centigradi”, sforzandosi di fermarsi a +1,5°. Per centrare l’obiettivo, le emissioni devono cominciare a calare dal 2020. 
  • Consenso globale. A differenza di sei anni fa, quando l’accordo si era arenato, questa volta ha aderito tutto il mondo, compresi i quattro più grandi inquinatori: oltre all’Europa, anche la Cina, l’India e gli Stati Uniti si sono impegnati a tagliare le emissioni. 
  • Controlli ogni cinque anni. Il testo prevede un processo di revisione degli obiettivi che dovrà svolgersi ogni cinque anni. Ma già nel 2018 si chiederà agli stati di aumentare i tagli delle emissioni, così da arrivare pronti al 2020. Il primo controllo quinquennale sarà quindi nel 2023 e poi a seguire. 
  • Fondi per l’energia pulita. I paesi di vecchia industrializzazione erogheranno cento miliardi all’anno (dal 2020) per diffondere in tutto il mondo le tecnologie verdi e decarbonizzare l’economia. Un nuovo obiettivo finanziario sarà fissato al più tardi nel 2025. Potranno contribuire anche fondi e investitori privati. 
  • Rimborsi ai paesi più esposti. L’accordo dà il via a un meccanismo di rimborsi per compensare le perdite finanziarie causate dai cambiamenti climatici nei paesi più vulnerabili geograficamente, che spesso sono anche i più poveri.

Nel nostro piccolo, nel 2016, ci siamo impegnati a individuare azioni concrete, nei limiti delle possibilità di un uomo o una donna impegnati nel lavoro, persone comuni che nel loro ambito possano compiere gesti, anche piccoli, ma risolutivi.
Per questo ogni mese è dedicato a uno scopo, traducibile in modi diversi ma con il denominatore comune che è quello di prendersi cura della nostra casa, la terra.

Che cos’è il CARPOOLING?

Più persone utilizzano lo stesso veicolo con un accordo per condividere i costi, come la benzina, il parcheggio etc.

PERCHÉ IL CARPOOLING?

Nelle grandi città, la principale causa di inquinamento dell'aria è data dal traffico veicolare: e spesso le auto portano una sola persona. Più di mille chilogrammi in movimento per spostare un carico di 80 kg o meno!

I VANTAGGI DEL CARPOOLING
Economico: basta guardare al vostro bilancio mensile per rendervi conto di quanto si possa risparmiare! Condivisione spese per la benzina, condivisione spese per il parcheggio, denaro che può essere investito in mille altri modi sicuramente migliori! 
Ecologico e sociale: è un ottimo sistema per ridurre le emissioni di CO2 ed incidere positivamente così sul cambiamento climatico. Aiuta a ridurre la congestione del traffico e aumenta i posti auto disponibili. 
Qualità della vita: meno stress per andare al lavoro, meno lotte per il parcheggio. Possibilità di regolare i rapporti tra vicini di casa o colleghi per condividere questo spazio in macchina.

COME ORGANIZZARE UN CARPOOLING?
Esistono diversi gruppi sul web dove trovare “compagni di viaggio”. E poi basta comunicare!
Il carpooling  è anche l'occasione per fare nuove amicizie.

PIANTIAMO UN ALBERO
Ecco 10 buoni motivi (+1)per farlo:

  1. Gli alberi producono l'ossigeno respirato da tutti gli esseri viventi. La chioma di un piccolo albero di 25 mq di superficie fogliare produce la quantità di ossigeno di cui un uomo ha bisogno ogni giorno.
  2. Gli alberi disposti in filari intorno alle case, lungo le autostrade o in altri luoghi polverosi, con le loro foglie intercettano il pulviscolo e altre sostanze dannose come l'anidride solforosa e il biossido di azoto.
  3. Le chiome degli alberi proteggono dai forti venti e dai rumori.
  4. Il respiro e l'ombra degli alberi abbassano la temperatura nella calura estiva e in inverno trattengono un po' di tepore. Con ogni tempo meteorologico migliorano il microclima.
  5. Le radici degli alberi consolidano le montagne e le scarpate, trattengono le sponde dei fiumi e dei ruscelli dalla erosione dell'acqua e prevengono dissesti idrogeologici.
  6. Le foglie che cadono stagionalmente arricchiscono il terreno di nuove sostanze (humus).
  7. Le forme e i colori di foglie, fiori e cortecce ravvivano e rallegrano gli spazi urbani.
  8. Ogni presenza vegetale è testimone del tempo e della vita sulla terra, segnala i cambiamenti delle stagioni, influenza positivamente il clima. Gli alberi determinano e misurano la salute del nostro pianeta.
  9. Gli alberi sono fondamentali per il ciclo dell'acqua piovana.
  10. Gli alberi offrono gratuitamente ad ogni latitudine, riparo, alimenti e diverse materie prime necessarie agli esseri umani e agli animali.
  11. Gli alberi sono indispensabili per l'esistenza di ogni essere vivente.

Un bellissimo video del WWF Brasile, spiega come tutto sia interconnesso nel mondo. E cosa succede quando un albero, anche uno solo viene sacrificato

SPEGNIAMO LE LUCI, non solo per vedere le stelle….ma perché:                        
Oggi, circa il 90% della produzione di energia elettrica proviene da fonti non rinnovabili e molto inquinanti.  Questo implica l’esaurimento delle risorse naturali e l'emissione nell’aria di gas nocivi per la salute.  L’Italia è principalmente un importatore delle materie prime per la produzione di energia elettrica e molto spesso importa direttamente energia elettrica prodotta negli stati vicini come la Francia.  Ciò aumenta i costi e di conseguenza il prezzo finale per i clienti.  Alla luce di tutto ciò si può dire che il risparmio di energia elettrica comporta benefici per l’ambiente, la società e il portafoglio dei consumatori.

Ecco il video ufficiale di EARTH HOUR 2015. Un’ora a luci spente!

NON SPRECHIAMO L’ACQUA

Utilizzando l'acqua consumiamo le riserve idriche che dovrebbero ricaricarsi attraverso la pioggia e la neve che alimentano i ghiacciai, i fiumi, i laghi e le falde. Ma se in un dato momento preleviamo più acqua di quella che naturalmente viene ricaricata stiamo consumando le riserve e andando in deficit idrico, ed è proprio quello che sta succedendo.                        
La prima causa delle crisi idriche risiede quindi in una domanda di risorsa che è maggiore della quantità disponibile.  Inoltre i cambiamenti climatici in atto rendono l’acqua sempre più scarsa. Negli ultimi anni infatti la quantità media di precipitazioni è tendenzialmente costante, ma la distribuzione delle precipitazioni si sta concentrando, per cui a periodi prolungati di siccità si alternano periodi di precipitazioni molto intense. La pioggia che cade copiosamente sul terreno secco ha difficoltà ad essere assorbita. Invece di ricaricare la falda tende semplicemente a scivolare via, ingrossando temporaneamente i fiumi per poi finire in mare dove diventa inutilizzabile. 

Un altro fattore da tenere in considerazione è l'aumento della temperatura che fa sciogliere i ghiacciai e i nevai che costituiscono la riserva di acqua che alimenta i fiumi nel periodo estivo, quando le precipitazioni sono scarse.

PREFERIAMO PRODOTTI A KM ZERO

Ultimamente si sta diffondendo il consumo dei prodotti agricoli a chilometro zero legati ad una scelta di vita, alla positiva incidenza riguardo le emissioni di gas totali generati per far arrivare un alimento sulle nostre tavole, al consumo spropositato di concimi necessari per il ciclo produttivo intensivo che ci propone la grande distribuzione. Le aziende agricole locali tendono anche ad evitare gli ormoni sintetici, i fertilizzanti ed altre sostanze chimiche nocive per l’ambiente e la salute dell’uomo. I prodotti agricoli locali dovrebbero risultare non solo più freschi, ma anche più sicuri. Non da poco la considerazione che aiutando a crescere le aziende locali che praticano colture adatte al proprio territorio, esse tendono a consumare meno energia e, quindi, ad offrire i loro prodotti ad un prezzo più basso.

L’agricoltura e l’allevamento a Chilometro Zero possono costituire un efficace mezzo attraverso il quale poter abbellire e recuperare aree che attualmente in Italia sono degradate e abbandonate a sé stesse proprio per l’abbandono di questo tipo di economia.
Avete sentito parlare degli orti verticali? Cimentatevi anche voi nella vostra terrazza!

ENERGIE ALTERNATIVE

Per fonte di energia alternativa si intende una particolare fonte di energia (ovvero un modo di ottenere energia elettrica o meccanica) differente da quella ottenuta con l'utilizzo dei combustibili fossili e nucleare[1] che costituiscono invece le cosiddette fonti di energia tradizionali.

Spesso tale classe di fonti energetiche viene confusa o assimilata a quella delle fonti di energia rinnovabile (che in inglese sono sinonimi) o anche a quella delle fonti energetiche in grado di permettere uno sviluppo sostenibile, di cui queste rappresentano solo una sottoclasse di quelle alternative. In realtà le fonti di energia alternativa comprendono una classe più ampia di forme di produzione di energia, oltre alle rinnovabili.

Il termine divenne di uso comune negli anni settanta, a valle delle crisi petrolifere del 1973 e 1979, che avevano fatto vedere in maniera chiara le problematiche poste da un mondo dell'energia troppo dipendente dal petrolio e, in generale, dall'approvvigionamento di fonti fossili.

Negli ultimi trent'anni sono state investite nella ricerca in tal senso molte risorse umane ed economiche.Inoltre, ad oggi sta aumentando, da parte di numerosi ricercatori la sensibilità riguardo il futuro energetico dell'umanità, il cosiddetto problema energetico globale. Secondo modelli previsonali come ad esempio il modello di Hubbert, la produzione globale di petrolio potrebbe essere prossima o aver superato il picco di produzione mondiale.

Se ciò si rivelasse vero, provocherebbe delle ripercussioni enormi e difficilmente prevedibili sull'economia, lo sviluppo e il sostentamento dell'umanità nei prossimi decenni (in particolare del mondo industrializzato, che maggiormente utilizza queste fonti), in quanto estremamente dipendenti dal petrolio. Una via di risoluzioni di tali problematiche sarebbe quindi l'emancipazione dall'utilizzo del petrolio come fonte energetica, investendo risorse, ricerca e fondi nello sviluppo di fonti alternative di energia, che ricoprono una percentuale pari a circa il 20% della produzione energetica mondiale.
Alcune fonti energetiche alternative sono rappresentate da:

  • energia idroelettrica
  • energia geotermica
  • energia ricavata dalla biomassa e biogas (anche biodiesel, vedi olio di colza)
  • energia marina (quale l'energia del moto ondoso e delle maree)
  • energia eolica
  • energia solare (sia attraverso centrali solari termiche che fotovoltaiche)
  • energia prodotta dalla dissociazione molecolare
  • agroenergie

A proposito di energie rinnovabili, il Nobel Carlo Rubbia ha avviato un un progetto di cooperazione tra due famosi istituti di ricerca tedeschi, lo IAS di Potsdam e il Karlsruhe Institute of Technology.

Ottenere idrogeno dal metano e riuscire a farlo senza produrre emissioni di anidride carbonica. I due enti hanno lavorato assieme per dimostrare la fattibilità di un innovativo processo per la produzione efficiente ed ecologica di idrogeno da metano. La tecnologia potrebbe in futuro aprire le portare ad uno sfruttamento dell’energia fossile senza emissioni di carbonio.
L’elemento chiave della ricerca è un reattore sperimentale in grado di effettuare il cosiddetto “cracking termico” del metano, ovvero capace di scindere il gas in idrogeno e carbonio solido (o nero di carbonio). Questa reazione avviene a temperature ben al di sopra di 750 gradi centigradi, “dove non si producono”, spiegano gli scienziati “emissioni nocive”. In realtà il cracking del metano non è una novità: il procedimento fu inventato prima del 1914 come processo primario per aumentare la produzione di benzina e nel corso degli ultimi due decenni numerose prove sono state effettuate presso diverse strutture di ricerca per dimostrarne la fattibilità tecnica nel campo dell’idrogeno. Tuttavia il tasso di conversione è rimasto sempre troppo basso.
La tecnica tedesca ha permesso invece di compiere quel passo avanti necessario. Nel corso di un esperimento il reattore è stato in grado di operare per due settimane senza interruzioni, producendo idrogeno con un tasso di conversione del 78% e a una temperatura di 1200 gradi centigradi.
Il reattore è resistente alla corrosione e non va incontro al pericolo di intasamenti, poiché la polvere di carbonio microgranulare risultante può essere separata facilmente. Nella sua forma solida inoltre il carbonio può essere riciclato impiegandolo come materia prima nel settore automobilistico e nella produzione di acciaio e fibre di carbonio. IASS sta ora collaborando con l’RWTH Aachen per ottenere una Life Cycle Assessment (LCA) di un ipotetico impianto commerciale basato su questa metodologia.

RIDUCIAMO RIUSIAMO RICICLIAMO 

Bidoni, sedie e poltrone, vecchie biciclette, contenitori e bottiglie di plastica, carta e portoni di legno: potremmo trovarli vicino ai cassonetti delle nostre città, nel salotto o su qualche rivista patinata di interior design. Questi oggetti, che si sono rifatti una vita e ritrovano un uso, sono stati sottoposti a dure operazioni di up-cycling, detto anche ‘riciclo creativo’: prendi un oggetto o materiale dallo scarso valore o nessun utilizzo e con la fantasia, poesia o creatività puoi dargli un senso, un valore aggiunto e allungargli anche la vita.
Le lampade, le sedute e tutti gli oggetti riciclati, unici e irripetibili, pur denunciando  sempre la loro onesta provenienza, potrebbero divenire creazioni da sfoggiare ed usare con orgoglio nelle abitazioni, piazze o allestimenti. Unici ed irripetibili non solo per i materiali utilizzati, ma soprattutto per il gesto artigianale e le condizioni in cui sono stati realizzati.

Arredi up-cycling

I chirurghi dell’up-cycling non sono semplici interior designer, ma artisti che recuperano e  riassemblano materiali ed oggetti dalla perduta funzione e alla ricerca di una nuova identità. Guardiamo, abbandoniamo e dimentichiamo con indifferenza oggetti che, dopo essere stati comperati e brevemente usati risultano, tutto ad un tratto e a volte senza ragione, declassati a materiale di scarto.

Artisti perché vedono in vecchie casse di vino, specchi e semplici assi di ponteggio, potenzialità ed energie inespresse, storie da raccontare; manipolano gli stessi oggetti che noi consideriamo esausti e ce li riconsegnano per un nuovo uso quotidiano. Inoltre, dietro queste creazioni troviamo un’ottica di risparmio, sostenibilità e recupero della memoria storica degli oggetti. Artigiani perché ogni pezzo è unico e realizzato a mano; imprenditori, perché lavorano nell’ottica di una produzione in serie senza eccessi di offerta (realizzazioni su misura e su commissione); poeti e filosofi del rifiuto, perché si oppongono all’economia capitalista, che definisce tempi, costi ed efficienza degli oggetti e realizzando qualcosa che è diverso, imperfetto e vissuto.
Borisbally utilizza cartelli stradali per realizzare coloratissimi arredi e accessori domestici, YukenteruyaStudio usa sacchetti di Mac Donald’s, rotoli di carta igienica o di pizza per realizzare installazioni raffinatissime, Junktion disseziona le macchine da scrivere realizzando gigantesche figure umane anatomicamente corrette, chi innesta vecchie sedie in pouf ricopre di colorata e morbida resina, vecchi bidoni di latta (bidone all’uva, alla menta, all’albicocca).

Architetture up-cycling

L’up- cycling è una vera e propria mania, alimentata dai consumi spropositati e dall’accumulo di oggetti e relativi incarti; dilaga, perciò, in tanti settori: arte, interior design, moda, hobbistica e, con risultati sorprendenti, anche in architettura. Citiamo progetti realizzati con tre materiali sottratti al cassonetto, a dimostrazione che sbarazzarsi di oggetti inutili è tanto sbrigativo quanto antieconomico e anticreativo.

Nelle abitazioni o al parrucchiere vi sono sempre cumuli di riviste patinate e coloratissime che, prima o poi, saranno soppiantate da altre, in un ciclo cadenzato da mode e gossip. Elding Oscarson ha realizzato un’intera parete a Oktavillacon pile di vecchie riviste legate per anno, creando una separazione – finestre e porte annesse! - che crea un pattern lineare e raffinato.

I bancali o pallets furono usati durante la seconda guerra mondiale dai militari americani per movimentare le merci; in legno o plastica, sono ora utilizzate come pedane d’appoggio per spedizioni e spostamenti prodotti; ottima soluzione per limitare danni causati da superfici umide e risparmio di tempo, diventano onerosi nello smaltimento. Seconda chance per il pallets è data dall’up-recycling, utilizzati per allestimenti, panche e tavoli per esterni come nel Parking day di Torino 2010;  diventano elemento caratterizzante dell’ufficio Brandbase dei Most Architecure, per realizzare gradinate, sedie e scrivanie scalettate, o modulo di un intero padiglione temporaneo come il Pallet Pavillion di Matthias Loebermann.


Ciclo di vita di un prodotto

Le teorie economiche di R. Vernon sottolineano come il ciclo di vita del prodotto sia come quello biologico scandito da fasi ben definite. Le quattro fasi che attraversa si traducono in economia in:
- introduzione (concordata una precisa strategia di marketing, il prodotto è immesso sul mercato);
- crescita (pubblicità e aumento di vendite);
- maturità (i concorrenti lasciano il mercato e il volume di vendite è costante);
- declino (prodotto superato e poco venduto).
E’ possibile prolungare la fase di crescita e maturità, produrre e consumare meno nell’ottica di una decrescita serena e convertirsi al business sostenibile.
D’altro canto le aziende dovrebbero considerare l’impatto ambientale del prodotto sul mondo - Valutazione del Ciclo di Vita LCA - e tra le strategie di marketing da adottare (ridurre gli sforzi di promozione, eliminare distributori marginali, riposizionare il prodotto per allungarne la vita o semplicemente eliminarlo) aggiungere il riciclo (perché no, ricreativo) per reinserirlo sul mercato. L’oggetto in sé può offrire molto più del prodotto che usiamo e per cui è stato creato.

SCAMBIAMOCI ABBRACCI

Inutile dire che l’unico modo di salvare la terra è amarla!
Allora partiamo con un gesto d’amore….

Un’idea romantica, per tutti coloro che amano la natura e vorrebbero aiutare il pianeta a conservarsi pulito il più possibile. Il progetto è quello di un impianto solare a  forma di cuore, che sarà impiantato in Nuova Caledonia (isola francese nell’Oceano Pacifico, vicino alla costa australiana) dall’azienda Conergy. L’impianto comincerà a produrre energia elettrica per 750 abitazioni a partire dal 2015, e servirà ad evitare di immettere in atmosfera ben due milioni di tonnellate di anidride carbonica durante 25 anni di attività.

La forma così particolare è stata ispirata al “Coeur de Voh” (“Cuore di Voh”), una foresta di mangrovie dell’isola che ha assunto naturalmente la forma di un cuore. Saranno costruiti 7.888 pannelli a Grand Terre, l’isola più grande della Nuova Caledonia.

Si cerca sempre più spesso di integrare le nuove tecnologie con il paesaggio, evitando di rovinare scorci davvero suggestivi; in questo caso si può dire che l’esperimento sia riuscito! L’impianto infatti non è solo utilissimo al pianeta e all’ambiente, ma anche bello da vedere. E soprattutto ci ricorda che tutti abbiamo bisogno d’amore, compresa la terra.

FACCIAMO LA DIFFERENZA….ATTRAVERSO LA CONOSCENZA!

Il modo migliore è partire dalla parole. Le parole della terra, le parole dell’ambiente.        
Il nostro Ministero dell’ambiente pubblica un glossario che può esserci utile per comprendere

Anidride carbonica (CO2):
L'anidride carbonica è un gas che si forma in tutti i processi di combustione, respirazione, decomposizione di materiale organico, per ossidazione totale del carbonio. E' indispensabile alla vita vegetale ed è praticamente inerte. La CO2 è trasparente alla luce solare, ma assorbe le radiazioni infrarosse emesse dalla superficie terrestre, determinando il cosiddetto 'effetto serra'. Variazioni di concentrazione di anidride carbonica in atmosfera, dovute a varie attività antropiche (combustione, deforestazione), determinano nel tempo modifiche del clima.

Baseline:
La baseline di un progetto CDM è uno scenario di riferimento che ragionevolmente rappresenta le emissioni di gas serra che si sarebbero avute in assenza dell'attività progettuale proposta.

Biogas:
Gas derivanti da processi di decomposizione di materiale organico (come, per esempio, dalla frazione umida dei rifiuti solidi urbani) che, opportunamente trattati, possono essere utilizzati come combustibile per impianti di generazione termica di energia elettrica.

Biomassa:
Masse biologiche che possono essere recuperate e convertite in energia elettrica, in calore o in prodotti chimici sostitutivi di derivati del petrolio (biocarburanti). Per la loro capacità di rigenerarsi, vengono generalmente considerate fonti rinnovabili. i.

Cambiamenti climatici:
Alterazione dell'equilibrio naturale del clima globale del nostro pianeta. I cambiamenti climatici principali riguardano l'aumento, in intensità e frequenza, di fenomeni estremi (uragani, temporali, inondazioni, siccità,?), l'aumento del livello dei mari, la desertificazione, l'aumento di temperatura e la perdita di biodiversità. Per clima a livello globale si intende lo stato di equilibrio energetico tra il flusso totale di energia entrante sul nostro pianeta, che è quasi totalmente l'energia solare ed il flusso totale di energia uscente dal nostro pianeta rappresentata in parte dalla radiazione solare riflessa dall'atmosfera, dalle nubi, e dal suolo ed in parte dall'energia emessa o irraggiata dalla terra nel suo insieme.

Carbon tax: 
Tassazione dei combustibili energetici di origine fossile in base al loro contenuto di carbonio, al fine di ridurre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

Carbon sink:
Vedi Pozzi di assorbimento del carbonio

CDM (Clean Development Mechanism):
Meccanismo flessibile previsto dal Protocollo di Kyoto in base al quale i paesi industrializzati e ad economie in transizione (Annex I) possono realizzare, nei paesi in via di sviluppo (non Annex I), progetti che conseguano un beneficio ambientale in termini di emissioni di gas serra e trasferire tali benefici (crediti) sull'obbligo relativo al proprio paese.

CERs (Certified Emissions Units):
Credito equivalente ad una tonnellata di CO2 e generato da un progetto CDM

Certificazione:
Atto con il quale un ente accreditato (Designated Operational Entity) assicura che un progetto, durante un periodo di tempo specificato, ha generato le riduzioni di emissioni di gas serra verificate.

Ciclo combinato:
Tecnologia per la produzione di energia elettrica da combustibili in forma gassosa, che si basa sull'utilizzo di una o più turbine (generalmente a gas turbogas) associate a una turbina a vapore. Il calore dei fumi allo scarico della turbina viene sfruttato in un generatore di vapore a recupero nel quale si produce il vapore poi utilizzato nella turbina a vapore. Le centrali a ciclo combinato permettono un uso particolarmente efficiente del combustibile e, nello stesso tempo, consentono un limitato impatto ambientale in termini di emissioni inquinanti. Qualora il calore in uscita dal ciclo combinato venga ulteriormente impiegato in un processo industriale sotto forma di vapore tecnologico, si ha cogenerazione.

Cogenerazione:
Produzione congiunta (in uno stesso impianto) di energia elettrica e di calore che garantisce un significativo risparmio di energia rispetto alle produzioni separate.

Consumi finali di energia (o impieghi finali):
Quantità di energia consumata negli usi finali. Nel caso dei consumi finali di energia elettrica questi sono pari alla somma dell'energia elettrica fatturata dai fornitori e di quella autoconsumata dagli autoproduttori.

Conferenza delle Parti:
Il crediting period per un progetto CDM rappresenta il periodo per il quale le riduzioni di emissioni di gas serra posso generare crediti CERs.

Crediting period:
La Direzione Generale Ricerca Ambientale e Sviluppo del Ministero dell'Ambiente ha istituito l'apposito Sportello Meccanismi Flessibili per fornire assistenza nella valutazione preliminare di un progetto di JI o CDM. Lo scopo di tale servizio è di assistere il proponente nel valutare le potenzialità di un'idea progettuale, prima di iniziare la preparazione della documentazione richiesta. Lo Sportello si può contattare tramite e-mail: meccanismi.flessibili@minambiente.it.

Direttiva comunitaria (o europea):
Atto giuridico delle istituzioni comunitarie; si rivolge agli Stati membri, ha efficacia vincolante per quanto attiene al risultato da raggiungere, ma lascia liberi gli Stati membri nella scelta delle forme e dei mezzi atti a conseguire il risultato da essa indicato. Viene incorporata nell'ordinamento nazionale attraverso il suo recepimento, effettuato con approvazione parlamentare di una legge o tramite delega del Parlamento al Governo.

Effetto serra:
Riscaldamento provocato da alcuni gas presenti nell'atmosfera (detti gas serra) capaci di assorbire una parte dei raggi infrarossi emessi dal suolo e dagli oceani. L'aumento della concentrazione dei gas serra presenti nell'atmosfera, a causa delle emissioni legate alle attività umane, genera un aumento dell'effetto serra, e dunque un anomalo aumento della temperatura atmosferica.

Enti accreditati (Operational Entity):
Ente accreditato dall'Executive Board dei CDM che valida i progetti e certifica i crediti generati.

ERUs (Emissions Reduction Units):
Credito equivalente ad una tonnellata di CO2 eq generato da un progetto JI

Executive Board (del CDM):
Organo elettivo dell'UNFCCC con il compito di definire regole operative per lo sviluppo di progetti CDM. L'Executive Board è formato da 20 membri eletti dalla Conferenza delle Parti. Il CDM Executive Board ha l'autorità per approvare metodologie per la definizione della baseline, dei piani di monitoraggio, per accreditare le entità operative.

International Emission Trading:
Strumento flessibile (vedi permessi di emissione) previsto dagli accordi di Kyoto finalizzato a permettere lo scambio di crediti d'emissione tra paesi o società in relazione ai rispettivi obiettivi. Una società o una nazione che abbia conseguito una diminuzione delle proprie emissioni di gas serra superiori al proprio obiettivo potrà cedere (ricorrendo all'ET) tali "crediti" a un paese o una società che, al contrario, non sia stata in grado di abbattere sufficientemente le proprie emissioni.

Gas ad effetto serra:
Sostanze inquinanti presenti nell'atmosfera che tendono a bloccare l'emissione di calore dalla superficie terrestre. La loro concentrazione crescente nell'atmosfera produce un effetto di riscaldamento della superficie terrestre e della parte più bassa dell'atmosfera. Qualora l'accumulazione progressiva e accelerante di questi gas continui incontrollata, secondo molti scienziati è probabile che si determini una tendenza al surriscaldamento della superficie terrestre e alla modificazione del clima. Tuttavia, permangono incertezze sull'entità di tali effetti e sulla loro configurazione geografica e stagionale. L'elenco dei gas serra è molto ampio. Il Protocollo di Kyoto prende in considerazione un paniere di 6 gas serra: l'anidride carbonica (CO2), il metano (CH4), il protossido di azoto (N2O), i clorofuorocarburi (CFC), i perfluorocarburi (PFC) e l'esafloruro di zolfo (SF6).

Greenhouse gas (GHG):
Vedi Gas ad effetto serra

JI (Joint Implementation):
Meccanismo flessibile previsto dal Protocollo di Kyoto in base al quale, una società di un paese Annex I (paesi "industrializzati" firmatari del Protocollo) possa realizzare un progetto che determini una riduzione delle emissioni di gas serra in un altro paese Annex I, e spartire, in base a un accordo tra le parti, i crediti relativi alle emissioni evitate.

Metano (CH4):
Gas incolore, inodore, non tossico, che brucia all'aria con fiamma bluastra; è costituito da un atomo di carbonio e quattro di idrogeno con formula chimica (CH4). Il metano è il principale componente del gas naturale ed è considerato un gas ad effetto serra.

Operational Entity:
Vedi Ente Accreditato.

Permessi di emissione:
Strumenti di politica ambientale che attribuiscono un diritto di emissione ai loro possessori. L'Autorità di governo emette un numero di permessi coerente con il livello complessivo prestabilito di emissioni. Il proprietario dei permessi può scegliere di utilizzarli - emettendo una quantità di emissioni corrispondente a quella consentita dal singolo permesso moltiplicata per il numero di permessi posseduti - o di venderli. Si viene così a creare un mercato dei permessi il cui prezzo rifletterà il costo marginale di abbattimento delle emissioni. Questo costo viene minimizzato, per il sistema nel suo complesso, grazie alla possibilità di ridurre le emissioni laddove l'abbattimento è meno oneroso: i soggetti per i quali è meno costoso abbattere ridurranno infatti le emissioni in misura relativamente maggiore e venderanno i permessi a coloro per i quali l'abbattimento è più oneroso. Nell'ultimo decennio sono state avviate varie esperienze di utilizzo di questo meccanismo per problemi di inquinamento locale e nazionale di varia natura. L'Unione Europea intende avvalersi principalmente di tale strumento per contenere le emissioni di gas serra del settore industriale.

Protocollo di Kyoto:
Atto esecutivo che contiene obiettivi legalmente vincolanti e decisioni sulla attuazione operativa di alcuni degli impegni della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici (United Nation Framework Convention on Climate Change) firmato nel dicembre del 1997 a conclusione della terza sessione plenaria della Conferenza delle parti (COP3). Il Protocollo impegna i paesi industrializzati e quelli a economia in transizione (i paesi dell'Est europeo) a ridurre complessivamente del 5,2 per cento le principali emissioni antropogeniche di gas serra entro il 2010 e, più precisamente, nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012. Il paniere di gas serra considerato nel Protocollo include sei gas: l'anidride carbonica, il metano, il protossido di azoto, i fluorocarburi idrati, i perfluorocarburi, l'esafloruro di zolfo. L'anno di riferimento per la riduzione delle emissioni dei primi tre gas è il 1990, mentre per i rimanenti tre (che sono gas lesivi dell'ozono stratosferico e che per altri aspetti rientrano in un altro protocollo, il Protocollo di Montreal) è il 1995. La riduzione complessiva del 5,2 per cento non è uguale per tutti i paesi. Per i paesi membri dell'Unione europea nel loro insieme la riduzione dovrà essere pari all'8 per cento, per gli USA al 7 per cento, per il Giappone al 6 per cento. Il Protocollo di Kyoto entrerà in vigore dopo 90 giorni dalla ratifica da parte di non meno di 55 paesi parti della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, compresi i paesi dell'Annesso I (cioè sostanzialmente i paesi industrializzati) che siano responsabili nel complesso di almeno il 55 per cento delle emissioni complessive di CO2 relative al 1990.

Pozzi di assorbimento del carbonio:
Elemento dell'ambiente naturale (ad es. le foreste) suscettibile di assorbire anidride carbonica dall'atmosfera nel corso del suo ciclo di vita e di rilasciare gas serra al termine, a causa del processo di decomposizione o dell'utilizzo che ne viene fatto (combustione). Ricerche empiriche stanno cercando di valutare le modalità più corrette per valutare l'apporto fornito (in diminuzione) da tali elementi alle emissioni totali prodotte da un paese.

Registrazione:
Atto con cui l'Executive Board accetta formalmente un progetto validato da un ente accreditato come progetto CDM. La registrazione di una attività come progetto CDM è un requisito necessario per la generazione di crediti CERs.

Tonnellata di CO2equivalente:
È un'unità di misura che permette di pesare insieme emissioni di gas serra diversi con differenti effetti climalteranti. Ad esempio una tonnellata di metano che ha un potenziale climalterante 21 volte superiore rispetto alla CO2, viene contabilizzata come 21 tonnellate di CO2 equivalente. I potenziali climalteranti dei vari gas sono stati elaborati dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC).

United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC):
Convenzione stipulata tra una serie di Paesi firmatari (Parti), con l'obiettivo di ottenere una stabilizzazione delle concentrazioni di gas-serra nell'atmosfera ad un livello tale da prevenire dannose interferenze antropogeniche nel sistema climatico.

Validazione (di un progetto CDM):
Atto con cui un ente accreditato (designated operational entity) verifica la aderenza di un progetto di riduzione delle emissioni di gas serra ai requisiti stabiliti dall'UNFCCC.

Verifica:
Revisione periodica delle emissioni reali di un attività progettuale effettuata da un ente accreditato. La verifica è propedeutica alla successiva certificazione delle riduzioni.

NON INQUINIAMO

"Lettera Enciclica Laudato sì del Santo Padre Francesco sulla cura della casa comune". C'è il simbolo papale del Pontefice argentino, il suo motto ("Miserando atque eligendo"), e quasi 200 pagine di testo con tanto di citazioni e note. Un'introduzione, sei capitoli, due preghiere finali. L’enciclica, già battezzata come "verde", ambientalista, di Jorge Mario Bergoglio, è l’ulteriore testimonianza dell’urgenza della salvaguardia della terra. Ecco alcuni brani:

NOSTRA SORELLA TERRA
"Laudato si', mì Signore", cantava San Francesco d'Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l'esistenza. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell'uso irresponsabile e dell'abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La distruzione dell'ambiente umano è qualcosa di molto serio. Il Patriarca Bartolomeo si è riferito particolarmente alla necessità che ognuno si penta del proprio modo di maltrattare il pianeta. Su questo punto, egli si è espresso ripetutamente in maniera ferma e stimolante, invitandoci a riconoscere i peccati contro la creazione. Perché "un crimine contro la natura è un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio". Credo che Francesco sia l'esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità. È il santo patrono di tutti quelli che studiano e lavorano nel campo dell'ecologia".

IL MIO APPELLO
La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Alcuni assi portanti che attraversano tutta l'Enciclica. Per esempio: l'intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; l'invito a cercare altri modi di intendere l'economia; la grave responsabilità della politica internazionale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita. Esistono forme di inquinamento che colpiscono quotidianamente le persone. C'è da considerare anche l'inquinamento prodotto dai rifiuti. La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia".

ACQUA PULITA PER TUTTI
Il clima è un bene comune, di tutti e per tutti. L'acqua potabile e pulita rappresenta una questione di primaria importanza, perché è indispensabile per la vita umana e per sostenere gli ecosistemi terrestri e acquatici. In realtà, l'accesso all'acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale. Questo mondo ha un grave debito sociale verso i poveri che non hanno accesso all'acqua potabile. Ricordiamo, per esempio, quei polmoni del pianeta colmi di biodiversità che sono l'Amazzonia e il bacino fluviale del Congo, o le grandi falde acquifere e i ghiacciai. C'è infatti un vero "debito ecologico", soprattutto tra il Nord e il Sud, connesso a squilibri commerciali con conseguenze in ambito ecologico. Il problema è che non disponiamo ancora della cultura necessaria per affrontare questa crisi e c'è bisogno di costruire leadership che indichino strade. Degna di nota è la debolezza della reazione politica internazionale. La sottomissione della politica alla tecnologia e alla finanza si dimostra nel fallimento dei Vertici mondiali sull'ambiente. Nel frattempo i poteri economici continuano a giustificare l'attuale sistema mondiale, in cui prevalgono una speculazione e una ricerca della rendita finanziaria".

CUSTODIRE LA TERRA
"Noi non siamo Dio. La terra ci precede e ci è stata data. È importante leggere i testi biblici nel loro contesto, e ricordare che essi ci invitano a "coltivare e custodire" il giardino del mondo. Mentre "coltivare" significa arare o lavorare un terreno, "custodire" vuol dire proteggere, curare, preservare, conservare, vigilare. La tecnoscienza, ben orientata, è in grado non solo di produrre cose realmente preziose per migliorare la qualità della vita dell'essere umano, a partire dagli oggetti di uso domestico fino ai grandi mezzi di trasporto. Tuttavia non possiamo ignorare che l'energia nucleare, la biotecnologia, l'informatica, la conoscenza del nostro stesso Dna e altre potenzialità che abbiamo acquisito ci offrono un tremendo potere".

ECOLOGIA QUOTIDIANA
"È necessario curare gli spazi pubblici. La mancanza di alloggi è grave in molte parti del mondo. La qualità della vita nelle città è legata in larga parte ai trasporti, che sono spesso causa di grandi sofferenze per gli abitanti. Nelle città circolano molte automobili utilizzate da una o due persone, per cui il traffico diventa intenso, si alza il livello d'inquinamento, si consumano enormi quantità di energia non rinnovabile e diventa necessaria la costruzione di più strade e parcheggi, che danneggiano il tessuto urbano. Molti specialisti concordano sulla necessità di dare priorità ai trasporti pubblici. Le previsioni catastrofiche ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia".

LINEE DI AZIONE
"Per i Paesi poveri le priorità devono essere lo sradicamento della miseria e lo sviluppo sociale dei loro abitanti; al tempo stesso devono prendere in esame il livello scandaloso di consumo di alcuni settori privilegiati della loro popolazione e contrastare meglio la corruzione. In ogni discussione riguardante un'iniziativa imprenditoriale si dovrebbe porre una serie di domande, per poter discernere se porterà ad un vero sviluppo integrale: Per quale scopo? Per quale motivo? Dove? Quando? In che modo? A chi è diretto? Quali sono i rischi? A quale costo? Chi paga le spese e come lo farà? Il principio della massimizzazione del profitto è una distorsione concettuale dell'economia. Qual è il posto della politica? Abbiamo bisogno di una politica che pensi con una visione ampia, e che porti avanti un nuovo approccio integrale, includendo in un dialogo interdisciplinare i diversi aspetti della crisi".

CAMBIARE STILE DI VITA
Un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare ad esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale. È ciò che accade quando i movimenti dei consumatori riescono a far sì che si smetta di acquistare certi prodotti. L'educazione alla responsabilità ambientale può incoraggiare vari comportamenti che hanno un'incidenza diretta e importante nella cura per l'ambiente, come evitare l'uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili. Non bisogna pensare che questi sforzi non cambieranno il mondo. La

crisi ecologica è un appello a una profonda conversione interiore. La sobrietà, vissuta con libertà e consapevolezza, è liberante. Non è meno vita, non è bassa intensità, ma tutto il contrario. Si può aver bisogno di poco e vivere molto".

UN PIANETA PURO PER LE GENERAZIONI FUTURE

Home è un documentario su ambiente e cambiamento climatico di Yann Arthus-Bertrand, prodotto da Luc Besson, diffuso contemporaneamente il 5 giugno 2009 nelle sale cinematografiche di 50 paesi, in concomitanza con la giornata mondiale dell'ambiente. Concepito come un reportage di viaggio, è realizzato quasi interamente con immagini aeree.

Il senso ultimo è riportato efficacemente nella frase che appare alla fine del documentario:

TOCCA A NOI SCRIVERE IL SEGUITO DELLA NOSTRA STORIA
INSIEME


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