WARP, Febbraio 2013

WARP is in italian at the moment, but if your sense of humour is turned on, you can try an auto-translated version here, thanks to Google. :-)


 

Il tema del QR Code di Febbraio?

Ama e fa' ciò che vuoi...

I calendari 2013 sono quasi terminati, se non ce l’hai ancora e sei curioso questa è l’ultima possibilità.. ;-)
— Per richiederlo fai clic sull'immagine a sinistra

PASSWORD
La parola d'accesso di questo numero è "Futuro remoto" - leggi

THE BUZZ
I get by with a little help from my friends - read

CLEAN MUSIC
Musica per orecchie pure: White Denim - leggi o ascolta

CALEIDOSCOPIO
Cosa succede nel mondo mentre stai leggendo. Attualità, cultura, curiosità - leggi

WARP ATTACK
Terza rivoluzione industriale? - leggi

ITALIANS DO IT BETTER
Il Bosone di Higgs - leggi

NO COMMENT
L'immagine del mese - vedi

AM KIDS
Bambini e marketing? - leggi

LA SOTTILE LINEA GIALLA
Sistemi di monitoraggio - leggi

ORTENSIA MALINCUORE
Ortensia cerca lavoro - leggi

SMOKE "WITH" THE WATER

AM Instruments presenta "MyFog"
il generatore di nebbia per il controllo visivo dei flussi d’aria

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C’è nebbia in AM. Nei corridoi dell’azienda di Cesano Maderno non si vede a un palmo di naso da quando abbiamo azionato MyFog. Un’apparecchiatura semplice ed efficace che permette di verificare con precisione l’andamento dei flussi d’aria in ambienti classificati. In effetti i nostri uffici non avevano bisogno di questo intervento, ma è stato fantastico veder sparire il volto del collega accanto avvolto in acqua WFI atomizzata!

Un prototipo di MyFog è stato presentato al team di vendita AM durante il nostro incontro invernale a Barcellona, le foto qui sotto danno l'idea della quantità di nebbia che è in grado di produrre, servivano gli antinebbia! :-)

MyFog è stato in seguito presentato alla fiera Lounges and Vision Pharma a Karlsruhe presso lo stand Dastex, dal 5 al 7 Febbraio, e sarà disponibile sul mercato a partire dal 1 Giugno 2013. Ma attenzione, sarà possibile acquistare in prevendita MyFog a un'offerta irripetibile a partire dal 20 febbraio 2013, (guarda la promo da qui)! MyFog è uno strumento unico, maneggevole, rapido, semplice e innovativo. Ma vediamo qualche dettaglio in più:

Generatore di nebbia per controllo visivo dei flussi d’aria in ambienti classificati (Norma ISO 14644-3 Annex B7)

Introduzione

La normativa internazionale 14644-3 Annex B7 prevede che per gli ambienti classificati di qualsiasi classe ISO siano effettuati dei test di visualizzazione dei flussi d’aria con frequenza minima di una ogni 24 mesi. Tra le tecniche suggerite dalla norma vi è quella di generazione di traccianti che visualizzino chiaramente velocità e direzione dei flussi d’aria.

Il tracciante più comune utilizzato è una nebbia ad alta densità ottenuta atomizzando acqua WFI ottenendo così un aerosol le cui micro-gocce hanno dimensioni di alcuni micron.

Il test è realizzato fotografando l’andamento dei flussi d’aria visualizzati dalla nebbia nelle zone d’interesse in condizioni statiche (assenza di personale di produzione e con le macchine non in funzione).

L’esecuzione di tale tipologia di test ha quindi lo scopo di verificare e certificare che il flusso d’aria progettato e installato a protezione delle zone critiche realizzi in modo efficiente il compito per il quale è stato progettato.

Applicazioni:

  • Visualizzazione di velocità e direzione dei flussi d’aria in ambienti classificati (qualsiasi classe)
  • Bilanciamento delle pressioni tra locali (indicazione visiva)
  • Ausilio all’identificazione zone di ristagno aria
  • Formazione del personale
  • Verifica perdita/infiltrazione
  • Ottimizzazione lay-out di produzione in ambienti classificati

Pocedura di esecuzione del test di visualizzazione dei flussi

Il tracciante è composto da un aerosol di acqua “WFI (Water For Injection)” ottenuta tramite atomizzazione ad ultrasuoni. (La composizione del tracciante è tale da non costituire elemento contaminante per il prodotto finale o per le apparecchiature di processo presenti nell’ambiente classificato).

Il tracciante, generato con il MyFog, viene inviato nel flusso d’aria che investe la zona di interesse in modo tale da renderlo visibile e potere quindi analizzarne velocità e direzione.

Dati rilevabili dal test di visualizzazione dei flussi

Il risultato del test è rappresentato da un filmato registrato su appositi supporti che individua l’andamento del flusso d’aria, in conformità a quanto richiesto dall’Annex B7 della Norma ISO 14644-3.

Il test di visualizzazione del flusso è considerato conforme se vengono soddisfatti i seguenti criteri di accettazione:

  1. Vi è evidente dimostrazione che il flusso si allontana dalle zone critiche dell’ambiente classificato.
  2. Non si osserva alcun fenomeno di inversione di flusso nelle zone critiche. Piccole turbolenze possono essere accettate, a patto che non si verifichi “backflow” (movimento del flusso dal basso verso l’alto)
  3. Assenza di ingresso di aria proveniente dall’ambiente esterno verso l’interno dell’area protetta (flusso da locale a classificazione inferiore a locale a classificazione superiore)
  4. Assenza di aria stagnante (dead spots) nelle aree dove il prodotto  è esposto o potenzialmente esposto.

Per approfondire scarica qui la scheda tecnica preliminare

Per qualsiasi ulteriore informazione su MyFog:

Roberto Buzzi
rbuzzi[at]aminstruments.com
aminstruments.com


PASSWORD

La parola d'accesso è "Futuro remoto"

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Questa è l’era delle postazioni remote. E se la parola fa pensare al passato, niente è più vicino al futuro che poter avere il controllo di parametri di ogni tipo, rimanendo seduti a km di distanza dal nostro oggetto d’interesse. Qui in AM ne sappiamo qualcosa. I nostri sistemi fissi sono gestibili dalla nostra sede, e quando dico gestibili non parlo solo di controllo dei parametri, ma anche di un nostro possibile intervento all’insorgere di qualsivoglia problema riguardante l’efficienza del sistema. Il remoto ha contagiato tutti i campi, dall’industria alla medicina, alla vita quotidiana. E’ proprio di poco tempo fa la notizia di un’azienda torinese che ha sviluppato un dispositivo con cui effettuare elettrocardiogrammi a distanza. Il monitoraggio di pazienti a distanza e la trasmissione dei dati acquisiti sarebbe un’evoluzione fondamentale per la telemedicina, che stenta a decollare malgrado la sua utilità. Esistono già delle realtà attive in questo senso. La rete di telemedicina prenatale e telecardiotocografia convenzionale e computerizzata, nata nel 1998 presso il Dipartimento di Scienze ostetrico-ginecologiche, urologiche e Medicina della riproduzione dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II,” ad esempio: tuttora unica in Italia e seconda in Europa, ed in rapporti di ricerca con la rete portoghese di telemedicina prenatale “SISPorto”, ha come obiettivo principale il miglioramento della qualità dell’assistenza sanitaria per le gestanti a rischio. La rete è costituita da una Centrale Operativa, sita presso il Dipartimento di Scienze Ostetrico-Ginecologiche Urologiche e Medicina della Riproduzione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, e da 9 unità remote, ubicate presso consultori e piccoli ospedali di aree geografiche decentrate della Regione Campania, collegate alla centrale attraverso una semplice connessione internet. La telemedicina prenatale, con tutte le sue possibili applicazioni, può contribuire a migliorare sensibilmente la qualità di vita delle gestanti a rischio e dei loro neonati ed incrementare lo standard dell’assistenza perinatale anche in aree geografiche decentrate.
I vantaggi di un “futuro remoto” investono ogni settore, da quello energetico a quello delle risorse, soprattutto umane. Ma il vero contributo risiede nell’annullamento dello spazio/tempo. Non esistono più sedi geografiche, nè intervalli temporali. Tutto è in tempo reale. Se nel campo medico il beneficio è evidente, non meno lo è nel settore industriale, dove l’intervento immediato può “salvare” un intero ciclo di lavorazione.
E nella vita quotidiana?
Ecco un’esperienza originale di domotica!


THE BUZZ

I get by with a little help from my friends

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Ok, first of all, I'm ever so sorry to have missed january's issue of WARP!

I must make amends but my girlfriend broke a leg skying and I was otherwise occupied!

In any case, passate ormai da tempo le vacanze Natalizie ci si rende conto, innanzi tutto, che i parenti non ce li possiamo scegliere (almeno quelli dalla "nostra" parte della famiglia), ma gli amici si! E per amici intendo tutti gli "amici" che nella lingua inglese sembrano volerci dare una mano, ma invece sono spesso fonte di grandissimo imbarazzo! 

Examples:

Rientrato in ufficio mi sono complimentato con una collega che evidentemente non aveva ceduto agli stravizi tipici del Natale, dicendole "what a nice figure!"… e mi sono beccato dello sporcaccione! Eh, si perché "nais figah" ……. evidentemente può essere mal interpretato e l'innocente "ma che bella linea" diventare un …..vabbè lascio a voi immaginare.

Elio cantava "Christmas with the yours" e noi tutti ridevamo (almeno tutti noi fans!), ma se vi capitasse di sentire un "I spent Xmas with my parents" pensereste ai parenti o ai genitori?

Il grandissimo Ol' Blue Eyes, meglio conosciuto come "The Voice" intonava "Strangers in the night exchanging glances, Wond'ring in the night what were the chances" e sicuramente non pensava ad un gruppo di stranieri nel cuore della notte che si chiedono quali fossero le probabilità di incontrarsi, insomma non pensava ai giocatori dell'Inter… ma romanticava sull'incontro di due SCONOSCIUTI nella notte.

Un altro grande classico, "no added preservatives" che guarda caso non è un incitamento al sesso non protetto ma un semplice "senza aggiunta di conservanti".

E per voi ragazzi di campagna, ricordatevi che non siete cresciuti "in a nice factory in the countryside" ma in una "farm", probabilmente non beauty, ma sempre una "farm"!

E se una persona vi annoia mortalmente perché priva di argomenti ricordatevi che non è "annoying" ma "boring"; e non le mancano gli "arguments" ma i "topics"

A magazine, non è un deposito di materiali ma una rivista

Pavement, non è il pavimento di casa ma il marciapiedi

So, che dire, be careful who you trust, e "of course" , ma non "di corsa", when in doubt ask the Buzz!

Cheers,

This month's mystery words:

  • Vacancy
  • Company
  • Society
  • Morbid
  • Actual 
  • Present
  • Current

Ascolta l'audio registrato da The Buzz in persona con la pronuncia corretta di ciò di cui abbiamo parlato in questo numero!

Se vuoi scaricare l'audio sul tuo computer per ascoltarlo e riascoltarlo, fai clic col tasto destro e salva il file da questo link

Puoi contattare "The Buzz" per qualsiasi British-argomento a questo indirizzo:
rbuzzi[at]aminstruments.com
aminstruments.com


CLEAN MUSIC

White Denim

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Clean Music è una rubrica tutta da ascoltare, puoi farlo facendo clic sul pulsante play qui sotto, oppure scaricando il file audio da ascoltare sul tuo mp3 player da questo link. Se non hai la possibilità di ascoltare l'audio puoi comunque leggere il testo qui sotto.

Marzo 2005, ad Austin, Texas, al Beerland si stanno esibendo 2 gruppi: i Parque Touch e i Peach Train.
Al termine dello spettacolo i componenti dei Parque Touch propongono a Steve Terebecki dei Peach Train di suonare il basso per loro. Steve con Josh Block, James Petralli e Lucas Anderson formano i Parque Touch fino al febbraio 2006, quando Lucas Anderson decide di trasferirsi in Russia. L’abbandono di Lucas ha come risultato il cambio del nome del trio che da quel momento comincia ad esibirsi con il nome di White Denim.

Questo numero di Clean Music è dedicato proprio ai White Denim.

I White Denim sono stati definiti come gruppo rock indie, termine derivato dalla parola inglese “independent” e che, in modo generico, viene usato come termine per descrivere l'indipendenza di certa musica dalle grandi etichette discografiche commerciali. Nel 2007 i White Denim cominciano la loro carriera musicale autoproducendosi e registrando un mini album, Let’s talk about you,  diffuso solo in digitale su iTunes. Il successivo disco, Workout Holiday, apre la strada verso un vero e proprio consenso di massa, ma limitato al mondo studentesco e giovanile americano. Proprio come avvenne per i Beatles agli inizi degli anni 60, i concerti dei White Denim, grazie anche al passaparola, diventano sempre più un avvenimento e le continue resse durante le loro esibizioni cominciano ad interessare qualche produttore; così nel 2008 la RCRD LABEL decide di metterli sotto contratto e stampare il loro disco di esordio. Nel frattempo anche la rivista musicale Rolling Stones si occupa di loro indicandoli come uno dei gruppi emergenti da tenere d’occhio per il futuro. Con lo scopo di raggiungere anche il mercato Europeo, i White Denim, sempre nel 2008, firmano un contratto con la Full Time Hobby, un’etichetta inglese. La Full Time Hobby re-incide l’album Workout Holiday, inserendo tutti i brani delle 2 prime produzioni. I successivi due album, Exposion e Fits, seguono la linea di Workout Holiday anche se si cominciano ad inserire contaminazioni importanti di Jazz, Blues e Funky. La svolta e la maturazione avviene nel 2010. Al gruppo si aggiunge il secondo chitarrista Austin Jenkins. Con Austin il gruppo ritrova linfa. Lo stesso James Petralli, leader del gruppo, dichiara che l’arrivo di Austin ha portato “leggerezza e senso di umorismo nel gruppo”, situazioni fondamentali per suonare divertendosi. Nel 2010 i White Denim cambiano casa discografica approdando alla DOWNTOWN RECORDS e a settembre esce l’album Last Day Of Summer. Nell’album troviamo le  incisioni strumentali Incaviglia e Light Light Light contaminati da sonorità AfroJazz che rendono l’album una vera delizia tutta da ascoltare. I presupposti di Last Day Of Summer non potevano non evolvere nell’ultimo album dei White Denim rilasciato nel 2011 “D”; un disco sorprendente, creativo e pieno di influenze anni 70.
Repentini passaggi di ritmica ricordano sonorità vicine ai Led Zeppelin, Jethro Tull fino al folk classico inglese. “D” viene acclamato dalla critica e la rivista Rolling Stones torna a parlare di loro definendoli come una “Jam Band che rifiuta di annoiare”. La rivista “Uncut” posiziona l’album “D” al sesto posto della classifica dei 50 migliori album del 2011. In un periodo non proprio prolifico sotto l’aspetto della creatività, i White Denim ci hanno consegnato un lavoro espressivo e artistico. Ci auguriamo di ritrovarli a breve con un nuovo lavoro e di poterli nuovamente recensire anche nel nostro Clean Music. Il brano che vi posto su Warp è il singolo estratto dal loro ultimo lavoro “D” ed è intitolato "Drug".

Per contattare DJ Tommy Cassano:

tcassano[at]aminstruments.com
aminstruments.com


CALEIDOSCOPIO

Attualità, cultura, curiosità

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Natura Madre o Matrigna?

Sette noti artisti internazionali, ospiti nel frequentatissimo spazio multimediale Le Centquatre di Parigi, mettono in scena una natura che non è né Grande Madre né matrigna, ma spesso imprevedibile. E quindi creativa. Ma l'idillio dura poco perché nell'occhio del ciclone c'è la società moderna. Come alter ego della natura, sua implacabile simulatrice e più spesso sua devastatrice. Fino al 17 Marzo 2013, allo spazio 104 a Parigi.

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Il cielo di febbraio

Il cielo di febbraio si annuncia generoso, con due appuntamenti da non perdere. Il primo appuntamento, segnala l'Unione Astrofili Italiani e' per lunedi' 11 con la Luna ''a barchetta'': il falcetto sara' rovesciato in modo da disegnare nel cielo una sorta di sorriso. Il secondo appuntamento, di quelli che capitano una volta nella vita, e' con il passaggio ravvicinato dell'asteroide 2012 DA14, che il 15 febbraio raggiungera' il massimo avvicinamento alla Terra, passando a 35.000 chilometri. Sintonizzatevi!

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WARP ATTACK

Terza rivoluzione industriale: realtà o visione?

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Che Internet abbia rivoluzionato completamente le nostre vite è oramai un dato acquisito, che possa aver dato origine a eventi rivoluzionari è pure certo. Sappiamo anche che le energie rinnovabili stanno sostituendo le fonti di energia fossili e quelle nucleari. E tutto questo sta avvenendo in tempi molto rapidi. I due livelli sono profondamente intrecciati e rappresentano le basi per la terza rivoluzione industriale.

C’è uno scienziato, che qualcuno definisce piuttosto un visionario, Jeremy Rifkin, che considera questa relazione tra rete ed energia rinnovabile l’inizio di una nuova era, e pone l’Italia al centro di questa rivoluzione. In futuro le persone produrranno e utilizzeranno l’energia verde nelle proprie case, negli uffici e nelle aziende e nascerà uno stretto collegamento, una sorta di “energia-internet“. Questo sviluppo porterà a un capovolgimento delle tradizionali forme di potere basate su una struttura “top-down“.

I 5 pilastri di questa rivoluzione industriale

contribuiranno a creare migliaia di posti di lavoro in tutto il mondo e allo stesso tempo saranno accompagnati da una nuova configurazione dei rapporti umani.

Questi sono i 5 pilastri su cui si fonda la Terza Rivoluzione Industriale

  1. Passaggio alle energie rinnovabili
  2. Conversione degli edifici in centrali produttive
  3. Idrogeno e altre tecnologie per l'immagazzinaggio di energie
  4. Tecnologia Smart Grid
  5. Trasporti non alimentati da combustibili fossili

Le forme di potere gerarchiche si trasformeranno in forme di potere che si affiancheranno e saranno basate sulla collaborazione. Tutto questo si ripercuoterà sul nostro comportamento generale, sulla gestione dell’economia e del mondo degli affari, sull’organizzazione dei governi, sull’educazione dei figli e dei giovani, sul nuovo modo in cui organizzeremo la nostra vita sociale.

Secondo Rifkin l’Italia è l’Arabia Saudita delle energie rinnovabili, una penisola baciata dalla sorte che nel giro di pochi anni potrebbe trasformarsi in una miniera d’oro per quanti promuoveranno questa neo-rivoluzione. Ci credereste? Ascoltatelo!


ITALIANS DO IT BETTER

Bosone di Higgs, due italiani premiati con il Yuri Milner's Fundamental Physics

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A fare notizia, almeno per me, non è tanto che due italiani siano stati premiati con il Yuri Milner's Fundamental Physics Prize, un riconoscimento importante a livello del Nobel.

Si tratta di Fabiola Gianotti e Guido Tonelli, del team dei 7 scienziati premiati, responsabili degli esperimenti di LHC, il Large Hadron Collider del Cern di Ginevra, il grande centro di ricerche di fisica nucleare. Quello che mi ha colpito è che dell’ammontare di 3 milioni di dollari e quindi siamo sul mezzo milione a testa, Fabiola Giannotti abbia deciso di rinunciare per aiutare altre persone animate dal suo stesso amore per la ricerca.

«Con i soldi del premio credo che vorrò aiutare gli studenti veramente meritevoli di paesi poveri o comunque che non possono proseguire gli studi. Un aiuto perché possano venire qui al Cern e continuare la loro carriera appena agli inizi».

A dimostrazione del fatto che quello che conta davvero per la nostra scienziata non sono i premi.

La motivazione è ovviamente collegata al già noto Bosone di Higgs, questa inafferrabile particella che spiega l’esistenza stessa della massa, di tutto ciò che ci circonda, compresi noi. Noi diamo per scontato che tutto ciò che vediamo abbia una massa, ma è il perché la vera scoperta. “Ogni giorno che passa i dati confermano quelle misure di migliaia e migliaia di scontri, a velocità prossime a quelle della luce, fra fasci di particelle lanciati uno contro l'altro, urti in cui ogni tanto, raramente, appare una pallida ombra della presenza dell'inafferrabile, ora domato, bosone.”

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NO COMMENT

L'immagine del mese

 Tecno-medusa. Immagine di Alessandro Besana di AM Instruments. (abesana[at]aminstruments.com)

Tecno-medusa. Immagine di Alessandro Besana di AM Instruments. (abesana[at]aminstruments.com)


AM KIDS

Il marketing in mano ai bambini!

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Riporto fedelmente la notizia rimbalzata su tutto il web nel periodo natalizio:

Luka Apps, un bimbo inglese di 7 anni, nei giorni di Natale ha scritto, su consiglio del padre, all’assistenza clienti della LEGO, per richiedere la sostituzione di uno dei personaggi della linea NinjaGo, da lui involontariamente smarrito. Per acquistare quel gioco Luka aveva speso tutti i suoi risparmi. La richiesta, formulata con il linguaggio tipico dell’età, si chiude con la promessa del piccolo di badare meglio, in futuro, agli amati personaggi LEGO.

Ciao.
Il mio nome è Luka Apps ed ho 7 anni.
Con tutti i miei risparmi di Natale mi sono comprato il kit NinjaGo del Predatore Ultra Sonico. Il numero è il 9449. E’ davvero molto bello.
Papà mi ha portato da Sainsbury e mi ha detto di lasciare i personaggi a casa ma io li ho portati con me ed ho perso Jay ZX al negozio perché mi è caduto dal cappotto.
Sono davvero dispiaciuto d’averlo perso. Papà mi ha detto di spedirvi una mail per vedere se è possibile averne un altro.
Prometto di non portarlo mai più al negozio se me lo spedite.

Luka

La risposta del customer service è stata stupefacente: non solo a Luka è stato inviato un nuovo gioco accompagnato da un altro personaggio della serie, ma Richard, l’addetto che ha redatto la risposta al piccolo ha scritto una lettera talmente commovente da indurre il padre di Luka a diffonderla sul web dando vita ad una vera e propria notizia ‘virale’.

All’interno della risposta Richard dimostra non solo di avere la capacità di scrivere utilizzando lo stesso registro linguistico dei bambini, ma anche di conoscere perfettamente le dinamiche di gioco della linea LEGO, come dimostra l’ultima frase della lettera: ‘…Solo ricorda ciò che ti ha detto il Maestro Wu: proteggi i tuoi personaggi come le armi di Spinjitzu e dai sempre retta al tuo papà’.

Una tale attenzione dimostra, oltre alla sensibilità personale dell’addetto, che la LEGO è perfettamente consapevole di chi siano i suoi clienti e mette in campo le risorse giuste per avvicinarsi il più possibile a loro.

Luka, ho detto al sensei Wu che la perdita di Jay è stato solo un incidente e che mai e poi mai avresti fatto in modo che si ripetesse. Mi ha quindi incaricato di dirti: “Luka, tuo padre sembra davvero una persona molto saggia. Devi sempre proteggere i tuoi personaggi NinjaGo come i draghi proteggono le armi di Spinjitzu!”.
Il Maestro Wu mi ha anche detto che va bene spedirti un nuovo Jay e di aggiungerci anche un piccolo extra perché chiunque risparmi tutti i suoi soldi di Natale per comperare il Predatore Ultrasonico deve essere davvero un grande fan di Ninjago.
Quindi, spero ti godrai il tuo Jay con tutte le sue armi. Avrai in realtà l’unico Jay che combina 3 differenti personaggi in uno! Ti spedirò anche un cattivo con cui farlo combattere!
Solo ricorda ciò che ti ha detto il Maestro Wu: proteggi i tuoi personaggi come le armi di Spinjitzu e dai sempre retta al tuo papà.

Ed ecco la mia piccola riflessione:
Quello che mi ha colpito di tutta questa storia è la sorpresa destata, la sua risonanza, dovuta alla risposta del costumer service della Lego. Ma dico io! Se lavoro per la Lego si presuppone che io conosca il nome di tutti i giocattoli, e che essendo un mercato rivolto ai bambini io sia perlomeno in grado di comunicare con loro. Insomma, senza nulla togliere a questa storia, mi piacerebbe riportarla alle sue naturali dimensioni. Non voglio essere cinica, ma se qualcuno fa un reclamo ad AM non rispondiamo di dare retta al papà e non giocare con i contaparticelle. Ad ogni azienda il suo customer service, ad ogni cliente il suo linguaggio. Lo so, sono una senza cuore....

- Cristina

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LA SOTTILE LINEA GIALLA

Sistemi di monitoraggio

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Scavalco la panca… via la cuffia, la tuta in tyvek, la sfilo appoggiandomi al muro. Odio questa operazione! L’elastico non riesce mai a passare la scarpa!

Mentre mi spoglio sento le goccioline all’interno della tuta… proporzionali al numero di ore passate nella  zona controllata.

Indosso il camice, esco dal blocco sterile e mi dirigo verso l’ufficio dell’ingegneria.

Dobbiamo installare un nuovo impianto di monitoraggio particellare e mi aspettano per capire se l’ennesimo fornitore possa risolvere le nostre richieste.

Nello sterile 2 si deve iniziare una produzione di iniettabili e l’esigenza è quella di poter avere il controllo di tutte le macchine da processo, ormai datate,  e delle variabili ambientali. La possibilità di monitorare e controllare, da un’unica postazione, il cuore della produzione.

E’ tanto tempo che ci penso, da quando un mancato controllo di una macchina da processo, ha creato quel problema…

Certo sarebbe bello avere la possibilità di un controllo anche altrove, per essere certi, garantiti… Se accade qualcosa in stabilimento, avere la certezza che non si vada incontro ad un blocco della produzione. Ma non è possibile! I software degli impianti di conta particellare hanno piattaforme “chiuse, blindate”!

…Cammino su questa sottile linea gialla, il solito percorso, fatto mille volte. Mi stanno aspettando. Devo proporre un impianto fisso. Io li capisco, capisco questi clienti scettici e diffidenti che vedono decine di agenti, come me, almeno apparentemente. Proponiamo tutti un prodotto unico, il migliore. Allora a chi credere? Questa linea è un confine, ci divide e allo stesso tempo ci unisce. Noi e loro. Abbiamo ruoli diversi, eppure, sarà che ho fatto ricerca per anni, sarà che sono stato per tanto tempo dall’altra parte del giallo, che quando cammino sento di avere un piede da una parte e uno dall’altra. Forse è anche per questo motivo che si fidano di me. Anche oggi succederà. Perché questo impianto è davvero diverso dagli altri e non per lo strumento in sé, ma per tutto quello che gli ruota intorno….

Cammino pensando alle tre aziende a cui ho presentato la mia idea. Tutte hanno risposto positivamente ad una sola parte. Oggi è il quarto fornitore.  Sarà la solita presentazione. Il loro impianto sarà unico al mondo! ... Altro tempo perso.

Entro nella stanza dove è presente Carlo, è responsabile dell’ingegneria dal 2003. C’è anche Marco, il capo dell’ufficio acquisti. Li conosco da una vita. Siamo cresciuti insieme in questo stabilimento, è quasi la nostra casa.

Di fronte a loro c’è il solito rappresentante… l’unica cosa che non vedo è il proiettore per la consueta presentazione.

Mi presento, la mano che stringo è calda. La voce è educata e il viso è sorridente come da prassi. Allontano la sedia dal tavolo per avere lo spazio per sedermi. Nel fare questo lo sguardo cade su Carlo, sembra mi stia sorridendo.

Attendo l’inizio della presentazione… che non arriva…  cerco di accelerare i tempi.  “Prego, ci dica quali caratteristiche ha il suo sistema.”  Carlo mi guarda ed interviene... “Sai, mentre aspettavamo, il signore mi ha chiesto quali fossero le nostre necessità… e per evitare di perdere tempo ho esposto le nostre esigenze… pare che il loro impianto possa fare tutto quello che hai richiesto… compreso il controllo remoto presso la loro sede”.  Guardo Carlo con attenzione.. non sta scherzando.. mi rivolgo al rappresentante.

“Mi scusi, quale è la società?”

“AM Instruments... di Cesano Maderno”

Alessandro Cantagalli
acantagalli[at]aminstruments.com

Se vuoi avere ulteriori informazioni sui sistemi di monitoraggio di AM Instruments scarica la brochure e contatta

Gianni Andreucci
gandreucci[at]aminstruments.com
aminstruments.com


ORTENSIA MALINCUORE

Ortensia cerca lavoro

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Appena dimessa dal reparto di neuropsichiatria. Mia madre per la prima volta non parla. E questo dovrebbe davvero preoccuparmi. Di solito ha sempre qualcosa da dire, se non sul mio aspetto, sul mio lavoro, e se non sul mio lavoro, sulla mia vita sociale. Questa volta, mentre guida nervosamente per riportarmi a casa, tace. Sul cruscotto ha lasciato una busta del dipartimento. La prendo. “Quella è arrivata ieri”, mi dice sottovoce. “L’hai letta?”, le chiedo. “Si, ma non preoccuparti, troverai qualcosa di meglio, magari pagato.”

Ecco perchè taceva. Mi hanno buttata fuori dal laboratorio. D’un tratto tutte quelle nanoparticelle mi girano intorno, e se non fosse che sono appena uscita, e sono ancora sotto l’effetto di qualche calmante, penserei che sia il caso di ricoverarmi di nuovo, per allucinazioni.

Che dire? Forse mi sono lasciata prendere un pò troppo la mano, forse ho dato troppa importanza al risultato. La ricerca non è questo. La ricerca è cercare. Trovare è solo un passaggio. Quello che conta nella scienza, come nella vita, è cercare. E allora perchè mi sono ritrovata in preda a una crisi isterica solo perchè qualcuno era arrivato prima di me al tesoro? Sono così meschina? La verità è che forse non sono mai stata una vera ricercatrice.

Ora dovrò trovarmi un altro posto. Di nuovo cercare. La prima cosa, devo scrivere un curriculum. Ma non mi ricordo neanche come si fa. Non sono mai stata brava a raccontare me stessa in dieci righe. Mi viene in mente quella poesia, di quella poetessa polacca...

Scrivere un curriculum  

Cos'è necessario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
Il curriculum dovrebbe essere breve.

E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
E ricordi incerti in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza un perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
E ti evitassi.

Sorvola su, cani gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
E il titolo che il contenuto.

Meglio il numero di scarpa,
che non dove va
colui per cui ti scambiano.

Aggiungi una foto con l'orecchio scoperto.
E' la sua forma che conta, non ciò che sente.

Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che triturano la carta.

Ecco, come posso raccontare me stessa, mettendo in evidenza ciò che non sono mai stata?
Se raccontassi quello che sono dovrei scrivere semplicemente,

Ortensia Malincuore
Ricercatrice che non ha cercato, ma ha trovato qualcosa già trovato da altri.

Chi mi prenderebbe?

Mi collego a Internet e comincio a visitare siti di aziende. Mi serve un’azienda che abbia un reparto di ricerca e sviluppo, un’azienda dove possa fare ricerca senza dover arrivare prima, un’azienda in cui si voglia fare qualcosa di nuovo, ma senza avere l’ansia di trovarlo e fregarsi con le proprie mani. Questi siti sono pieni di trappole, a leggerli pare che ogni azienda sia all’avanguardia e innovativa, sembra che i loro prodotti siano sempre migliori degli altri. A chi credere? Ecco, questa non è male. Clicco e mi si apre la loro newsletter. Questi sono matti. Sul titolo c’è un invito ad essere felici. Mi piacciono. Quale azienda metterebbe come mission la felicità? Hanno persino registrato una canzone, un rap aziendale. E ci sono poesie accanto a innovativi contatori di particelle. Si, questi fanno per me.

Ora gli mando la lettera:

Spett.le AM Instruments

mi chiamo Ortensia Malincuore, e ho appena finito di leggere la vostra “blogletter”. Vi allego il mio curriculum, sperando non lo leggiate. Se è vero che la vostra mission è pensare diversamente e fare azioni improbabili per essere felici, io faccio per voi.

Aspetto con ansia una Vostra risposta.

Grazie,

Ortensia Malincuore

La storia di Ortensia Malincuore continua sul prossimo numero di WARP. Se non sei già nella nostra lista:

Grazie per aver letto questo numero di WARP, la pubblicazione online di AM Instruments. Ci piacerebbe conoscere il tuo parere o avere dei suggerimenti su temi di tuo interesse per le prossime pubblicazioni, puoi farlo da questo form.

AM Instruments srl - P.I. 02196040964

aminstruments.com