WARP #56 - Gennaio 2018

WARP is in italian at the moment, but if your sense of humour is turned on, you can try an auto-translated version here, thanks to Google. :-)


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TOP NEWS

My&Clean+ - leggi

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La parola d'accesso di questo numero è "Vecchia" - leggi

CLEAN MUSIC

Musica per orecchie pure: "Alanis Morissette" - leggi o ascolta

UNA PAGINA A CASO

Diego De Silva - leggi

AMORE E ALTRI INCANTESIMI

Fernando Pessoa - leggi

WARP ATTACK

Liget - leggi

MI PIACE! (+1)

Cantando in via Condotti - leggi

NO COMMENT

L'immagine del mese - vedi

AM KIDS

Ultrablu - leggi

ORTENSIA MALINCUORE

Ortensia in Pharmaclean - leggi



TOP NEWS

My&Clean+

 

Un interessante documento sul ruolo fondamentale di My&Clean nell'implementazione di alcuni aspetti fondamentali delle nuove normative. Per capire rapidamente il funzionamento dello strumento, a seguire un rapido video esaustivo.


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"Vecchia"

Vecchia. Un giorno, forse, lo sarò anche io. Abbiamo spesso paura delle parole. Vecchia è una parola cancellata dal politically correct, ma è quella che meglio disegna una condizione e una fase della vita. Cerco sinonimi e tutti fanno orrore al mio senso di realtà: senile, longevo, in età avanzata, anziano, attempato.
Io non voglio diventare longeva, voglio diventare vecchia. Ma perchè ci fa tanta paura questa parola, perchè da un momento all’altro è passata sotto il filtro del linguaggio comune, che l’ha relegata nel gruppo di vocaboli che “non sta bene pronunciare”?

La vecchiaia non è solo un destino biologico, ma anche storico-culturale. Quando il tempo era ciclico e ogni anno il ritmo delle stagioni ripeteva se stesso, chi aveva visto di più sapeva di più. Per questo “conoscere è ricordare”, come annota Platone nel Menone, e il vecchio, nell’accumulo del suo ricordo, era ricco di conoscenza. Oggi con la concezione progressiva del tempo, non più ciclico nella sua ripetizione, ma freccia scagliata in un futuro senza meta, la vecchiaia non è più deposito di sapere, ma ritardo, inadeguatezza, ansia per le novità che non si riescono più a controllare nella loro successione rapida e assillante. Per questo Max Weber già nel 1919 annotava: “A differenza delle generazioni che ci hanno preceduto, oggi gli uomini non muoiono più sazi della loro vita, ma semplicemente stanchi”. 

Così esordisce il filosofo Umberto Garimberti in un articolo che mostra con grande chiarezza il paradosso attuale: da una parte un’aspettativa di vita che crea una terza fase della vita, un atto non previsto, un tempo supplementare per ciascuno di noi. Dall’altra, uno scollamento dalla vita a cui spesso le persone “vecchie” sono sottoposte. 
Cominciando dal corpo: non più veicolo per essere al mondo, ma ostacolo da superare per continuare a essere al mondo. Ed ecco il primo scollamento. 
Inoltre nessuno riesce a identificarsi con un vecchio, anzi tutti si difendono spasmodicamente da questa identificazione. Le relazioni si impoveriscono o diventano convenzionali, e perciò poco veritiere. 
Infine, l’eros, di cui c’è memoria, ricordo e rimpianto. 

Mi chiedo spesso se mai lo diventerò, come sarò da vecchia. 
Stanca? Sicuramente. Saggia? Si, se riuscirò a prendere la dovuta distanza dal male, affinché non diventi periodo di rimpianto e recriminazione, ma solo di profonda riflessione. Malata? Forse, probabile. Ma anche su questo voglio dire una cosa: abbiamo tanta paura della malattia perchè la consideriamo un bubbone non previsto dell’esistenza umana. Ma la malattia non è un’escrescenza, è parte integrante della vita. Siamo pura entropia, perchè mai non dovremo ammalarci? Se solo riuscissimo a mettere nel nostro canestro personale il male, questo diventerebbe senza dubbio più accettabile. Ed accettato.
Avrò pulsioni erotiche? Chissà. Potrei innamorarmi del vicino che tutte le mattine porta un vecchio cane a spasso, compra il giornale, puntuale come un orologio nelle sue abitudini. Potre avere quasi il desiderio di accarezzarlo, nella sua pelle d’annata e il suo portamento ricurvo. Perchè no?
Ecco, pienamente d’accordo con Garimberti, consapevole del paradosso di potermi trovare a vivere 20 anni in più, in un mondo che mi cancella in quanto ricurva, in ritardo e senza pulsioni, provo a scommettere su nuove possibilità. Forse l’unico scampolo che rimane è provare a pensare al futuro in scala. 10 a 1. Pensare per giorni, per ore, per minuti. Decidere di apprezzare la bellezza, sostare, rallentare, dilatare il tempo e appropriarsi di tutto ciò su cui avevamo corso veloce e senza quasi toccare terra negli anni precedenti. 
Mi capita a volte al mattino di fermarmi all’angolo della strada. Sono quasi le 7. Pochi umani alla fermata dell’autobus, i loro occhi fissi su rettangoli luminosi dei loro cellulari, le macchine passano veloci, di fretta ad arrivare chissà dove. Io, ogni mattina, mi fermo proprio all’angolo. Guardo in alto. E ogni mattina sto un minuto così, naso per aria, a guardare il cielo. A volte è un Monet, a volte un Van Gogh, a volte è solo aria da respirare, a volte solo colori da assorbire.

E se la vecchiaia fosse semplicemente questo? Potersi fermare all’angolo…
 


CLEAN MUSIC

Alanis Morissette

Clean Music è una rubrica tutta da ascoltare, puoi farlo con un clic sul pulsante play qui sotto, oppure scaricando il file audio da ascoltare sul tuo mp3 player da questo link. Se non hai la possibilità di ascoltare l'audio puoi comunque leggere il testo qui sotto.

Ci sono anime al mondo che sin da piccole hanno ben chiaro l’obiettivo della propria esistenza.
Questo è sicuramente accaduto ad Alanis Morissette che a soli dieci anni fa il suo ingresso nel mondo dello spettacolo con una parte in TV.
Alanis impara a suonare il pianoforte a sei anni e a dodici incide il suo primo 45 giri autoprodotto: “Fate Stay With Me”.
La grinta e il forte desiderio di fare musica sono gli ingredienti perfetti per riuscire ad ottenere, all’età di quattordici anni, un contratto con MCA Records incidendo il primo album e ottenendo un Grammy come miglior cantante esordiente.

L’incontro che da la svolta alla carriera della giovane Alanis avviene nel 1995. Alanis si trasferisce da Ottawa in Canada a Los Angeles dove incontra il già famoso produttore, per aver lavorato con Aretha Franklin, Michael Jackson e Barbra Streisand, Glen Ballard.
Nello studio di Glen Ballard, in un solo mese, vengono scritti e registrati tutti i brani che compongono l’album “Jagged Little Pill” che diventerà il primo disco di successo internazionale.

In breve tempo l'album raggiunge il top delle classifiche di tutto il mondo. Il merito, oltre all’abilità artistica di Alanis e dei musicisti che hanno collaborato alla produzione del disco, è dovuto anche alle canzoni che toccano temi a sfondo femminista, a volte malinconico e altri di ribellione con testi espliciti e pieni di energia.

Alanis parte per un tour Americano e lo fa con il suo stile da ragazza ribelle viaggiando con un furgone insieme alla sua band. Durante il suo viaggio riceve una telefonata che la porta definitivamente nell’olimpo delle star; MTV la vuole per il Music Awards per 6 differenti nomination.
Il successo improvviso causa in Alanis attacchi di ansia che la porteranno a prendersi una pausa di sei mesi. Alanis cerca la pace interiore recandosi in India seguendo un cammino mistico lungo le pendici dell’Himalaya e dove incontra Madre Teresa di Calcutta affiancandola come volontaria proprio nella sua missione.

Al ritorno dal viaggio in India Alanis scriverà Thank U dove esprime tutta la gratitudine per l’esperienza vissuta. Il video della canzone ritrae Alanis completamente nuda, con i capelli che le coprono il seno abbracciata dai passanti in diversi luoghi pubblici.

Nel 2002 esce l’album “Under Rug Swept” dove si ripercorrono in parte i temi del suo primo lavoro anche se non si riscontra la stessa grinta del primo album.
L’album viene praticamente registrato mentre Alanis completa la musica e i testi. L’idea è quella di registrare le sensazioni man mano che le stesse si sviluppano.

I successivi album saranno “So Called Chaos”, “Flavors of Entanglement” e “Havoc and Bright Lights”. Gli album mettono a dura prova pure i fan più incalliti. Si fatica moltissimo a ritrovare quella genuina rabbia che si percepiva nel primo album o l’intensità dei testi di “Under Rug Swept”.

Nonostante la sua personalità dirompente, Alanis ha vissuto diversi periodi distruttivi sulla propria vita. Il periodo più buio è stato quello con il disordine alimentare fatto di anoressia e bulimia.
La cantautrice canadese ha trovato la risposta nell’aromaterapia, nello yoga e nella meditazione. Pratiche che l’hanno aiutata a trovare un equilibrio e una consapevolezza fino ad allora sconosciuti.
Da questa esperienza Alanis Morissette ha deciso di rallentare anche i ritmi di lavoro, godendosi la famiglia e non rinunciando mai alla sua sessione quotidiana di yoga e meditazione.

Ho avuto la fortuna di vedere Alanis Morissette dal vivo nel 2005, in occasione del decennale di “Jagged Little Pill”, dove la fase di forte creatività sembrava essersi assopita. Nonostante questo, ho visto una donna capace di tenere il palco con deliziosa umanità e umiltà.

Per flirtare con DJ Tommy Cassano: tcassano[at]aminstruments.com


UNA PAGINA A CASO

Diego De Silva

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AMORE E ALTRI INCANTESIMI

Fernando Pessoa

Tutte le lettere d’amore sono
ridicole.
Non sarebbero lettere d’amore se non fossero
ridicole.
Anch’io ho scritto ai miei tempi lettere d’amore,
come le altre,
ridicole.
Le lettere d’amore, se c’è l’amore,
devono essere
ridicole.
Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d’amore
sono
ridicoli.
Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d’amore
ridicole.
La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli.
(Tutte le parole sdrucciole,
come tutti i sentimenti sdruccioli,
sono naturalmente
ridicole).
(Fernando Pessoa)


WARP ATTACK

Liget

Oggi ho scoperto una nuova parola: liget
Per Il popolo degi Ilingot, la parola Liget corrisponde a un energia rabbiosa che muove all’azione. Che si tratti di una discesa lungo le rapide, di bisogno di riscatto, della reazione a una perdita, gli abitanti della Nuova Vizcaya utilizzano la parola Liget. Anche il sapore piccante del peperoncino è chiamto Liget, forse per quell’effetto di calore che la capsaicina – sostanza responsabile dell’effetto piccante
Il merito di aver portato l’attenzione sulla parola Liget va all’antropologa Michelle Rosaldo che, negli anni ’80 del 1900 restò colpita dal significato potenziante di questa parola. Abituata a considerare la Rabbia come qualcosa di negativo, le parve importante sottolinearne le componenti di vitalità e di energia positiva.
Sebbene Liget e Rabbia possano portare a scatti d’ira e a reazioni aggressive o violente, esse hanno anche il ruolo di muovere all’azione per proteggere il proprio valore personale e le cose in cui si crede, possono dare la motivazione e lo stimolo per realizzare obiettivi e per trovare direzioni di vita e strade alternative.
Ora, non sono del tutto certa che quello che accade nella stanza della rabbia di Singapore sia da ricollegare al liget, nè se porti a trovare nuove direzioni, ma deve essere davvero liberatorio!

Dal Corriere.it
Singapore è ricca e frustrata. La rabbia della gente nella Città-Stato è repressa ma latente. Per sfogarla un imprenditore ha lanciato un club dove si paga per sfasciare tutto con una mazza da baseball. A seconda del prezzo si possono distruggere bicchieri, bottiglie, vasi, piatti ma anche televisori, stampanti e attrezzature da ufficio. 

Pacchetto annientamento
Il club «Fragment Room» consiste di stanze piccole e disadorne come celle di una prigione, con le pareti nude. La direzione fornisce i clienti di una tuta, guanti, elmetto, occhiali protettivi e una mazza da baseball. All’ingresso c’è un tariffario: mezz’ora di tempo distruttivo con un set minimo di bicchieri e bottiglie costa 38 dollari di Singapore (poco più di 20 euro). Ma per 350 dollari di Singapore si ha diritto al «pacchetto annientamento» che permette agli stressati di frantumare tutto quello che possono in mezz’ora. Vengono forniti vecchi televisori, computer, stampanti. I più arrabbiati possono portarsi il materiale da casa.

Impiegati e pensionati
Secondo il corrispondente della France Presse che lo ha visitato, il club, aperto sei mesi fa, sta riscuotendo successo. Vengono impiegati, ma anche studenti sotto pressione per un sistema scolastico altamente competitivo a Singapore. E non mancano i pensionati, alle prese con i conti di fine mese.

Le più odiate? Le stampanti
«Tutti a Singapore, a prescindere dall’estrazione sociale e dall’età, sono stressati», ha detto alla France Presse Royce Tan, fondatore del «Fragment Room». La sua palestra anti-frustrazione, che riprende un modello sperimentato in altre parti del mondo occidentale, ha aperto in una vecchia fabbrica di noodles, gli spaghetti asiatici. Secondo Tan l’oggetto più popolare su cui accanirsi sono le stampanti. Lo studente di legge Kylie Low, 18 anni, sudato e con la tuta schizzata di inchiostro dopo l’azione, ha detto che fare a pezzi la stampante è stata «un’esperienza catartica». «A scuola siamo sempre costretti a stampare dispense per le lezioni e poter finalmente spaccare la macchina ti fa sentire meglio». Come si dice in tv quando vanno in onda programmi con imprese pericolose: «Mai ripetere l’esperienza a casa, da soli, ma sempre sotto la supervisione di un esperto».


MI PIACE! (+1)

Cantando in via Condotti

Una cantante di strada ha incantato i passanti di via dei Condotti a Roma con la sua esibizione della canzone napoletana “Torna a Surriento” . L’esibizione della ragazza è stata registrata e postata su Facebook con l’invito a condividere il video con questa didascalia : “cantava senza alcun altoparlante ed ho registrato ad una distanza di 4 mt.... Ragazzi condividete, ritengo che la ragazza meriti.. ha una voce da brivido”. Detto fatto, in quasi 72 ore il video ha raggiunto più di 5 milioni di visualizzazioni e 193mila persone hanno condiviso il post. (Video:Facebook /Bruno Vallo)


NO COMMENT

L'immagine del mese

Vedi Napoli e..... Immagine di Federico Di Francesco (fdifrancesco[at]aminstruments.com).


AM KIDS

Ultrablu

Ultrablu è un'associazione culturale nata intorno alla convinzione che, in campo artistico e culturale, la neurodiversità costituisce una risorsa specifica dell’essere umano, portatrice di bellezza, rinnovamento e arricchimento condiviso. 
Il 15 Gennaio si è tenuto presso la Camera dei Deputati il convegno  Autismo: un futuro nell’arte, quando il talento supera la disabilità. In occasione sono state esposte le opere di ragazzi appartenenti all’associazione. Tra questi Tristano.

Tanti anni fa conobbi Tristano. Sua madre, una sorta di fata, funambola, artista, maieuta, si aggirava in un parco con una valigia in mano. Una valigia misteriosa da cui uscivano strane storie, tutte costruite da bambini sdraiati per terra, impegnati a colorare, inventare personaggi, fantasticare. Tra loro le mie figlie. 
Sono passati 15 anni. E scopro che quel bambino è oggi un artista speciale. I geni non mentono mai. Ecco una illustrazione di Tristano Monaca. Nel 2018 uscirà il suo primo libro illustrato.

“Ultrablu nasce dalla convinzione che, in campo artistico e culturale, la neurodiversità costituisce una risorsa specifica dell’essere umano, portatrice di bellezza, rinnovamento e arricchimento condiviso. Il nostro obiettivo è dare agli artisti con disturbi pervasivi dello sviluppo e/o difficoltà nell’area neuropsichica un futuro lavorativo nel campo dell’arte e dell’editoria illustrata, quindi aiutarli a diventare autori e a vivere del proprio lavoro”. Da qui è partita l’idea di Virgilio Mollicone, insegnante di discipline pittoriche al Liceo Artistico Statale Ripetta, e di Monica Nicoletti, la mamma di Simone, un ragazzo autistico di 20 anni, di creare un luogo che “mettesse le persone al riparo da pressioni e influenze negativamente condizionanti”.
Questo spazio si chiama ‘Ultrablu’ e si trova a Roma, in Viale Germanico 103. 
“È un luogo che contiene in se’ tante anime- spiega il professor Mollicone- un’associazione culturale, un percorso laboratoriale, una casa editrice in digitale e cartacea e un laboratorio di serigrafia e di stampa calcografica. Gli artisti con disturbi pervasivi dello sviluppo dispongono di un’incredibile capacità di sintesi. La maniera naturale con cui questi autori creano un’arte ‘priva di condizionamenti’ li fa assomigliare ai grandi artisti. Il progetto Ultrablu- precisa Mollicone- oltre ad essere un progetto partecipato, si apre al sociale, affrontando in modo attivo e intelligente una delle problematiche più attuali: l’inclusione“.
Il professore punta a far riconoscere che la neurodiversità, soprattutto nel campo dell’arte, “significa tutto e allo stesso tempo non significa nulla, poiché ogni artista vive una propria ‘dimensione neurologica’. E’ un’evidenza ancora troppo poco comune. Per questo, la particolarità inclusiva del ‘laboratorio blu’ permette non solo ad artisti normodotati e diagnosticati con disturbi pervasivi dello sviluppo di condividere esperienze artistiche insieme, ma anche di interagire liberamente all’interno e all’esterno di uno spazio in cui non esiste canone per definire la normalità e l’espressione artistica. Uno spazio costruito, quindi, intorno a una comunità in divenire, aperta al contributo di ognuno, così come all’apprendimento condiviso, allo scambio e all’esplorazione umana”.
“In questo contesto, l’acquisizione di nuove competenze artistiche e lavorative servirà tanto per permettere ad ognuno di continuare sulla propria strada ed evolvere così nel campo dell’arte- conclude- quanto per sviluppare approcci cos truttivi che possano essere d’esempio al coinvolgimento e all’emancipazione di tutti”. Nel corso del convegno saranno mostrate le opere dei ragazzi autistici dell’atelier Ultrablu di Roma.

Ecco i lavori di alcuni ragazzi di Ultrablu.


ORTENSIA MALINCUORE

Ortensia in Pharmaclean

Non abbiate paura, prima di entrare, giuro che faccio una doccia d’aria!!!!!
Ma non toglietemi i tacchi a spillo!


WARP continua sul prossimo numero. Se non sei già nella nostra lista:

Grazie per aver letto questo numero di WARP, la pubblicazione online di AM Instruments. Ci piacerebbe conoscere il tuo parere o avere dei suggerimenti su temi di tuo interesse per le prossime pubblicazioni, puoi farlo da questo form.

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