WARP #66 - Novembre 2018

WARP is in italian at the moment, but if your sense of humour is turned on, you can try an auto-translated version here, thanks to Google. :-)


AM Instruments cerca personale!

Abbiamo bisogno dell'entusiasmo, delle capacità e del talento di
un ADDETTO RICERCA E SVILUPPO, di un ADDETTO/A UFFICIO ACQUISTI, di un ASSISTENTE COMMERCIALE, di uno SVILUPPATORE/PROGRAMMATORE SCADA e di una CUCITRICE/CONFEZIONATRICE.
Non esitare, invia la tua candidatura!


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La parola d'accesso di questo numero è "4.0" - leggi

CLEAN MUSIC

Musica per orecchie pure: "eeko" - leggi

UNA PAGINA A CASO

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AMORE E ALTRI INCANTESIMI

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ORTENSIA MALINCUORE

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TOP NEWS

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L’industria farmacetica è costantemente sotto esame. Le ispezioni sono numerose e sempre più severe. E spesso è proprio richiesta in fase ispettiva che nasce l’esigenza alla quale aziende come AM Instruments rispondono con tempestività ma soprattutto con idee innovative che assicurano la soluzione alle problematiche riscontrate in sede ispettiva.

Perchè quello che da sempre ci viene chiesto è trovare la miglior soluzione che risponda alle richieste ispettive nel rispetto delle norme GMP.

Un esempio: il nuovo carrello flussato autoalimentato commissionato ad AM proprio in risposta ad una richiesta ispettiva relativa al trasferimento di materiali tra ambienti in classe A attraverso un passaggio in classe B, senza monitoraggio continuo.

In queste occasioni il team di AM Tech realizza un’attenta analisi di fattibilità, prendendo innanzitutto in visione gli strumenti in uso all’interno della realtà produttiva, e scegliendo, in questa particolare situazione, di realizzare nuovi carrelli flussati con un design specifico per potervi installare un impianto di monitoraggio in continuo a bordo.

Il vantaggio di un fornitore come AM Instruments risiede proprio nell’essere specializzati sia nella realizzazione di carrelli flussati, sia nella costruzione di impianti di monitoraggio. Un know-how duplice quanto raro all’interno del panorama del controllo della contaminazione.

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In particolare, nell’azienda committente, esistono già 3 sistemi di monitoraggio in continuo nei reparti sterili con sistema di supervisione SCADA per un totale di:

86 punti di campionamento particellare
48 punti di campionamento microbiologico

In fase di progettazione dei nuovi carrelli, a seguito delle URS presentate dal committente, sono stati presi in esame gli aspetti più critici e concordato soluzioni più che soddisfacenti: ridurre al minimo zone di ristagno e turbolenza nella zona di carico dei vassoi attraverso porte a tenuta stagna e un sistema flusso d’aria a ricircolo; effettuare un risk assesment per posizionare installare la sonda isocinetica nel punto più “significativo”; rendere la trasmissione dei dati “sicura” e “conforme”, ed è per questa ragione che sono stati installati acces point dedicati ed effettuate modifiche al sistema Wi-Fi.

Proprio il sistema WiFi deve assicurare un collegamento costante che consenta la continuità del monitoraggio e l’integrità dei dati: per questo il contatore di particelle installato nel carrello deve essere collegato al sistema di monitoraggio ambientale SCADA tramite un Wi-Fi dedicato con la possibilità di scaricare i dati in tempo reale sul server SCADA. In caso di errore di connessione con il server, il PLC a bordo del carrello, garantisce la memorizzazione temporanea dei dati. Una volta ristabilita la connessione, il sistema scarica automaticamente i dati su server.

In caso di mancata comunicazione con SCADA o di memoria completa (durante l'archiviazione locale) viene generato un allarme specifico. Il carrello è dotato di un pannello di controllo utilizzato per autodiagnostica, visualizzare lo stato della batteria, lo stato del campionamento e il contatore di particelle.

Rispettando i tempi brevi imposti dalla richiesta ispettiva, il carrello è stato progettato, realizzato e soprattutto sono stati eseguiti tutti i test di verifica necessari per il rilascio.

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PASSWORD

"4.0"

Il glossario 4.0

Industria 4.0”: produzione caratterizzata da una crescente connessione tra mondo virtuale (software) e mondo reale (prodotti e produzione). Attraverso la cosiddetta “Internet delle Cose” si ha infatti la connessione tra oggetti che è resa possibile, congiuntamente: dalla disponibilità di sensori e di attuatori sempre più piccoli, sempre meno costosi e con consumi sempre più ridotti; dalla presenza di connessioni a internet (anche wireless) a basso costo e pressoché ubique e dalla disponibilità di indirizzi sulla rete in numero praticamente illimitato e quindi attribuibili anche ad oggetti di poco valore. La connessione tra oggetti genera una massa enorme di dati disponibili in tempo reale (“big data”) che possono contenere informazioni utili allo scopo di aumentare l’efficienza dei processi produttivi, la conoscenza dell'utilizzo dei prodotti, la verifica della rispondenza dei modelli alla realtà.

L’utilizzo crescente di sistemi Ciber-Fisici porterà a livelli di automazione industriale sempre più elevati.

Adattività: Capacità di adattarsi autonomamente a condizioni variabili.

Big data: volumi massivi di dati non gestibili usando database o tecniche software tradizionali e per la cui elaborazione sono necessarie tecnologie particolari. I dati possono provenire dagli oggetti (Internet of Things), dai social network, dai computer, dai device personali (wearable device), ecc.

Cyber Physical System: sistema interattivo che integra e connette macchinari, beni fisici, device di comunicazione, con capacità di autoapprendimento.

Cyber security (sicurezza informatica): fattore alla base dello sviluppo di industria 4.0 per evitare che le interazioni e i contatti sviluppati all’interno del cyber physical system possano essere oggetto di attacchi informatici. La tutela delle tecnologie legate all’Industria 4.0 richiede lo sviluppo di adeguati strumenti di sicurezza informatica.

Cloud computing: erogazione di risorse informatiche come l'archiviazione, l'elaborazione o la trasmissione di dati, caratterizzato dalla disponibilità on demand attraverso Internet a partire da un insieme di risorse preesistenti e configurabili.

Coding: programmazione di sistemi informatici a mezzo di opportuni linguaggi codificati.

Customizzazione/customization: realizzare o modificare un prodotto sulla base di specificazioni personali di un utente.

Data analytics: organizzazione e analisi dei dati in modo da produrre informazioni importanti per prendere decisioni così come per definire prodotti e servizi con sempre maggiore livello di specificità.

Data mining: insieme di tecniche e metodologie che hanno per oggetto l'estrazione di un sapere o di una conoscenza a partire da grandi quantità di dati. Analisi matematica eseguita su grandi quantità di dati per individuare le informazioni più significative e renderle disponibili e utilizzabili nell’ambito dei processi di decison making.

Fast and focused decision making: processo che porta a prendere una decisione, da parte di un individuo o di un gruppo, in modo rapido e razionale.

Fast data: in una fase antecedente al big data offre la capacita di correlare, filtrare ed analizzare in tempo reale enormi flussi di dati (parametri di macchinari) cosi da abilitare la capacita di prendere decisioni il più possibile vicino al momento del verificarsi dell’evento identificato. Tipicamente utilizzato in combinazione con tecniche di Machine Learning e Data Mining.

Internet of Things (internet delle cose): evoluzione dell’uso della rete che consente l’interconnessione tra gli oggetti fisici tra loro, comunicando dati su se stessi e accedendo ad informazioni aggregate da parte di altri, e con le persone fisiche tramite dispositivi e computer. I campi di applicabilità sono molteplici: dalle applicazioni industriali (processi produttivi), alla logistica e all’infomobilità, fino all’efficienza energetica, all’assistenza remota e alla tutela ambientale.

IIOT: Industrial Internet of Things, rappresenta una definizione alternativa all’applicabilità delle tecnologie inerenti Internet of Things applicate al mondo dell’industria.

IOT: Internet of Things.

Materiali intelligenti: materiali dotati di una o più proprietà che possono essere cambiate e controllate tramite degli stimoli esterni, come lo stress meccanico, la temperatura, l'umidità, il pH, il campo elettrico o magnetico (le leghe e i polimeri a memoria di forma, materiali magnetostrittivi, fotomeccanici, cromici ecc).

Meccatronica: interazione tra meccanica, elettronica e informatica con lo scopo di automatizzare i sistemi di produzione e/o realizzare prodotti che utilizzino le tre tecnologie per ottenere prodotti flessibili facilmente riconfigurabili.

MES: Manufacturing Execution System si indica un sistema informatizzato che ha la principale funzione di gestire e controllare la funzione produttiva di un'azienda. La gestione coinvolge il dispaccio degli ordini, gli avanzamenti in quantità e tempo, il versamento a magazzino, nonché il collegamento diretto ai macchinari per dedurre informazioni utili ad integrare l'esecuzione della produzione come a produrre informazioni per il controllo della produzione stessa.

Radio Frequency IDentification-RFID (identificazione a radio frequenza); tecnologia per l'identificazione e/o memorizzazione automatica di informazioni inerenti oggetti basata sulla capacità di memorizzazione di dati da parte di particolari etichette elettroniche che, attraverso un apposito lettore, possono essere lette e modificate a distanza, per mezzo di onde radio,

Realtà virtuale: ambiente artificiale creato da hardware e software in modo tale che l’utente abbia la sensazione di sentirsi in un ambiente reale utilizzando accessori speciali (guanti, auricolari, occhiali) per comunicare con il sistema informatico.

Robotica collaborativa: utilizzo di robot che possono interagire direttamente con gli esseri umani o entrare in contatto con essi in maniera sicura senza necessità di recinzioni perimetrali di sicurezza, condividendo lo stesso spazio di lavoro. Un aiutante in grado di svolgere operazioni ripetitive o pericolose e in grado di dare cadenza e sequenzialità al lavoro svolto.

Machine Learning: l'apprendimento automatico (noto in letteratura come machine learning) rappresenta una delle aree fondamentali dell'intelligenza artificiale e si occupa della realizzazione di sistemi algoritmi che si basano su osservazioni come dati per la sintesi di nuova conoscenza. L'apprendimento può avvenire catturando caratteristiche di interesse provenienti da esempi, strutture dati o sensori, per analizzarle e valutarne le relazioni tra le variabili osservate.

Manifattura additiva (o stampa in 3D): modalità produttiva che consente la realizzazione di oggetti (parti componenti, semilavorati o prodotti finiti) partendo dalla loro modellizzazione digitale, generando e sommando strati successivi di materiale; ciò contrasta con quanto accade in molte tecniche della produzione tradizionale in cui si procede per sottrazione dal pieno (tornitura, fresatura, ecc.). Si tratta di un’evoluzione importante nell’ambito della più ampia tendenza alla digitalizzazione della manifattura che si attua attraverso il dialogo tra computer e macchine, grazie alla condivisione di informazione (tra macchine, tra persone e tra macchine e persone) resa possibile – tra l’altro – dalla diffusione di internet.

Permette di realizzare non solo produzioni seriali di componenti, ma anche e soprattutto ‘pezzi unici’ che sono modificati o progettati di volta in volta in base a specifiche che variano per ogni realizzazione

Predictive Maintenance: La manutenzione predittiva è un tipo di manutenzione preventiva che viene effettuata a seguito dell'individuazione di uno o più parametri che vengono misurati ed estrapolati utilizzando appropriati modelli matematici allo scopo di individuare il tempo residuo prima del guasto. Tipicamente vengono utilizzati strumenti informatici avanzati di tipo Machine Learning e Data Mining.

Preventive Maintenance: La manutenzione preventiva è una politica di manutenzione che si prefigge l'obiettivo di eseguire un intervento manutentivo di "revisione", "sostituzione" o "riparazione", prima che nel componente si manifesti il guasto, tipicamente basato su contatori e parametri associati ai vari strumenti industriali.

Time to market: tempo che intercorre dall'ideazione di un prodotto alla sua effettiva commercializzazione.


CLEAN MUSIC

eeko

Eeko - “Gimme Back My Time”

Raccontare la musica di un caro amico potrà sembrare semplice, ma vi assicuro che non lo è. Se avessi scritto questo articolo su un foglio di carta con la macchina da scrivere, avrei sicuramente buttato più di un foglio. Non che mi manchino gli argomenti, ma per scrivere di un caro amico serve responsabilità, obiettività e una buona dose di coraggio per non cadere in sentimentalismi che inquinerebbero il racconto.

Ho cominciato a frequentare Ico Di Francesco intorno alla metà degli anni 90 anche se ci tenevamo d’occhio da qualche anno prima.

La musica è stata sicuramente il collante che ci ha permesso di instaurare una profonda amicizia che continua ancora oggi pur vivendo in città diverse. Da oltre dieci anni, infatti, Ico vive in terra Toscana insieme alle sua compagna e due meravigliosi ragazzi.

Ci accomuna la passione per la musica e di musica ne abbiamo macinata parecchia nei nostri viaggi, nelle decine di concerti visti insieme e nelle serate ad ascoltare dischi. Ma Ico ha degli elementi in più che a me mancano: suona la chitarra da quando ha 13 anni e aveva un sogno nel cassetto, quello di incidere un disco tutto suo. I sogni, come molti dicono, aiutano a tenerci vivi, ma spesso siamo consapevoli che il sogno sia un proseguimento dei desideri adolescenziali. Forse anche per questo ci convinciamo che la loro realizzazione è quasi certamente impossibile o quantomeno piena di avversioni, ed è proprio per questo che abbandoniamo il desiderio di raggiungere la meta ancora prima di cominciare il percorso.

Questo non è accaduto a Ico ed è la dimostrazione che la tenacia e la costanza portano quasi sicuramente al raggiungimento dell’obiettivo.

Ico prende qualche lezione di chitarra dal maestro Luca Zamponi ma fondamentalmente è un autodidatta. Si unisce a Biagio Bagini, attuale componente del Conciorto insieme a Gian Luigi Carlone, e ad Alberto Casati per avviare il progetto ZipCode, gruppo musicale della provincia di Novara che propone tendenzialmente musica grunge.

Negli anni 90 e 2000 è ancora possibile scovare qualche locale dove andare ad ascoltare musica e gli ZipCode si fanno conoscere dal vivo non solo in Italia arrivando ad esibirsi nello storico Capolinea di Milano.

Nel frattempo Ico scrive e scrive molto. Scrive pensando ad una possibile pubblicazione del disco e lo fa scrutando i propri sentimenti, le pulsioni e sentimenti componendo testi profondamente introspettivi.

Saltuariamente, durante i live con gli ZipCode, appaiono pennellate delle sue canzoni ma è tutto ancora troppo prematuro.

Nel 2003 il desiderio di eseguire i suoi pezzi dal vivo è troppo forte e Ico decide di avviare, parallelamente al progetto ZipCode, la prima formazione degli Eeko.

Gli Eeko si presentano ai live come coverband ma, sempre di più, propongono brani scritti da Ico Di Francesco che riportano alla musica Britannica con strizzate d’occhio oltre oceano.

I tempi sono maturi per cominciare a lavorare in studio alla produzione del disco, ma nascono alcune difficoltà e incomprensioni con i componenti del gruppo che lo portano allo scioglimento, lasciando Ico come unico sopravvissuto.

Ad aiutare Ico a non abbandonare il progetto Eeko ci pensa Luka Milana, amico di lunga data da qualche tempo già componente degli Eeko alla chitarra.

Luka mette si mette in contatto con la casa discografica MS RECORDS che prende a cuore il progetto degli Eeko rendendo finalmente possibile la produzione di un disco di qualità e non più autoprodotto.

Quando si creano energie positive, necessariamente attrarremo situazioni, persone ed esperienze positive e infatti Ico si circonda di tantissimi professionisti pronti a collaborare alla creazione del disco.

Luca Zamponi, amico di vecchia data, chitarrista e produttore e Dino D’autorio, bassista e arrangiatore che ha collaborato con diversi artisti tra cui Fabrizio De André, Zucchero e molti altri, sono solo alcuni dei nomi che aiutano Ico a cesellare ogni brano del disco.

Nel giro di qualche tempo “Gimme Back My Time”, il primo disco degli Eeko, prende finalmente forma. Il disco può essere tranquillamente classificato come un concept album dove i testi di Ico ti accompagnano in pennellate di sentimenti diversi.

I brani dell’album seguono diversi stili con richiami al blues di “The Worst Train Of My Life”, al sound che ricorda i Level 42 di “The Tunnel”. Diversi sono gli assoli di chitarra e di basso che riescono a catturare l’attenzione, altre sfumature invitano a tenere il tempo o ancora semplicemente ad accompagnarti come sottofondo della giornata. Un disco poliedrico, con mille sfaccettature tutte da scoprire.

Con il trasferimento di Ico in Toscana, la band si ricostituisce con una nuova formazione di tre nuovi musicisti di alta caratura tecnica: Diego Perugini alla chitarra, il bravissimo Guido Pietrella al basso e Gianluca Meconcelli alla batteria. I nuovi Eeko mostrano un’intesa totale che sul palco si vede e si sente rendendo lo spettacolo sempre piacevole e coinvolgente.

Il disco degli Eeko “Gimme Back My Time” è disponibile su tutte le piattaforme di streaming, ma noi ci auguriamo che l’esperienza non si esaurisca con questo primo lavoro e li veda nuovamente al lavoro con nuovi momenti di gradevole musica.


UNA PAGINA A CASO

“Pier Paolo Pasolini”

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Ma naturalmente per capire i cambiamenti della gente, bisogna amarla.

Proprio in un numero incentrato su industria 4.0 voglio invitarvi alla lettura di quello che considero un intellettuale preveggente come Pier Paolo Pasolini.

Sviluppo e Progresso

inedito del 1973

«Ci sono due parole che ritornano frequentemente nei nostri discorsi : anzi sono le parole chiave dei nostri discorsi. Queste due parole sono “sviluppo” e “progresso”. Sono due sinonimi? O, se non sono due sinonimi, indicano due momenti diversi di uno stesso fenomeno? Oppure indicano due fenomeni diversi che pero’ si integrano necessariamente fra di loro? Oppure, ancora, indicano due fenomeni solo parzialmente analoghi e sincronici? Infine; indicano due fenomeni “opposti” fra di loro, che solo apparentemente coincidono e si integrano? Bisogna assolutamente chiarire il senso di queste due parole e il loro rapporto, se vogliamo capirci in una discussione che riguarda molto da vicino la nostra vita anche quotidiana e fisica.

Vediamo: la parola “sviluppo” ha oggi una rete di riferimenti che riguardano un contesto indubbiamente di “destra”. Chi vuole infatti lo “sviluppo”? Cioè chi lo vuole non in astratto e idealmente, ma in concreto e per ragioni di immediato interesse economico? E’ evidente: a volere lo “sviluppo” in tal senso è chi produce; sono cioè gli industriali. E, poiché lo “sviluppo”, in Italia, è questo sviluppo, sono per l’esattezza, nella fattispecie, gli industriali che producono beni superflui.

La tecnologia (l’applicazione della scienza) ha creato la possibilità di una industrializzazione praticamente illimitata, e i cui caratteri sono ormai in concreto transnazionali. I consumatori di beni superflui sono da parte loro irrazionalmente ed inconsapevolmente d’accordo nel volere lo “sviluppo” (questo “sviluppo”). Per essi significa promozione sociale e liberazione, con conseguente abbiura dei valori culturali che avevano loro fornito i modelli di “poveri”, di “lavoratori”, di “risparmiatori”, di “soldati”, di “credenti”.

La “massa” è dunque per lo “sviluppo”: ma vive questa sua ideologia soltanto esistenzialmente, ed esistenzialmente è portatrice dei nuovi valori del consumo. Ciò non toglie che la sua scelta sia decisiva, trionfalistica e accanita.

Chi vuole, invece, il “progresso”? Lo vogliono coloro che hanno interessi immediatamente da soddisfare, appunto attraverso il “progresso”: lo vogliono gli operai, i contadini, gli intellettuali di sinistra. Lo vuole chi lavora e dunque è sfruttato.

Quando dico “lo vuole” lo dico in senso autentico e totale (ci può essere anche qualche “produttore” che vuole, oltre tutto, e magari sinceramente, il progresso: ma il suo caso non fa testo). Il “progresso” è dunque una nozione ideale (sociale e politica): la dove lo “sviluppo” è un fatto pragmatico ed economico. Ora è questa dissociazione che richiede una “sincronia” tra “sviluppo” e “progresso”, visto che non è concepibile (a quanto pare) un vero progresso se non si creano le premesse economiche necessarie ad attuarlo.

Qual è stata la parola d’ordine di Lenin appena vinta la rivoluzione? E’ stata una parola d’ordine invitante all’immediato e grandioso “sviluppo” di un paese sottosviluppato. Soviet e industria elettrica… Vinta la grande lotta di classe per il “progresso” adesso bisogna vincere una lotta, forse più grigia ma certo non meno grandiosa per lo “sviluppo”. Vorrei aggiungere però – non senza esitazione – che questa non è una condizione obbligatoria per applicare il marxismo rivoluzionario e attuare una società comunista. L’industria e l’industrializzazione totale non l’hanno inventata né Marx né Lenin: l’ha inventata la borghesia. Industrializzare un paese comunista contadino significa entrare in competitività coi paesi borghesi già industrializzati. E’ cio che, nella fattispecie, ha fatto Stalin. E del resto non aveva altra scelta.

Dunque la Destra vuole lo “sviluppo” (per la semplice ragione che lo fa); la Sinistra vuole il “progresso”. Ma nel caso la sinistra vinca la lotta per il potere, ecco che anch’essa vuole – per poter realmente progredire socialmente e politicamente – lo “sviluppo”. Uno “sviluppo”, però, la cui figura si è ormai formata e fissata nel contesto dell’industrializzazione borghese. Tuttavia, qui in Italia, il caso è storicamente diverso. Non è stata vinta nessuna rivoluzione.

Qui la sinistra che vuole il “progresso”, nel caso che accetti lo “sviluppo”, deve accettare proprio questo “sviluppo”: lo sviluppo dell’espansione economica e tecnologica borghese. E’ questa una contraddizione? E’ una scelta che pone un caso di coscienza? Probabilmente si’. Ma si tratta come minimo di un problema da porsi chiaramente: cioè senza confondere mai, neanche per un solo istante, l’idea di “progreso” con la realtà di questo “sviluppo”.

Per quel che riguarda la base delle Sinistre (diciamo pure la base elettorale, per parlare nell’ordine dei milioni di cittadini), la situazione è questa: un lavoratore vive nella coscienza l’ideologia marxista, e di conseguenza, tra gli altri suoi valori, vive nella coscienza l’idea di “progresso”; mentre, contemporaneamente, egli vive, nell’esistenza, l’ideologia consumistica, e di conseguenza, a fortiori, i valori dello sviluppo. Il lavoratore è dunque dissociato. Ma non è il solo ad esserlo.

Anche il potere borghese classico è in questo momento completamente dissociato: per noi italiani tale potere borghese classico (cioè praticamente fascista) è la Democrazia cristiana. A questo punto voglio però abbandonare la terminologia che io (artista!) uso un po’ a braccio e scendere ad un’esemplificazione vivace.

La dissociazione che spacca ormai in due il vecchio potere clerico-fascista puo’ essere rappresentata da due simboli opposti, e, appunto inconciliabili: “Jesus” (nella fattispecie il Gesù del Vaticano) da una parte, e i “blue-jeans Jesus” dall’altra. Due forme di potere l’una di fronte all’altra: di qua il grande stuolo dei preti, dei soldati, dei benpensanti e dei sicari; di là gli “industriali” produttori di beni superflui e le grandi masse del consumo, laiche e, magari idiotamente, irreligiose.

Tra l’Jesus del Vaticano e l’Jesus dei blue-jeans, c’è stata una lotta. Nel Vaticano – all’apparire di questo prodotto e dei suoi manifesti – si sono levati alti lamenti. Alti lamenti a cui per il solito seguiva l’azione della mano secolare che provvedeva a eliminare i nemici che la Chiesa magari non nominava limitandosi appunto ai lamenti. Ma stavolta ai lamenti non è seguito niente . La longa manus è rimasta inesplicabilmente inerte. L’Italia è tappezzata di manifesti rappresentanti sederi con la scritta “chi mi ama mi segua” e rivestiti per l’appunto dei blue-jeans Jesus. Il Gesù del Vaticano ha perso.

Ora il potere democristiano clerico-fascista si trova dilaniato tra questi due “Jesus”: la vecchia forma del potere e la nuova realtà del potere…


AMORE E ALTRI INCANTESIMI

Wislawa Szymborska

Vista con granello di sabbia

Lo chiamiamo granello di sabbia.
Ma lui non chiama se stesso né granello né sabbia.
Fa a meno di un nome
generale o individuale,
permanente, temporaneo
scorretto o corretto.

Del nostro sguardo e tocco non gli importa.
Non si sente guardato e toccato.
E che sia caduto sul davanzale
è solo un’avventura nostra, non sua.
Per lui è come cadere su una cosa qualunque,
senza la certezza di essere già caduto
o di cadere ancora.

Dalla finestra c’è una bella vista sul lago,
ma quella vista, lei, non si vede.
Senza colore e senza forma,
senza voce, senza odore e senza dolore
è il suo stare in questo mondo.

Senza fondo è lo stare del fondo del lago
e senza sponde quello delle sponde.
Né bagnato né asciutto quello della sua acqua.
Né al singolare né al plurale quello delle onde,
che mormorano sorde al proprio mormorio
intorno a pietre non piccole, non grandi.

E tutto ciò sotto un cielo per natura senza cielo,
ove il sole tramonta senza tramontare affatto
e si nasconde senza nascondersi dietro una nuvola ignara.
Il vento la scompiglia senza altri motivi
che quello di soffiare.

Passa un secondo.
Un altro secondo.
Un terzo secondo.
Tre secondi, però, solo nostri.

Il tempo passò come un messo con una notizia urgente.
Ma è soltanto un paragone nostro.
Inventato il personaggio, fittizia la fretta,
e la notizia non umana.

Wislawa Szymborska


WARP ATTACK

Quarta Rivoluzione Industriale

Industria 4.0 indica quella che comunemente si definisce quarta rivoluzione industriale.

Pur non esistendo una definizione comunemente accettata, Industria 4.0 viene generalmente considerata come un processo che culminerà in una nuova concezione dell’industria, dallo sviluppo di nuovi prodotti e servizi, alla ricerca e innovazione, fino alla validazione e alla produzione, con il minimo comune denominatore costituito da un alto grado di automazione e interconnessione. Quali sono le direttrici principali di questo fenomeno?

La prima è relativa alla gestione e all’archiviazione di grandi quantità di dati disponibili in rete (big data) in maniera liberamente fruibile (open), e acquisiti da oggetti dotati della capacità di interagire tra di loro grazie ad una rete, la cosiddetta internet of things: telecomandi, elettrodomestici, automobili. Questi oggetti, opportunamente dotati di sensori, potranno essere interconnessi a una rete così come oggi siamo abituati a fare con smartphone o computer.

Che farsene di questa enorme mole di dati? Qui interviene la seconda direttrice, costituita dai cosiddetti analytics, ossia il complesso delle tecniche e degli algoritmi necessari per estrarre dai dati delle informazioni utili e, in ultima analisi, ricavarne un valore. A questo proposito, lo sviluppo di tecniche di intelligenza artificiale può giocare un ruolo fondamentale: il machine learning, ossia l’apprendimento automatico delle macchine, attualmente ben poco diffuso a livello industriale, dovrebbe subire una vera e propria esplosione nei prossimi mesi e anni.

Quali sono le altre direttrici? Una è probabilmente il potenziamento della interazione tra esseri umani e macchine, dal consolidamento delle interfacce avanzate come il touch screen e i comandi vocali, fino allo sviluppo di sistemi di realtà aumentata per l’ottimizzazione degli spazi di lavoro e dei processi produttivi.

Infine, l’ultimo pilastro è costituito dal cosiddetto additive manufacturing, costituito da stampa 3D, utilizzo di robotica avanzata, e interazioni tra automi, tramite cui grandi colossi del settore industriale, come General Electric, sta già puntando a realizzare sofisticate parti di sistemi complessi, come gli aerei a propulsione.

Digitalizzazione
Cominciamo dai dati.
Digitalizzare un processo aziendale è molto più della digitalizzazione di un semplice documento.
È un nuovo paradigma organizzativo che consente di mappare in modo completo tutte le attività, di risparmiare tempo e costi e garantire alti livelli di performance.

Cambia prima di essere costretto a farlo.
— Jack Welch, 80's

La trasformazione digitale in atto presenta due caratteristiche principali:

1) È un percorso che ognuno ha già intrapreso o sta per intraprendere, che fa e farà la differenza in questo mondo in evoluzione, dove l’accesso digitale, la condivisione rapida delle informazioni e la massima efficienza sono elementi fondamentali per avere successo.

2) Si tratta di un cambiamento che coinvolge la mentalità e la cultura aziendale, la valorizzazione delle persone e della loro creatività, l’attitudine a capire e a utilizzare strumenti digitali.

3) Ogni tipo di “trasformazione digitale” ruota sul costruire e sul poter disporre di una applicazione software da utilizzare quotidianamente per le tante attività che facciamo quando siamo al lavoro.

Il punto critico è il terzo: la digitalizzazione dei processi si ferma spesso di fronte alla scelta di una applicazione software. Non è una cosa immediata il poter trasporre organizzazione, metodi e abitudini in un’applicazione software, a cui chiediamo inoltre di essere flessibile, adattabile alle esigenze del nostro business e che, come minimo, unisca costi e tempi di realizzazione adatti alle diverse esigenze aziendali.

(Stefano Bigi, Synesi)

Analisi
E cosa ne facciamo di tutti questi dati? Open Data significa avere accesso a un numero infinito di dati che di per sè non hanno alcun valore se non analizzati, rielaborati, selezionati etc etc.

La full Open Definition apre la via a una disponibilità e accesso a dati utili e modificabili; rende possibile inoltre il riutilizzo e ridistribuzione, aprendo la strada a una partecipazione universale. In termini meno macroscopici, se volessimo tornare a un microcosmo aziendale, l’organizzazione e analisi dei dati deve essere finalizzata alla produzione di informazioni importanti per prendere decisioni così come per definire prodotti e servizi con sempre maggiore livello di specificità.

In questo senso è di valido supporto il Data mining: insieme di tecniche e metodologie che hanno per oggetto l'estrazione di un sapere o di una conoscenza a partire da grandi quantità di dati. L’analisi matematica eseguita su grandi quantità di dati per individuare le informazioni più significative e renderle disponibili e utilizzabili nell’ambito dei processi di decison making. Il risultato finale infatti è proprio la semolificazione della fase decisionale: il Fast and focused decision making, processo che porta a prendere una decisione, da parte di un individuo o di un gruppo, in modo rapido e razionale.

E infine, l’uomo e la macchina.

Interazione uomo-macchina
Grazie alla digitalizzazione delle aziende, lo scenario industriale moderno va inteso come un luogo dove uomini e macchine convivono nello stesso ambiente e garantiscono una produzione efficiente.
Grazie all’Internet of Things applicato al sistema “fabbrica”, l’interazione tra umano e cyborg si rende possibile: la sensorizzazione dei processi produttivi favorirà perciò non solo la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica, ma consentirà anche il monitoraggio dell’operatore, promuovendo il benessere sociale.

Internet of Things. IoT è un neologismo utilizzato in telecomunicazioni, un termine di nuovo conio nato dall’esigenza di dare un nome agli oggetti reali connessi ad internet. IoT è un frigorifero che ordina il latte quando “si accorge” che è finito. IoT è una casa che accende i riscaldamenti appena ti sente arrivare. Questi sono esempi di IoT, ovvero di oggetti che, collegati alla rete, permettono di unire mondo reale e virtuale. La comunità europea ha recentemente prodotto un video esplicativo a riguardo:

E se l’uomo scompare dallo scenario 4.0?
Con il termine Machine to machine (spesso abbreviato con l'acronimo M2M) ci si riferisce a quell'ecosistema di soluzioni (definizione data da un dirigente Oracle nel corso di una conferenza sull'argomento) che fanno uso di soluzioni embedded per facilitare lo scambio e l'analisi di dati in tempo reale tra dispositivi connessi in diverso modo (wireless o via cavo) all'Internet of Things. Si tratta, dunque, di un'etichetta che può essere applicata a un ventaglio piuttosto ampio di dispositivi, sia hardware sia software: si può utilizzare, infatti, per descrivere ogni tecnologia che permette a dispositivi di rete di scambiare informazioni in modo automatico e compiere azioni senza che sia necessario l'intervento dell'uomo.

Interazione uomo-macchina
Grazie alla digitalizzazione delle aziende, lo scenario industriale moderno va inteso come un luogo dove uomini e macchine convivono nello stesso ambiente e garantiscono una produzione efficiente. Grazie all’Internet of Things applicato al sistema “fabbrica”, l’interazione tra umano e cyborg si rende possibile: la sensorizzazione dei processi produttivi favorirà perciò non solo la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica, ma consentirà anche il monitoraggio dell’operatore, promuovendo il benessere sociale.


CI PIACE! (+1)

Il portale di open data italiano

Open data! Non è un’astrazione

Esiste un portale italiano di open data. L’idea di base di DatiOpen.it è quella di dare una spinta decisa al fenomeno OpenData Italiano con le seguenti azioni:

  • Raccogliere e documentare la maggiore quantità possibile di dati open italiani. La redazione di datiopen.it quotidianamente monitora il panorama OpenData italiano alla ricerca di nuovi dati da catalogare ed inserire nel sistema. L’obiettivo è quello di diventare il punto di riferimento nazionale per chiunque ricerchi un dato aperto.

  • Permettere la visualizzazione direttamente dal sito dei dati, in tabelle, grafici e mappe. Grazie alla tecnologia StatPortal OpenData, i dati sono non solo scaricabili come avviene nella maggior parte dei siti di Open Data ma anche visualizzabili in tabelle, grafici e mappe interattive.

In definitiva lo scopo del progetto è quello di rendere l’enorme patrimonio di dati aperti che si sta costituendo accessibile facilmente al grande pubblico, perché siamo convinti che questa sia l’unico vero modo per valorizzare tali dati e dare loro la diffusione che meritano.

http://www.datiopen.it/it/opendata-per-tematica


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L'immagine del mese

"The Great Pig In The Sky Of Barcelona". Immagine di DJ Tommy (tcassano[at]aminstruments.com).


AM KIDS

Come costruire un robot!

Ideati nel 2009 da un gruppo di studenti universitari tedeschi, i Tinkerbots sono kit modulari che consentono di costruire robot di varie forme e dimensioni: mezzi su ruote, bracci robotici, animali robot. Per realizzarli bastano solo pochi minuti. Il tempo di assemblare manualmente i mattoncini nella confezione, partendo dal Power Brain, un mattoncino “intelligente” che funge da microcontroller.

I robot di Tinkerbots si comandano da smartphone o tablet scaricando un’app che contiene anche le istruzioni di montaggio. Tutti i pezzi sono compatibili con i mattoncini Lego.


ORTENSIA MALINCUORE

Ortensia 4.0

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WARP continua sul prossimo numero. Se non sei già nella nostra lista:

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