WARP, Luglio 2013

WARP is in italian at the moment, but if your sense of humour is turned on, you can try an auto-translated version here, thanks to Google. :-)



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La parola d'accesso di questo numero è "Plasma" - leggi

CLEAN MUSIC

Musica per orecchie pure: "Lisa Hannigan" - leggi o ascolta

LA LENTE

Grafene - leggi

UNA PAGINA A CASO

Il Piccolo Principe - leggi

CALEIDOSCOPIO

Cosa succede nel mondo mentre stai leggendo. Attualità, cultura, curiosità - leggi

WARP ATTACK

Margherita Hack - leggi

NO COMMENT

L'immagine del mese - vedi

AM KIDS

Prova costume - leggi

ORTENSIA MALINCUORE

La prima riunione agenti di Ortensia! - leggi

TOP NEWS

Noi non facciamo trucchi!

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Il 22 dicembre 2009 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009 sui prodotti cosmetici allo scopo di armonizzare le disposizioni già esistenti in materia. L’entrata in vigore è l’11 Luglio 2013.

A questo proposito, AM Instruments ha progettato un percorso mirato per le aziende cosmetiche al fine di affrontare con successo l’appuntamento del 2013 con le GMP. 

Un percorso articolato nei seguenti punti:

  • Consulenza e Training per l’implementazione delle procedure di pulizia ed eventuale sanitizzazione. 
  • Fornitura di sanitizzanti ultraconcentrati con documentazione tecnica a corredo.
  • Supporto per calibrazione e manutenzione della strumentazione e delle attrezzature.
  • Tappeti decontaminanti e consumabili adeguati alle normsative con schede tecniche.
  • Sistemi di sanitizzazione ambientale 

Il punto centrale, relativo alle Norme di Buona Fabbricazione, richiede di rispettare la ISO 22716 “Cosmetics - Good Manufacturing Practices (GMP) - Guidelines on Good Manufacturing Practices”

I principi generali sono gli stessi delle GMP farmaceutiche, finalizzati alla qualità ed alla sicurezza dei prodotti, ma con richieste meno restrittive.

Dalla gestione del sistema di qualità, alle strutture e alle attrezzature, dalla produzione dei materiali, alla loro gestione, dai reclami fino ad arrivare al target del “miglioramento continuo”.

La norma ha lo scopo di promuovere l'uso di un linguaggio comune a tutti i produttori di cosmetici e di introdurre una “coscienza GMP” a livello produttivo

L’implementazione delle GMP in ambito cosmetico dovrà essere effettuata secondo il “Risk based approach” per definire una scala di criticità ai diversi livelli della catena produttiva e di distribuzione del prodotto. Anche dal punto di vista della qualità e dell’organizzazione del personale vengono definiti punti fondamentali quali ad esempio un programma di formazione GMP per tutto il personale operativo e un organigramma aziendale con descrizione di compiti e responsabilità del personale. Di estrema importanza il controllo del personale operante nelle aree produttive al fine di evitare qualsiasi tipo di contaminazione, e quindi delle norme igieniche e dei comportamenti all’interno delle aree di produzione, controllo e stoccaggio del prodotto.

Le aree di produzione, stoccaggio, controllo di qualità, devono essere separate tra loro ed il flusso del personale e dei materiali deve essere tale da garantire la protezione del prodotto e minimizzare in tal modo il rischio di contaminazione crociata.

Le procedure di pulizia e, se necessario, di sanitizzazione devono essere adeguate così come la calibrazione e la manutenzione degli strumenti e delle attrezzature.

Analogamente a quanto richiesto dalle GMP al farmaceutico, la ISO 22716 definisce i seguenti criteri per garantire la qualità del prodotto cosmetico:

  • I fornitori di materie prime e materiali di confezionamento devono essere qualificati. La qualifica deve avvenire attraverso un questionario e/o un audit.
  • Le materie  prime ed i materiali di confezionamento devono essere acquistati da fornitori qualificati e controllate secondo le specifiche di rilascio. 
  • Durante la produzione devono essere effettuati controlli di processo sui prodotti intermedi (chiamati anche ingredienti cosmetici) e sulla qualità dell’acqua.
  • Il prodotto finito deve essere analizzato secondo le specifiche di rilascio e deve essere identificato univocamente con il numero di lotto.
  • Deve essere garantita la tracciabilità delle informazioni relative alla produzione di ciascun lotto di prodotto finito.

Sulla base del “Risk based approach” le aziende cosmetiche dovranno implementare un sistema di qualità adeguato alle GMP ed organizzare un piano di “Continuous Improvement” per poterlo realizzare. 

Parte integrante del piano di “miglioramento continuo” è l’organizzazione di audit interni, che permettano di evidenziare eventuali non conformità da risolvere e prevenire per il futuro.

 

Per qualsiasi ulteriore informazione riguardo alle iniziative di AM per il settore cosmetico, contatta: 

Lavinia Monaco (lmonaco[at]aminstruments.com)


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Plasma

Il filosofo greco Empedocle formulò la teoria dei quattro elementi o "radici" di tutte le cose: terra, acqua, aria e fuoco, che si compongono e si disgregano attraverso forze di attrazione e repulsione. Il plasma viene spesso definito come "quarto stato" di aggregazione della materia distinguendosi quindi dal solido, il liquido e l'aeriforme: noto anche come gas ionizzato, è una miscela di elettroni, ioni e particelle neutre e rappresenta oltre il 99% dell'universo noto. A differenza dei gas ordinari, le cariche elettriche libere fanno sì che il plasma sia un buon conduttore di elettricità e che risponda fortemente ai campi elettromagnetici.

Da Empedocle ad oggi, la tecnologia al plasma ha assunto grande interesse per la comunità scientifica, viste le molteplici ricadute nelle applicazioni industriali e nella ricerca di base. La tecnologia al plasma è caratterizzata da un ampio potenziale innovativo e da una varietà di impieghi in diversi campi, come l’ambiente, l’ottica, l’elettronica, l’industria medica e più in generale l’industria meccanica. Tra le recenti e più importanti applicazioni industriali che fanno ricorso a plasmi termici: il trattamento, la deposizione e la lavorazione di materiali, le applicazioni metallurgiche come il taglio e la saldatura di componenti metallici, la distruzione di rifiuti con torce al plasma, i sistemi innovativi di combustione, i motori a propulsione, la fusione termonucleare e le applicazioni aerospaziali come ad esempio la predisposizione di scudi termici dei veicoli spaziali al rientro nell'atmosfera. In tutti questi campi, viene richiesto un continuo miglioramento delle tecniche di controllo dei processi al plasma attraverso la simulazione e la comprensione del comportamento fluidodinamico.

Somministrando energia ad una massa gassosa (a mezzo radiofrequenze o microonde) alcuni atomi rilasciano i propri elettroni ed il gas così caricato diviene plasma. Il plasma contiene radicali liberi ad elevata energia che collidono e reagiscono sulle superfici dei materiali.

Controllando in modo accurato alcuni parametri quali, ad esempio: l’energia di alimentazione, la portata dei gas di processo, il tempo di esposizione, la tecnologia al plasma può essere utilizzata per produrre utili modifiche alla superficie del substrato. L'azione del campo elettrico e degli urti intermolecolari porta alla formazione di un gran numero di specie (atomi, ioni, radicali), che possono agire da precursori per la formazione di nuovi materiali, o, per meglio dire, di materiali convenzionali ma con “nuove” superfici non ottenibili tramite le vie classiche di sintesi. I processi al plasma, infatti, consentono la deposizione di film sottili con composizione e proprietà non convenzionali, il trattamento superficiale con innesto di funzionalità e reticolazione, l’ablazione (etching) di materiali.

Dato il loro costo contenuto, in relazione ai miglioramenti conseguiti dai prodotti trattati, tutti i processi plasmochimici hanno in comune la caratteristica di potere essere applicati non solo a prodotti con alto valore aggiunto (lenti per occhiali, apparecchiature biomedicali), ma anche a  quelli economici e di largo consumo (imballaggi, carta, tessuti economici, ecc.).

Vediamo degli esempi di trattamenti al plasma.

Processi di modificazione superficiale dei materiali con l’impiego di plasmi freddi

I processi realizzabili con plasmi freddi (temperatura di traslazione del gas prossima a quella ambiente e pressione di esercizio inferiore ad 1 torr) possono essere classificati nelle 3 seguenti categorie:

Dry etching

Questi processi riguardano l’ablazione di materiali organici e inorganici con specie attive del plasma (specialmente atomi), con formazione di prodotti volatili. E’ la classe di processi più utilizzata in microelettronica, per “disegnare” su silicio circuiti integrati a risoluzione spaziale sempre più elevata, con processi di “attacco” anisotropi. Questi processi sono attualmente anche alla base di tecnologie di pulizia di substrati e di sterilizzazione.

Plasma treatments

Noti anche come attivazione superficiale; effettuati prevalentemente su polimeri, comprendono il cross-linking superficiale (o Casing) e il grafting di funzionalità chimiche mediante l’uso di gas reattivi (es. aria, ossigeno, fluorurati, etc) o inerti (es. argon, elio, etc.). Questi processi sono considerati utili per la modificazione del carattere idrofilo (bagnabilità) o idrofobo (idrorepellenza) dei polimeri convenzionali, ma anche di carta e tessuti, in modo da attivarne, ad esempio, la superficie verso successivi processi convenzionali (es. stampa, colorazione) o verso l’interazione con sistemi biologici (es. adesione/crescita di cellule).

PE-CVD (Plasma Enhanced Chemical Vapor Deposition)

deposizione di film sottili (20 nanometri - 1 micron) organici, inorganici o nanocompositi dalle proprietà assolutamente uniche. Usando composti volatili del silicio, per esempio, si possono ottenere coating duri anti-graffio per applicazioni in oftalmica, oppure film barriera all’ossigeno e agli aromi, di grande importanza nell’imballaggio farmaceutico e alimentare, oppure film in grado di proteggere i metalli dalla corrosione. Usando gas fluorurati si possono ottenere coating teflon-like con caratteristiche idrofobe, di estremo interesse nel campo del tessile e della carta. Accoppiando un processo di sputtering ad un processo PE-CVD convenzionale, è possibile produrre coating nanocompositi, costituiti, cioè, da cluster nanometrici (metallici, ceramici o polimerici) inclusi in film sottile. I coating nanocompositi possono essere utilizzati in numerose applicazioni, dall’ottica, alla catalisi, ai materiali antibatterici.


CLEAN MUSIC

Lisa Hannigan

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Clean Music è una rubrica tutta da ascoltare, puoi farlo facendo clic sul pulsante play qui sotto, oppure scaricando il file audio da ascoltare sul tuo mp3 player da questo link. Se non hai la possibilità di ascoltare l'audio puoi comunque leggere il testo qui sotto.

 

É il 25 marzo 2007, Damien Rice comunica sul suo sito ufficiale che il rapporto professionale con Lisa Hannigan è giunto al termine.

Da quel momento comincia per Lisa un periodo di crescita artistica che la porterà ad essere una delle più grandi rivelazioni nel campo della musica degli ultimi anni.

Questo numero di CleanMusic è dedicato all'artista Irlandese Lisa Hannigan.

Lisa nasce il 12 febbraio 1981 in Irlanda. Si appassiona sin da piccolissima alla musica e al canto. L’amore per il canto nasce dalle recite scolastiche, ma è la voce di Maria Callas a farle perdere letteralmente la testa. Comincia a studiare canto sperando di raggiungere presto il livello vocale della sua eroina. Dopo qualche anno di studio si rende conto che il suo timbro vocale, molto tranquillo, sono un grosso ostacolo per raggiungere l’obiettivo desiderato. Un incontro fortuito con Damien Rice, che la invita a cantare nei propri spettacoli, le permette di trascorrere diversi anni girando il mondo, incontrando musicisti, scrivendo canzoni, cantando con il mitico Herbie Hancock e trovando gradualmente la sua voce; angelica e per alcuni tratti scura e ipnotica.

Parallelamente all'attività musicale, Lisa porta avanti alcuni progetti teatrali con una compagnia da lei stessa fondata.

La presenza di Lisa nei dischi di Damien Rice è molto forte, partecipando come corista o seconda voce in tutte le produzioni.

La relazione tra Damien e Lisa non è solo di tipo professionale. Tra i due nasce anche una intesa sentimentale molto forte, dichiarata dallo stesso Damien in un’intervista apparsa su alcune riviste.

Alla fine di marzo 2007, poco prima del concerto a Monaco in Germania, Damien convoca la band per una riunione. Damien non è contento per come stanno andando le cose e ci tiene a che tutti si esprimano per risolvere i piccoli malumori. Lisa non dice una parola e finita la riunione si ritira nel proprio camerino.

Damien la raggiunge e le chiede perché non avesse contribuito. Solo a quel punto Lisa accusa Damien di non lasciare spazio agli altri componenti della band sulla scelta degli stili di composizione. Damien, preso da una rabbia improvvisa, decide di licenziare Lisa e di rompere il loro rapporto sentimentale e professionale. Decisione di cui si pentirà subito dopo.

L’espulsione dal gruppo darà a Lisa il tempo necessario per scrivere nuove canzoni e pubblicare nel 2008 l’album di debutto prodotto e registrato in sole 2 settimane.

La mamma di Lisa si preoccupa di creare a maglia la copertina del disco e, visti i diversi riferimenti al mare nelle canzoni, Lisa decide di intitolare il suo primo disco “Sea Sew”.

Sea Sew” è un album molto intimo che le procura diverse attenzioni da parte della critica, guadagnandosi recensioni entusiaste e nomine tra i migliori album irlandesi dell'anno fino ad ottenere il disco di platino.

E’ arrivato il momento per camminare davvero con le proprie gambe. Lisa si crea uno stile tutto suo anche nel modo di essere. Ama vestirsi vintage, indossando abiti e vestiti anni 40 e 50. L’aria da “ragazza della porta accanto”, una irresistibile capacità di coinvolgere con una mimica facciale e gestualità, le crea un fascino molto particolare.

Nel 2010 un nuovo colpo di fortuna avvolge Lisa che si sta esibendo per un concerto di beneficenza a Londra. Ad assistere al concerto c’è il noto produttore e arrangiatore Joe Henry, cognato di Madonna e produttore di artisti quali Aimee Mann, Elvis Costello, Ani DiFranco.

Dopo aver assistito all’esibizione di Lisa, Joe Henry va a renderle omaggio e le dice che, se ne avesse avuto bisogno, poteva contare su di lui.

Qualche tempo dopo Lisa lo contatta e le parla del nuovo progetto che ha in mente. Pochi mesi dopo, nel 2011, esce il secondo lavoro di Lisa Hannigan: Passenger.

Passenger risulta un album meno intimo del precedente. Suoni ricchi che vanno ben oltre il folk minimale del primo album.

Molte delle canzoni nascono da ispirazioni avvenute durante un viaggio a Brooklyn e hanno a che fare con relazioni romantiche e platoniche, con passato e presente.

L’album è composto da 10 pezzi coinvolgenti, con un bel ventaglio di interpretazioni appassionate, un disco maturo ed elegante tutto da ascoltare.

Herbie Hancock dirà della sua voce: "c'è tanto jazz nelle note e nelle frasi che prende. Intendo dire che alcune delle cose che suona sono molto simili alle scelte che avrebbe fatto Miles Davis"


Molti video sono stati prodotti per l’album Passanger. Quello che vi propongo in questo numero è tra quelli che mi hanno divertito di più e che hanno divertito molto le mie bambine, convinte che prima o poi riusciranno a far provare al loro papà la stessa colorata esperienza vissuta da Lisa.


LA LENTE

Grafene: il futuro delle nanotecnologie

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E’ oramai assodato che le nanotecnologie rappresentano il futuro dell’innovazione nei campi più disparati. Non sorprende perciò che la ricerca in questo campo stia facendo passi da gigante di giorno in giorno. Nuovi materiali si affacciano all’orizzonte, o in alcuni casi nuove prospettive su materiali già conosciuti ma non ancora considerati nelle loro potenzialità.

Dopo la recente assegnazione del Nobel per la fisica ai due ricercatori russi, Andre Geim e Konstantin Novoselov, che l’hanno isolato nei loro laboratori di Manchester, il grafene è il nanomateriale di cui più si parla ultimamente in ambito di nanotecnologia.

Il grafene è un nanomateriale ricavato per esfoliazione dalla grafite, fino a ottenere un foglio ultrasottile di carbonio dello spessore di un solo atomo, che presenta una nanostruttura perfettamente regolare a celle esagonali. Ciò conferisce al materiale nanostrutturato caratteristiche meccaniche strabilianti: il grafene è infatti 100 volte più forte dell’acciaio, ma è allo stesso tempo altamente elastico, sopportando deformazioni fino al 20% della sua dimensione. E l’ordine perfetto della sua nanostruttura atomica fa sì che gli elettroni si muovano al suo interno come non avessero massa, alla velocità di 1 milione di metri al secondo, senza subire deviazioni. Queste caratteristiche fanno del grafene un conduttore 10 volte più efficace del rame, e non assorbendo più del 2,3% della luce che lo colpisce, il nanomateriale è inoltre quasi del tutto trasparente.

Le applicazioni nanotecnologiche possibili del grafene sono moltissime e sempre in aumento, con in prima fila i mondi dell’informatica e dell’elettronica, dove il nanomateriale si candida come potenziale sostituto del silicio nella realizzazione di microprocessori, transistor e circuiti più piccoli, veloci e performanti, grazie al fatto di mantenere le sue proprietà anche a dimensioni molto ridotte, superando i limiti dimensionali del silicio. Ricercatori coreani hanno anche di recente impiegato l’ossido di grafene al posto del biossido di titanio nella realizzazione di memristori, dispositivi nanometrici che possono ricordare gli stati elettrici che li attraversano, anche in assenza di alimentazione, con la prospettiva di produrre memorie flessibili, potenti ed economiche.

Il grafene potrebbe anche essere utilizzato per ottenere nuovi materiali compositi nanopotenziati, come polimeri plastici più elastici e resistenti, ma il suo impiego promette di rivoluzionare anche l’aerospazio, usato come materiale strutturale per la costruzione di velivoli più forti e leggeri, che porterebbero a significative riduzioni nei consumi di carburante e nelle conseguenti emissioni di Co2 nell’atmosfera.

Il grafene promette di contribuire anche nelle tecnologie sostenibili e a basso impatto ambientale, in quanto il nuovo nanomateriale potrebbe incrementare l’efficienza delle celle organiche fotovoltaiche, grazie alla sua resistenza, all’alta conducibilità, alla flessibilità e alla sua trasparenza. Mentre l’impiego nelle batterie elettriche, già ora il campo di massimo impiego della grafite, potrebbe incrementarne di molto l’efficacia.

Sfruttando la struttura perfetta del grafene si potranno anche costruire sensori super sensibili, in grado di assorbire e rilevare tracce atomiche di sostanze tossiche. Grazie alle sue proprietà elettriche uniche, il grafene potrebbe poi tornare utile per lo studio e l’osservazione di fenomeni quantistici, senza dover fare ricorso agli attuali acceleratori di particelle.


E per finire, un recente studio condotto presso la Chinese Academy of Sciences di Shanghai ha rilevato effetti antibatterici del Grafene che, essendo facilmente lavorabile in fogli flessibili a basso costo, potrebbe essere usato per produrre nanocarta antibatterica per uso alimentare, per la conservazione e la pulizia dei cibi, ma con possibili impieghi anche nella cura del corpo, ad esempio nella produzione di calzature. Fai click qui sotto per vedere il corto di presentazione del grafene prodotto dalla European Graphene-Flagship initiative. Altri video sono disponibili qui.


AM Instruments ha introdotto dei nuovi sistemi di campionamento monouso, fai clic qui o sull'immagine per vederne i vantaggi e scaricare il minicatalogo. 


UNA PAGINA A CASO

Rubrica di passioni letterarie

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Talvolta dimentico che la bellezza è a portata di mano. Così, se non fosse stato per un compito a casa di mia figlia, non avrei ricordato che proprio a un metro dalla mia sedia, in uno scaffale, c’era lui, Il Piccolo Principe. E mentre la piccola si lamentava per assenza di figure, ho ripreso in mano quel libro, che Antoine de Saint-Exupéry scrisse nel 1943.

Ci sono libri che entrano talmente nelle pieghe dell’animo che rimangono lì anche quando si dimenticano nelle librerie. Diventano parte della propria formazione, parte del proprio immaginario. Alcune frasi ti sorprendi a citarle, e sembra quasi che le abbia partorite tu, tanto fanno parte di te. Se vi capita, aprite a una pagina a caso, per questo libro vale la pena.

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano).
Mi domando se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua.
I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: «Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?» Ma vi domandano: «Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?» Allora soltanto credono di conoscerlo.
Se voi dite ai grandi: "Ho visto una bella casa in mattoni rosa, con dei gerani alle finestre, e dei colombi sul tetto" loro non arrivano a immaginarsela. Bisogna dire: "Ho visto una casa di centomila lire", e allora esclamano: "Com'è bella".
La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me, è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro, allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano... Disse la volpe: ecco il mio segreto. È molto semplice: non vedo bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.
È il tempo che si è perduto per una persona a determinare la sua importanza.
"Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!" E rise ancora. "E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere... E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: "Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!" e ti crederanno pazzo. "T'avrò fatto un brutto scherzo..." E rise ancora. "Sarà come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..."
Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano così belle.
Quando hai finito di rassettarti di prima mattina, allora bisogna rassettare con la massima cura il pianeta.
È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.
Solo i bambini sanno quello che cercano. Perdono tempo per una bambola di pezza e lei diventa così importante che, se gli viene tolta, piangono.
Ciò che rende bello il deserto, disse il piccolo principe, è che da qualche parte nasconde un pozzo.
Che si tratti di una casa, delle stelle o del deserto, quello che fa la loro bellezza è invisibile.
Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare con il cuore.
Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano... Per favore, addomesticami.
Tu avrai delle stelle che nessuno ha… Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, viso che io riderò in una di esse, allora per te sarà come se tutte le stelle ridessero. Solo tu avrai delle stelle che sanno ridere! E quando ti sarai consolato, sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra così per il piacere… E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: “Si le stelle mi fanno sempre ridere” e ti crederanno pazzo. Sarà come se invece di stelle ti avessi dato mucchi di sonagli che sanno ridere.
Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò a essere felice.  Quando saranno le quattro incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi, scoprirò il prezzo della felicità. Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore.
Il mio fiore è effimero e non ha che quattro spine per difendersi dal mondo! E io l'ho lasciato solo!
"Dove sono gli uomini? Si è un po' soli nel deserto...". "Si è soli anche con gli uomini".
Amare non è guardarsi a vicenda, ma guardare nella stessa direzione!

CALEIDOSCOPIO

Cina Arcaica e Tech Stories

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LA CINA ARCAICA

Prima Mostra della Civiltà Cinese

La mostra rientra nel quadro dell’accordo di Stato sul partenariato per la promozione del patrimonio culturale tra Italia e Cina, siglato dai rispettivi Ministri della Cultura nell’ottobre 2010 e prevede lo scambio di spazi museali permanenti dedicati alle rispettive culture. Dopo “Spazio Italia” che ha inaugurato lo scorso luglio presso il National Museum of China a Pechino con la mostra, da poco conclusasi, “Il Rinascimento a Firenze. Capolavori e Protagonisti”, apre dunque lo spazio espositivo gestito dall’Amministrazione Statale per il Patrimonio Culturale della Repubblica Popolare Cinese.

“La Cina Arcaica” è il frutto di due anni di lavoro e presenta al pubblico circa 150 preziosi manufatti provenienti da collezioni della Provincia dello Shanxi, dello Shandong, dell’Hubei e del Sichuan. Si tratta di tesori datati dai 2 mila ai 5 mila anni fa. Alcuni di essi non sono mai stati esposti in Italia, come ad esempio, la testa di bronzo con maschera d’oro dallo Sanxingdui Museum e le campane di bronzo appartenute agli Sui nell’epoca degli Stati Guerrieri. Attraverso questi preziosi reperti si potrà conoscere il percorso storico della Civiltà cinese da 5 mila anni fa fino alla prima unificazione sotto l’Imperatore Qin nel 221 a.c. Osservando ogni singolo manufatto si potrà immaginare il lusso e la ricchezza, restando ammirati dal livello di tecnologia raggiunto e dall’alone di mistero che li circonda.

La mostra è suddivisa in cinque parti: la nascita della civiltà, l’avvento del regno, i sacrifici per gli Dei e gli antenati, la musica legata alle cerimonie, e l’epoca degli Stati Guerrieri. Di ogni epoca il pubblico riuscirà a conoscerne gli aspetti più caratteristici, così da avere un quadro storico e culturale accurato di quel leggendario periodo. Per ulteriori informazioni fai clic qui. 

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TECH STORIES

150° Politecnico di Milano

La Mostra, diretta dai proff. Federico Bucci e Luisa Collina, curata dai proff. Sara Protasoni, Edoardo Rovida e Beppe Finessi e co-curata dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia,  sarà organizzata in due parti.

Nella prima si svolgerà il “nastro” dei 150 anni del Politecnico, dal quale verranno scelte alcune “giornate particolari” che costituiranno l’oggetto di singoli approfondimenti ad esempio l’ inaugurazione il 29 novembre 1863 o la consegna, a Stoccolma nel 1963, del premio Nobel a Giulio Natta. 

La seconda parte della mostra, che coinvolgerà tutto il Museo, prevede la progettazione di una serie di “percorsi politecnici”, che saranno resi permanenti, attraverso i pezzi già presenti nelle collezioni del Museo.

In collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci.

Per informazioni più dettagliate fai clic qui.


WARP ATTACK

Margherita Hack

SE CI SONO IO NON C’E’ LA MORTE, SE C’E’ LA MORTE NON CI SONO IO

Margherita Hack

Pochi giorni fa si è spenta, all’età di 91 anni, Margherita Hack.

In questa rubrica “rivoluzionaria” avevamo già ospitato una scienziata, una donna. Era Rita Levi Montalcini. E non è un caso che anche oggi, a distanza di mesi, abbiamo collocato una donna di scienza in Warp Attack. Perché il luogo naturale delle idee è un luogo di possibilità, di libertà, di disordine e caos. Spesso è un luogo di conflitto, perché la scienza è in grado di ribaltare ogni certezza. La Hack ha portato avanti per tutta la vita una sorta di rivoluzione razionale, che non ha investito solo le stelle, ma spesso è scesa tra noi, nella nostra quotidianità, in battaglie più che umane. Forse è per questo che il suo percorso l’ha vista spesso contestata oltre che contestatrice. Non sta a noi giudicare la validità delle idee, ma certo apprezziamo la schiettezza, la coerenza, l’energia di una donna che ha viaggiato per quasi un secolo tra cielo e terra.

Come abbiamo fatto per Rita Levi Montalcini, riportiamo le parole di Margherita Hack, perché niente è più fedele al suo ritratto delle sue stesse parole, parole dure, forti, intense, che certamente hanno fatto discutere ma che mai hanno lasciato indifferenti.

Da qualche anno si fa un gran parlare di «innovazione», magica parola che dovrebbe permettere ai Paesi del mondo industrializzato di reggere la concorrenza dei Paesi emergenti, che producono le stesse cose a prezzi enormemente inferiori. Innovazione significa dunque immaginare nuovi modi di produrre le stesse cose a minor costo, oppure inventare nuovi prodotti, dai più complessi ai più semplici, che in qualche maniera facilitino la nostra vita quotidiana in casa o sul lavoro, o macchine o utensili più facili da usare di quelli esistenti, o creare marchingegni e renderli indispensabili.
Credo che uccidere qualsiasi creatura vivente, sia un po’ come uccidere noi stessi e non vedo differenze tra il dolore di un animale e quello di un essere umano.
(Sul bosone di Higgs) Io lo chiamo addirittura Dio poiché é la particella che spiega come si forma la materia delle altre particelle e siccome queste sono quelle da cui poi deriva tutto – le stelle, gli elementi che abbiamo sulla terra, compresi quelli che compongono gli esseri umani – questa particella è veramente Dio.
L’astronomia ci ha insegnato che non siamo il centro dell’universo, come si è pensato a lungo e come qualcuno ci vuol far pensare anche oggi. Siamo solo un minuscolo pianeta attorno a una stella molto comune. Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell’evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri.
La colpa di Eva è stata quella di voler conoscere, sperimentare, indagare con le proprie forze le leggi che regolano l’universo, la terra, il proprio corpo, di rifiutare l’insegnamento calato dall’alto, in una parola Eva rappresenta la curiosità della scienza contro la passiva accettazione della fede.
Preferisco il protone al paradiso.
Penso che il cervello sia l’anima, non credo alla vita dopo la morte e tanto meno a un paradiso in versione condominiale, dove reincontrare amici, nemici, parenti, conoscenti.
È quello che dico sempre, anche essere atei, come essere credenti, è una fede perché io non posso dimostrare né che Dio c’è, né che non c’è. Io non credo perché non mi soddisfa l’idea di Dio, non posso pretendere di dimostrare che Dio non c’è. A me sembra assurda l’idea di Dio perché mi sembra infantile, ma questa è un’opinione personale.

NO COMMENT

L'immagine del mese

 "Quante storie per un flashhhhh!!!" - immagine di Ernesto Gefonti aka Geffo (agefonti[at]aminstruments.com)

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AM KIDS

Prova costume: la maledizione dell’estate

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Alla sua prima esperienza da giornalista, Emma Belletti, classe '99

Prova costume: la maledizione dell’estate

Peso forma, prova costume... Ecco in cosa si è trasformata l’estate; o meglio, ecco cosa diventa per i ragazzi una volta raggiunta l’adolescenza. Il peso: il chiodo fisso di ragazzi e ragazze.
La paura di mostrare il proprio corpo su una spiaggia assilla un gran numero di giovani in tutto il mondo occidentale; una paura stupida per alcuni, una vera e propria fobia per altri.
Ma vediamo di analizzare il problema: da dove nasce questa paura?
Da molto tempo è stato “decretato” che il corpo magro è il corpo bello; ad affermare queste teorie ci hanno pensato le industrie del consumismo, che, con bambole, vestiti e prodotti snellenti, hanno consolidato l’idea del “magro è giusto”.
Con il tempo quest’idea è stata accettata e sostenuta dalla maggior parte della popolazione, la quale si è impegnata a far sentire inadeguato chiunque non rispettasse questa sorta di legge.
Non c’è niente di più sbagliato al mondo!
Come dicono molti, il nostro pianeta è bello poiché è vario, e non esiste uno “sbagliato”, dato che tutti siamo diversi e belli a modo nostro.
In una spiaggia affollata le moltitudini di persone che si possono vedere sono impressionanti: persone alte, basse, magre, in carne, con costumi interi e a due pezzi – se proprio ne vogliamo parlare, ci sono anche persone senza costume.
Per cui, perché vergognarsi di quello che si è?
Non sarebbe più imbarazzante essere uguale alla massa?
Quello che dovrebbe sostenere la maggioranza della popolazione è che, qualunque sia la nostra corporatura, l’importante è ciò che abbiamo da offrire come persone.
Per quanto riguarda gli insulti che si ricevono a causa del proprio corpo, è il caso di farsi una domanda: sono meglio io, che ho il coraggio di mostrarmi per quello che sono, o loro, che deridono il mio corpo per paura di parlare del loro?
Una persona che insulta, spettegola e si prende gioco di qualcun altro è una persona che si sente a disagio con se stessa, e ha bisogno di far sentire inferiori altri individui.

Quindi, ragazzi, non cercate di cambiarvi; accettatevi per quello che siete e trovate qualcuno in grado di fare altrettanto per voi.

Curiosità:

  • Sapevi che la maggior parte delle diete dimagranti può portare a gravi malattie, quali anoressia e bulimia?
  • Sapevi che se Barbie, la bambola perfetta, fosse una persona reale, sarebbe eccessivamente magra e sproporzionata?
  • Sapevi che è stata creata una bambola con imperfezioni e pancia, per far sentire a proprio agio i ragazzi?
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Emma Belletti


ORTENSIA MALINCUORE

La prima riunione agenti di Ortensia!

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Io dico, tra tutti i posti meravigliosi a un minuto da Cesano Maderno, ma perché proprio  a Barcellona? Una Riunione Aziendale tra tori e nacchere!!! Uffa... Ho paura dell’aereo e di qualsiasi oggetto che voli a meno che non sia stato creato appositamente per questo direttamente da Dio. E gli  aerei non l’ha fatti Dio. Mia madre mi ha consigliato un rimedio omeopatico. La dottoressa ha detto, “poche gocce sotto la lingua e voli pure fino in Australia”. Così eccomi all’aereoporto. Tutti sorridono contenti con i loro trolley eleganti. Io sono già nella fase 2 del panico. Quella in cui ti formicolano le mani e senti tutto ovattato. Tre gocce e sono a posto. Il fatto è che dopo dieci minuti il formicolio ha raggiunto le orecchie, altre 10 gocce. E così via fino all’atterraggio. Mi hanno raccontato che non è stato facile portarmi in braccio fino alla mia camera d’albergo!!!!

L’avventura comincia. Ci sono tutti, agenti, responsabili di settori, capi e subalterni. La cosa più bella è che non si capisce chi è chi. Lo so, non si capisce neanche cosa sto dicendo, ma quello che intendo è che qui si respira aria di famiglia, e anche la mia paura ha lasciato il posto a una sana allegria, come quando si festeggia Natale con i parenti simpatici.

Conferenze e presentazioni, intervallate da moment ricreativi. Nell’ultimo il mio capo ha cominciato a ballare mentre ci presentava i suoi sistemi fissi. Ecco, in effetti non doveva essere un momento ricreativo, ma chissà come, qui anche la spiegazione di come si decontamina un laboratorio diventa una festa. Particelle che ballano, agenti a testa in giù e scienziati pazzi.

In ogni caso il tema della riunione è cosa succede quando i neuroni si sposano con il cuore.

In effetti io dovrei saperlo meglio di tutti. La ricerca è questo. E loro lo sanno. Sanno che è la passione che porta avanti e fa spiccare il volo alle intelligenze. Qui di neuroni ce ne sono parecchi, magari poco sobri in questi giorni! E c’è anche passione. E io ne so qualcosa!!!!

Alla fine siamo tornati tutti più contenti, come se si fosse compiuto un piccolo miracolo. Come se ci fossimo ricaricati le batterie. Come se il lavoro fosse l’occasione per sognare. Ecco, forse questo è il mio posto davvero. Qui non sogno mai di essere altrove, perché l’altrove è proprio AM!


La storia di Ortensia Malincuore continua sul prossimo numero di WARP. Se non sei già nella nostra lista:

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