WARP, Maggio 2013

WARP is in italian at the moment, but if your sense of humour is turned on, you can try an auto-translated version here, thanks to Google. :-)



PASSWORD

La parola d'accesso di questo numero è "Pagerank" - leggi

THE BUZZ

Beware: we're all becoming stupid - read

CLEAN MUSIC

Musica per orecchie pure: "Anime Salve" - leggi o ascolta

LA LENTE

Big Science - leggi

UNA PAGINA A CASO

Rubrica di passioni letterarie - leggi

CALEIDOSCOPIO

Cosa succede nel mondo mentre stai leggendo. Attualità, cultura, curiosità - leggi

WARP ATTACK

Follow the frog - leggi

NO COMMENT

L'immagine del mese - vedi

AM KIDS

Elogio della noia - leggi

ORTENSIA MALINCUORE

Ortensia presenta iHP - leggi

TOP NEWS

Sterilizzazione per ogni occasione

Six_Log.jpg

Da anni ormai la “contaminazione” minaccia e preoccupa i nostri clienti, un pericolo che possiamo monitorare con i nostri sistemi, evitare con LAF e debellare grazie ai sanitizzanti, con un team di validatori sempre pronto a certificare il lavoro eseguito. La contaminazione in AM Instruments viene quindi “domata” più che “controllata”, da oggi con un’arma in più: la divisione biodecontaminazione.

La decisione di istituire questa divisione è nata dalla voglia di rispondere alle numerose richieste di chi, come molti di voi lettori, già si affida ad AM e chiede il nostro supporto anche nella sterilizzazione ambienti. Abbiamo prontamente risposto a questa chiamata creando un’intera linea di prodotti e servizi di sterilizzazione in grado di rispondere a qualsiasi richiesta.

 

Raccogliendo i feedback forniti in questi anni dal mercato, e analizzando i sistemi di biodecontaminazione già esistenti, è emerso come il problema principale del settore sia trovare un buon compromesso fra efficacia, compatibilità materiali e tempo di ciclo. Spesso infatti per garantire il buon esito dell’attività si accetta di utilizzare agenti aggressivi, come il perossido di idrogeno in concentrazione del 30-35%, che rovinano pareti e pavimenti trattati e che opacizzano persino l’acciaio. Altri sistemi, come il biossido di cloro, pur essendo meno aggressivi e ugualmente efficaci, richiedono elevati tempi di preparazione prima e soprattutto dopo l’attività, per decontaminare dai residui lasciati dalla decontaminazione stessa!

Il problema principale è trovare un buon compromesso fra
efficacia, compatibilità materiali e tempo di ciclo
Grafico_steri.png

AM supera queste difficoltà utilizzando tecnologie innovative, come la turning disk technology del nostro PHILEAS, che attraverso la rotazione di un disco a 48.000 giri al minuto genera una nebbia composta da micro gocce (5-10μ) di agente sanitizzante, o come l’iHP, processo di ionizzazione di perossido di idrogeno al 7,5% che genera una nebbia fine e carica positivamente, in grado di raggiungere in tempi brevissimi alte cubature, con un abbattimento garantito di 6 log. In base alle specifiche esigenze, mettiamo a disposizione dei nostri clienti anche sistemi fissi come lo Smart SteriSpray, una versione “intelligente” del già noto SteriSpray, con nuove funzioni e ad oggi ancora più integrabile con qualsiasi sistema di monitoraggio, oppure il FogCleaner, dispositivo mobile ideale per chi volesse sanitizzare aree diverse con frequenza routinaria fino a ben 500m3.

Prodotti e servizi in grado di rispondere a qualsiasi esigenza di biodecontaminazione.

Dopo il nostro passaggio l’unica contaminazione che rimane è quella della qualità, dalla quale non ci sterilizzeranno mai!

Articolo di Denny Lazzari (dlazzari[at]aminstruments.com), puoi contattarlo per qualsiasi approfondimento o informazione a proposito di biodecontaminazione. 


Artintech-AFI-yes.png

PASSWORD

PageRank

PageRank.png

Una presenza forte sul web è una delle principali armi di un’azienda che voglia avere un ruolo importante sul mercato. E rappresenta in questo senso un target fondamentale. Esistere non basta. Essere ai primi posti dopo un clic su un motore di ricerca è ciò che fa davvero la differenza. 

Dai tempi della Biblioteca di Alessandria gli indici sono una risorsa fondamentale per la conoscenza. 

L'indicizzazione di un sito internet è il momento in cui il sito viene riconosciuto dai motori di ricerca e quindi compare nelle loro pagine di risposta alle interrogazioni degli utenti sul web.


Questo è ciò che significa “esistere” sulla rete. 

Diversa cosa è il posizionamento, che è invece un'azione volta a determinare che un sito compaia in una specifica posizione, nelle pagine di risposta dei motori (cioè nelle prime posizioni).

Con il termine posizionamento s'intende l'acquisizione di visibilità tra i risultati dei motori di ricerca. Per ottenere ciò un sito ha necessità di una ottimizzazione che gli consenta di avere forte visibilità e rilevanza.

Le pagine di risposta di una ricerca online ospitano sia risultati veri e propri sia inserzioni a pagamento. 

Quello che ci interessa, in questa sede, riguarda i risultati veri e propri, e cioè il “posizionamento naturale” (dall'inglese organic placement), che si ottiene mediante azioni di ottimizzazione del sito e che, se ben fatto, offre un ottimo ritorno sull'investimento. L'ottimizzazione viene eseguita considerando l'alberatura del sito, la pulizia del codice, i testi, i meta tag, i link e altre indicazioni che il codice sorgente della pagina fornisce ai motori di ricerca.

Ben altra cosa sono le inserzioni a pagamento. Qui si apre un mercato che opera su criteri specifici, il più rilevante dei quali è il "costo per click", quanto cioè l'inserzionista è disposto a spendere per ogni visita che riceve dall'inserzione abbinata a una certa parola chiave.

Ma come possiamo avere un’idea esatta dal punto di vista numerico, della nostra presenza e posizione sul web? Basta un algoritmo!

Il PageRank è un algoritmo di analisi che assegna un peso numerico ad ogni elemento di un collegamento ipertestuale d'un insieme di documenti, come ad esempio il World Wide Web, con lo scopo di quantificare la sua importanza relativa all'interno della serie. L'algoritmo può essere applicato a tutti gli insiemi di oggetti collegati da citazioni e riferimenti reciproci. Il peso numerico assegnato ad un dato elemento E è chiamato anche "il PageRank di E", siglato in PR (E). L'algoritmo di PageRank è stato brevettato dalla Stanford University; è inoltre un termine ormai entrato di fatto nel lessico dei fruitori dei servizi offerti dai motori di ricerca. Il nome PageRank è un marchio di Google.

L'algoritmo completo per il calcolo del PageRank fa ricorso all'uso della teoria dei processi di Markov ed è classificato nella categoria degli algoritmi di Link Analysis Ranking. Dalla formula inizialmente sviluppata dai fondatori di Google, Sergey Brin e Larry Page, è possibile comprendere come il PageRank viene distribuito tra le pagine:

PageRank-formula.png

Dove:

  • PR[A] è il valore di PageRank della pagina A che vogliamo calcolare.
  • N è il numero totale di pagine note.
  • n è il numero di pagine che contengono almeno un link verso A. Pk rappresenta ognuna di tali pagine.
  • PR[Pk] sono i valori di PageRank di ogni pagina Pk.
  • C[Pk] sono il numero complessivo di link contenuti nella pagina che offre il link.
  • d (damping factor) è un fattore deciso da Google e che nella documentazione originale assume valore 0,85. Può essere aggiustato da Google per decidere la percentuale di PageRank che deve transitare da una pagina all'altra e il valore di PageRank minimo attribuito ad ogni pagina in archivio.

Dalla formula si nota quindi che all'aumentare del numero di link complessivi dei siti che puntano ad A il PageRank aumenta.

E non chiedetemi di calcolarlo! 


THE BUZZ

Beware: we're all becoming stupid!!!

The_Buzz_5.png

Hi everybody!

Vedo bambini che maneggiano ipod come se ci fossero nati con quell'aggeggio infernale in mano, e probabilmente è così, e mi illudo che il genere umano si stia evolvendo in senso positivo.....ma poi vedo anche che siamo circondati da indicazioni e segnali che sembrano pensati per un lontano predecessore dell'uomo "sapiens sapiens" e non certo per la "tecno-umanità" del XXI secolo.

Nel mondo Anglosassone in modo particolare, surely it's the Americans fault, non esiste prodotto che non riporti ogni genere di WARNING, CAUTION, HAZARD, DANGER!!!! You name it!; sembrano quasi un invito a NON utilizzare certi prodotti, God forbid.

In alcuni casi gli avvisi sono semplicemente......non so come definirli, lascio a voi questo arduo compito.

Una micro ricerca sul web, mi ha portato a identificarne alcuni tra i più OUTRAGEOUS. Here goes:

1.) On a New Zealand insect spray

THIS PRODUCT NOT TESTED ON ANIMALS!

....e quindi come facciamo a sapere che sia efficace sugli insetti? mah!
 

2.) On a hairdryer - available at major retailers

DO NOT USE WHILE SLEEPING!

....e allora non lo compro, la mattina IO ho i minuti contati!
 

3.) On a bag of Fritos Chips - equivalent to Patatine PAI

YOU COULD BE A WINNER! NO PURCHASE NECESSARY. DETAILS INSIDE.

....ok, dice "dettagli nel sacchetto", nessun obbligo di acquisto.......quindi le posso rubare!!!
 

4.) On a Marks & Spencer Bread Pudding - MY ADVISE, never buy a bread pudding!

PRODUCT WILL BE HOT AFTER HEATING.

....Thank you, thank you, thank you!!!
 

5.) On a string of Chinese-made Christmas lights

FOR INDOOR OR OUTDOOR USE ONLY.

....è l'ONLY che fa tutta la differenza!
 

6.) On a Swedish chainsaw

DO NOT ATTEMPT TO STOP CHAIN WITH YOUR HANDS OR GENITALS.

....surely, something to do with bizarre Swedish sex games!
 

7.) On a child's superman costume

WEARING OF THIS GARMENT DOES NOT ENABLE YOU TO FLY.

....beh, questo forse è meglio scriverlo...sperando che il bambino sappia già leggere!
 

8.) On a box of sleeping pills

MAY CAUSE DROWSINESS

....meno male!
 

9.) On a Television Remote Control

NOT DISHWASHER SAFE

....ipotizzo indirizzato alle casalinghe troppo zelanti
 

10.) On American Airlines Peanuts

OPEN PACKET, EAT NUTS

....e qui la mia teoria sulle colpe degli americani si conferma!


 Well, I hope I made you smile, and I hope you never misuse a product! BEWARE!

Cheers,

The Buzz


This month's mystery words:

  • Bread Pudding
  • Garnment
  • Chainsaw
  • Drowsiness
  • Remote control
  • Dishwasher

 

Ascolta l'audio registrato da The Buzz in persona con la pronuncia corretta di ciò di cui abbiamo parlato in questo numero!

 

Se vuoi scaricare l'audio sul tuo computer per ascoltarlo e riascoltarlo, fai clic col tasto destro e salva il file da questo link


CLEAN MUSIC

Anime Salve

Clean_Music-1.png

Clean Music è una rubrica tutta da ascoltare, puoi farlo facendo clic sul pulsante play qui sotto, oppure scaricando il file audio da ascoltare sul tuo mp3 player da questo link. Se non hai la possibilità di ascoltare l'audio puoi comunque leggere il testo qui sotto.

1996, sono passati 6 anni dalla pubblicazione dell'album "Le Nuvole" e Fabrizio De Andrè si prepara a pubblicare il tredicesimo e ultimo lavoro della sua carriera prima della sua scomparsa.

Questo numero di CleanMusic è dedicato all'ultima testimonianza artistica lasciata a questo mondo da Fabrizio De André, la conclusione di un viaggio: Anime Salve.

Anime Salve è un lavoro che comincia ben tre anni prima della sua pubblicazione. Un lavoro lungo e faticoso dove De André ha riarrangiato più volte i vari brani, li ha arricchiti di suoni e per la prima volta si scontra con l'informatica usando i campionatori in fase di pre-produzione. De André rimase affascinato dal fatto che «poteva eseguire tutto», deluso, però, dal fatto che - non essendo allora, nel 1995/96, i campionatori così fedeli - non poteva avere un riscontro preciso di quale sarebbe stato il risultato finale. Per De André era un problema perché, abituato alla presenza dei musicisti in pre-produzione, faceva fatica ad immaginarsi il «definitivo»; voleva che già nel provino la canzone suonasse per come l'aveva pensata.

Ad aiutarlo in questa nuova impresa troviamo collaboratori illustri quali Piero Milesi, il produttore scomparso nel 2011, e Ivano Fossati, coautore di gran parte dei testi e voce in due brani del disco.

La collaborazione con Fossati non fu facile. Ci fu una prima fase dove De André e Fossati fecero lunghi viaggi insieme in cerca di ispirazioni. In uno di questi viaggi arrivó l'ispirazione per "Ho visto la Nina Volare" dove il "masticare e sputare da una parte il miele e dall'altra la cera" cantato nel brano è un'antichissima pratica osservata con stupore da De André e dallo stesso Fossati mentre veniva effettuata da alcune anziane contadine in Basilicata. Successivamente i due si chiusero in due diverse case, De Andrè a Viareggio, Fo ssati a Pasturana e si incontrarono solo un paio di volte. Una volta completati i testi nacquero le divergenze sullo stile musicale. De André voleva restare nelle musicalità già affrontate in passato di origine mediterranee, mentre Fossati spingeva per scoprire nuovi percorsi con tonalità più sudamericane.

Per giunta le case discografiche diverse fecero di tutto per non accordarsi. Il problema era il solito discorso sui diritti, non riuscivano a decidere che cosa dovesse andare a una piuttosto che all'altra. Il risultato finale fu però una miscela tra le due correnti geo-musicali.

Importante è inoltre la presenza nell'intero disco di Naco, alias Giuseppe Bonaccorso, che suona un vastissimo numero di percussioni. Il musicista morì in un incidente stradale poco prima della pubblicazione del disco e nel libretto di Anime Salve, De André gli rivolgerà la doverosa dedica: "a NACO, spendido musicista e grande caro indimenticabile amico".

Il titolo dell'album si rifà a due parole, "anima" e "salvo", e vuole mantenerne il significato originario di "spirito solitario"

Il filo conduttore, infatti, è quello degli “spiriti solitari”. Il disco è quasi un concept album dove i protagonisti sono prostitute, innamorati, pescatori e popolazioni nomadi.

Tutti i personaggi descritti nell'album sono in qualche modo soli: in "Dolcenera" troviamo l'amante illuso che resta lontano dalla sua amata a causa dell'alluvione. Viene raccontata la solitudine dell'innamorato non corrisposto. È una storia parallela che racconta l'alluvione che ha sommerso Genova nel '72 e l'innamorato che aspetta una donna, ed è talmente avventato in questo suo sogno che ne rimuove addirittura l'assenza, perché lei, in effetti, non arriva. Lui è convinto di farci l'amore, ma lei è con l'acqua alla gola e rimane perso in "quell'amore dal mancato finale, così splendido e vero da potervi ingannare".

In  Cúmba, cantata da Fossati in dialetto genovese, si racconta di una sposa che rimane a casa a piangere e a chiedersi se abbia scelto l'uomo giusto e ancora in Princesa si racconta la storia di un giovane contadino brasiliano che abbandona la campagna per inseguire il suo desiderio di femminilità e tra operazioni chirurgiche e fisiche riesce finalmente nel suo intento, diventando così un transessuale.

La solitudine raccontata nel disco non ha un significato del tutto negativo e infatti viene celebrata come strumento di lotta. La solitudine come sinonimo di libertà dove tutti i personaggi raccontati trovano in qualche modo una propria strada, da seguire con convinzione e coraggio.

De André descriverà il suo lavoro dicendo: << [...] Si sa, la solitudine non tutti se la possono permettere: non se la possono permettere i vecchi, non se la possono permettere i malati. Non se la può permettere il politico: il politico solitario è un politico fottuto di solito. Però, sostanzialmente quando si può rimanere soli con sé stessi, io credo che si riesca ad avere più facilmente contatto con il circostante, e il circostante non è fatto soltanto di nostri simili, direi che è fatto di tutto l'universo: dalla foglia che spunta di notte in un campo fino alle stelle. E ci si riesce ad accordare meglio con questo circostante, si riesce a pensare meglio ai propri problemi, credo addittura che si riescano a trovare anche delle migliori soluzioni, e, siccome siamo simili ai nostri simili credo che si possano trovare soluzioni anche per gli altri [...] mi sono reso conto che un uomo solo non mi ha mai fatto paura, invece l'uomo organizzato mi ha sempre fatto molta paura. >>

De André chiude il disco con una canzone che rappresenta la parte più importante di tutto il lavoro: Smisurata Preghiera. Dopo aver raccontato di solitudine, di ultimi, di reietti della società De André invoca una preghiera per tutti i fuoriusciti cercando per loro una possibilità di riscatto. La preghiera è smisurata e proprio perché fuori misura, probabilmente inascoltata. È un atto d'amore per le minoranze, <<per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione>>. Un invito a non arrendersi.

Questa volta ho faticato parecchio a scegliere un brano da postarvi su Warp. Ogni brano ha toccato corde profonde e tutti meritavano di essere scelti. La scelta é infine caduta su "Dolcenera", senza nessun apparente motivo, forse solo il caso.

Il brano è tratto dal tour del 1998. Durante il tour De André scopri di essere gravemente malato di tumore che da li a poco lo porterà alla morte.

Durante uno degli ultimi concerti De André raccontó al pubblico il senso del disco Anime Salve:

Sembrerebbe che il disco si rivolga soltanto alle minoranze emarginate, ma credo che questo sia riduttivo, io penso proprio che queste persone o questi gruppi di persone difendendo il loro diritto a rassomigliare a sé stessi, difendono solo la loro libertà, quindi penso che Anime Salve sia un disco soprattutto sulle libertà.
— Fabrizio De Andrè

LA LENTE

Big Science

higgs_CERN-638x425.jpg

PROSPETTIVE FUTURE DELLA RICERCA

Le connessioni e le correlazioni tra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande, tra la fisica delle particelle e la cosmologia, tra l’astrofisica e le astro-particelle, quella che sinteticamente e semplicisticamente é chiamata Big Science, è la via attraverso la quale la ricerca sta attaccando i segreti dell'Universo in maniera organica ed efficace. E i risultati si stanno vedendo. Negli ultimi 20-25 anni abbiamo assistito a una serie di grandi scoperte, quasi rivoluzioni. Pur limitandoci al solo ambito della ricerca sperimentale, senza considerare gli importantissimi sviluppi nella ricerca teorica, la lista dei successi è lunga. Con il Large Hadron Collider (LHC) del Cern abbiamo rivelato il bosone di Higgs, la chiave di volta del Modello Standard delle particelle elementari che a esse attribuisce una massa.

Grazie a importanti misure di astrofisica e cosmologia conosciamo in maniera molto precisa le dosi del cocktail di materia-energia dell'Universo attuale. Abbiamo imparato molto sui neutrini, le misteriose particelle dotate di massa infinitesima che riempiono ogni angolo del cosmo. Si sono sviluppate conoscenze sui meccanismi di funzionamento dei vari esotici oggetti galattici ed extragalattici e cosi via. 

Antonio Ereditato, fisico italiano presso l’Università di Berna, ha guardato verso il futuro, identificando cinque obiettivi corrispondenti ad altrettante prossime sfide sperimentali della Big Science.

“La prima riguarda la frontiera delle alte energie, ossia della fisica oggi studiata all'LHC e, in un prossimo futuro, alla sua versione potenziata nonché al previsto acceleratore lineare a elettroni. Con la scoperta dell'Higgs cominciamo, fortunatamente prima del previsto, a gettare uno sguardo oltre il Modello Standard. La terra incognita è lì che ci aspetta e molti potrebbero essere gli «animali» che la popolano. Ad esempio, avere la prova della validità della teoria della Supersimmetria tra fermioni e bosoni, o magari della presenza in Natura di altre dimensioni spaziali oltre alle quattro (incluso il tempo) che percepiamo con i nostri sensi; ottenere indicazioni sperimentali dell'ipotetica «Teoria del Tutto», che possa unificare le forze in Natura e far convivere in un unico schema relatività di Einstein e meccanica quantistica. Sogni ad occhi aperti per gli scienziati. E queste sono solo alcune delle ipotesi sul tappeto. 

La seconda sfida è comprendere perché il nostro Universo è apparentemente costituito di materia e non di antimateria. Oggigiorno ipotizziamo che nella notte dei tempi materia e antimateria fossero presenti «quasi» nella stessa proporzione. Quasi...Un piccolo eccesso di materia sopravvisse all'immane annichilazione iniziale e oggi costituisce tutto quanto presente nell'Universo. Un problema formidabile che stiamo affrontando con strumenti sperimentali e teorici, ancora una volta, provenienti da varie discipline. 

La terza sfida è scoprire la natura della Materia Oscura e cominciare a saperne di più sull'Energia Oscura. Negli ultimi anni, sono stati condotti una serie di raffinatissimi esperimenti astrofisici che hanno studiato le leggere disuniformità della cosiddetta radiazione cosmica di fondo a microonde (CMB). Essa è il «suono fossile» del Big Bang suonato dalla grande quantità di fotoni prodotti nell'enorme esplosione iniziale e liberatesi nell'Universo solo 370mila anni dopo. Incrociando tali risultati con altre fondamentali osservazioni astronomiche sulle supernovae e sulla velocità delle galassie lontane, nonché con le nostre conoscenze di fisica delle particelle, si sono determinate molte delle caratteristiche del nostro Universo; la sua età, 13.7 miliardi di anni, la «piattezza» dello spazio che esso crea espandendosi, eccetera. Soprattutto, abbiamo ora la prova che la somma delle masse di tutte le galassie e del gas intergalattico ammonta a soltanto il 4% della massa-energia totale dell'Universo. Circa il 22% del budget appartiene a una forma di materia non visibile, quindi «oscura» e tuttora sconosciuta. Il rimanente 74% è addirittura totalmente mancante all'appello. Parliamo in questo caso di Energia Oscura. Anche dal punto di vista puramente filosofico, conoscere di cos'è fatto il 96% di tutto ciò che ci circonda è una domanda fondamentale, al pari del chiedersi di come tutto sia cominciato e di come finirà (se finirà...). La rivelazione della Materia Oscura è ancora una volta affrontata sperimentalmente secondo il paradigma di cui ho parlato sopra. Misure delicatissime, una vera ricerca dell'ago nel pagliaio, realizzate con rivelatori molto sofisticati, posti sia nelle profondità dei laboratori sotterranei sia in esperimenti spaziali. Esperimenti, questi, capaci di rivelare l'interazione e la natura della Materia Oscura. E anche in questo caso, tali ricerche sono del tutto complementari a quelle effettuate all'Lhc. Un'altra bellissima sinergia tra discipline un tempo disgiunte. Molto più complesso il discorso per l'Energia Oscura, questa entità che pervade ogni punto dello spazio. Essa è responsabile dell'osservata accelerazione dell'espansione dell'Universo, il quale, da qualche miliardo di anni, anziché frenare dopo lo scoppio iniziale, ha aumentato la velocità di espansione. L'Energia Oscura costituisce proprio la benzina necessaria per tale cambio di marcia! Questo problema sarà attaccato simultaneamente da ricerche teoriche e da osservazioni e misure astro-particellari che coinvolgeranno tra l'altro lo studio sistematico di un gran numero di galassie lontane.” 


UNA PAGINA A CASO

Rubrica di passioni letterarie

Unapagina.jpg

Da questo mese su WARP ho deciso di contagiare chiunque legga con una malattia particolare, una di quelle che è severamente vietato curare. E’ una malattia strana, d’un tratto t’innamori di una parola e di un’altra e di quella che segue. Quella manciata di lettere comincia a viaggiare nella mente e nel cuore e non sei più esattamente lo stesso di pochi istanti prima. Quando la letteratura arriva a trasformare per reazione chimica ciò che siamo, allora ha raggiunto il suo scopo. 

Per questo ho pensato che il contagio dovesse essere diretto, senza filtri. Quando leggo le pagine di critica letteraria con le loro recensioni di libri avverto sempre una sottile violenza. Perché ciò che rende libera e onesta la scelta di un libro è uno sguardo diretto, un lampo. In libreria osservo spesso le persone aggirarsi tra gli scaffali, d’un tratto fermarsi, attirati chissà, da una parola, da un colore, prendere in mano un testo, e aprirlo. E’ li che tutto succede. Per incanto capita di aprire il libro alla pagina giusta (c’è chi legge l’incipit e chi legge l’ultima pagina, ma ad ogni lettore sta la sua personale perversione!), e di essere rapiti, oppure delusi, infastiditi, oppure affascinati. 

Così in questa rubrica, scaffale pieno di letteratura, io lascerò ogni volta un libro aperto a una pagina a caso. E la riporterò fedelmente. Qualcuno di voi prenderà subito il virus, altri saranno “salvi”. Ma il contagio avrà inizio!

Voglio iniziare da  tanti piccoli volumi ammucchiati, con lo stesso nome sopra, Erri De Luca. Corpo di testo grande, scrittura asciutta e corposa, una scrittura femmina direi io, perché generosa e creatrice.

˜˜ 

"Avevo sbagliato io, che storia mi era venuta in mente che si chiamasse Catia? Non avevo sentito già molte volte chiamarla Caia? Cosa cercavo: d'indovinare, di scoprire qualcosa che gli altri avevano trascurato? Credo di sì, qui c'era il nervo di quella domanda: il nome. Partivo da lì, dall'accidente che accompagna a vita una persona più di un'ombra, perché almeno al buio l'ombra smette, il nome invece no. E vuole essere così parte di una persona da pretendere di spiegarla, di annunciarla: "io sono" e poi segue il nome, come se si possa essere un nome, anziché avere un nome. Mi accorsi più tardi che lei non diceva "io sono Caia", ma "mi chiamo Caia". Lei non era Caia, un nome, lei era una persona che si chiamava così. Forse voleva tenere a bada quel piccolo pezzo di identità, oppure non le piaceva. Ecco, già stavo indagando su di lei, in cerca di una sua verità."

Ci si innamora così, cercando nella persona amata il punto a nessuno rilevato, che è dato in dono solo a chi scruta, ascolta con amore. Ci si innamora da vicino, ma non troppo, ci si innamora da un angolo acuto un poco in disparte in una stanza, presso una tavolata, seduto su un gradino mentre gli altri ballano.

Erri De Luca - Tu, Mio.

˜˜ 

È bella di notte la città. C'è pericolo ma pure libertà. Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffè. Ci si saluta, ci si conosce, tra quelli che campano di notte. Le persone perdonano i vizi. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l'assoluzione. Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perché così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede di conto di notte. Escono gli storpi, i ciechi, gli zoppi, che di giorno vengono respinti. È una tasca rivoltata, la notte nella città. Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno. Di notte la città è un paese civile. 

Erri De Luca - Il giorno prima della felicità

˜˜ 

Raccontare è un lusso, privilegio di chi è potuto scendere, rifacendo fino in fondo il viaggio, arrivare al punto di partenza, sedere a un ristorante a Katmandu o a Skardu, masticare una bistecca, bere una birra, dimenticare, poi raccontare. [...] Raccontare è un lusso e io non sono neanche tanto brava a dire quello che è stato. Forzare l'immaginazione di una persona che ti ascolta, forzarla fino a metterla anche per un minuto nei tuoi panni là sopra [...] riuscire con un colpo di tensione, di fortuna a far condividere un pezzo di questo con uno che ti ascolta: è un gran lusso. [...] E poi per me pesa pure il pensiero di essere un resto di parole di altri, che altri non possono più dire. È una responsabilità che m'imbarazza, perché dico le storie anche per loro, gli assenti. In montagna si muore, da volontari, certo, da nessuno mandati, ognuno è mandante di se stesso e si muore, anche i più bravi, i veloci, i più forti. E così penso che le mie sono pure storie loro, che io le porto e le contengo, e quando muovo le labbra si stanno muovendo anche le loro, e mi piglia un effetto di coro mentre racconto, mi piglia la vertigine a raccontare, soffro di vuoto sotto le parole, non ce la faccio a dire.

Erri De Luca - Sulle tracce di Nives

˜˜ 

Leggo gli usati perché le pagine molto sfogliate e unte dalle dita pesano di più negli occhi, perché ogni copia di libro può appartenere a molte vite e i libri dovrebbero stare incustoditi nei posti pubblici e spostarsi insieme ai passanti che se li portano dietro per un poco e dovrebbero morire come loro, consumati dai malanni, infetti, affogati giù da un ponte insieme ai suicidi, ficcati in una stufa d'inverno, strappati dai bambini per farne barchette, insomma ovunque dovrebbero morire tranne che di noia e di proprietà privata, condannati a vita in uno scaffale.

Erri De Luca - Tre Cavalli


CALEIDOSCOPIO

Maggio musicale fiorentino e Triennale Design Museum

Giuseppe_Verdi.jpg

MAGGIO MUSICALE FIORENTINO 2013

Ottanta anni fa, il 23 aprile 1933, Vittorio Gui inaugurava con Nabucco di Giuseppe Verdi il 1° Maggio Musicale Fiorentino dando inizio ad un’avventura artistica che si è rapidamente imposta come fondamentale nella storia della musica novecentesca. Basterà ricordare come tutti i più celebri direttori d’orchestra, solisti, registi, scenografi-pittori, coreografi e cantanti, quasi nessuno escluso, abbiano creato a Firenze eventi artistici di straordinario valore e ben noti a quanti amano la musica in Italia e nel mondo.

Il programma è scaricabile da questo link

maggiofiorentino.it 

Caledoscopio_squad-ltl.png

GAE AULENTI

Gli oggetti e gli spazi

Triennale Design Museum

Dal 09/04/2013 al 08/09/2013: Mar-Mer: 10:30-20:30 / Gio: 10:30-23:00 / Ven-Dom: 10:30-20:30

Alla Triennale di Milano un omaggio a Gae Aulenti attraverso una selezione dei suoi più iconici oggetti di design realizzati dal 1962 al 2008, a cura di Vanni Pasca con progetto di allestimento dello studio Gae Aulenti Architetti Associati. All'interno del percorso avviato dal Museo negli ultimi anni di promozione e valorizzazione dei grandi maestri del design e dell'architettura italiani, la mostra intende ripercorrere la storia progettuale di Gae Aulenti, normalmente meno conosciuta rispetto ai suoi interventi in campo urbanistico, alle architetture e allestimenti. In occasione della Design Week la mostra rimarrà aperta dalle 10.30 alle 22.00.

 

gae-aulenti.jpg
Tour_Tavolo_FontanaArte_Gae-Aulenti.jpg

WARP ATTACK

Follow the frog

eco_certified_rainforest_alliance.jpg

La Rainforest Alliance lavora per conservare la biodiversità e garantire condizioni di vita sostenibili, trasformando le pratiche di uso del suolo, le pratiche commerciali e il comportamento dei consumatori. La visione di questa associazione è un mondo in cui le persone e l'ambiente possano prosperare insieme, in totale armonia. 

La strategia è la seguente. “Noi crediamo che il modo migliore per mantenere le foreste in piedi è di garantire che sia redditizio per le imprese e le comunità farlo. Questo significa aiutare gli agricoltori, i gestori forestali e le imprese turistiche a realizzare maggiori benefici economici, garantendo che gli ecosistemi all'interno e intorno alle loro operazioni siano protetti, e che i lavoratori siaono ben addestrati e godano di condizioni di sicurezza, servizi igienici adeguati, assistenza sanitaria e abitazioni. Una volta che le aziende iniziano a  soddisfare determinati standard ambientali e sociali, noi li colleghiamo al mercato globale, dove la domanda di beni e servizi sostenibili è in aumento.”

La Rainforest Alliance ha promosso la partnership con aziende che fanno prodotti sostenibili, attraverso uno spot  scritto e diretto da Max Joseph e prodotto da Aaron Weber.

Solo AM Outline-little.png

NO COMMENT

L'immagine del mese

 "Ritratto di Luca Camillo in creazione" - immagine di Alessandro Besana (abesana[at]aminstruments.com)

"Ritratto di Luca Camillo in creazione" - immagine di Alessandro Besana (abesana[at]aminstruments.com)

"Ecco la creazione" - immagine di Luca Camillo (lcamillo[at]aminstruments.com)


AM KIDS

Elogio della noia: da dove nasce la creatività

NoiaLavoroWarp.png

Lasciate che i bambini conoscano la noia! Teresa Belton, scienziata inglese esperta di problemi dell'infanzia e dell'apprendimento ci invita a lasciare nel “vuoto” i nostri bambini. Un vuoto che non è assenza, ma terreno incolto, pronto per essere seminato. La noia potrebbe essere considerata come la matrice di un'attività fantastica indipendente, la linfa segreta dei processi creativi. Teresa Belton se ne è convinta sollecitando i ricordi di infanzia di artisti e scrittori.

I nostri genitori non ci amavano meno di quelli di oggi, ma sicuramente ci “ignoravano” con amore. Così come l’intero mondo degli adulti. Nessuno gestiva le nostre giornate riempiendole di attività come accade oggi con i nostri figli. Nessuno si preoccupava di riempire il vuoto di quei pomeriggi infiniti, nella stanza pochi giochi, i programmi in TV cominciavano dopo le 6 di sera. E loro erano sempre troppo occupati ad essere “adulti” per giocare con noi. Eppure.... Godevamo della noia in modo illimitato, Davanti a noi il nulla, il tempo indefinito, il mondo del possibile. Emanuele Trevi, scrittore e critico letterario, ha da poco recensito il lavoro della Dottoressa Bolton. Ha pescato nei suoi stessi ricordi. “La noia scolastica, la noia pomeridiana, la noia dei viaggi in macchina... E quella potentissima, quasi metafisica noia domenicale, che forse è l'incubatrice di tutti i destini individuali, di tutti i caratteri.” Secondo Trevi le preoccupazioni della dottoressa Belton sono dunque tutt'altro che infondate. La privazione della noia potrebbe equivalere a un grave impoverimento antropologico. Ma c’è qualcosa che non convine: l'idea di prendere le parti della noia facendone il presupposto non solo dell'immaginazione, ma anche di una concreta predisposizione alla creatività. La noia è qualcosa che vale di per sé, non può assolutamente essere confinata a un ruolo ancillare, preparatorio.E’ una forma d'arte degna di stare accanto alla musica, o alla letteratura. Esige, di conseguenza, un talento da allenare e sviluppare. Ma a differenza di altre forme d'arte la noia non punta a un'espressione, bensì a una relazione. So che la teoria di Emanuele Trevi può apparire una sorta di provocazione ma vale la pena andare fino in fondo.

“La situazione di partenza è sempre la stessa: da una parte ci siamo noi, e dall'altra c'è tutto quello che, per comodità, definiamo «il mondo». Se potessimo solo osservare il mondo come uno spettacolo, un puro intrattenimento, non avremmo nessun problema. Vivremmo nella condizione angelica di eterni spettatori. Il nostro problema è che, fin dai primi mesi di vita, noi siamo costretti a stabilire rapporti più complessi e duraturi con ciò che ci circonda. In minima ma decisiva parte, ciò che è all'esterno deve transitare all'interno, assimilato dalla memoria, dalle emozioni, dai desideri. Ed è qui che la noia interviene in nostro aiuto. Accompagnata dalle sue più fide compagne, la pigrizia e l'ansia, ci insegna a scegliere, nell'oceano degli oggetti e dei fenomeni, quelli che davvero possiedono un significato per noi. E non importa che questo significato per gli altri sia assurdo. Ciò che davvero conta è quello che siamo riusciti, ognuno a suo modo, ad amare e comprendere. Ma se non ci annoiassimo, cosa mai avrebbe il tempo di diventare davvero importante per noi? Solo la lentezza e la mancanza di distrazioni acuiscono la sensibilità, aumentano il grado e l'intensità dell'attenzione. Rendiamo dunque i dovuti onori alla noia, questa buona fata che ci costringe, sbadigliando, a scegliere ciò che è veramente utile per noi: l'unica ricchezza che nessuno ci potrà mai rubare.”

Ancora una volta, un’illustrazione di Davide, prova vivente che la linfa della fantasia può animare i nostri pomeriggi.


ORTENSIA MALINCUORE

Ortensia presenta iHP

ortensia2.jpg

Oggi è il gran giorno!!!! Devo mostrare il nostro nuovo servizio di sanitizzazione con tecnologia iHp in sala riunioni.

Ho perso tre chili da questa mattina, e non perché sono a dieta!

I capelli non stanno in nessuna maniera, le gambe mi tremano, la sudorazione delle mani è al massimo. Ho preso 15 gocce di calmante: la paura non è passata e in compenso adesso non mi ricordo neanche come mi chiamo.

“ORTENSIAAAAAAA!!!!”

Ecco, ora mi ricordo.

“Sbrigati, sono già tutti arrivati!”

Mi dirigo verso la porta della sala, vedo un viavai di persone sconosciute. Io proprio non capisco perchè abbiano scelto me per fare questa cosa. Appena entrata e già buttata nell’arena. Mi dirigo verso il sixlog, sembra una telecamera. E penso che oggi farò davvero un film. Dell’orrore!!!!

ortisix1.jpg

Oddio, quanti sono, non so come cominciare. Forse dovrei salutarli e sorridere, ma ho una paresi facciale. Hanno smesso di chiacchierare. Il silenzio ha riempito la sala, e tutti mi guardano. Dalla porta aperta si affaccia il mio mentore, l’uomo più burbero del laboratorio mi fa un sorriso dolcissimo, e mi fa un gesto come a dire, dai, ce la puoi fare. Se lui crede in me, allora forse posso farcela davvero. Non finisco neanche di raccogliere pochi grammi di fiducia che arriva la prima domanda!

ortisix2.jpg

Panico! Faccio un bel respiro, dai Ortensia, in fondo sai tutto, e poi mica sei Vanna Marchi, non devi vendere sale al posto di integratori. Stai proponendo una signora macchina, per un signor servizio.

ortisix3.jpg

Wow, sono una macchina da guerra, una volta preso il via, adesso si che potrei parlare per ore!!!! E il miracolo è che mi ascoltano!!!

ortisix4.jpg

Non ci posso credere, hanno anche applaudito. Prova superata. Il mio debutto è stato un successone, quasi quasi mi propongo anche per la prossima demo del MYFOG!!!!! 

ortisix7.jpg

La storia di Ortensia Malincuore continua sul prossimo numero di WARP. Se non sei già nella nostra lista:

Grazie per aver letto questo numero di WARP, la pubblicazione online di AM Instruments. Ci piacerebbe conoscere il tuo parere o avere dei suggerimenti su temi di tuo interesse per le prossime pubblicazioni, puoi farlo da questo form.  

AM Instruments srl - P.I. 02196040964

aminstruments.com