WARP #48 - Maggio 2017

WARP is in italian at the moment, but if your sense of humour is turned on, you can try an auto-translated version here, thanks to Google. :-)


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La parola d'accesso di questo numero è "3C" - leggi

CLEAN MUSIC

Musica per orecchie pure: "Elliott Smith" - leggi o ascolta

UNA PAGINA A CASO

Storie della buona notte per bambine ribelli - 100 vite di donne straordinarie - leggi

AMORE E ALTRI INCANTESIMI

Julio Cortazar - leggi

WARP ATTACK

Venezuela - leggi

MI PIACE! (+1)

Falcone e Borsellino - leggi

NO COMMENT

L'immagine del mese - vedi

AM KIDS

Maturità - leggi

ORTENSIA MALINCUORE

La donna straordinaria n. 101 - leggi


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"3C"

 

Siete degli strateghi? Certo non potete veramente esserlo finché non avrete applicato il modello delle 3C.

Kenichi Ohmae, un famoso guru giapponese esperto in strategia, sottolinea che uno stratega dovrebbe puntare su tre fattori per avere successo.

  1. Corporation = Impresa
  2. Customer = Cliente
  3. Competition = Concorrenza

Solo integrando le "3C" (Impresa, Cliente, Concorrenza) in un triangolo strategico, può esistere un vantaggio competitivo sostenibile.

L’impresa
Le strategie applicate all’impresa si focalizzano laddove viene individuata un’area di debolezza relativamente alle funzioni aziendali. La particolarità del modello di Ohmae risiede soprattutto in una domanda: ma siete così sicuri che valga la pena adoperarsi per migliorare una situazione negativa? Quella situazione è importante e funzionale al successo dell’impresa?

Per questo la selettività e la pianificazione sono fondamentali: l'Impresa non deve necessariamente essere al top in ogni funzione aziendale per avere successo. Se può ottenere un vantaggio decisivo in una funzione chiave, sarà eventualmente in grado di migliorare le altre funzioni.

Un altro spunto interessante è la condivisione delle funzioni: condividere determinate funzioni aziendali con altri settori aziendali oppure con altre aziende. L'esperienza indica che ci sono molte situazioni nel quale condividere risorse o più sub-funzioni di marketing ad esempio può essere vantaggioso.

Il cliente
Secondo Ohmae, i clienti sono alla base di qualunque strategia. Non c'è alcun dubbio che la prima preoccupazione di un'azienda debba essere per gli interessi dei suoi clienti. E' opportuno applicare una politica di segmentazione.

“Ecco alcuni possibili criteri di segmentazione:

  • Segmentare per obiettivi: qui la differenziazione viene svolta in funzione dei diversi modi in cui i clienti utilizzano il prodotto. Prendiamo ad esempio il caffè: alcune persone lo prendono per svegliarsi oppure per stare svegli, mentre altri lo vedono come un modo per rilassarsi e socializzare (pause per caffè).

  • Segmentare per copertura cliente: questo genere di segmentazione strategica normalmente deriva da uno studio controbilanciato di costi di mercato contro copertura di mercato. Obiettivo dell'azienda è ottimizzare il campo di copertura di mercato, sia geografico che di canale, affinché i costi di mercato siano competitivi.

  • Rinnovare i criteri di segmentazione: in un mercato competitivo, sarà facile trovare competitor che operano segmentazioni di mercato molto simile alle nostre. Dopo un certo periodo di tempo, ecco che l'efficacia di una certa segmentazione iniziale tende a declinare. Occorre allora rinnovare i criteri di segmentazione con una certa frequenza“

La concorrenza
Secondo Kenichi Ohmae, strategie relative alla concorrenza possono essere costruite ricercando possibili fonti di differenziazione nel campo degli acquisti, dei prodotti, della progettazione, delle vendite e servizi. Ma quando l'andamento del prodotto (performance) e le modalità di distribuzione sono molto difficili da differenziare, l'immagine può essere l'unica fonte di differenziazione. Sicuramente si tratta di un punto di vista fortemente influenzato dalla comunicazione e dal marketing dei prodotti, questo comunque non a scapito della qualità, che rimane l’elemento distintivo per qualsiasi azienda di successo.

In sintesi forse potremmo citare la frase preferita dai pianificatori e strateghi giapponesi:)

Hito-Kane-Mono ossia “persone, denaro e cose” (immobilizzazioni). Essi credono che una gestione aziendale ottimale è raggiunta quando queste tre risorse critiche sono bilanciate senza che vi sia eccesso e spreco. Delle tre risorse critiche, il denaro dovrebbero essere affrontato per ultimo. L'azienda dovrebbe prima utilizzare al meglio il talento gestionale in base alle risorse fisse disponibili. Una volta sviluppate le idee creative per lo sviluppo dell'attività, il denaro dovrebbe essere assegnato a progetti specifici ed ai programmi proposti da ciascun responsabile.


CLEAN MUSIC

Musica per orecchie pure: "Elliott Smith"

Clean Music è una rubrica tutta da ascoltare, puoi farlo facendo clic sul pulsante play qui sotto, oppure scaricando il file audio da ascoltare sul tuo mp3 player da questo link. Se non hai la possibilità di ascoltare l'audio puoi comunque leggere il testo qui sotto.

Cercare di scoprire la sintonia che si crea tra il musicista e il suo strumento o percepire l’intensità nell’interpretare una canzone da parte dell’autore, mi affascina talmente tanto da portarmi spesso alla commozione. Indagare sulla nascita di un testo o di una melodia di un brano è una delle mie passioni.

Quasi sempre nella storia dei musicisti troviamo una sorta di familiarità, sicuramente un trasferimento genetico che porta il musicista stesso ad intraprendere il suo naturale cammino.

Anche la storia che racconterò in questo numero ha questo filo rosso che trasferisce la passione della musica dalla famiglia di provenienza.

Elliott Smith (vero nome Steven Paul) nasce il 6 agosto 1969 nel Nebraska. Nella famiglia della madre la musica era parte integrante della vita, il nonno, infatti, era un batterista e la nonna una cantante blues nei locali della città dove vivevano. I genitori di Elliott si separarono subito dopo la sua nascita e Elliott, come spesso accade, si divideva la vita alternandola tra le case dei due genitori.

Una delle prime passioni musicali di Elliott, a soli 3 anni, fu il “White Album” dei Beatles e in particolare il brano “Rocky Raccoon”. Suo padre, raccontando questa esperienza, si disse convinto che il desiderio di Elliott ad imparare a suonare il basso a soli 5 anni, sia proprio nato in seguito alla continua esposizione alla musica del “White Album” dichiarando: ” Come puoi non voler essere un bassista, dopo aver sentito Helter Skelter? "

La naturale predisposizione per la musica fece in modo che Elliott Smith, a soli 10 anni, cominciò a comporre musica al pianoforte e sempre in tenera età imparò a suonare il clarinetto e la chitarra.

Il pessimo rapporto con il nuovo marito della madre, che spesso lo riempiva di botte, lo portò a trasferirsi definitivamente nella casa del padre dove cominciò a frequentare il liceo che gli fece incontrare il cantante “Neil Gust” con il quale formò il gruppo degli “Heatmiser”. Nel giro di qualche anno, complice la forte passione per la musica e una serie di concerti fortunati, il gruppo incide il primo disco intitolato “Dead Air”.

Dopo aver pubblicato qualche disco, la sintonia del gruppo cominciò a vacillare; Elliott Smith non sentiva più la giusta intesa con il gruppo e le canzoni che scrivevano non rispecchiavano più la sua anima. Nel 1994 decise di abbandonare il gruppo per dedicarsi ad un suo progetto allontanandosi dal rock duro suonato dagli “Heatmiser” per avvicinarsi sempre più al folk dei cantautori americani.

Nasce così il suo primo album solista intitolato “Roman Candle” con melodie molto vicine ad uno dei suoi artisti preferiti: “Nick Drake”. I testi sono molto malinconici e raccontano di abbandono e di suicidi.

Nonostante i temi cupi, l’album riscuote un discreto successo e nel 1995 Elliott Smith cambia etichetta discografica incidendo il suo secondo album solista. Nuovamente Elliott mette al centro delle attenzioni compositive la droga, l'eroina e le storie di vita che riguardano i tossicodipendenti, con tutti i loro risvolti psicologici. La ricerca e l'analisi della depressione saranno il comune denominatore per quasi tutti i suoi successivi lavori.

Nel 1997, Elliott incontra il produttore “Larry Grane”, da quel momento tra le più importanti figure per la sua vita artistica. Costruiscono insieme uno studio di registrazione nel quale Elliott Smith può sviluppare la sua musica. In questo studio pare sia nata una delle sue più famose canzoni inserite nella colonna sonora del film "Good Will Hunting - Genio ribelle" di Gus Van Sant.

Nonostante, dal punto di vista artistico, le cose per Elliott funzionino piuttosto bene, da un punto di vista personale le cose peggiorano sempre più; Elliott vive un momento psicologico drammatico che lo porta spesso ad abusare non solo di farmaci antidepressivi, ma anche e soprattutto di alcolici. A seguito di questi fatti, viene portato per un paio di settimane in un ospedale psichiatrico in Florida.

Passato questo faticoso momento, nel 1997 arriva il più grande successo di pubblico con l’album “Either/Or” usato come colonna sonora film "Good Will Hunting - Genio ribelle" che lo candida all’oscar come miglior colonna sonora.

Il successo non aiuta la psiche di Elliott Smith e, anzi, questa attenzione mediatica un po' lo irrita. Nel 2000 pubblica il suo ultimo lavoro intitolato “Figure 8”, un album molto maturo che scruta sempre di più i territori spesso esplorati da Elliott ovvero il pop di Simon & Garfunkel e dei Beatles.

La sua salute psichica peggiora: s'imbottisce di psicofarmaci e calmanti. La tensione causata dalla sovraesposizione con l'essere diventato famoso o più semplicemente dal mal di vivere lo portano a scegliere una drastica via di fuga.  La notte del 21 ottobre 2003, all'età di 34 anni, decide di uccidersi e con un coltello si pugnala al cuore. Inizialmente la sua morte viene archiviata come suicidio, ma dopo l'autopsia ufficiale vengono lasciate aperte altre possibilità. Si dice che, a causa dell’abuso di droghe, frequentasse persone poco raccomandabili e per molti l’ipotesi che sia stato ucciso da narcotrafficanti pare essere la più plausibile. Il pugnale venne rimosso dalla fidanzata Jennifer Chiba prima dell'arrivo della polizia e la sua morte resta tuttora velata dal mistero.

Elliott Smith rientra tra i poeti maledetti, fragili, timidi e introversi, ma in grado di creare musica eccelsa e sincera.

Per flirtare con DJ Tommy Cassano: tcassano[at]aminstruments.com


UNA PAGINA A CASO

Storie della buona notte per bambine ribelli - 100 vite di donne straordinarie

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AMORE E ALTRI INCANTESIMI

Julio Cortazar

Il Futuro
E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il "tutto completo" delle sotterranee,
nei libri prestati e nell'arrivederci a domani.
 
Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
nè ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all'angolo della strada mi fermerò,
a quell'angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
nè qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
nè la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.
 
Julio Cortazar

 

WARP ATTACK

Venezuela

 
Se ne parla sui social soprattutto, poco si sa invece dai telegiornali nazionali, dai canali di comunicazione ufficiale. La realtà arriva attraverso video su Twitter, su Facebook. Inviti a non spostare lo sguardo, richieste di aiuto e di condivisione. Come spesso accade l’informazione, passando attraverso canali non istituzionali, subisce un trattamento. La notizia spesso diventa complotto, i complotti diventano storia, la storia diventa un film. Per questo facciamo tutti uno sforzo di approfondimento reale. Non soffermiamoci. Andiamo sempre oltre. Facciamo quello che sempre dovremmo fare quando ci viene proposta una notizia.

Riporto per questo integralmente un articolo de l’Unità che sintetizza la crisi venezuelana in 5 punti.

La crisi politica in Venezuela ha superato un’ulteriore frontiera con la decisione del Tribunal Supremo de Justicia (TSJ, la Corte Suprema) di accentrare su di sé le funzioni dell’Assemblea nazionale, il Parlamento monocamerale venezuelano, controllato da una maggioranza di forze di opposizione, che hanno descritto l’atto come un “colpo di Stato”. Proviamo a capire, tramite cinque chiavi, quale sia la situazione nel Paese.

1- Lo scontro di potere
Lo scontro di potere è diventato una costante dal gennaio 2016, quando la coalizione di opposizione formata ai partiti anti-chiavisti, Mesa de la Unidad Democratica (MUD) ha preso il controllo legislativo dopo 17 anni.
La Corte Suprema, accusata di essere al servizio del presidente Nicolas Maduro, aveva già dichiarato la situazione di “ribellione e oltraggio” e aveva annunciato che tutti gli atti del Parlamento erano da considerare nulli, per aver accettato di mandare a giuramento – e quindi di aver fatto entrare alla Camera – tre deputati eletti in una circoscrizione del Sud del Paese, accusati di frode elettorale.
Mercoledì il picco della crisi, con la scelta durissima della Corte di attribuire a sé i poteri dell’Assemblea nazionale. Una decisione che ha provocato l’altrettanto dura reazione delle opposizioni che hanno gridato subito al “colpo di Stato”. La sentenza, ha detto all’AFp l’analista venezuelano Luis Vicente Leon, “polverizza la divisione dei poteri”, anche se ha ricordato che nella pratica i TSJ stava esercitando già da tempo le funzioni legislative.
I magistrati, già nel 2016, approvarono l’informativa di Maduro (la cui gestione, secondo i sondaggi, viene bocciata da sette venezuelani su dieci) sul lavoro e validarono uno stato di emergenza politica ed economica ancora in vigore.

2- Elezioni nel limbo
Le opposizioni, per tutto il 2016, si sono impegnate a promuovere un referendum contro Maduro, ma il processo di calendarizzazione è stato sospeso lo scorso 20 ottobre dalle autorità elettorali, giustificando la decisione con delle irregolarità procedurali.

Respinto il ricorso, l’opposizione ha chiesto di anticipare le elezioni presidenziali, cosa che Maduro ha rifiutato. La chiamata alle urne è prevista per dicembre 2018, mentre le elezioni regionali che dovevano svolgersi alla fine dello scorso anno sono state posticipate per non c’è ancora una data fissata.
Come requisito per le future elezioni, il potere elettorale – accusato anch’esso di essere un’appendice dell’esecutivo –  ha obbligato i partiti a raccogliere un numero sufficiente di firme tale da convalidare la loro presenza sulla scheda.
Al momento non si capisce bene quando e come i venezuelani saranno di nuovo chiamati a scegliere i propri rappresentati.

3- La crisi economica
Il crollo del prezzo del petrolio, iniziato nel 2014, è stato un vero e proprio disastro per l’economia venezuelana, che costruisce il 96% della sua bilancia commerciale sull’esportazione di idrocarburi. Il Paese ha dovuto così ridurre drasticamente le importazioni, generando una carenza generalizzata di ogni tipo di merce e prostrando l’industria locale per mancanza di consumi. Secondo le stime, l’economia si è contratta dell’11,3% nel 2016.
Tutto questo si combina con la più alta inflazione al mondo, che l’FMI prospetta per il 2017 intorno al dato mostruoso del 1.660%.
Maduro attribuisce il collasso economico a una “guerra commerciale” perpetrata dagli industriali in combutta con i “poteri imperiali”, colpevoli, secondo lui, di promuovere il boicottaggio degli investimenti esterni in Venezuela. Non a caso la Corte Suprema ha emesso una sentenza che autorizza il governo a firmare accordi economici senza l’approvazione del Parlamento.

4- Il dialogo fallito
Dopo il tentativo fallito di far indire il referendum su Maduro (l’erede di Chavez, del quale non è riuscito a prendere il posto nel cuore dei venezuelani), governo e opposizione avevano riavviato un dialogo politico ad ottobre, con l’appoggio del Vaticano e dell’Unione degli Stati Sudamericani (Unasur), per la MUD ha congelato tutto già in dicembre.

L’alleanza di opposizione ha accusato i chavisti di aver violato gli accordi sulla definizione di un credibile calendario elettorale e sulla liberazione di un centinaio di dissidenti politici imprigionati. Secondo l’ex candidato alle presidenziali, Henrique Capriles, il dialogo è stato solo una trappola volta a smobilitare l’opposizione proprio nel momento in cui si preparavano ingenti manifestazioni di piazza contro il governo.
“Una messa in scena che cercava di allentare le pressioni internazionali, paralizzare le proteste e defenestrare le opposizioni generando loro costi molto elevati per la perdita di consenso popolare”, ha dichiarato alla AFP l’analista Benigno Alarcón.

5- Criminalità e diritti umani
Secondo l’Observatorio Venezolano de Violencia (SVO) nel Paese caraibico, solo nel 2016, ci sono state circa 28mila morti violente, 91,8 ogni 100mila abitanti. Un numero dieci volte più grande della media mondiale. Allo stesso tempo di moltiplicano le denunce di violazioni dei diritti umani da parte delle forze di pubblica sicurezza. Esecuzioni e incursioni illegali sono all’ordine del giorno e aumentano la percezione di instabilità di un intero popolo ormai allo stremo delle forze.

 
Per chi ne abbia voglia, un video che spiega secondo un punto di vista particolare la crisi venezuelana. Non sappiamo se questa sia la realtà, ma sicuramente è parte della storia.


MI PIACE! (+1)

Falcone e Borsellino

“Giovanni, ho preparato il discorso da tenere in chiesa dopo la tua morte: "Ci sono tante teste di minchia: teste di minchia che sognano di svuotare il Mediterraneo con un secchiello... quelle che sognano di sciogliere i ghiacciai del Polo con un fiammifero... ma oggi signori e signore davanti a voi, in questa bara di mogano costosissima, c'è il più testa di minchia di tutti... Uno che aveva sognato niente di meno di sconfiggere la mafia applicando la legge"

Giovanni Falcone: 18 maggio 1939, Palermo - 23 maggio 1992, Palermo
Paolo Borsellino: 19 gennaio 1940, Palermo - 19 luglio 1992, Palermo


NO COMMENT

L'immagine del mese

 Tharros - Penisola del Sinis - Sardegna. Immagine di DJ Tommy (tcassano[at]aminstruments.com).

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AM KIDS

Maturità

Gli esami sono vicini... e tu sei troppo lontana dalla mia stanza... Cantava così Antonello Venditti. Cantava di un esame di maturità, che da allora, era il 1984, è molto cambiato. A non essere cambiato è il terrore che ancora infonde nei ragazzi, il caos che genera nelle famglie degli studenti prossimi agli esami. 
Allora ecco un decalogo “emotivo” per poterlo affrontare meglio, una serie di buone regole che i genitori possono adottare, possibilmente con largo anticipo rispetto alla data dell’esame:)


1) Promuovere l’autonomia
“I genitori dovrebbero sempre responsabilizzare, non fare al posto del figlio”, è il suggerimento passe-partout della dottoressa Rinella, psicologa e psicoterapeuta. Quando si presenta un problema e, a maggior ragione alla vigilia degli esami, gli adulti dovrebbero incoraggiare i figli a riflettere attraverso il dialogo, proponendo spunti di confronto, ma senza fornire risposte preconfezionate. L’attenzione, inoltre, va focalizzata sul comportamento e non sulla persona, con domande “aperte” del tipo: “In che modo si potrebbe migliorare la situazione o risolvere il problema?”.
 
2) Accelerare sul sostegno emotivo
La fiducia in se stessi è una componente chiave per affrontare con successo gli esami. A questo proposito, ci sono molti modi per alimentare l’autostima di un adolescente alla vigilia del test, come mostrare fiducia nelle sue possibilità e apprezzamento per comportamenti positivi. Ma si può ricorrere anche a piccoli atti di gentilezza inattesi. Una tazza di caffè, il piatto preferito pronto in tavola, della cancelleria nuova di zecca sono tutti gesti che testimoniano sostegno emotivo e vicinanza senza bisogno di parole.
 
3) Mai dire…
A proposito di parole, ci sono alcune cose che un genitore non dovrebbe mai dire e il suggerimento è particolarmente valido quando il livello di stress sale. “Evitare di etichettare il figlio in caso di errore”, avverte la dottoressa Rinella. Inoltre, bisogna fare attenzione agli atteggiamenti che “lavorano” sotto la superficie e contribuiscono a minare la fiducia in se stessi dei ragazzi. Per garantire la serenità mentale necessaria per affrontare gli esami al meglio, dunque, è fondamentale togliere dal proprio lessico frasi come: “Sei sempre il solito!”, “Si vede cosa hai combinato finora”, “Continua così e farai strada”, “Io alla tua età…”, “Cosa pensi di fare all’esame, se vai avanti così?” e l’immancabile: “Con tutto quello che faccio per te”.
 
4) Rispettare gli spazi dei figli (fisici e psicologici)
I genitori dovrebbero evitare di essere intrusivi negli spazi e nei tempi dello studio dei propri figli. “Le frasi che sottolineano scarsa attenzione ai suoi bisogni, scarsa considerazione nelle sue possibilità, ma anche minimizzazioni degli sforzi, delle difficoltà e le soluzioni pronte all’uso sono tutte invasioni dello spazio personale”, sottolinea Rinella. Contemporaneamente, attenzione anche a non caricarsi di responsabilità che appartengono al figlio: a ognuno le proprie.
 
5) Esercitare le difese psicologiche
Fate in modo di ritagliarvi spazi di libertà personale: un caffè con un’amica, un massaggio, un giro in libreria, una serata da soli. Prendersi cura di sè, della coppia, dedicare tempo anche agli altri figli sono modi per costruire un buon clima familiare e una diga “psicologica” per non farsi travolgere dalle emozioni negative di un adolescente sotto stress.
 
6) Offrire aiuto
Vietato imporsi. “Per dare la propria disponibilità, si possono usare frasi come: “Se avessi bisogno, sappi che ci sono e puoi contare su di me””, suggerisce la psicologa che ricorda che è altrettano importante evitare di trattare il figlio come il bambino piccolo che non è più. Rimanere sintonizzati, inoltre, permette di offrire aiuto in un’area o in un momento che non avremmo considerato.
 
7) Supervisionare la tranquillità
Se in casa ci sono altri figli, spetta ai genitori fare in modo di garantire a chi deve studiare il silenzio e la calma per poter ripassare serenamente. Musica, interruzioni, litigi e rumore possono amplificare lo stress e vanno dunque tenuti a bada. Allo stesso tempo, però, ricordate che chi non è impegnato con il rush finale dello studio ha diritto ad avere spazi di svago e la propria quotaparte di attenzioni.
 
8) Un po’ di sano coaching
Il ruolo del genitore in occasione degli esami dovrebbe ispirarsi a quello di un buon coach. “Dovrebbe, infatti, aiutare a individuare eventuali problemi, a mettere a fuoco le soluzioni del figlio, aiutandolo a esporne più di una e a scegliere la migliore, invitandolo a riflettere sui pro e i contro”, propone la dottoressa Rinella. Volendo, si può delineare insieme un piano d’azione con cui supportare lo studente nel rush finale, monitorando quelli che solo apparentemente sono dettagli, ma che possono fare la differenza, come la quantità di sonno, un’alimentazione equilibrata, un buon livello di idratazione e di attività fisica.
 
9) Capire quando intervenire
Intervenire oppure no? “Dipende, occorre capire se il ragazzo ha trascurato davvero lo studio. Se è motivato, magari ci sono problemi di altro genere, eventualmente sottovalutati in precedenza”. Senza dubbio, affollare la mente con ripassi all’ultimo momento incrementa stress e ansia. Un sostegno utile, per esempio, può riguardare la pianificazione del tempo. Se vostro figlio appartiene alla grande famiglia dei procrastinatori, proponete di organizzare un programma di ripasso che spezzi in “porzioni” gestibili la mole di lavoro complessiva.
 
10) Accettare
Se nessuno dei consigli precedenti dovesse funzionare, ripetetevi che il periodo prima degli esami è, appunto, il periodo “prima”. “Con la fine della maturità, comincia un nuovo capitolo della vita familiare. Cambieranno i ritmi, gli impegni, i problemi e le domande. Se posso dare un consiglio, è il seguente: godetevelo, nonostante tutto. L’inizio dell’università, infatti, è il primo passo verso il nido vuoto”.
 
da La Repubblica.it


ORTENSIA MALINCUORE

La donna straordinaria n. 101.

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