WARP, Febbraio-Marzo 2015

WARP is in italian at the moment, but if your sense of humour is turned on, you can try an auto-translated version here, thanks to Google. :-)


TOP NEWS

"NCF: Intervista ad AM Instruments" - leggi

PASSWORD

La parola d'accesso di questo numero è "Metallo liquido" - leggi

CLEAN MUSIC

Musica per orecchie pure: Paul & Linda McCartney - leggi o ascolta

LA LENTE

MyBox - leggi

UNA PAGINA A CASO

Sette brevi lezioni di fisica - leggi

CALEIDOSCOPIO

Napoli e Roma - leggi

WARP ATTACK

Sing for Hope! - leggi

LE BUONE NOTIZIE

civic hackathlon - leggi

NO COMMENT

L'immagine del mese - vedi

AM KIDS

Filosofia per bambini - leggi

ORTENSIA MALINCUORE

Ortensia per conto di Dio - leggi



NCF: INTERVISTA AD AM INSTRUMENTS

NCF parla di noi

Nel 2014 AM Instruments ha trasferito la sua sede operativa da Cesano Maderno a Limbiate, dove NCF ha intervistato Cinzia Pagani e Roberto Fossati, fondatori e titolari della società, di cui sono rispettivamente presidente e A.D./Managing Director.

«La nuova sede – sottolineano Pagani e Fossati – ha significato idealmente e concretamente, per tutti noi di AM, un passaggio importante alla nuova fase che abbiamo chiamato 2.0. Non è stata solo una nuova collocazione sul territorio, la nuova sede è stata studiata metro dopo metro per aderire al meglio alle sfide che ci attendono nei prossimi anni. Con i suoi 1.500 m2 di uffici, un magazzino e una produzione di 2000 m2, due magazzini esterni per i prodotti infiammabili, AM Labo, spazio di calibrazioni e assistenza e AM Tech dedicato alla ricerca e allo sviluppo, AM Instruments si è strutturata per il futuro. L’apertura nel 2014 della nuova sede di Limbiate, dopo quella di Siena inaugurata nel 2013 che ospita una parte degli uffici commerciali e il marketing, è parte di un progetto strategico che nel 2015 proseguirà con l’acquisizione di un capannone industriale di nuova costruzione, adiacente alla struttura di Limbiate. In autunno 2014, in un anno già pieno di cambiamenti e di sfide, abbiamo ideato quello che per noi voleva essere non solo l’inaugurazione dei nuovi spazi ma un momento di incontro e confronto con l’industria, le istituzioni e la ricerca italiana e straniera».

State parlando dell’evento di ottobre 2014?

Sì, Ride the Future (RTF) è stato per noi un evento straordinario. Tre giorni dedicati alle aree di maggiore interesse nel settore del controllo della contaminazione, caratterizzati da conferenze di alto interesse strategico tenute da personalità di spicco del nostro settore; un’area espositiva con stand dove abbiamo esposto i migliori prodotti presenti sul mercato internazionale del controllo della contaminazione; momenti dimostrativi con tecnici competenti che hanno presentato prodotti e servizi; training su argomenti di elevato interesse. A tutto questo abbiamo aggiunto una simulazione di audit della logistica condotta dalla nostra responsabile della Qualità in collaborazione con la QA di una primaria industria farmaceutica.

Abbiamo organizzato RTF con la volontà di creare un terreno su cui poter lavorare insieme a beneficio di nuovi stimoli per il futuro del settore, la risposta dei nostri clienti e anche di chi, pur non conoscendoci direttamente, ha deciso di partecipare, è stata più che positiva. L’esperienza di RTF non si è interrotta con la fine dei tre giorni ma prosegue sul sito che è la continuazione virtuale di questo straordinario evento.

Come giudicate l’anno appena terminato?

Il 2014 è stato un anno estremamente positivo e stimolante. Oltre a quanto detto sono state introdotte nuove linee di prodotto e, per primi, abbiamo attivato nuovi servizi che hanno portato ancora maggiore visibilità ad AM Instruments e hanno permesso, insieme al consolidamento delle linee di prodotto già esistenti, una crescita del fatturato del 15%. In tre anni il nostro fatturato è cresciuto del 45%, così come il nostro personale assunto, e dal 2009 siamo presenti nella classifica delle prime 500 aziende del territorio.

Siamo quindi in controtendenza, positiva, con gli indici nazionali ed europei di crescita e occupazione. Tutto questo è motivo di orgoglio e uno stimolo a fare sempre di più e meglio.

E il 2015 cosa prevede?

Un appuntamento importante sarà la partecipazione ad ACHEMA, la fiera europea più importante nel nostro settore, dove avremo uno stand nel padiglione di ingresso. Ad Achema presenteremo in anteprima prodotti innovativi frutto della ricerca e sviluppo di AM Instruments. Sarà un momento importante di contatto con clienti provenienti da tutto il mondo e l’occasione per incontrare i nostri distributori esteri. Il nostro export è in continua crescita e ci muoviamo con agilità sia in Europa che nei paesi extraeuropei. Nel 2015 proseguirà il lavoro del nostro reparto R&D su concetti e idee che si trasformeranno concretamente in prodotti unici e innovativi. Nei nuovi spazi industriali concentreremo le linee di produzione dei nuovi prodotti per far fronte alle richieste del mercato interno e dell’export.

E poi il primo aprile 2015 AM Instruments compirà 25 anni. Un momento importante da condividere con i collaboratori e i clienti.

Come vi proponete alla clientela?

La nostra filiera commerciale si compone di agenti, responsabili di linea, specialisti di prodotto, customer service, logistica, qualità. Al centro delle nostre attività c’è sempre il cliente che rappresenta il vero valore della nostra azienda. Cerchiamo di essere sempre attenti alle necessità e alle richieste di prodotti innovativi. Un esempio: nel 2014 abbiamo avuto l’opportunità di progettare, realizzare, installare, convalidare presso una primaria industria farmaceutica italiana un passamateriali con sistema di sterilizzazione a freddo che utilizza una tecnologia all’avanguardia e un prodotto a bassa concentrazione di perossido di idrogeno. Un dato su tutti: la camera interna di passaggio dei materiali è di ben 15 m3.

Un impianto simile è stato successivamente venduto in Olanda e abbiamo numerose richieste per il biennio 2015/16.

Come si potrebbe descrivere la vostra mission attraverso poche parole chiave?

Innovazione. Per noi ha un doppio significato: ricercare in continuazione prodotti tecnologicamente avanzati da distribuire in Italia e ideare e realizzare prodotti e servizi a marchio AM Instruments atti a soddisfare, e anticipare, le richieste più avanzate dei nostri clienti in Italia e nel mondo.

Eccellenza operativa. Otre a disporre di sedi operative confortevoli e tecnologicamente all’avanguardia, possiamo contare su un team di persone altamente qualificate e orientate alla collaborazione. La capacità di lavorare in “squadra” con i nostri clienti e fornitori è la chiave per offrire la massima qualità a costi competitivi.

Organizzazione interna. Supportare la crescita individuale per orientare l’organizzazione alle richieste del mercato e focalizzare costantemente l’attenzione sulla “qualità totale” attraverso l’implementazione delle metodologie di lavoro è uno dei nostri punti di forza. Nel 2105 entrerà in funzione il nuovo software gestionale che ci consentirà, ad esempio, una gestione ancora più accurata delle richieste dei nostri clienti, un passo particolarmente utile per il nostro dipartimento logistico che gestisce un magazzino interno con oltre 3000 prodotti a stock.

FIL. Acronimo di “felicità interna lorda”, qualcosa a cui teniamo particolarmente perché oltre a creare un clima di lavoro entusiasta e creativo, presente e proattivo, si riflette sui nostri clienti che sono e rimangono al centro del nostro lavoro quotidiano.

Per concludere, quali i suono i fattori vincenti alla base della vostra originalità?

Fare tesoro dei risultati raggiunti immaginando costantemente il domani.

Distinguerci comunicando in maniera informale.

Instaurare rapporti solidi e duraturi con i nostri partner, siano essi fornitori o clienti.

Tutto questo richiede un’attenzione continua e costante a ciò che avviene dentro e fuori l’azienda, un compito che ci entusiasma da 25 anni.

Prodotti e servizi

Ampia e diversificata, la proposta commerciale di AM Instruments rivolta al mercato del controllo della contaminazione in ambito farmaceutico sia articola in:

  • sanitizzanti;
  • prodotti monouso;
  • strumenti e accessori per la decontaminazione superficiale;
  • strumentazione e sistemi di monitoraggio;
  • sistemi e servizi di sanitizzazione ambientale;
  • prodotti “custom”;
  • servizi di convalida.

L’Azienda

Da 25 anni AM Instruments si occupa di ambienti a contaminazione controllata, identificando la propria missione nella fornitura di prodotti e servizi di alta qualità per i settori farmaceutico, alimentare, elettronico, engineering e in generale dovunque siano essenziali le tematiche legate al controllo della contaminazione. Distributore esclusivo per l’Italia di prestigiosi marchi internazionali, AM Instruments propone una vasta gamma prodotti, di importazione o di propria produzione, e offre inoltre servizi di convalida cleanroom, esecuzione protocolli IQ, QQ, PQ e servizi tecnici post vendita.

L'articolo è sul sito di NCF a questo indirizzo.


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Metallo liquido

Sapevamo che l’avvento della stampa 3D avrebbe aperto nuove forntiere creative. Certo non avevamo considerato la possibilità di un materiale che potesse rimenere malleabile oltre la fase della stampa, dando così la possibilità di ulteriori variazioni strutturali. La stampante 3D di cui parliamo non utilizza né materiale plastico né materiale metallico solido, bensì una particolare lega di indio e gallio che si mantiene liquida anche a temperatura ambiente e quindi particolarmente manipolabile!

Depositata su una superficie in gocce microscopiche da una siringa, dopo pochi istanti la lega, a contatto con l’aria, forma per ossidazione un sottile strato esterno di natura elastica, una specie di pelle che collega ciascuna goccia in una struttura stabile ma flessibile, impedendo quindi che il composto si fonda nella formazione di un unico grande blocco e permettendo costruzioni che si estendono anche in altezza.

Allo stato attuale della ricerca, questa tecnologia permette di creare strutture molto semplici perché la lega di indio e gallio non è ancora competitiva economicamente con la plastica tradizionale e il processo deve essere velocizzato per rendere più funzionale la tecnologia. Intanto però, i ricercatori hanno dimostrato l’efficacia di questa nuova stampa 3D sviluppando prodotti semplici come, per esempio, un cavo audio che, essendo composto dalla lega, può essere allungato di parecchi centimetri senza spezzarsi né perdere le sue proprietà di conduttore.

Un altro esempio è un blocchetto di polimero auto rigenerante inserito in un circuito per l’accensione di un led e al cui interno viene incorporata una filatura di indio-gallio. Un taglio al centro della struttura interrompe il flusso di corrente ma, avvicinando le due metà e applicando una leggera pressione, il diodo riprende a emettere luce. Non solo: dopo 10 minuti il taglio è perfettamente rimarginato.


CLEAN MUSIC

Musica per orecchie pure: Paul & Linda McCartney

Clean Music è una rubrica tutta da ascoltare, puoi farlo facendo clic sul pulsante play qui sotto, oppure scaricando il file audio da ascoltare sul tuo mp3 player da questo link. Se non hai la possibilità di ascoltare l'audio puoi comunque leggere il testo qui sotto.

15 Maggio 1967, sono circa le 11 di sera e dopo aver finito di registrare, Paul McCartney va a rilassarsi al Bag o’Nails di Londra dove assiste al concerto di George Fame & The Blu Flames. Qualche tavolo più avanti ci sono gli Animals accompagnati da una giovane fotografa americana. La fotografa è a Londra per fare foto a diversi gruppi musicali con lo scopo di pubblicare un libro intitolato “Rock and Other Four Letter Words”.
Paul la guarda ed è particolarmente attratto dal suo sorriso, così, poco dopo, quando la fotografa si alza per recarsi all’uscita, Paul le si pone davanti e la ferma chiedendole il nome ed invitandola a seguirlo in un altro locale.
La giovane americana accetta l’invito. Si recheranno allo Speakeasy dove un gruppo dal nome strano sta suonando per la prima volta il brano intitolato “A Whiter Shade of Pale”; il gruppo è quello dei “Procol Harum” e quella canzone sarà il brano che segna l’inizio di una grande storia d’amore tra Paul McCartney e Linda Eastman che durerà fino al 17 aprile 1998 giorno della scomparsa di lei.

Dopo il primo incontro Paul e Linda continuano a vedersi di tanto in tanto. Si vedono tutte le volte che Paul si reca a New York o quando Linda è a Londra per lavoro.
Paul, come dichiarerà nel racconto pubblicato nell'antologia dei Beatles, ripensando a tutte le relazioni avute fino a quel momento, trova che Linda sia la persona con la quale vorrebbe condividere l'esperienza del matrimonio. Durante il corso di meditazione che i Beatles tennero in India, Paul compose le note per il brano “I Wil”l senza tuttavia trovare il testo giusto per la canzone. Al ritorno dal viaggio, “I Will” fu addirittura esclusa dai brani che dovevano comporre il “White Album”, ma spronato dalla storia d’amore appena cominciata con Linda, Paul trovò le parole per una semplice, ma non banale, canzone d’amore.
 
Il 12 marzo 1969, dopo un breve periodo di convivenza a Londra, Paul e Linda si sposeranno. Per i Beatles è un brutto momento, sono ormai un gruppo sciolto è al matrimonio non parteciperà nessuno dei componenti della band; meno di 10 persone parteciperanno alla cerimonia.

Nel 1971, dopo lo scoglimento dei Beatles, Paul e Linda formano il gruppo musicale dei “Wings”. Linda ha scarsissime doti musicali, ma Paul decide ugualmente di inserirla nella band insegnandole a suonare il piano. Durante i live Linda suona solo nei brani più semplici e il microfono viene escluso completamente perché pare che Linda sia stonata come una campana (https://www.youtube.com/watch?v=UoH9zP_n_g0).
I “Wings” partono in sordina, i primi album non sono molto graditi dal pubblico, ma nel 1973 l’album “Red Rose SpeedWay” e il dolcissimo brano “My Love”, dedicato da Paul alla sua compagna Linda, portano il gruppo nella vetta delle classifiche mondiali.

Linda è un’accanita sostenitrice dei diritti degli animali e ovviamente vegetariana. Lo stile di vita viene trasferito a Paul che dal 1975 smetterà di consumare carne fino ad arrivare ad introdurre una linea di surgelati per pasti vegetariani chiamata “Linda McCartney Foods”.

Nel 1995 Linda si sottopone ad un controllo di routine al Princess Grace Hospital di Londra; i medici scoprono un tumore maligno al seno. Linda si sottopone all’intervento chirurgico e alla chemioterapia che le farà perdere tutti i capelli.
Quando tutto sembrava aver preso la via della guarigione, nel marzo del 1998 un ulteriore controllo scopre che il cancro si è diffuso anche al fegato.
I McCartney decidono di prendersi una vacanza in Arizona nel ranch di famiglia. Linda è molto debole, ma non perde l’animo positivo. Durante le camminate al parco spesso si ferma a contemplare la natura lasciandosi a riflessioni sulla vita.
Il 17 Aprile 1998 Linda muore. Le sue ceneri vengono sparse nell’azienda dei McCartney nel Sussex.
Al momento della sua morte Linda stava lavorando ad un nuovo libro di cucina vegetariana e ad un nuovo libro fotografico.
Paul fece una dichiarazione ai fans chiedendo di non mandare fiori, ma fare donazioni alle organizzazioni che lottano contro il cancro e per la difesa degli animali e poi aggiunse: “ Il tributo più bello che potreste farle è quello di diventare vegetariani”.

L’otto Giugno 1998, per la prima volta dallo scioglimento dei Beatles, Ringo, George e Paul si ritrovarono sul palco per onorare Linda davanti ad 800 persone nella chiesa di St. Martin in the Fields.

Paul e Linda vissero insieme per circa 30 anni. Paul scelse Linda, una ragazza lontana dalla vita mondana, che preferiva la vita di campagna, isolata dal mondo. In trent’anni hanno trascorso quasi tutti i giorni e le notti insieme. Paul e Linda restano la dimostrazione dell’amore puro, capace di fare radici anche tra il trambusto di una vita a tempo di rock.

Per contattare DJ Tommy: tcassano[at]aminstruments.com


LA LENTE

MyBox

Da qualche anno la tendenza del mercato è quella di sostituire i tradizionali pass-box statici o dinamici sanitizzanti tramite lampade UV o biocontaminazione manuale, con la nuova generazione di pass-box bio-decontaminati attraverso perossido d’idrogeno.
AM Instruments, avendo una linea specifica sulla bio-decontaminazione, ha deciso di sviluppare una nuova versione di pass-box inserendo un sistema di bio-decontaminazione di H2O2 integrato.
I vantaggi di questa tecnica sono un grado di abbattimento della carica batterica pari a Log 6 tempi estremamente rapidi di sterilizzazione e la possibilità di utilizzarla per tutti i materiali termolabili.

MyBox, prodotto secondo gli standard GMP per ambienti farmaceutici, con materiali di alta qualità e finitura, è in grado di eseguire i cicli automatici di bio-decontaminazione mediante PLC integrato, adattandosi alle specifiche del singolo carico. La mappatura chimica e microbiologica con bioindicatori (Geobacillus Stearohtermophilus) assicura in fase di validazione la corretta distribuzione ed efficacia del perossido d’idrogeno nel garantire la raggiunta sterilizzazione a freddo del carico.


Il MyBox nHP con generatore di H2O2 nebulizzato integrato, può essere facilmente installato per il passaggio di materiale da aree classificate C/D in aree sterili di grado B, garantendone la sterilizzazione delle superfici esterne.

Vantaggi
•Nessun vincolo termoigrometrico, veloce, ripetibile, affidabile e validabile. Non pregiudica materiali termolabili.
•Alta compatibilità con tutti i materiali utilizzati in ambienti controllati
•Il design semplice ma completo si adatta a qualsiasi esigenza.

Generatore nHP Tecnologia PHILEAS®

La disinfezione aerea delle superfici è una tecnica innovativa basata sulla nebulizzazione di un prodotto disinfettante. Tale prodotto è nebulizzato sotto forma di micro gocce e successivamente diffuso nell'ambiente. Questa tecnologia, chiamata anche “nebulizzazione a secco”, permette la disinfezione delle superfici raggiungendo anche le parti meno accessibili senza lasciare alcuna traccia.

Tecnologia del disco rotante

Il disco rotante posto sulla sommità dello strumento riceve tramite una pompa peristaltica la soluzione sanitizzante presente nella tanica.
La rotazione del disco, di 45.000 giri al minuto, “rompe” la soluzione creando una fine nebbia (5-10µm).

MyBox iHP

Il MyBox iHP consente di sterilizzare i materiali da trasferire tra due ambienti aventi un diverso livello di contaminazione ambientale, ed è̀ in grado di rispettare il grado “A” EU GMP a livello particellare.

La tecnologia iHP , ionized Hydrogen Peroxide, utilizza come agente di sterilizzazione il perossido di idrogeno, attivato tramite ionizzazione grazie al passaggio attraverso un arco voltaico di circa 17.000V. Questa attivazione consente l’utilizzo di una bassa concentrazione di agente, il 7,5% circa, a parità di efficacia, dimostrata con indicatori biologici di G. Stearothermophilus.
Il sistema utilizza una pompa dosatrice KNF customizzata.
Il suo ciclo di funzionamento è semplice: 
- le porte sono interbloccate pneumaticamente
- l’operatore tramite HMI sblocca la porta lato Sterile ed effettuerà le operazioni di carico.
- dopo aver chiuso la porta del lato non Sterile l’operatore tramite HMI farà partire il ciclo di sterilizzazione.
- a ciclo ultimato l’operatore nel lato Sterile potrà effettuare lo scarico del materiale sterile.

Attraverso i pannelli, Touch Screen 5” TFT-LCD, posizionati uno sul lato Sterile ed uno sul lato non Sterile l’operatore ha la possibilità di scegliere la ricetta adeguata al carico da effettuare. Sul monitor sono indicate tutte le informazioni sullo stato corrente del Pass Box e del ciclo di sterilizzazione. Il sistema prevede la possibilità di memorizzare fino a 16 RICETTE di sterilizzazione H2O2.
Il pannello operatore è in grado di generare report, che potranno essere anche personalizzati secondo le diverse esigenze. I report possono essere indirizzati direttamente verso una stampante di rete o trasformati in file PDF e salvati su un disco di rete. Tutti i parametri fisici che sono ritenuti critici per il corretto completamento del ciclo di sterilizzazione (concentrazione, tempi di esecuzione) sono sottoposti a controllo continuo, con soglie di allarme impostabili e ritardi variabili.

Il team di Ricerca e Sviluppo di AM Instruments propone prodotti e servizi innovativi e di elevata qualità. La nostra presenza sul mercato nazionale e internazionale è il segnale del nostro impegno costante e dell’eccellenza operativa di professionisti nel controllo della contaminazione.


Per ulteriori informazioni su MyBox: Roberto Stroppa (rstroppa[at]aminstruments.com)


AM Instruments ha realizzato il nuovo catalogo strumentazione controllo e analisi, fai clic qui o sull'immagine per scaricarlo. 


UNA PAGINA A CASO

Rubrica di passioni letterarie

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Sette brevi lezioni di Fisica
Carlo Rovelli

La quarta di copertina di questo piccolo volume dell’Adelphi dice così:
Queste «brevi lezioni» ci guidano, con ammirevole trasparenza, attraverso alcune tappe inevitabili della rivoluzione che ha scosso la fisica nel secolo XX e la scuote tuttora: a partire dalla teoria della relatività generale di Einstein e della meccanica quantistica fino alle questioni aperte sulla architettura del cosmo, sulle particelle elementari, sulla gravità quantistica, sulla natura del tempo e della mente.

Potrei riportare stralci di questo libro ma sarebbe fare una violenza, perché le lezioni sono davvero brevi, e ogni parola ha un peso specifico enorme, frutto di ricerca, studio, attenzione, curiosità, storia. Piuttosto voglio riportare una riflessione. Quella dell’ultimo capitolo. Carlo Rovelli non fugge dalla domanda delle domande. In questo oceano di particelle, noi, pure fatti di particelle, che senso abbiamo? 

“ La natura è la nostra casa e nella natura siamo a casa. Questo mondo strano, variopinto e stupefacente che esploriamo, dove lo spazio si sgrana, il tempo non esiste e le cose possono non essere in alcun luogo, non è qualcosa che ci allontana da noi: è solo ciò che la nostra naturale curiosità ci mostra della nostra casa. Della trama di cui siamo fatti noi stessi. Noi siamo fatti della stessa polvere di stelle di cui sono fatte le cose e sia quando siamo immersi nel dolore sia quando ridiamo e risplende la gioia non facciamo che essere quello che non possiamo che essere: una parte del nostro mondo.

Lucrezio lo dice con parole meravigliose:

...siamo tutti nati dal seme celeste;
tutti abbiamo lo stesso padre,
da cui la terra, la madre che ci alimenta,
riceve limpide gocce di pioggia,
e quindi produce il luminoso frumento,
e gli alberi rigogliosi, 
e la razza umana,
e le stirpi delle fiere,
offrendo i cibi con cui tutti nutrono i corpi,
per condurre una vita dolce
e generare la prole…

Per natura amiamo e siamo onesti. E per natura vogliamo sapere di più. E continuiamo a imparare. La nostra conoscenza del mondo continua a crescere. Ci sono frontiere, dove stiamo imparando, e brucia il nostro desiderio di sapere. Sono nelle profondità più minute del tessuto dello spazio, nelle origini del cosmo, nella natura del tempo, nel fato dei buchi neri, e nel funzionamento del nostro stesso pensiero.

Qui, sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l’oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato.”


CALEIDOSCOPIO

Napoli e Roma

AUGUSTO E LA CAMPANIA. DA OTTAVIANO A DIVO AUGUSTO 
Fino al 4 Maggio 2015
Napoli
Grandi Mostre


Con Augusto cambia il destino della Campania, dell’Italia e del Mediterraneo. Per celebrarne la figura a 2000 anni della sua morte, avvenuta a Nola, e raccontare i luoghi della regione che lo videro protagonista nell’ascesa al potere, la Soprintendenza per i Beni archeologici di Napoli presenta la mostra “Augusto in Campania. Da Ottaviano a Divo Augusto. 14-2014 d.C.”, finanziata dalla Regione Campania, fondi P.O.R. Campania F.E.S.R. 2007/2013 e realizzata in collaborazione con la Soprintendenza Speciale di Pompei, Ercolano e Stabia.

COLOSSEO, SOTTERRANEI E TERZO ORDINE 
dal 14 Febbraio al 30 Aprile 2015
Roma
Grandi Eventi
 
Visite guidate agli ipogei del Colosseo che consentono di scendere nel ventre del monumento antico più famoso e visitato al mondo. Dal 7 aprile i racconti sui giochi gladiatori, munera et venationes, diventeranno più vividi nell'immaginario dei visitatori perché ascoltati lì dove si svolgevano gli ultimi preparativi prima che le belve feroci, le scenografie e gli stessi gladiatori salissero sul piano dell'arena per scatenare l'entusiasmo del pubblico con spettacoli dai mille colori. Questi spazi si conservano nelle condizioni in cui erano alla fine del V secolo d.C., quando furono interrati. Da allora non hanno subito alcuna manomissione dovuta a usi successivi, come avvenuto per la parte elevata dell'Anfiteatro.Il percorso di visita continua, poi, in varie tappe all'interno del monumento prima di concludersi con una salita al terzo anello, straordinario punto di vista dall'alto dell'intera cavea e sulla valle del Colosseo. Prima di accedere a quella che oggi si presenta come una terrazza, si attraverserà l'unica galleria conservatasi integra, compresa parte degli intonaci di rivestimento e i lucernai originali, che collega il II con il III ordine. Una volta tornati all'aperto, a circa trenta metri d'altezza, lo sguardo abbraccia l'area dei Fori imperiali e del Palatino in una suggestiva sintesi della storia dell'antica Roma.


WARP ATTACK

Sing for Hope!

“Ho sempre sognato di suonare un pianoforte e un giorno dello scorso giugno mi sono ritrovata a suonarne uno nientemeno che al Lincoln Center. Certo, forse “suonare” è un eufemismo per il rumore che stavo producendo, ma la soddisfazione era comunque tanta, così come vedevo che lo era quella di tutti coloro che come me si stavano esprimendo nella Lincoln Center Plaza, di fronte al Metropolitan Opera House."

Questo non è un sogno irrealizzabile… basta trovarsi a New York durante una delle iniziative più originali degli ultimi anni… Decine di pianoforti recuperati, salvati, accordati, dipinti, e piazzati per le strade da volontari rivoluzionari dell’associazione SING FOR HOPE!

Ogni anno fin dal 2010 questa associazione no-profit, creata nel 2006 dalle ex studentesse della scuola Julliard, Monica Yunus e Camille Zamora, chiede ad artisti newyorchesi di decorare 88 vecchi pianoforti riadattati che saranno poi collocati in diversi luoghi pubblici della città per due settimane fino al gran finale al Lincoln center.

Quest’anno anche le star del musical di Broadway “Once” hanno suonato alcuni di questi piani che sono poi stati donati a scuole, ospedali e comunità. Questa iniziativa, così come altre di Camille e Monica che chiamano i loro volontari “Peace Corps dell’arte”, ha lo scopo di rendere l’arte accessibile a tutti, soprattutto a bambini di aree poco servite come Staten Island e Far Rockaway.

Più si è e meglio è, perché gli artisti di Sing for Hope credono in quanto diceva lo scrittore cinese Lin Yutang: “La speranza è come una strada in un campo; prima non c’era alcuna strada ma quando tanta gente incomincia a percorrere lo stesso cammino, se ne crea una”.


LE BUONE NOTIZIE

Civic Hackathon

Innovazione sociale: ecco come un hackathon* può cambiare la vita dei cittadini

*Un hackathon (anche conosciuto come hack day o hackfest) è un evento al quale partecipano, a vario titolo, esperti di diversi settori dell'informatica: sviluppatori di software, programmatori e grafici web. Un hackathon generalmente ha una durata variabile tra un giorno e una settimana.
Tra le finalità che gli hackathon si propongono, oltre al tradizionale lavoro per la realizzazione di un software, c'è un numero crescente di esempi per i quali gli eventi assumono invece obiettivi didattici e sociali.

E’ stato il primo “civic hackathon”, una due giorni all’insegna della partecipazione civica integrata nel processo di proposta e selezione delle idee cittadine più interessanti per migliorare la qualità della vita dei cittadini di Legnano. L’evento, al quale hanno partecipano a vario titolo esperti di diversi settori (in questo caso non parliamo di informatica, come avviene per gli hackathon in senso stretto, ma di innovazione sociale), ha visto una consistente partecipazione da parte della cittadinanza, di studenti universitari, associazioni del territorio e curiosi venuti appositamente da Milano e dintorni per partecipare all’iniziativa.
Strutturata in tre fasi, ispirazione, formazione, attività, l’evento ha accolto alcuni esperti di settore fra cui Mattia Corbetta, membro della segreteria tecnica del Ministero allo Sviluppo Economico, invitato a delineare un quadro delle opportunità imprenditoriali di Legnano, anche in relazione agli obiettivi e all’agenda governativa.
Dopo essere stati ispirati dagli interventi, i cittadini si sono auto-costituiti in gruppi di lavoro e hanno cominciato un processo di co-creazione dei propri progetti per la città.
Il civic hackathon è stata una tappa molto importante dell’intero processo di bilancio partecipativo chiamato Legnano Ideale, promosso e realizzato dall’Assessorato allo Sviluppo dei Processi Partecipativi dell’Amministrazione Comunale di Legnano.
Nell’arco di 24 ore sono stati sviluppati numerosi progetti, di cui nove sono stati presentati di fronte alla platea di cittadini, e ora consultabili sul sito Legnanoideale.it. Cosa accadrà dopo il primo civic hackathon? Le idee raccolte saranno sottoposte ad una valutazione di fattibilità tecnica e giudica da parte degli uffici tecnici. Le proposte che passeranno la selezione saranno sottoposte al voto dei cittadini il prossimo 12 aprile.


NO COMMENT

L'immagine del mese

"La primavera sta arrivando..." - immagine di Alessandro Besana (abesana[at]aminstruments.com)


AM KIDS

La filosofia per bambini

La filosofia nasce come interrogazione dell’uomo sul senso delle cose. La domanda di Platone era il “ti estì?”, che in greco significa che “cos’è”. Una domanda all'apparenza ingenua, che spesso ci sentiamo rivolgere soprattutto dai bambini, che durante la loro crescita non smettono mai di chiedere o di voler capire da dove veniamo e dove andiamo.

La filosofia è una materia troppo difficile per i bambini? Non sono forse i bambini di 5 o 6 anni i più bravi a fare domande difficili a cui rispondere?

Filosofia alle elementari
Non sono dello stesso parere alcune scuole italiane che hanno proposto la materia nelle scuole primarie, inserendola nei piani di studio. In realtà pensare che la filosofia sia una materia difficile è un’idea nostra, e probabilmente rappresenta anche un’idea distorta di quello che questa disciplina è davvero. Se approcciamo ad essa come ad una disciplina che ci permette di ragionare e, che offre ai bambini (e agli adulti) il piacere di riflettere su temi stimolanti e interessanti, forse un po’ di filosofia ci può insegnare moltissimo.


In via sperimentale, in alcune scuole italiane, i bambini si stanno avvicinando alla filosofia in modo del tutto naturale. L’approccio è molto leggero ma sostanziale: ai bambini viene chiesto di dialogare spontaneamente sui temi che avevano appassionato anche i primi filosofi che si interrogavano sulla natura, sul senso dell’essere, sulla felicità e sull’amore.
I bambini sono sorprendenti. La saggezza è una loro dote perché vedono la realtà senza filtri e senza condizionamenti. Dalla loro parte, hanno a disposizione la fantasia e l’immaginazione, qualità che progressivamente rischiano di perdersi.
La filosofia permette, grazie alla forza dell’intuizione propria dei bambini, di stimolare la fantasia e la creatività e di approcciare il ragionamento logico, la consequenzialità, i nessi causa-effetto.

L’infanzia è l’epoca di grandi interrogativi. Alcune delle domande più frequenti dimostrano concretamente quanto questa disciplina favorisca la comunicazione, l’espressione dei dubbi e di conseguenza l’opportunità di dialogo:
che cos’è la felicità? cosa sono i sogni? cos’è la bellezza? cosa significa essere maschio e femmina? chi è Dio?

Le scuole che hanno lanciato questa sperimentazione sono ancora poche, ma i genitori, con un pizzico di fantasia e un po’ di impegno possono sperimentare la filosofia per i bambini anche a casa, cercando di stimolare delle piccole discussioni, magari assieme ai fratelli più grandi, su temi che si prestino al confronto e che diano uno stimolo positivo alla quotidianità.

Non è necessario mirare ad una risposta o arrivare per forza a delle conclusioni: a seconda dell’età e del desiderio del bambino le “domande di senso” ci permettono di aiutarlo a ragionare, a confrontarsi con la realtà, a comprendere l’immensità dello scibile umano e delle sue sfaccettature, stimolando in fondo la curiosità. 

Le origini della Philosophy for children
La Philosophy for children è una delle esperienze pedagogiche più significative negli ultimi 50 anni: ideata negli anni ’70 dal filosofo Matthew Lipman, è praticata negli Stati Uniti e ora anche in Italia, sotto l’egida di varie federazioni internazionali che ne hanno promosso la diffusione.
Il metodo è basato sulla pratica del filosofare grazie ad una comunità di ricerca, attraverso strumenti come il racconto e la discussione collettiva dei bambini, aiutati da un facilitatore che stimola le discussioni con domande aperte, ragionamenti, dialoghi.


ORTENSIA MALINCUORE

Ortensia per conto di Dio

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Sono stata al Winter Game!!! Firenze. Che bella questa città. Ricordo che ci andai da piccola, in un fine settimana di follia di mio padre.  Lui al massimo percorreva la Via del Mare per portarci a fare un pic nic in spiaggia a Ostia Lido, ma oltre non era mai andato. Invece quel giorno, avevo circa 12 anni, si svegliò, come in preda a una follia divina, e ci disse: “Oggi si va a Firenze”. Mamma pensò a un tranello per andare a vedere Fiorentina Roma, io pensai semplicemente a una rezione chimica, qualche ghiandola surrenale un po’ impazzita che gli aveva donato un flusso d’adrenalina superiore alla media. In ogni caso, dopo un’ora, eravamo sulla Roma Firenze. Ricordo la mia testa appoggiata al finestrino appena aperto. I ricci scompigliati, e gli occhi a guardare l’orizzonte che variava ogni secondo, verde, alberi, torrente, case, fiume, verde, marrone…
Quando arrivammo papà lasciò la macchina appena fuori dal centro. E camminammo per quelle piccole vie che all’improvviso finiscono e ti trovi davanti la bellezza. E la bellezza aveva tanti nomi, nomi di chiese, di piazze, di statue. Credo che alla fine fossi ubriaca. Scoprii solo dopo che questa cosa pure ha un nome: sindrome di Stendhal.
La stessa che mi prende quando alle nostre riunioni parla Padre Luca. E non perchè somigli al Davide di Michelangelo, ma perchè le sue parole hanno qualcosa di speciale, ti arrivano addosso e ti avvolgono. E dopo, l’istante dopo che ha finito di parlare, ti accorgi che le hai comprese, le hai fatte tue. Sono te. 

Padre Luca è il nostro “padre spirituale”. Voi penserete che è cosa ben strana avere un padre spirituale in azienda. In fondo io stessa non ho fede che nella scienza. Ma l'arte del padre spirituale sta nel riconoscere qual è il cammino giusto per il singolo, se deve scacciare i pensieri o occuparsene andando fino in fondo. Come nella ricerca, devi essere in grado di scegliere se fermarti, o andare fino in fondo. 
Padre Luca ci ha fatto andare fino in fondo a un pensiero. La qualità nel lavoro. Nella nostra cultura il lavoro non è mai stato punizione divina in seguito al peccato originale. Diversamente dai protestanti che affidano a un meccanismo punitivo il loro essere solerti ed efficienti, noi abbiamo qualcosa di davvero speciale. Noi siamo partner di Dio, soci in affari. Ci è stato dato un mondo in gestione. Il nostro lavoro non è mirato all’attimo successivo, ha un dono di eternità nella sua stessa matrice culturale. Questa interpretazione di un homo faber come partecipante attivo a qualcosa di più grande, molto più grande, è cio che rende costantemente il nostro lavoro qualcosa di cui siamo parte. Non è fuori di noi, ma dentro di noi. Insomma, io sono Ortensia Malincuore, e vengo in missione per conto di Dio, di cui sono pure socia. Questa cosa mi ha fatto sentire davvero forte!!!!

Quindi, ragazzi, portatemi rispetto!


La storia di Ortensia Malincuore continua sul prossimo numero di WARP. Se non sei già nella nostra lista:

 

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