WARP #58 - Marzo 2018

WARP is in italian at the moment, but if your sense of humour is turned on, you can try an auto-translated version here, thanks to Google. :-)


AM Instruments cerca personale!

Abbiamo bisogno dell'entusiasmo, delle capacità e del talento di un PROGRAMMATORE PLC/SCADA
Non esitare, invia la tua candidatura!


ACHEMA 2018

Richiedi i biglietti gratuiti - qui

TOP NEWS

Qualità Pharmaclean® - leggi

PASSWORD

La parola d'accesso di questo numero è "Cerca" - leggi

CLEAN MUSIC

Musica per orecchie pure: "Tupac Shakur" - leggi o ascolta

UNA PAGINA A CASO

Daria Bignardi - leggi

AMORE E ALTRI INCANTESIMI

Rossella Tempesta - leggi

WARP ATTACK

Ispirazioni rivoluzionarie - leggi

MI PIACE! (+1)

Portineria 14 - leggi

NO COMMENT

L'immagine del mese - vedi

AM KIDS

Bambini in guerra - leggi

ORTENSIA MALINCUORE

Ortensia e il dono inaspettato - leggi



TOP NEWS

Pharmaclean®, un’area produttiva GMP®

Dal 2015 AM Instruments porta avanti un programma GMP Oriented, dimostrandosi unica azienda, nel panorama del controllo della contaminazione,  a mettere in pratica attività progressive tese a creare non solo un linguaggio comune con i suoi clienti, nello specifico le aziende Pharma, ma ad adeguare modalità operative e condividerne obiettivi e traguardi.
 
La costruzione della struttura produttiva Pharmaclean segna un ulteriore passo in questo senso.
Nell’ultimo trimestre del 2016 è stato avviato un progetto innovativo, unico in Europa, che ha dato il via alla costruzione di un nuovo reparto produttivo consistente in una cleanroom di Grado C, un laboratorio QC, un reparto di confezionamento secondario, uffici e un Replication Data Center.
Si tratta di un impianto “state of the art” che nel 2017 ha consentito ad AM Instruments di lanciare sul mercato mondiale prodotti unici e innovativi con il nuovo marchio registrato Pharmaclean®, oltre che a proporre servizi dedicati al mercato life science. Tra questi una linea completa di coperture e sacchetti per la sterilizzazione in cleanroom sia standard che su misura. E un servizio di repackaging unico per qualità e rapidità di esecuzione.
 
Pharmaclean è il frutto dell’esperienza maturata in oltre 25 anni di attività: è da questa esperienza che nascono prodotti che aderiscono totalmente alle esigenze sempre più stringenti di qualità e sicurezza che il settore life science richiede. E nel pieno rispetto di queste esigenze, un auditor certificato si occupa della gestione della qualità in questo ambiente produttivo.

IL SISTEMA DI QUALITÀ APPLICATO A PHARMACLEAN E’ STRETTAMENTE CONNESSO AL SISTEMA DI GESTIONE DELLA QUALITÀ DI AM INSTRUMENTS RAPPRESENTANDONE UNA CONTINUITÀ ED UN AMPLIAMENTO.
 
Abbiamo chiesto a Maria Adele Imro, Auditor certificato responsabile della qualità AM Instruments e Pharmclean, come si costruisce un sistema di gestione della qualità.
La norma ISO 9001 definisce i requisiti minimi che il Sistema di Gestione per la Qualità di un'Organizzazione deve dimostrare di soddisfare per garantire il livello di qualità di prodotto e servizio che dichiara di possedere con se stessa e con il mercato.
Le registrazioni della qualità, in effetti, sono il miglior modo per dimostrare come funziona il nostro Sistema Qualità
e la sua conformità ai requisiti della norma, attraverso l'evidenza del raggiungimento degli obiettivi che ci siamo posti.
“Per un’azienda certificata ISO 9001:2015 Non esiste una regola precostituita generale per costruire un SGQ e un sistema di registrazioni della qualità perfetti: ciascuna azienda ha le proprie esigenze, il proprio mercato, prodotti diversi, normative e regolamenti specifici e quindi ognuna stabilirà quali registrazioni raccogliere e conservare e per quanto tempo e come trasferire, inoltre, tali esigenze ai propri fornitori al momento del contratto o dell’ordine.
Si può dire che quello relativo alle registrazioni della qualità sia l'unico requisito della norma che va applicato in ogni nostra attività andando a costituire un vero e proprio denominatore comune all’interno del testo della ISO 9001:2015. Le registrazioni della qualità, in effetti, sono importantissime sia per avere traccia del lavoro fatto e poter prendere, di conseguenza, le decisioni relative alle varie aree aziendali con cognizione di causa, sia per offrire ai nostri clienti la prova che stiamo lavorando bene.”
 
E’ proprio in sede di Audit che i nostri clienti possono trovare riscontro alle esigenze sempre più stringenti di qualità e sicurezza.  A cominciare da un profilo completo dell’azienda fino ad arrivare alla documentazione puntuale di tutte le attività e alle certificazioni relative ai prodotti.

  • ORGANIGRAMMA AZIENDALE
  • LAY OUT PHARMACLEAN®
  • SITE MASTER FILE
  • ELENCO DOCUMENTI PHARMACLEAN®
  • PRESENTAZIONE AZIENDALE
  • VISITA SITO PRODUTTIVO
  • SCHEDE TECNICHE DI PRODUZIONE
  • CERTIFICATI DI RILASCIO
  • PACCHETTO DOCUMENTALE DI VALIDAZIONE DEL PROCESSO DI STERILIZZAZIONE PER IRRAGGIAMENTO per linee di prodotto

Il Site Master File, in particolare,  ha una valenza fondamentale. Esso infatti contiene tutte le informazioni relative alle attività svolte nell’impianto, nel rispetto degli elevati standard qualitativi dei clienti AM.

  • Informazioni generali del produttore
  • Sistema di gestione della qualità
  • Personale Locali e attrezzature
  • Documentazione Produzione
  • Controllo di qualità
  • Fabbricazione di contratti, analisi e altri servizi
  • Attività post-vendita
  • Autoispezione
  • Esportazione di prodotti

I nostri clienti possono accedere a tutta la documentazione relativa a:
 
Procedure operative:
“Modalità di assegnazione numero di lotto dei prodotti Pharmaclean®”
“Attrezzature, prodotti e sanitizzanti in uso presso la Pharmaclean® di AM Instruments”
“Gestione e rilascio materiale in ingresso per le produzioni Pharmaclean®”
“Gestione deviazioni e anomalie di processo”
“Programma di monitoraggio ambientale dell’area classificata Pharmaclean®
Istruzioni Operative:
“Modalità di accesso e vestizione per l’area classificata Pharmaclean®”
“Pulizia e sanitizzazione dell’area classificata Pharmaclean®: modalità di esecuzione”
Capitolati di controllo e rilascio materie prime in ingresso
Schede tecniche di Produzione
Metodi Analitici
Certificati di rilascio
Certificazione ISO 9001:2015
Validazione del processo di sterilizzazione per irraggiamento
(estesa a tutti i prodotti consumabili a marchio AM) in conformità alle:
UNI EN ISO:11137-2: 2013 “Sterilizzazione di prodotti sanitari - Radiazione - Parte 1 Definizione della dose sterilizzante”
UNI EN ISO:11737 Parte 1:2006 “Sterilizzazione dei dispositivi medici - Metodi microbiologici - Parte 1: Determinazione di una popolazione di microrganismi sui prodotti”
UNI EN ISO:11737 Parte 2:2009 “Sterilizzazione dei dispositivi medici - Metodi microbiologici - Parte 2: Prove di sterilità eseguite nel corso della convalida di un processo di sterilizzazione”
Ph Eur. 2.6.1: Sterilità

Con queste premesse, AM Instruments conferma ancora una volta la sua mission: essere la prima azienda GMP Oriented nel settore del controllo della contaminazione.

Per ulteriori informazioni sulla linea e la produzione Pharmaclean: Iolanda Messori (imessori[at]aminstruments.com).

Scarica la brochure Pharmaclean



PASSWORD

"Cerca"

La parola di questo mese è “cerca”. Cosa? Una parola. E quale? “Cerca”. Cosa? Una parola... Lo so, sembra quel gioco di parole con il quale mio padre mi faceva impazzire da bambina... Dove vai? Al cinema. A vedere che? Quo Vadis. E che vuol dire. Dove vai? Al cinema. A vedere che? Quo Vadis. E che vuol dire. Dove vai? Al cinema…..
Mi limito ad una piccola riflessione: il nostro mondo è fatto di televisione, sport e disastri naturali. E quando ci spingiamo oltre cadiamo in cucina. Come faccio a preparare la crema pasticcera, la carbonara o il pesto. E se vogliamo scatenarci, non ci chiediamo in fondo perché esiste l’universo, quanto piuttosto perché Fedez piange. 
A volte vorrei tornare indietro, quando non esisteva internet, e non perchè io non ami la tecnologia, anzi. Ma per provare quel senso di entusiasmo nello sfogliare i piccoli opuscoli per fare le nostre ricerche a scuola. E le ricerche non erano mai su Fedez...

Le parole più cercate su Google in Italia 2017 : Ricerche

1) Nadia Toffa
2) Hotel Rigopiano
3) Italia – Svezia
4) Sanremo
5) Terremoto
6) Giro d’Italia
7) Occidentali’s Karma
8) Tour de France
9) Corea del Nord
10) Champions League

Le parole più cercate su Google in Italia 2017: Personaggi

1) Nadia Toffa
2) Gianluigi Donnarumma
3) Nicky Hayden
4) Paolo Villaggio
5) Fabrizio Frizzi
6) Chester Bennington
7) Ermal Meta
8) Chiara Ferragni
9) Chris Cornell
10) Fiorella Mannoia

Le parole più cercate su Google in Italia 2017: Eventi

Tra le parole più cercate 2017 ci sono anche molti eventi, il principale (Italia-Svezia) non ci ha visto uscire a testa alta. Sanremo ottiene la seconda posizione tra le parole chiave più ricercate per la sezione eventi e segue “terremoto” per i diversi episodi drammatici che il nostro Paese ha attraversato quest’anno. Ci sono poi le manifestazioni sportive tra le parole più cercate su Google nel 2017. Per una volta il Ciclismo batte il calcio piazzando Gio d’Italia e Tour de France prima di Champions League.

1) Italia – Svezia
2) Sanremo
3) Terremoto
4) Giro d’Italia
5) Tour de France
6) Corea del Nord
7) Champions League
8) Catalogna
9) Uragano Irma
10) Manchester

Le parole più cercate su Google in Italia 2017: Come fare…

Tra le parole più cercate su Google di sempre spiccano tanti “come fare”. Il 2017 evidentemente è l’anno delle olive che ottengono la prima posizione, seguite da tematiche tecnologiche “come fare il backup” è la 2a espressione più cercata su Google nel 2017 nella categoria “Come fare”. Sicuramente gli italiani sono oggi un popolo più maturo sulle tematiche informatiche, ma certamente i ransomware hanno reso più stringente (praticamente fondamentale) effettuare i backup regolarmente, evidentemente molti non sapevano nemmeno come farli. Altra tematica digitale al 5 posto “Come fare lo screenshot”.

1) Le olive in salamoia
2) Il back up
3) La marmellata di albicocche
4) La carbonara
5) Lo screenshot
6) Il pesto
7) La crema pasticcera
8) Le bolle di sapone
9) Il passaporto
10) Il cubo di Rubik

Le parole più cercate su Google in Italia 2017: Perché…

Tra le parole più cercate di sempre su Google ci sono anche i “Perché”. Le domande che si sono fatti gli Italiani sono su tematiche che nella maggior parte dei casi sono “politiche”.

1) La Catalogna vuole l’indipendenza
2) Fischiano le orecchie
3) Le cicale cantano
4) Si festeggia l’8 marzo
5) Si festeggia ferragosto
6) Il sale scioglie il ghiaccio
7) La Corea del Nord vuole attaccare gli Stati Uniti
8) Fedez piange
9) Si chiama Blockhouse
10) C’è la guerra in Siria

Le parole più cercate su Google in Italia 2017: Cosa significa…

1) Ipocondriaco
2) Mannaggia
3) Despacito
4) Namaste
5) Panta rei
6) Ius soli
7) Rosatellum
8) Collimare
9) Karma
10) Bae

Parole più cercate su Google nel mondo 2017: Ricerche

Le parole chiave più cercate nel modo mostrano più varietà rispetto a quelle che cercano gli italiani e la tecnologia balza al 2° e 3° posto della classifica.

1) Hurricane Irma
2) iPhone 8
3) iPhone X
4) Matt Lauer
5) Meghan Markle
6) 13 Reasons Why
7) Tom Petty
8) Fidget Spinner
9) Chester Bennington
10) India National Cricket Team

Parole più cercate su Google nel mondo 2017: Persone

1) Matt Lauer
2) Meghan Markle
3) Nadia Toffa
4) Harvey Weinstein
5) Kevin Spacey
6) Gal Gadot
7) Melania Trump
8) Floyd Mayweather
9) Michael Flynn
10) Philippe Coutinho


CLEAN MUSIC

Tupac Shakur

Clean Music è una rubrica tutta da ascoltare, puoi farlo con un clic sul pulsante play qui sotto, oppure scaricando il file audio da ascoltare sul tuo mp3 player da questo link. Se non hai la possibilità di ascoltare l'audio puoi comunque leggere il testo qui sotto.

Qualche sera fa io e le mie figlie ci siamo sfidati a quali fossero gli artisti e i brani migliori tra la mia e la loro raccolta musicale. Ci siamo sfidati a colpi di Shaw Mendes per loro contro Genesis per me, Katy Perry per loro contro Kate Bush per me, Alvaro Soler per loro contro Carlos Santana per me o ancora Benji e Fede per loro contro i miei amati Beatles. Nulla!
Certo, non avevamo un giudice imparziale a giudicarci ma da parte mia non riuscivo a trovare argomentazioni che potessero convincerle che i miei artisti fossero, senza ombra di dubbio, migliori dei loro.
Il loro punto di vista era che le mie proposte erano certo interessanti, orecchiabili ma i loro artisti rimanevano insuperabili. Colto da depressione e senso di sconfitta, ho esplorato ogni angolo recondito della mia testa per cercare di ricordare qualche artista che potesse portarmi in vantaggio.
Mi sono posizionato davanti alla mia raccolta di dischi e con il dito indice ho cominciato sfogliare tutte le copertine rigorosamente ordinate in ordine alfabetico. Arrivato alla lettera T, senza aver trovato nulla di convincente, mi capita tra le mani un disco di 2PAC.
Cosa ci fa qui questo disco? Dovrebbe stare ordinato insieme alle 4 Non Blondes, dove ci sono gli artisti che hanno il loro nome che comincia con un numero, al massimo sotto la lettera S visto che di cognome fa Shakur. Bah…
Estraggo il cd dall’archivio e guardo la copertina del disco di 2PAC: “All Eyez on Me”. Che tamarro, penso tra me, ma che genio. All’improvviso l’illuminazione. Avevo tra le mani l’arma segreta, il fuoriclasse, l’amico forzuto che mi difenderà dai cattivi. Ecco il mio alleato. Uno dei più grandi Rapper di tutti i tempi: Tupac Shakur in arte 2PAC.
Con lui non posso perdere!!

La carriera di Tupac fu molto breve ma con successi folgoranti che gli permisero di vendere milioni di dischi. Tupac suonava e cantava il gangsta rap, un genere musicale nato negli anni 80 che ha la caratteristica di esprimersi con testi violenti enfatizzando lo stile di vita tipico delle bande di strada.
Tupac ebbe la capacità di portare gang-sta rap fuori dai ghetti americani per farlo diventare un fenomeno di massa. Introdusse nei suoi testi la poesia, amava Shakespeare, Macchiavelli ed era molto attento ai diritti civili dei neri grazie anche alle influenze di sua madre, Afeni Skakur, attivista delle Pantere Nere, la storica organizzazione rivoluzionaria afroamericana. Sin da bambino Tupac vive a stretto contatto con i membri delle Pantere Nere acquisendo concetti rivoluzionari ma nello stesso tempo sconfinando nell’illegalità. Studia recitazione, ballo e poesia distinguendosi dagli altri ragazzi di Baltimore nel Maryland, una delle città più violente degli Stati Uniti con diversi morti ammazzati in sparatorie tra bande.
Tupac si iscrive in un’organizzazione giovanile di ispirazione comunista, la Young Communist League, ma quando sua madre inizia a fare uso di crack, lo stupefacente altamente pericoloso che porta all’alienazione e a forme di psicosi, Tupac decide di abbandonare la sua famiglia e la scuola per andare a vivere in un appartamento abbandonato insieme ad altri ragazzi.
In questo nuovo ambiente Tupac comincia a drogarsi e a frequentare pesantemente l’ambiente della criminalità. Nel frattempo si dedica a scrivere e cantare brani rap e l’incontro fortuito con la ballerina Leila Steinberg diventa, per lui, la rampa di lancio verso il successo.
Leila gli fa conoscere il gruppo dei Digital Underground e grazie al loro produttore, Antron Gregory, Tupac indice finalmente il suo primo disco: “2Pacalypse Now”.

Il suo disco viene notato da Marion Knight, un misto tra un produttore musicale e un criminale. Un uomo molto temuto nell’ambiente che ricorre spesso alla violenza per ottenere quanto desiderato. In molti raccontano che obbligasse i suoi nemici a bere la sua urina e di picchiare a sangue cantanti e produttori per ottenere o chiudere contratti.
Knight, offrendo 200mila dollari, chiede a Tupac di poter ottenere i diritti per una canzone dell’album. Tupac accetta e, pur non abbandonando la sua attuale etichetta, si lega a doppia corda con Marion Knight e il suo circuito criminale.
Da quel momento la vita di Tupac, spoglia di qualsiasi precedente penale, comincia ad essere inquinata da una serie di problemi con la legge.  Nel 91 viene arrestato per oltraggio a due agenti di polizia che l’avevano fermato per attraversamento stradale “azzardato” ai quali disse “fottetevi tutti”.
Tra le esperienze più dure per Tupac c’è il terribile evento avvenuto nell’agosto del 92. Al termine di un festival musicale a Marin City, Tupac si intrattiene con il pubblico. Tra i presenti si scatena una rissa piuttosto violenta con lancio di sassi tra le fazioni. Tupac cerca di dividere i gruppi estraendo dalla giacca la sua pistola. Un membro del suo gruppo, temendo che Tupac avesse intenzione di sparare alla folla, cerca di sottrarla al rapper. Dalla pistola parte purtroppo una pallottola che colpisce in piena fronte, uccidendo sul colpo, un bambino di sei anni che stava pedalando in bicicletta nelle vicinanze.
Negli anni successivi Tupac parlò di quell’evento in diverse sue canzoni.

Nel 1993 Tupac viene accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazza di 19 anni. Tupac si difende dichiarando di non essere presente nella stanza al momento dello stupro, ma nel 1995 viene condannato a quattro anni e mezzo di carcere con una cauzione di oltre un milione di dollari.

Dopo circa 11 mesi di carcere, Knight va a trovare Tupac proponendo il pagamento della cauzione in cambio della firma di un contratto con la Death Row Record, etichetta di proprietà dello stesso Knight.
Tupac accetta l’accordo chiedendo in cambio una casa per sua madre e protezione per se stesso, scampato per ben 2 volte ad un tentativo di omicidio e per i quali sospetta The Notorious B.I.G, il rapper della east coast.

Nel frattempo esce il disco “Me Against the World”, considerato da molti il suo miglior disco e tra i più importanti della storia dell’hip hop. Il disco contiene Dear Mama, la canzone dedicata a sua madre ed annoverata fra le più belle canzoni rap della storia.

Knight comincia a gestire gli affari di Tupac, ma si inasprisce anche la rivalità tra l’hip hop della East contro la West coast sfociando in una vera e propria faida che si combatte non solo al suono di testi violenti e di canzoni ma di morti veri e propri.
Con l’etichetta di Knight, Tupac esce con il nuovo disco “All Eyez On Me” che frutta oltre 60 milioni di dollari rimanendo, ancora oggi, l’album rap più venduto di tutti i tempi.
Tupac, a causa anche dei pesanti debiti accumulati per tutti i servizi offerti, continua a rimanere fedele a Knight pur desiderando di uscire da quell’ambiente.
Negli anni a seguire Tupac inizia a parlare seriamente del desiderio di lasciare la Death Row Records per cominciare un nuovo progetto di vita.
Purtroppo le cose non vanno per il verso giusto e la notte del 7 settembre del 96, mentre Tupac è in auto con il suo manager Knight per andare ad assistere all’incontro di pugilato tra Tyson e Seldon, viene affiancato da una Cadillac bianca. Diversi uomini a bordo della Cadillac estraggono le pistole sparando 12 colpi verso Tupac. Sei giorni dopo Tupac muore nell’ospedale di Las Vegas per una emorragia.
Anche senza prove certe, Knight viene accusato di essere il mandante dell’omicidio dello stesso Tupac oltre che di The Notorious B.I.G, ucciso qualche mese dopo in circostanze simili proprio nell’ambito della faida tra la East e la West coast.
A Tupac è stato dedicato un film che racconta la sua vita intitolato All Eyez On Me uscito nel 2017.

Le canzoni di Tupac predicano attivismo, esprimono rabbia e amore, sollevano domande senza risposte. In lui tante persone ancora oggi continuano a proiettare i propri sentimenti sullo stato dei neri d’America. Tupac è considerato alla stregua di un vero e proprio movimento culturale in contrasto con i poteri forti ed è per questo che continuerà ad essere un punto di riferimento per quanti sono stati messi in condizione di povertà e che trova nei testi di Shakur Tupac la speranza di un riscatto.

Quanto a me? Non so se sono riuscito a vincere del tutto la sfida con le mie figlie ma da qualche settimana sento spesso uscire dalle loro stanze la voce di Tupac con i suoi motherfuckin’.
Non so se essere contento o preoccupato ma ogni volta che sento quella musica uscire dalle loro stanze, accenno lo stesso sorriso che De Niro ha negli ultimi fotogrammi del film C’era Una Volta In America e un dolce pensiero mi pervade: “vi ho fottuto inutili Benji e Fede”.
 


UNA PAGINA A CASO

Daria Bignardi

Unapagina.jpg

AMORE E ALTRI INCANTESIMI

Rossella Tempesta

Donne nella metro, 1946. Foto New York Anni '40 Stanley Kubrick

Di certe donne in metropolitana

Di certe donne in metropolitana
– nitore, disciplina, capelli bene in ordine,
forme appena accennate, occhiali a volte,
tinte neutre, abiti poco appariscenti sempre-

di certe donne
-mai una passione stravolgente, mai sbagliata
la misura, la scelta, il modo di stare al mondo-

Io non così, io di me rinnego tutto
e tutto ancora.

Rossella Tempesta


WARP ATTACK

Ispirazioni rivoluzionarie

“Io non voglio gente che faccia la cosa giusta. Io voglio gente che faccia cose ispirate”. 
Così Bill Bernbach, il genio che ha rivoluzionato la pubblicità negli anni Cinquanta, scriveva nella lettera di dimissioni dalla agenzia pubblicitaria Grey Advertising. “Mi dispiace vedere che ormai adoriamo sempre più la tecnica e non i contenuti.”
Il primo giugno 1949 Bernbach, ribellandosi a quelli che definiva “stregoni” basando la pubblicità su calcoli e statistiche, fondava la sua agenzia Doyle Dane Bernbach, destinata a un duraturo successo e soprattutto a rivelare il suo talento.
Bernbach fu il primo vero “pubblicitario umanista”, convinto che l’advertising necessiti una profonda conoscenza dell’animo umano”.
Facendo della verità un invincibile arma retorica, condita con un po’ di sagace umorismo, Bernbach ha creato le campagne pubblicitarie più famose della storia. Si pensi al bambino imbronciato con l’headline che recita: “Siamo spiacenti di informarti che il tuo materiale scolastico è pronto da Orhbach”. 

Oppure quella di una coppia di contadini in posa davanti a un maggiolino Volkswagen, col titolo che dice: “Era la sola cosa che potevamo fare dopo la morte del mulo”.

“Ho visto troppe buone cause fallire per carenza di competenza nella comunicazione e troppe cause cattive avere successo per avere tale competenza in gran quantità. Tutti quelli tra noi che professionalmente usano i mass media sono i formatori di questa società. Possiamo volgarizzarla. Possiamo brutalizzarla. O possiamo aiutarla a raggiungere un livello più alto”, scriveva nel 1980. 
Parole lungimiranti, che hanno la forza di un testamento. Dal mondo della comunicazione, Bernbach è andato ben oltre, con un salto nel cuore della democrazia moderna, ovvero la costruzione del consenso. “Il mondo è progredito fino al punto che l’opinione pubblica è la sua forza più potente. Dobbiamo allearci con le grandi idee e portarle al grande pubblico. Non dobbiamo solamente credere in quello che vendiamo. Dobbiamo vendere ciò in cui crediamo”.



MI PIACE! (+1)

Portineria 14

Portineria 14 è un bar in zona Navigli, punto di riferimento dei residenti del quartiere milanese. Come una vera portineria a servizio di chi ha bisogno. «Un punto di pace» lo considera Francesca che, un anno fa, con Emanuela e Federica ha aperto l’attività in risposta ad alcuni interrogativi delle tre amiche: perché le persone non si parlano più? Si stanno perdendo i rapporti umani in questa frenesia cittadina? Che contributo potremmo dare?

«Discutevamo spesso che ci sarebbe piaciuto fare volontariato ma lavorando dodici ore al giorno era impossibile. Portineria 14 è la nostra possibilità di unire quel che desideriamo e il lavoro. Oggi siamo più felici, camminiamo e la gente ci chiama per nome: c’è una nuova fiducia». Dalla colazione al dopo cena Portineria 14 si offre di comprare le medicine e portarle a chi è a letto influenzato o ritirare i pacchi dai fattorini. C’è un decalogo alle vetrine del bar che porge la mano a chi passa. Tutto gratuitamente.

«Proprio sul Corriere della sera avevamo letto di un’esperienza simile in Francia ma come formula di business. A noi non interessa. Il nostro lavoro è il bar, tutto il resto è per lavorare meglio, per ricevere un sorriso che contagia». Francesca racconta di aver ricevuto da tutta Italia per capire come aprire un bar-portineria.
Per ora non si possono permettere di assumere nessun altro. A turni cucinano, lavorano e gestiscono i servizi da portineria. Ai tavolini del bar sono seduti anche gli studenti con libri e computer. La consumazione non è obbligatoria e il Wi-fi è aperto a tutti. Come a casa propria. Le pareti ospitano le opere di artisti che si propongono a Portineria 14. Espongono gratis per un mese, poi si lascia lo spazio a un altro talento. C’è lo spazio perché gli artigiani possano far conoscere i propri manufatti. E, come in ogni casa, centinaia di libri decorano le sale. E sono in regalo.

Portineria 14 è diventato anche il punto di raccolta per i professionisti che possono intervenire in caso di bisogno: idraulico, giardiniere, elettricista, imbianchino, ciabattino. Si forma un passaparola di fiducia. Mentre Francesca racconta a intervalli regolari ci si chiede perché e lei alla fine risponde: «Perché quando fai le cose con il cuore le cose cambiano».
Fonte: Corriere.it

Portineria 14 su Facebook
 


NO COMMENT

L'immagine del mese

Immagine naturalistica del nostro Ranger DJ Tommy (tcassano[at]aminstruments.com)


AM KIDS

Bambini in guerra

I bambini in guerra sono ancora bambini…

Berlino, 1945. Un gruppo di ragazzini gioca in un sito bombardato, a cavallo di un carro armato distrutto

  Fred Ramage / Getty Images

Fred Ramage / Getty Images

Bambini palestinesi giocano tra i detriti di una casa distrutta durante i bombardamenti israeliani. Siamo a Gaza, nel quartiere Shujaiyya, 6 gennaio 2015

  Ashraf Amra / Anadolu Agency / Getty Images

Ashraf Amra / Anadolu Agency / Getty Images

Un gruppo di ragazzine di Londra gioca indossando maschere antigas in un parco vicino a delle case temporanee nella costa sud dell'Inghilterra (1940)

  General Photographic Agency / Getty Images

General Photographic Agency / Getty Images

Un gruppo di bambini siriani gioca con un'auto distrutta nel centro di Kobane, in Siria. Foto scattata il 18 febbraio 2015

  Halil Fidan / Anadolu Agency / Getty Images

Halil Fidan / Anadolu Agency / Getty Images

Monaco. Delle bambine giocano con le bambole su una schiera di missili depositati sotto la loro casa

  Horace Abrahams / Getty Images

Horace Abrahams / Getty Images

Ciò che resta di un parco giochi nella città di Aleppo, in Siria (8 gennaio 2015)

  AFP / Getty Images

AFP / Getty Images

Bambini dell'asilo in un parco giochi con le maschere antigas, 1940

  Fox Photos / Getty Images

Fox Photos / Getty Images

Bambini siriani giocano nel cortile di un palazzo distrutto nel centro di Kobane, 18 febbraio 2015

  Anadolu Agency / Getty Images

Anadolu Agency / Getty Images

1940 circa. In una Londra distrutta dalle bombe, anche un lampione può diventare una giostra

  Keystone / Getty Images

Keystone / Getty Images

Gaza, quartiere Shejaiya. Ragazzine palestinesi giocano nella loro scuola distrutta durante i 50 giorni di conflitto tra Israele e Hamas, il 5 novembre 2014

  Mohammed Abed / AFP / Getty Images

Mohammed Abed / AFP / Getty Images

Tre bambini giocano in un terreno abbandonato e danneggiato dalle bombe a Stepney, nell'East End di Londra. Era il 9 marzo 1946

  Chales Hewitt / Picture Post / Getty Images

Chales Hewitt / Picture Post / Getty Images

Un gruppo di bambini palestinesi gioca per le strade di Gaza, nel quartiere di Beit Hanun, durante la festività musulmana Eid al-Adha. 4 ottobre 2014

  Mohammed Abed / AFP / Getty Images

Mohammed Abed / AFP / Getty Images

Il salto della fune con i soldati in Inghilterra, 1944

  Evening Standard / Getty Images

Evening Standard / Getty Images

Giochi tra le macerie di Gaza City, 27 gennaio 2015

  AFP / Getty Images

AFP / Getty Images

A lezione di primo soccorso con le bambole. londra, 6 ottobre 1940

 Fox Photos / Getty Images

Fox Photos / Getty Images


ORTENSIA MALINCUORE

Ortensia e il dono inaspettato

Quanto tempo è che non vi do mie notizie? Troppo. Ma mettetevi nei miei panni, qui in AM ogni giorno è un’avventura. E poi vi sembra facile scrivere mentre stai facendo una confezione speciale in Tyvek® dentro la cleanroom più clean del mondo?
Sappiate che neanche questa volta avreste letto alcuna notizia su di me, se non fosse per un regalo speciale che mi è arrivato inaspettato questa mattina.

Nessun biglietto, nessuna impronta digitale. Nessun testimone. Deve essere uno dei miei spasimanti. Forse Tutaman, o quel tipo sexy in tuta sterile che incrocio in Pharmaclean….

Comunque apro….E cosa trovo?

La mia penna preferitaaaaaaa!!!! Una penna antibatterica, tutta per me! E in uno splendido doppio imbusto!

Ora si che posso riprendere con il mio fantastico diario di bordo in Pharmaclean….
Comincio subito

Ma da dove?
Ad esempio, potrei raccontarvi che oggi sarò impegnata tutto il giorno in un confezionamento conto terzi per un’azienda che ci ha chiesto di decontaminare e confezionare in triplo imbusto alcuni prodotti da immettere in una Classe A… .Adoro questo lavoro!!!! Ma non sentite come suona bene anche solo a descriverlo?

Uffa, mi chiamano…
Ciao,
devo correre a confezionare altre penne.
Io la preferisco nera, e voi?

Ortensia Malincuore



WARP continua sul prossimo numero. Se non sei già nella nostra lista:

Grazie per aver letto questo numero di WARP, la pubblicazione online di AM Instruments. Ci piacerebbe conoscere il tuo parere o avere dei suggerimenti su temi di tuo interesse per le prossime pubblicazioni, puoi farlo da questo form.

Immagini tratte da Google foto, da contributi spontanei o regolarmente acquistate da servizi di foto stock.

AM Instruments srl - P.I. 02196040964

aminstruments.com