Warp, Ottobre 2012

WARP is in italian at the moment, but if your sense of humour is turned on, you can try an auto-translated version here, thanks to Google. :-)

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La parola d'accesso di questo numero è CREATIVITA' - leggi

CALEIDOSCOPIO

Cosa succede nel mondo mentre stai leggendo. Attualità, cultura, curiosità - leggi

WARP-ATTACK

Piccole rivoluzioni di gente comune - leggi

NO COMMENT

L’immagine del mese - vedi

AM-KIDS

Esperimenti da condividere con i tuoi ragazzi - leggi

ORTENSIA MALINCUORE

Segui le avventure di Ortensia alla ricerca della particella contaminante! - leggi

IMPIANTI FISSI, TEAM IN MOVIMENTO.

Intervista a Gianni Andreucci, Direttore Tecnico di AM Instruments.

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AM Instruments è leader nella progettazione e realizzazione di sistemi di monitoraggio per il conteggio particellare e verifica dei parametri ambientali. A dirigere il team è Gianni Andreucci, Direttore Tecnico di AM Instruments.
Ciò che appare subito evidente nell’approccio della squadra tecnica di AM è l’adesione al singolo progetto, dalla progettazione secondo le più svariate esigenze del cliente, alla realizzazione, installazione e  soprattutto assistenza postvendita. Il cliente non rimane mai solo.

Abbiamo chiesto a Gianni Andreucci:
D: Quali sono le linee guida che distinguono i sistemi AM rispetto alla concorrenza?

R: Gli impianti AM sono costruiti e sviluppati in accordo alle esigenze specifiche del cliente modellando su misura un sistema in modo che sia il più congeniale e aderente possibile ai “desideri” di chi pensa ad un sistema. Partendo da una piattaforma standard il progetto può essere personalizzato fino al singolo tasto, funzionalità ecc..
D: Quali sono i vantaggi rispetto alla reportistica?
R: I report generati dal sistema AM sono di 2 tipologie differenti:
1.    Report standard inclusi nel sistema
2.    Report costruiti e ideati con il cliente che hanno l’obiettivo di ridurre al minimo la documentazione ed il lavoro dell’operatore per la gestione dei dati di produzione e rilascio dei batch di lavorazione. L’obiettivo a cui si vuole arrivare è quello di non dover ri-processare nuovamente i dati dopo che questi sono stati estratti dal sistema generando un report che sia completamente integrato con la documentazione del cliente.

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D: Quali sono i vantaggi dell’hardware e del software di questi sistemi?
R: I vantaggi dell’hardware possono essere ricondotti all’impiego di apparecchiature standard utilizzate nell’ambito dell’automazione industriale aventi una larga diffusione nonché un elevata affidabilità.
L’hardware specifico proposto da AM come ad esempio le interfacce Smart, i coni di chiusura automatica, le teste di campionamento microbiologico, offrono delle funzionalità speciali tra cui la bufferizzazione dei dati in caso di guasto del PC di raccolta dati fino ad un massimo di 3 giorni circa, la possibilità di funzionamento in completa autonomia rispetto al PC con la completa gestione degli allarmi locali da parte dell’interfaccia Smart ed altro ancora. I coni di chiusura automatica permettono al sistema di proteggere in maniera totale l’aspirazione dei contatori di particelle nei casi in cui è necessario interrompere il campionamento. La gestione può essere completamente automatica oppure manuale a seconda delle esigenze. Le teste di campionamento microbiologico danno la possibilità di integrare e completare il sistema di monitoraggio con il parametro legato alla conta microbiologica in continuo.
D: Descrivici le fasi del tuo lavoro anche in relazione alle esigenze del cliente.
R: Il mio lavoro consiste nel seguire, sviluppare ed “esaudire” le richieste dei clienti.
Si parte dalla richiesta formale del cliente attraverso un documento di specifica, si pianifica un incontro per sviluppare eventuali punti che meritano di essere approfonditi, si valutano le possibili soluzioni cercando di consigliare, quando serve, i clienti che magari non hanno una visione completa del progetto proponendo soluzioni alternative o innovative. Il lavoro prosegue con l’emissione di una proposta economica ed una prima proposta tecnica. Nel mio lavoro cerco di far capire al cliente che il ruolo di AM Instruments è quello di fornire un supporto tecnico continuo nella scelta delle “soluzioni” per cercare di bilanciare nella migliore delle ipotesi le soluzioni tecniche con i costi di implementazione.
D: Quali sono le prospettive di innovazione possibili?
R: Le innovazioni si spingono verso l’automazione e integrazione dei nostri sistemi con le strutture delle aziende cercando di limitare e ridurre i tempi attualmente utilizzati per la gestione dei dati ed emissione dei report. Oltre a questo vi è una ricerca continua dell’affidabilità  e di soluzioni ad alta “disponibilità del dato” in modo da non avere perdite di dati e relativi costi di gestione delle non conformità causati dalla mancanza di informazioni.

Grazie Gianni e buon lavoro!

Per qualsiasi informazione in merito ai sistemi di monitoraggio:

Gianni Andreucci
gandreucci[at]aminstruments.com
aminstruments.com

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La parola d'accesso è Creatività. Famolo strano!

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“Creatività è il nuovo che produce qualcosa di buono per una comunità e che, essendo tale, ci riempie di meraviglia e di gratitudine” (Annamaria Testa, esperta di creatività).
Esiste la possibilità di fondere la capacità individuale propria di ogni essere umano di “creare”, con la realtà aziendale? Certo, in fondo la chiave di lettura del successo di molte aziende risiede proprio nella loro capacità di offrire al mercato prodotti e servizi che prima non esistevano e di cui avevano avvertito il bisogno. Ma non è scontata. Soprattutto, a non essere scontato, è il modo in cui concretamente un processo creativo si sviluppa all’interno di strutture spesso fortemente rigide come quelle aziendali. In alcune realtà vicine al mondo della creatività esistono reparti creativi etichettati come tali, recinti sicuri dove persone d’ingegno e forte immaginazione sono pagati per la loro “fantasia”. Ma in aziende che operano in settori prettamente tecnici la storia si fa complicata.
E’ allora che il genio creativo fa più fatica a sviluppare radici e crescere. Ci sono molti nemici. Uno fra tutti: l’abitudine. Quando una cosa viene fatta in un modo difficilmente si è predisposti al cambiamento. Le persone hanno necessità di abitudini consolidate, se una cosa è stata sempre fatta così, e ha funzionato, allora non va cambiata. Non ci si pone neanche il dubbio che farla in altri modi possa apportare benefici. Un altro nemico? Pensare che la mia idea sia giusta. E quella di un altro no. Esiste solo un’idea giusta ed è quella GIUSTA. Né mia ne tua, forse nostra. Forse è quella che nasce dal confronto, dallo scambio, dalle verifiche. Ma questo comporta un lavoro di gruppo, un lavoro in cui il leader non è scelto per scala gerarchica, ma solo come trascinatore entusiasta rispetto all’idea stessa.
La schiera dei nemici è vasta: la critica e l’autocensura sono deleterie. Spesso si tende a minimizzare la portata di un’idea solo perché non siamo noi ad averla avuta. E ancora più spesso abbiamo paura di rendere partecipi gli altri delle nostre idee reputandole folli. Ebbene, spesso sono state idee folli a far nascere grandi progetti e a far si che si realizzassero. In effetti questo è il nodo centrale del discorso. Se un’idea creativa è buona non sempre è seguita dalla sua realizzazione pratica. Non si tratta di un processo automatico. Tanto più l’idea è orignale tanto più sarà difficile realizzarla, scardinare le strutture rigide che ne impediscono la sua fattibilità. Si tratta di un impegno costante, serio, supportato da conoscenza e tecnica. Non è pura improvvisazione. Ecco, direi che l’unico legame che si deve stringere fortemente è quello che lega la libertà creativa, all’impegno della realizzazione. L’impegno è nullo se non generato da una buona idea. Ma una buona idea rimane tale se non seguita dall’impegno quotidiano del lavoro di squadra.
La creatività nella storia dell’uomo ha attecchito in territori differenti. C’è stata un’epoca di inventori solitari, e a seguire quella dei grandi “laboratori aziendali” (a riguardo, un bellissimo articolo del 23/9/2012 del Corriere della Sera), e una terza era, quella delle “start up”. Secondo lo studioso americano Scott D. Anthony questa è la quarta era, quella del “catalizzatore”. Il catalizzatore è quella figura che traina le idee verso la loro realizzazione, un manager in grado quindi prima di tutto di vedere, nel mare delle proposte, quella che, sebbene ancora in potenza, può essere fonte di nuove prospettive.

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CALEIDOSCOPIO

Attualità, cultura, curiosità

Centro Nazionale Malattie Rare
concorsopegaso@iss.it

La quinta edizione

Al via il bando del V concorso artistico-letterario "Il Volo di Pegaso", un progetto del Centro Nazionale Malattie Rare che dà voce al mondo sommerso delle malattie rare.
Il tema di quest’anno è "L’attesa". 
Di che cosa … di chi? Tante le letture possibili. 
Per un malato raro o un suo familiare, l’attesa è la speranza di guarigione, la lunga pausa prima di una diagnosi o anche la ricerca di nuovi affetti. 
Attesa, dunque, come pazienza, desiderio, sogno, timore, incertezza, sofferenza, tempo di rassegnazione o di lotta. 
Raccontaci la tua idea di attesa con una poesia, un disegno o una pittura, una fotografia, una scultura, un video o un pezzo musicale.

Ulteriori informazioni sulle modalità di iscrizione qui.

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 Johannes Vermeer - Il Geografo, 1668.

Johannes Vermeer - Il Geografo, 1668.

ARTE - Per la prima volta a Roma una rassegna su Johannes Vermeer, massimo esponente della pittura olandese del XVII, non rappresentato nelle collezioni italiane. La mostra delle Scuderie del Quirinale include, infatti, una preziosa selezione di opere di Johannes Vermeer - rarissime e distribuite nei musei di tutto il mondo - e all'incirca cinquanta opere degli artisti olandesi suoi contemporanei. Il visitatore può, quindi, non solo familiarizzare con questo genio artistico dalla vita ancora oggi avvolta dal mistero, a cominciare dalla sua data di nascita tuttora sconosciuta, ma anche comprendere come l'opera del maestro di Delft si sia rapportata con gli altri artisti attivi nella sua città natale e nei vicini centri di fermento culturale quali Amsterdam, Haarlem e Leida. 

Roma - Scuderie del Quirinale   27 settembre 2012 – 20 gennaio 2013 

scuderiequirinale.it

Insieme a decine di altri capolavori, due opere di Johannes Vermeer in alta risoluzione sono contenute nell'applicazione Louvre HD per iOS (fai click oppure leggi con lo smart phone il QR Code qui a fianco per vedere l'applicazione Louvre HD). 

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A lezione di rivoluzione

C’è chi segue lezioni di decoupage e chi segue lezioni di volo a vela. Ma non ho ancora conosciuto nessuno che vada a lezione di rivoluzione. Eppure esiste un centro di formazione per rivoluzionari, e alla sua guida c’è un serbo di 42 anni. Già, all’epoca di Milosevic era un ventenne, e non uno qualunque. Perché Srdja Popovic è una leggenda. Al tempo di quella orribile dittatura questo ragazzo ossuto fondò un gruppo di resistenza pacifica, Otpor, che ha avuto un ruolo determinante nella caduta di Slobodan Milosevic nel 2000.
Da allora Popovic si occupa della formazione degli attivisti nella lotta non violenta contro le dittature, con una associazione che si chiama CANVAS (Center for Applied Non-Violent Actions and Strategies).
Nel corso di questi ultimi anni si sono rivolti a lui resistenti da oltre 46 paesi del mondo, dall’Ucraina, al Venezuela, dall’Iran allo Zimbabwe. Non c’è una formula universale per rovesciare il regime, secondo gli esperti di Canvas, ma pochi principi da rispettare: unità, pianificazione e disciplina non violenta.
«Non bisogna scontrarsi con i militari o apparire aggressivi con loro. Noi di Otpor abbiamo imparato dalle proteste studentesche del 1996-97 ma anche da Gandhi. Bisogna fraternizzare con gli agenti, portar loro fiori e dolci, e quando passa il concetto che il poliziotto è solo un essere umano in uniforme cambia la percezione e inizia la persuasione», sostiene Popovic.
CANVAS ha pubblicato i “50 Crucial Points” per la rivoluzione non violenta disponibili in sei lingue. Viene considerato uno dei promotori delle rivoluzioni nordafricane che hanno ribaltato i regimi dall’Egitto alla Libia. Candidato al Nobel, è considerato uno dei 100 uomini più influenti del globo, Popovic è intervenuto al TED. Potete vedere il suo TEDx Talk dal link qui sotto. 

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L'immagine del mese

 Immagine di Ernesto Gefonti, per tutti "Geffo", AM Instruments (egefonti[at]aminstruments.com). Scattata con una Canon G12 sulle Dolomiti di Brenta il 9 settembre 2012.

Immagine di Ernesto Gefonti, per tutti "Geffo", AM Instruments (egefonti[at]aminstruments.com). Scattata con una Canon G12 sulle Dolomiti di Brenta il 9 settembre 2012.

AM-KIDS

Scienziati a scuola.

L’anno scolastico è appena iniziato, avete accompagnato i vostri figli a scuola, qualcuno di voi è stato cacciato a 100 metri dall’entrata, o vi è stato chiesto di fare finta di non conoscerli. Rassegnatevi. Ma c’è ancora qualcosa che potete fare prima di abbandonarli al loro destino! Fategli conoscere queste iniziative. Sono stimolanti, interessanti, ma soprattutto possono essere utili per evitare qualche interrogazione!!!!

STENCIL

STENCIL (Science Teaching European Network for Creativity and Innovation in Learning) è un'occasione per far conoscere i tuoi progetti ai colleghi di tutta Europa. Compilando il questionario on line puoi promuovere il tuo progetto di educazione scientifica attraverso il sito di STENCIL. Il Network STENCIL offre agli insegnanti e a tutti coloro che si occupano di educazione scientifica in Europa una piattaforma per la riflessione comune e la collaborazione reciproca, contribuendo così a rinnovare l'insegnamento delle scienze in tutta Europa.

Puoi inserire un'iniziativa direttamente da questo link

ISWA Project

Il processo creativo ed emotivo è qualcosa che accomuna la Scienza all' Arte e l'obiettivo principale di ISWA è mostrare questa somiglianza. ISWA si propone di usare l'Arte per comunicare emozioni collegate alla comprensione della natura e stimolare i giovani studenti (di età compresa dai 15 ai 19 anni) a creare iniziative artistiche capaci di dimostrare similitudini dei processi creati associati alle produzioni artistiche e alle conoscenze scientifiche.

Per inviare i lavori e ottenere ulteriori informazioni utilizza questo link

ORTENSIA MALINCUORE

Ortensia e i sette nani.

Seconda puntata. Per leggere la prima puntata uscita sul primo numero di WARP fai clic qui. Per non perderti le prossime puntate iscriviti a WARP da qui.

 Disegno e racconto di Cristina Masciola, Communication Manager di AM Instruments (cmasciola[at]aminstruments.com)

Disegno e racconto di Cristina Masciola, Communication Manager di AM Instruments (cmasciola[at]aminstruments.com)


Siete mai entrati in un laboratorio? Non un laboratorio qualunque, ma uno di quelli fatiscenti nel seminterrato dell’università, uno di quelli dove sotto la scritta non fumare ci sono centinaia di cicche, uno di quelli dove le apparecchiature nuove rimangono incellofanate per dieci anni perché manca un pezzo che le renda utilizzabili, ma non ci sono mai i fondi per comprarlo, uno di quelli dove c’è un vecchio professore rassegnato ma non abbastanza, stanco ma non abbastanza, combattivo ma non abbastanza?

Ebbene, io si. E a dire la verità, la prima volta che ho varcato quella soglia ho avuto il cuore in gola per la felicità. Non so neanche io perché. Io credo che una passione in fondo sia questo. Qualunque ne sia l’oggetto, ti prende le vene e le accartoccia e quando meno te lo aspetti snoda tutto e ti fa andare il sangue al cervello! Una passione è quando infili un camice bianco e anche se sei un mostro ancora ignorante dei segreti dell’universo, ti senti per un istante come Madame Curie. Una passione è la sveglia del mattino, e la buonanotte della sera, è il cibo che mangi e l’acqua che bevi, è tutto quello che ti fa vivere. E se solo ci pensassi un attimo potresti fare a meno del mondo, perché quella ti basterebbe. 

Ecco. Io credo di essere appassionata. Che bella parola. Appassionata. A me piacciono le parole, sono una scienziata e mi piacciono parole strane, ma mi piace come suonano, e come si accordano insieme. Quando il professore mi spiega qualcosa è come se mi leggesse una partitura. Io,  primo violino, ascolto ed eseguo. Se sono nella giornata buona, mi distacco appena un po', e cambio una nota, anche impercettibile. Quelli sono i miei colpi di genio.

In questo laboratorio ci occupiamo di nano particelle. Quando ero piccola mi regalarono la videocassetta di Biancaneve. Un delitto legalizzato perpetrato su bambini ignari della terribile esperienza che stanno per avere. Play, ed ecco una tranquilla ragazzina, bianca latte e nera corvina, che dopo solo dieci minuti di film si ritrova nel mezzo di un bosco che neanche Tarzan e le Giovani Marmotte attraverserebbero. Rami come tentacoli, tronchi come coccodrilli, cacciatori serial killer e regine Sarah Palin! Un’apnea ti tiene ancorata al video, e ricominci a respirare solo quando per incanto appaiono sette minuscoli esseri, sette fantastici, buonissimi, paffuti nani. 

Ecco, i sette nani furono il mio respiro. Da allora qualunque essere umano sotto il metro e cinquanta è mio amico, una carezza su cuore e polmoni. 

Come potevo non essere felice di occuparmi di nano particelle, e come non chiamarle per nome? L’ultimo anelito di vita del mio professore, solitamente in stato di apparente narcolessia, è stato quando mi ha sentito chiamare Brontolo una nanissima particella. Ha alzato gli occhi da un enorme faldone di documenti e mi ha fissato: sono certa che i lampi che ho visto non fossero riflesso delle lampadine al neon. Eppure sono sicura che quando parlo a voce alta con le mie particelle nane i suoi organi interni sorridano. 

Abbiamo un progetto qui. Stiamo lavorando su materiali autopulenti. Fosse per me mi ci rivestirei la faccia per non sentire l’acqua fredda alle sei del mattino. Invece con questi materiali potremo costruire grattacieli e confezionare camicie, per la gioia di tutte le massaie del mondo. Io diventerò il loro idolo, e qualcuno scriverà la mia biografia non autorizzata.

Adoro i miei nani, tutte le mattine si parte per la miniera, tutte le sere torno a casa pensando a loro, stanca, appassionata, nana, sola...

La storia di Ortensia Malincuore continua sul prossimo numero di WARP. Se non sei già nella nostra lista:

Grazie per aver letto questo numero di WARP, la "Blogletter" di AM Instruments. Ci piacerebbe conoscere il tuo parere o avere dei suggerimenti su temi di tuo interesse per le prossime pubblicazioni, puoi farlo da questo form.

AM Instruments srl - P.I. 02196040964

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