Warp, Settembre2012

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La parola d'accesso di questo numero è NANOTECNOLOGIA - leggi

LA LENTE

Vogliamo vedere da vicino la nuova normativa sulle aziende cosmetiche - leggi

CALEIDOSCOPIO

Cosa succede nel mondo mentre stai leggendo. Attualità, cultura, curiosità - leggi

WARP-ATTACK

Piccole rivoluzioni di gente comune - leggi

NO COMMENT

L’immagine del mese - vedi

AM-KIDS

Esperimenti da condividere con i tuoi ragazzi - leggi

ORTENSIA MALINCUORE

Segui le avventure di Ortensia alla ricerca della particella contaminante! - leggi

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Cos'è WARP?!?

Intere generazioni sono cresciute guardando Star Treck. Qualcuno di noi ricorderà la domenica sera, le litigate con papà che voleva vedere il telegiornale, mentre noi non potevamo perderci l’ennesimo episodio del Capitano Kirk e del Dottor Spock. Warp è un motore a propulsione che permette all’astronave Enterprise di superare la velocità della luce. Le nostre ambizioni non arrivano a tanto. Ma siamo in viaggio, anche noi. I panorami cambiano davanti ai nostri occhi velocemente, e noi siamo sempre pronti per nuove rotte e nuove prospettive. L’equipaggio è pronto, schierato ai posti di comando. AM Instruments si trasforma, si evolve, non smette mai di viaggiare. "Viaggiare dovrebbe essere sempre un atto di umiltà". Questo è il nostro spirito. Cercare, scoprire e possibilmente meravigliarci è la nostra missione.
E come diceva Kirk: “Sulu, velocità Warp!"

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LA CONNESSIONE NON È MAI STATA COSI' FACILE

AM Instruments presenta i nuovissimi prodotti Andocksysteme.

 Il sistema FlecoTrick all'opera.

Il sistema FlecoTrick all'opera.

FlecoZip e FlecoTric è il nuovo sistema di contenimento flessibile per il trasferimento di polveri, completamente trasparente, che  permette il controllo visivo del flusso di materiale. Combinabile con zip di contenimento, è un innovativo sistema di aggancio a tenuta stagna, rende superflue le operazioni di pulizia e validazione dei sistemi tradizionali, e si presta a tutti quei processi in cui non è richiesta sterilità. Particolarmente indicato quindi per aziende cosmetiche, alimentari e chimiche. La manutenzione è inesistente, essendo dei consumabili, e la facilità d’uso è garantita.

AM Instruments distribuisce anche le nuove Ball Valve e Split Valve. La Split Valve è una coppia di valvole (passiva e attiva) perfettamente unite, con apertura simultanea. Le due valvole sono garanzia di contenimento assoluto del prodotto nelle operazioni di carico e scarico.  Le Ball Valve rappresentano la soluzione quando si rende necessario interrompere in sicurezza un flusso di materiale.
Infine FlecoTwin e Flecoliner rivolti ai produttori di isolatori, e a chiunque abbia necessità di trasferire polveri garantendo l'isolamento e la sterilità in tutte le fasi del processo di trasferimento. I vantaggi sono innanzitutto la possibilità, nel caso del FlecoTwin, di utilizzare un sistema monouso relativamente poco costoso in alternativa a sistemi di trasferimento in isotecnia che richiedono un investimento più oneroso. Anche Il Flecoliner, pur non essendo un sistema monouso, si propone come alternativa più economica e agile per trasferire polveri potenzialmente dannose per l'operatore e l'ambiente all'interno di un processo o di un isolatore.

Per ulteriori informazioni:

Roberto Buzzi
rbuzzi[at]aminstruments.com
aminstruments.com

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A noi piace piccolo!

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Leggo di nanotecnologie e mi ritrovo davanti la foto di un fiore di loto! La scienza non smette mai di sorprendermi.
In molti paesi orientali il loto è considerato simbolo di purezza. In effetti i fiori di loto pur crescendo in ambienti spesso fangosi sono sempre “puliti”. Il loto possiede un meccanismo naturale di auto-pulizia: l’acqua rotola sulla sua superficie trascinando con sé il fango e gli insetti che vi si posano. Questo è possibile perché le foglie di loto sono rivestite da cristalli di una cera idrofobica di dimensioni nanometriche. In questa scala di grandezza, le superfici ruvide risultano più idrofobiche di quelle lisce, perché l'area di

contatto reale tra la goccia d'acqua e la superficie d'appoggio è circa il 3% di quella apparente, per cui il peso della goccia la fa scivolare via. La ruvidità della foglia è utilissima anche per l'effetto autopulente, perché le gocce rotolano, mentre su una superficie liscia le gocce slitterebbero, rendendo meno efficace l'asporto dello sporco.
Le dimensioni nanometriche fanno la differenza. Nel 1976 Eric Drexler definì così la nanotecnologia: “
"[...] una tecnologia a livello molecolare che ci potrà permettere di porre ogni atomo dove vogliamo che esso stia. Chiamiamo questa capacità "nanotecnologia", perché funziona sulla scala del nanometro, 1 milionesimo di metro.”
L’ordine di grandezza di cui si parla rende questa tecnologia una sorta di ponte naturale tra le scienze, confonde la chimica con la fisica, l’ingegneria genetica con la quantistica, una tecnologia in grado di controllare la materia e progettare e realizzare dispositivi su una scala dimensionale infinitamente piccola. Per anni ne abbiamo sentito parlare solo nella letteratura e cinematografia fantascientifica (vedi Crichton e Star Treck), ma come spesso accade la realtà ha raggiunto con uno scatto velocissimo la fantasia.
La tecnologia imita ciò che in natura avviene nelle “nano dimensioni”. Così si cerca di riprodurre l'effetto loto in vernici, tegole, tessuti ed altre superfici che resteranno pulite e asciutte come le foglie del loto. Un metodo per rendere idrofobica una superficie di alluminio ad esempio, consiste nell'immergere quest'ultima nell'idrossido di sodio per qualche ora, al fine di renderla ruvida, per poi rivestirla con 2 nanometri di perfluorononano con la tecnica del rivestimento per rotazione o Spin Coating.  La rotazione viene fermata non appena si raggiunge lo spessore desiderato, al di sotto dei 10 nm. Al microscopio elettronico si può notare come l'alluminio trattato somigli alle foglie del loto.
Dovunque nel mondo si stanno studiando le possibili applicazioni delle nanotecnologie. Ciò che colpisce è la varietà dei campi in cui lo stesso potere di controllo della materia può essere utilizzato, dalle armi di distruzioni di massa alla decontaminazione dell’ambiente, dai microcomputer a nuovi materiali per l’edilizia.
“Le prospettive rivoluzionarie associate alla nanotecnologie derivano dal fatto che, a questi livelli di dimensioni, comportamenti e caratteristiche della materia cambiano drasticamente e le nanotecnologie rappresentano un modo radicalmente nuovo di produrre materiali, strutture e dispositivi con proprietà e funzionalità  migliorate o del tutto nuove.”
Le nano particelle sono ovunque! Nei cosmetici, nelle vernici, nei tessili tecnici e abbigliamento, articoli sportivi, “hard disks” con superfici nanostrutturate per registrazione dati ad altissima densità, “chips” di memoria con dimensioni inferiori a 100 nm, dispositivi fotonici, superfici autopulenti, sistemi per diagnostica medica. 

Le applicazioni potenziali sono letteralmente infinite.

Per saperne di più ecco l’opuscolo divulgativo della Commissione Europea.

LA LENTE

Noi non facciamo trucchi!!!

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AM Instruments è pronta per la nuova normativa sulla sicurezza nella cosmesi in vigore dal 2013.

Dopo 35 anni, e più di 50 emendamenti, il prossimo anno verrà applicata la nuova normativa europea in merito alla sicurezza dei cosmetici. La normativa riguarderà la composizione, l'etichettatura e gli esperimenti sugli animali e andrà a sostituire le direttive nazionali che regolamentavano, in linea con i decreti UE, la libera circolazione dei prodotti cosmetici in linea con gli standard richiesti a tutela dei consumatori.
L'applicazione di una normativa unificata dovrebbe garantire una conoscenza più approfondita del prodotto che si intende acquistare/utilizzare. Verrà introdotto ad esempio l'obbligo d'inserire prima le componenti con percentuale maggiore all'1% e poi, comunque in ordine sparso, tutte le altre. Uno degli obiettivi ultimi della Normativa sarà quello di imporre la Formula INCI (è una denominazione internazionale utilizzata per indicare in etichetta i diversi ingredienti del prodotto cosmetico) non come possibile strumento di trasparenza ma come obbligo per tutelare il diritto del consumatore a un'informazione consapevole. Il package - composto preferibilmente da materiale riciclabile - del prodotto dovrà riportare le indicazioni dei componenti costituivi utilizzando una terminologia unificata che ne consenta un'identificazione più immediata.

La corretta applicazione della Formula INCI influisce sulla filiera produttrice, consentendo una ricerca più selettiva dei componenti primari e dando la priorità a quelli di cui siano certe qualità e provenienza. L'elenco delle componenti, sempre in lingua inglese - linguaggio standard - permette a cliente, produttore e fruitore una veloce comparazione qualitativa del prodotto con i suoi competitori di mercato.

AM Instruments ha già individuato una serie di prodotti mirati affinchè le aziende cosmetiche possano arrivare pronte ad adeguarsi alla nuova normativa nel 2013. In collaborazione con DYCEM ha scelto una gamma di prodotti utili al controllo della contaminazione, tra tutti il tappeto decontaminante, ideale nei percorsi di ingresso/uscita da aree critiche, negli spogliatoi, così come nelle aree di trasferimento e nei corridoi di transito.

Per saperne di più:

Iolanda Messori
imessori[at]aminstruments.com
aminstruments.com

CALEIDOSCOPIO

Attualità, cultura, curiosità

ARTE - Il Museo Archeologico Regionale di Aosta dal 26 maggio al 21 ottobre presenta al pubblico la grande mostra Wassily Kandinsky e l'arte astratta tra Italia e Francia. La rassegna, che comprende oltre 90 opere, focalizza l'attenzione sulla ricerca astratta del maestro russo in un percorso che prende avvio dal 1925. In esposizione un nucleo importante di oltre 40 opere di Kandinsky, dipinti e tecniche miste provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e straniere ed alcuni capolavori degli anni Trenta e Quaranta mai presentati prima d'ora in Italia.  Per l’occasione viene ricostruita la Sala da Musica dell’Esposizione di Architettura di Berlino del 1931 disegnata da Kandinsky e Alessandro Mendini rende un omaggio speciale al maestro russo. Il carattere trasversale della mostra offre quindi l'opportunità di un'approfondita analisi critica della ricerca del maestro russo in un contesto che coinvolge Italia e Francia.

MATEMATICA - Da pochi giorni in un'aula della facoltà di matematica dell'Università di Pisa dove hanno studiato e insegnato Galilei, Fermi, Enriques, De Giorgi e Bombieri, i «sapienti delle lettere e dei numeri» sfogliano libri di esercizi, analizzano le spiegazioni di teoremi ed equazioni, e con la matita rossa e blu correggono, suggeriscono e propongono il «miglior modo possibile» di scrivere di matematica, un ritrovato «dolce stil novo» per raccontare algebra e geometria. L'avversità ai numeri in Italia (e all'estero) è dovuta anche e soprattutto al modo d'insegnare, comunicare e scrivere questa disciplina vissuta pericolosamente e invece spesso così vicina alla speculazione filosofica e alla verità da essere e persino una medicina dell'anima.

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TECNOLOGIA - Un orchestra di otto elementi che suona con un click, dei robot che scattano foto e le riproducono sulla sabbia, una mappa che individua dove viaggiano le informazioni online: sono alcuni degli esperimenti del Web Lab, che nasce grazie alla partnership di Google e del Science Museum di Londra. I cinque esperimenti-installazioni, disponibili per un anno al pubblico reale e virtuale, mostrano come e' possibile coniugare tecnologia e scienza.

SCIENZA - Una nuova tempesta magnetica sta investendo la Terra in seguito ad una nuova, grande macchia solare che si è attivata nei giorni scorsi.
La tempesta, rilevano gli esperti dell'agenzia americana per gli Oceani e l'atmosfera (Noaa) è di media entità. Tuttavia la macchia, indicata con il numero 1520, appare ancora attiva e potrebbe continuare ad esserlo nei prossimi giorni.
Nel frattempo gli effetti più evidenti della tempesta solare in corso sono state spettacolari aurore polari e, per molti appassionati del cielo, sono anche l'occasione di catturare immagini uniche delle macchie solari.

WARP-ATTACK

Guerrilla Gardening all'attacco delle aree urbane

Da qualche anno sono attivi in giro per l’Italia un gruppo di guerriglieri anomali: non hanno pistole, ma semi e piante. Non mirano a sovvertire lo Stato, ma a vangare piccole aree urbane abbandonate. L’unico vero intento è la bellezza. La bellezza di luoghi dimenticati all’angolo delle strade, la bellezza di vasi deturpati nel centro di una piazza, la bellezza di pezzi di terra incolti, distrattamente lasciati così dalle giunte comunali.

Ecco come loro stessi si presentano:

Transient

"Guerrilla Gardening è un gruppo aperto a tutti, un gruppo di appassionati del verde che ha deciso di interagire positivamente con lo spazio urbano attraverso piccoli atti dimostrativi, quelli che noi chiamiamo "attacchi" verdi. Guerrilla Gardening si oppone attivamente al degrado urbano agendo contro l'incuria delle aree verdi. L'attività principale del gruppo è quella di rimodellare ed abbellire, con piante e fiori, le aiuole e le zone dimesse o dimenticate della città. Il movimento è nato in Italia nel 2006 grazie ad un gruppo di giovani milanesi, fondatori di GuerrillaGardening.it, che ancora oggi segue e consiglia i gruppi indipendenti sparsi in tutta Italia. La popolazione cittadina risponde bene, alcune aziende di giardinaggio ci aiutano con consigli e donandoci piante e materiali pro-causa, altri si limitano ad applaudire e ad apprezzare le nostre azioni. Ogni giorno nuovi "guerriglieri" si aggiungono alla nostra causa, per trasformare e riappropriarsi degli sterili ed impersonali spazi comuni cittadini. Nuovi gruppi stanno nascendo in tutte le grandi città."

Insomma, se oggi, uscendo da casa doveste accorgervi che un ficus è spuntato al lato della tangenziale, sappiate che molto probabilmente sono stati loro!!!

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L'immagine del mese

 Immagine di Roberto Fossati, AM Instruments (rfossati[at]aminstruments.com)

Immagine di Roberto Fossati, AM Instruments (rfossati[at]aminstruments.com)

AM-KIDS

Una matita accende una lampadina!!!

Se vostro figlio ha l’interrogazione di scienze il giorno dopo e vi chiede una mano sui conduttori, non entrate nel panico. Fate con lui questo esperimento!

Intanto procuratevi questi materiali:

  • una pila
  • una lampadina con portalampade
  • tre cavi con morsetti a coccodrillo
  • un bicchiere o becker
  • acqua distillata
  • due elettrodi dello stesso metallo (es. rame)
  • sale da cucina (NaCl)
  • un tester

Per mezzo dei materiali indicati, realizzate il montaggio come nella figura 1. Come vedete, in questo schema abbiamo lasciato una interruzione, la corrente elettrica non passa e la lampadina è spenta. Ora, provate a chiudere questa interruzione utilizzando una penna di plastica, oppure una gomma per cancellare, un pezzo di ceramica, etc.

Per mezzo dei materiali indicati, realizzate il montaggio come nella figura 1. Come vedete, in questo schema abbiamo lasciato una interruzione, la corrente elettrica non passa e la lampadina è spenta. Ora, provate a chiudere questa interruzione utilizzando una penna di plastica, oppure una gomma per cancellare, un pezzo di ceramica, etc.

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Vedrete che quando utilizzerete un metallo, la lampadina si accenderà. Questo avviene perchè i metalli sono ottimi conduttori di elettricità, mentre la plastica, la gomma e la ceramica non conducono. Potete anche provare la mina di una matita. Vedrete che la lampadina farà più o meno luce, a seconda che utilizzerete un pezzo di mina corto o lungo. Questo avviene perchè la grafite, pur essendo un conduttore, oppone una certa resistenza al passaggio delle cariche. In base a questo esperimento, possiamo distinguere i materiali solidi in conduttori e non conduttori, o isolanti. Esistono inoltre molti materiali che possiedono proprietà intermedie, come la grafite.

Che cosa dire dell'acqua? Modificate il circuito precedente in modo da poter saggiare la conduttività dell'acqua (fig. 2). Come rivelatore di corrente elettrica, al posto della lampadina, questa volta utilizzate un tester. Questo strumento è più sensibile e vi permette di fare delle misure. Regolate il tester sui µA.
Provate ora a chiudere il circuito con l'acqua distillata. A tale scopo, immergete gli elettrodi nell'acqua distillata. Evitate che le lamine si tocchino e fissatele ai bordi del recipiente. Il tester dovrebbe indicare il passaggio di una corrente debolissima. Questa corrente è dovuta alla presenza di ioni H + e OH- prodotti dalla dissociazione/ricomposizione spontanea di molecole d'acqua. La quantità di molecole dissociate in un dato momento è comunque molto piccola. Per questo motivo, la conduttività dell'acqua distillata è molto bassa. Ora, prendete un granello di sale da cucina e gettatelo nell'acqua. Con una bacchetta di vetro o di plastica, mescolate la soluzione. Mano a mano che il cristallo si scioglierà, vedrete l'indicatore del tester spostarsi notevolmente, segnalando un aumento della conduttività della soluzione. Che cosa è successo? Perché il sale ha aumentato la conduttività dell'acqua? Il sale da cucina è formato da molecole di cloruro di sodio (NaCl). L'acqua non si limita a sciogliere le molecole del sale, separandole l'una dall'altra, ma divide anche ogni molecola nei due atomi che le costituiscono.

Però, dal momento che il sodio possiede un elettrone debolmente legato, mentre il cloro lo attira fortemente per completare la corteccia elettronica esterna, il sodio cede stabilmente l'elettrone al cloro. In questo modo, il sodio diventa elettricamente positivo e il cloro negativo. Essi sono diventati degli ioni. Le molecole di sali, acidi e basi sciolti in acqua, ionizzano, si dissociano cioè in particelle di carica opposta. Sono proprio gli ioni che rendono l'acqua conduttrice. Infatti, gli ioni positivi vengono richiamati dall'elettrodo negativo e viceversa. Nel nostro esperimento, gli ioni Na+ e Cl- hanno reso conduttrice l'acqua distillata. Una soluzione conduttrice si definisce anche elettrolita. Non solo l'acqua, ma anche altri liquidi sono capaci di ionizzare sostanze che vengono poste in soluzione.

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A questo punto, se vostro figlio, malgrado la fatica che avete fatto, prende 4 in scienze, diseredatelo!!!

Fonte: funsci.com

ORTENSIA MALINCUORE

Alla ricerca della particella contaminante

 Disegno e racconto di Cristina Masciola, Communication Manager di AM Instruments (cmasciola[at]aminstruments.com)

Disegno e racconto di Cristina Masciola, Communication Manager di AM Instruments (cmasciola[at]aminstruments.com)

Mi chiamo Ortensia Malincuore. La mia storia potrebbe concludersi qui. Una che si chiama come me ha un destino segnato. Presa in giro, sbeffeggiata, offesa per tutta l’infanzia. Le mie amiche avevano nomi da soap opera, Jessica e Giada,  si truccavano e vestivano sempre alla moda. Io ero fuori contesto, sempre. Non ero normale, non avevo un nome normale, né vestiti normali, e fui dirottata verso una vita originale (secondo mia madre), da sfigata, direi io.

Mentre le mie coetanee si scambiavano effusioni nel cortile della scuola, io ero a disposizione dell’insegnante di scienze, ficcata a forza dentro un laboratorio fatiscente, a ripulire provette. Ero la sua cocca. Lei era una signora di 50 anni, irsuta ed occhialuta. Era nata così, probabilmente, proprio così. Con il registro in mano e gli occhiali appoggiati distrattamente sulla punta del naso, sempre in bilico. Si agitava come una pazza tra le file dei banchi inneggiando alle ultime ricerche scientifiche. Mentre i miei compagni giocavano con i cellulari, io ero l’unica che avvertiva un senso di inquietudine, come se quelle cose fossero importanti, ma io non ne riuscivo a cogliere la vera portata. Essendo l’unica che la seguiva, lei decise che io avrei percorso la sua stessa strada. “Sarai una grande ricercatrice. Scoprirai una particella e vincerai un nobel.”

La particella, io non sapevo cosa intendesse, immaginavo fosse qualcosa di tondo e piccolo che vagava nell’atmosfera, e io, con una retina da cacciatore di farfalle, l’avrei acchiappata e le avrei dato il mio nome. Già mi vedevo alla cerimonia dei Nobel, signore e signori, la dottoressa Ortensia Malincuore…BOOOM…il sogno precipitava e faceva un gran botto. Può una che si chiama così vincere un Nobel?????  No, non può. Ma come diceva mia madre, sei portata per le scienze, studia che poi farai l’insegnante al liceo, una carriera assicurata, uno stipendio decente e puoi farti pure una famiglia….Io non avevo neanche un corteggiatore, ma mia madre saltava il problema, forse confidava in un qualche miracolo. Eppure non ero brutta, ero solo contro ogni legge estetica. La riga in mezzo, i capelli crespi come quelli di Donna Summer dopo un anno senza balsamo, avevo una montatura di occhiali ereditata da mia nonna, a cui mamma aveva fatto montare delle lenti nuove (almeno quelle), e andavo in giro vestita come una cacciata dal convento senza il tempo di cambiarsi. Ecco, diciamo che non avevo un gran gusto, non ce l’ho neanche adesso, ma sfido io, con una madre che pensava di essere elegante con la tuta blu, solo perche era blu! Comunque ora sono cresciuta, e il camice bianco che indosso in laboratorio aiuta…sotto potrei indossare un sacco di iuta e nessuno lo saprebbe. Già, perché ora sono una ricercatrice, mia madre mi ha detto che se entro un anno non avrò uno stipendio decente mi dovrò rassegnare e lasciare il laboratorio.

Ho un anno, 365 giorni per trovare quella maledetta particella!!!!

La storia di Ortensia Malincuore continua sul prossimo numero di WARP. Se non sei già nella nostra lista:

Grazie per aver letto questo numero di WARP, la "Blogletter" di AM Instruments. Ci piacerebbe conoscere il tuo parere o avere dei suggerimenti su temi di tuo interesse per le prossime pubblicazioni, puoi farlo da questo form.

AM Instruments srl - P.I. 02196040964

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